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SCHEDE
 
 
 

LO STRAPPO (Perché i miei colpi vanno sempre a finire in basso a sinistra?)

E' il problema che affligge molti novelli tiratori con la pistola semiautomatica, e coloro che hanno fatto il “salto” dalle armi ad aria compressa, a quelle a fuoco. Perché non riusciamo a concentrare i colpi al centro del bersaglio? Forse è il momento di dedicarci a qualche piccolo esercizio.
Molti tiratori soffrono di quello che in gergo si definisce "strappo", soprattutto quando sparano con la pistola o il revolver. Le regole del tiro a segno sono piuttosto semplici; se le mire sono correttamente allineate al bersaglio nel momento in cui il percussore colpisce l'innesco della cartuccia, il colpo finirà esattamente nel punto mirato. Accettando (malvolentieri) il fatto che un certo tremore della mano non è eliminabile, e che riuscire a tenere fermo e perfettamente allineato un oggetto del peso di un chilogrammo o più, è praticamente impossibile, se nel momento in cui parte il colpo, la bocca dell'arma punta all'incirca al centro del bersaglio, il colpo finirà non troppo lontano da quel punto. Il fatto è tutto lì; bisogna tenere più ferma possibile l'arma per tutta la durata della trazione dello scatto, e anche dopo, per tutto quel tempuscolo che separa il momento dello gancio, dall'accensione dell'innesco.

I principianti potrebbero in effetti avere qualche problema nell'impostazione al tiro; la postura, ma soprattutto il modo di impugnare l'arma, e il modo di premere il grilletto. Questo problema potrebbero averlo molti tiratori di armi ad aria compressa, o soft-air, autodidatti, che hanno imparato ad impugnare l'arma e a premere il grilletto da soli, o al massimo guardando i film d'azione in TV. Lo strappo da trazione del grilletto, il cosiddetto "colpo di dito", che consiste nel cercare di cogliere quel microscopico attimo in cui le mire sono allineate al bersaglio, è molto comune nelle persone che non hanno mai preso alcun tipo di lezioni di tiro, o che al limite che non abbiano mai letto nulla sull'argomento.

Tuttavia. chi spara con armi da fuoco, perlomeno in Italia, deve aver superato una prova di maneggio delle armi. Un istruttore avrà sicuramente insegnato loro quale è la maniera corretta di impugnare la pistola, la posizione che deve assumere il corpo, e come debba essere eseguita la trazione sul grilletto. Per migliorare il nostro modo di scattare, alcuni consigliano di fare un esercizio concettualmente molto semplice. Ad arma rigorosamente scarica, si appoggia una monetina da 1 centesimo, sopra al mirino della pistola (la faccia della moneta, non il bordo). Quindi delicatamente si traguardano le mire, verso un ipotetico bersaglio, si assume la consueta posizione di tiro e si preme il grilletto. La moneta non deve cadere. La maggior parte di coloro che hanno tentato questo esercizio, se non è riuscito a tenere la monetina in equilibrio al primo tentativo ci è riuscito sicuramente al secondo. Alcune pistole, in genere quelle più adatte al servizio o alla difesa personale, hanno uno scatto molto duro, e difficile da gestire correttamente. Ma con un po' di pazienza, si riesce a non fare cadere la monetina pure con quelle. Per la stragrande maggioranza dei tiratori di pistola o revolver di grosso calibro, impugnare l'arma e premere il grilletto in maniera corretta, non è affatto un problema, in quanto conoscono la tecnica esatta.

Un altro fenomeno responsabile dello strappo, è la cosiddetta "paura del rinculo". Quando si pronuncia questa frase, in genere tutti si mettono sulla difensiva. "Paura del rinculo io? Ma se sono anni che sparo! No, io non strappo, sono le mire di questa pistola che sono montate male!". Chiunque tiri con armi corte da fuoco ha sofferto di questo problema all'inizio. Solitamente è sufficiente un po' di pratica, per fare l'abitudine al rinculo, e il problema sparisce da se. In alcuni casi, però, il problema sembra non voler abbandonare il tiratore, e in alcuni casi, una volta sparito, tende a ritornare.

Per fortuna è piuttosto semplice diagnosticare il problema, e togliersi ogni dubbio. E' un po' meno facile risolverlo. Se ricaricate, preparate un paio di cartucce inerti, utilizzando solamente il bossolo, privo di capsula, e la palla. Una cartuccia priva di innesco e polvere, se inserita all'interno della pistola, produrrà un semplice "click". Fate attenzione, utilizzate queste cartucce solo al poligono; il loro scopo è quello di essere confuse con le normali cartucce cariche. Non utilizzatele nell'allenamento in bianco a casa, potreste confondervi ed utilizzare cartucce cariche, al loro posto, con le terribili conseguenze del caso. Se non ricaricate, potete utilizzare un salva percussore, anche se in quest'ultimo caso è anche possibile che riusciate a distinguerlo dalle altre cartucce, anche usando semplicemente il tatto. Quando siete sulla linea di tiro, posate la pistola a carrello aperto sul bancone, e a fianco di essa il caricatore, in modo che entrambi siano a portata di mano, raggiungibili senza necessariamente doverli guardare. Quindi prendete 4 cartucce cariche, e una cartuccia "scarica". Mescolatele un po' tra le mani senza guardare, e sempre senza sbirciare verso il basso, prendete il caricatore e inserite le cartucce. Il gesto dovrebbe essere naturale e semplice da eseguire, anche alla cieca. Se possibile inserite il caricatore nella pistola sempre senza guardare, quindi chiudete il carrello. Usando le cartucce ricaricate, una fugace occhiata non dovrebbe compromettere l'esperimento, mentre purtroppo il diverso colore del salva percussore sarà immediatamente visibile. Inutile dire che, in caso di revolver., è ancora più semplice. E' sufficiente lasciare un bossolo esausto in una delle camere, caricare le altre, e fare ruotare velocemente il tamburo subito prima di esplodere il primo colpo. Adesso mirate e sparate come fate sempre. "BANG!" "BANG!" "Click!". Siete rimasti perfettamente immobili e in punteria, dopo il click? O piuttosto avete abbassato la pistola in maniera incontrollata, come in preda ad uno spasmo muscolare?
Glossario Pistola Semiautomatica
Paura del rinculo? Delle 5 cartucce da inserire all'interno del caricatore, una sola è scarica. Quella con il bossolo nichelato, non ha innesco, e ovviamente neppure polvere. Un semplice test può farci scoprire quanto in realtà possa essere stressante per il nostro subconscio sparare con pistole di grosso calibro.
Oltre a diagnosticare lo strappo, questo semplice esercizio può essere utile per allenarci a reagire prontamente in caso di mancate percussioni. Ricordo che la procedura corretta, in caso di cilecca del colpo, è quella di colpire il fondo del caricatore con il palmo della mano, quindi ruotare la pistola verso sinistra al fine di agevolare l'espulsione del colpo difettoso, scarrellare, ed infine puntare e sparare. Click, tap, flip, rack e bang, sono i comandi mnemonici basati su termini onomatopeici, simili ai suoni dei fumetti americani. (Click = colpo a vuoto, Tap = colpo con il palmo della mano sotto al calcio, Flip = rotazione della pistola verso sinistra, Rack = scarrellare, Bang = sparo)

La paura del rinculo, ma forse sarebbe preferibile chiamarla "stress o ansia da tiro", si manifesta esclusivamente quando si sparano cartucce cariche. Fino a quando ci si allena in bianco, si può eseguire tutto alla perfezione, ma quando l'arma fa “Bang!”, il colpo finisce fuori dal bersaglio, in genere in basso a sinistra. Come già accennato più o meno tutti all'inizio hanno stappato, sparando con la pistola. Anche la sola eccitazione dovuta al fatto di fare una cosa che ci piace, crea quella tensione nervosa che costringe le nostre mani ad abbassare la pistola prima che essa inizi veramente a rinculare. In genere se ne va via da sola con un po' di allenamento, quando il “gesto” dello sparo diventa naturale. A volte ristorna saltuariamente, nelle situazioni più stressanti o eccitanti, ad esempio la prima volta che si spara con la pistola nuova, o con un'arma di calibro maggiore a quello con cui siamo abituati, o con una scatto più lungo o più duro. Poche volte però il problema persiste.

Può affliggere quei tiratori che hanno avuto un approccio errato la prima volta che hanno usato la pistola, che non si aspettavano una reazione così violenta da parte dell'arma, o un rumore così forte. Oppure può affliggere persone che nella vita di ogni giorno sono molto ansiose, nervose, particolarmente stressate, o con una bassa autostima. Il nostro corpo tende a comportarsi sempre in maniera consona alla nostra personalità, e al nostro modo di essere e di vivere. Ricordate sempre che noi non abbiamo un corpo, noi "siamo" un corpo! E' abbastanza normale che le mani di una persona particolarmente ansiosa tentino di resistere al rinculo dell'arma un attimo prima che esso arrivi; ed ecco quindi che non appena il dito avverte lo sgancio del cane, le braccia si irrigidiscono in uno spasmo, e le mani si abbassano a contrastare il rilevamento della pistola. E il colpo finisce in basso.

E' normale che il nostro corpo attui, in maniera del tutto indipendente dal nostro volere, delle misure difensive, quando ritiene di essere attaccato. Queste misure difensive consistono in genere in un irrigidimento della muscolatura, e in uno scarto immediato dalla parte opposta rispetto alla quale arriva il pericolo. Questa reazione aumenta quando siamo in situazione di stress emotivo. Per questo motivo possiamo essere in grado di eseguire una perfetta trazione del grilletto, quando ci alleniamo in bianco a casa nostra, ed al contrario strappare quando siamo al poligono. In poligono c'è rumore, e il rumore provoca uno stato di tensione emotiva. Inoltre all'interno del poligono stiamo svolgendo un'attività potenzialmente pericolosa, che richiede parecchia concentrazione e attenzione. Un aumento di adrenalina in queste condizioni è normale. I nostri vicini di piazzola sono potenziali spettatori delle nostre capacità, e molte persone ritengono umiliante fare una brutta figura e mostrare le proprie debolezze. Tutto il contorno della situazione è abbastanza stressante. Per alcuni più che per altri.
Colt Browning 1911A1
Ecco come si comporta un tiratore che strappa. Dopo tre spari, quando la pistola scatta a vuoto, viene spostata istintivamente verso il basso.
Il nostro corpo percepisce il rinculo come un'aggressione e reagisce di conseguenza. La situazione intorno a noi fa aumentare la portata della reazione. Non importa sapere consciamente che in rinculo della pistola non è affatto un'aggressione, bisogna fare in modo di convincere di questo anche il nostro subconscio, in modo che il nostro corpo non reagisca automaticamente. Come fare?
Un interessante video.

In questo video si vede un istruttore di tiro alle prese con una 1911 un po' capricciosa. Guardate attentamente cosa succede dopo il secondo colpo. La pistola non spara, e l'istruttore abbassa istintivamente la volata dell'arma verso il basso, come per contrastare il successivo rinculo, che in realtà non avviene. Si tratta del classico strappo.

Ecco, quell'impulso muscolare involontario, è molto meglio che non accada. Perlomeno non durante il tiro lento mirato. E' presumibile che un istruttore di tiro, sappia come sparare bene e diritto, e che non abbia alcuna paura del rinculo dell'arma. Eppure...

E' probabile che quella contrazione non abbia in effetti alcuna influenza sul risultato finale del tiro. Se quell'abbassamento involontario della pistola verso il basso, avviene dopo la partenza del colpo, e non prima, il proiettile colpirebbe comunque il punto mirato. In molti casi è proprio quello che accade. Alcuni tiratori infatti, sembrano sparare bene con alcuni tipi di pistole, mentre sparano male con altre. In questi casi è facile dare tutta la colpa all'arma, mentre in realtà, quasi sempre è il tiratore la causa. Le pistole sportive hanno in genere uno scatto netto e leggero, anche così come escono dalla scatola, mentre le pistole per uso di servizio, o da difesa, hanno scatti volutamente duri e a volte anche lunghi. Un grilletto particolarmente duro, con la corsa lunga e con qualche "grattatina" di troppo, oppure un cane con troppa inerzia, che colpisce il percussore in ritardo, ed ecco che l'involontaria contrazione muscolare avviene quando la pistola non ha ancora sparato. E il colpo finisce inesorabilmente in basso a sinistra.
Una delle cose più importanti è l'allenamento in bianco. Bisogna individuare una zona che riteniamo "sicura" della nostra casa, e allestire una semplice area di allenamento. E' utile procurarsi un bersaglio, dello stesso tipo utilizzato al poligono, e appenderlo al muro. Quindi prendiamo la nostra pistola, e un salva percussore e alleniamoci a puntare il bersaglio e a scattare in bianco. Prima, mi pare ovvio, assicuriamoci visivamente che l'arma sia scarica. Se abbiamo dei proiettili in casa, faremo bene a tenerli alla larga dalla stanza che usiamo per allenarci. Una volta eseguito lo scatto, rimaniamo immobili per almeno 2 secondi. Rimanere immobili, non significa irrigidirsi sul posto, ma più semplicemente non fare nulla e mantenere la posizione. Questa azione, viene definita “Follow Through”. Durante tutta la fase dello scatto, ed anche nei due secondi successivi, l'occhio dominante deve tenere focalizzato il solo mirino. Tacca di mira e bersaglio devono rimanere sempre un po' sfocati. Per l'occhio umano è impossibile mettere a fuoco contemporaneamente tre oggetti posti a differenti distanze. I tiratori più giovani hanno una messa a fuoco molto veloce, e potrebbero avere l'impressione dimettere a fuoco sia la tacca che il mirino contemporaneamente. E anche il bersaglio, se non è troppo lontano. E' solo un'illusione, dovuta al fatto che la messa fuoco è molto veloce. Per sparare bene bisogna focalizzare il solo mirino. Se l'occhio inizia a guardare il bersaglio, è molto probabile che il colpo si stamperà troppo in alto. E' impostante che anche durante la fase del “follow through” la focalizzazione della vista rimanga sul mirino. E' necessario resistere alla tentazione di osservare immediatamente il bersaglio, per cercare di capire dove sono finiti i colpi.
TIRO A SECCO – ASSOLUTAMENTE VIETATO!

Il cosiddetto “tiro a secco” è una pratica potenzialmente molto pericolosa, e va assolutamente evitata. Per questo motivo è preferibile parlare di “allenamento in bianco”. Può sembrare la stessa cosa, ma così non è. Durante l'allenamento in bianco, occorre necessariamente individuare un'area sicura della propria abitazione, e qui ricreare un ambiente che ricordi quello del poligono. Se possibile utilizzare un tavolo o una scrivania che prenda il posto del bancone del poligono. Ed è assolutamente necessario appendere un bersaglio, possibilmente simile a quello che utilizziamo solitamente al poligono. Se la distanza è poca, potremmo stamparne uno in scala ridotta, anche perché immagino che ben pochi possano avere a disposizione distanze di 15-25 metri, per allenarsi in bianco. La regola di base del tiro con le armi da sparo non deve mai venire meno. Puntare l'arma e premere il grilletto solo verso oggetti che siamo realmente intenzionati a colpire. Anche se in questo caso l'arma è sicuramente scarica, perché l'abbiamo verificato immediatamente prima di iniziare l'allenamento, e certamente non colpiremo il bersaglio, è assolutamente necessario che il bersaglio ci sia. Per nessun motivo dobbiamo premere il grilletto, se non per sparare a qualcosa a cui vogliamo sparare. Prendere l'abitudine di premere il grilletto con l'arma rivolta a terra, verso un muro, o verso una trave del soffitto, anche se può sembrare una cosa sicura, è l'abitudine più stupida che esista. Se prendiamo l'abitudine di premere il grilletto subito dopo aver scaricato l'arma, ad esempio per abbattere il cane, in particolari condizioni, potremmo ripetere lo sciagurato gesto al poligono, subito dopo aver caricato l'arma, con le conseguenze che vi lascio immaginare. Se l'allenamento in bianco ha lo scopo di imprimere una memoria muscolare “buona”, al fine di aiutarci a sparare meglio, anche le cattive abitudini ripetute costantemente, creano una memoria muscolare, in questo caso “cattiva”. E' a questo che serve l'allenamento, a ripetere i gesti automaticamente. I muscoli “ricordano” il gesto, e lo ripetono automaticamente quando non siamo molto presenti a livello mentale. Ma i muscoli non possono sapere se il gesto che ripetono automaticamente è buono o cattivo. Come si dice, le cattive abitudini sono dure a morire.

Come accennato prima, la situazione al poligono è ben più stressante, e lo scatto in bianco in una ambiente amico, in perfetta solitudine, riuscirà alla perfezione tutte le volte. Ma non importa, si tratta di un allenamento che va fatto ugualmente, anche solo che per pochi minuti al giorno, giusto per creare una memoria muscolare di un gesto che deve diventare automatico. Quando spareremo al poligono, il rinculo della pistola ci farà sollevare le braccia e piegare il polso. Non dovremo opporci, dovremo cercare di non fare nulla, come si dice, di rimanere sorpresi dal colpo.

Quando siamo sulla linea di tiro prendiamoci qualche minuto per scattare in bianco. Abbiamo le cuffie in testa, il bersaglio è davanti a noi, e tutto intorno ci sono persone che sparano, che fanno un sacco di rumore, e che tra un tiro e l'altro potrebbero osservare il nostro bersaglio e giudicare le nostre capacità di tiratore. Siamo carichi di adrenalina, e desideriamo fare bella figura, con gli altri, e con noi stessi. La situazione è stressante, ed è questo il momento di ritrovare la stessa calma che abbiamo di solito quando ci alleniamo in bianco a casa nostra. I comuni esercizi di respirazione, ed esercizi contro lo stress, potrebbero aiutare. Se li conosciamo eseguiamoli prima di iniziare a sparare, o tra una serie di colpi e la successiva. Richiamare alla mente il click del cane che colpisce il percussore durante l'allenamento a secco potrebbe potrebbe essere di aiuto, ad auto convincerci che la pistola non sparerà. Alcuni trucchi funzionano per alcuni, e per altri no. Lo scopo è quello di cercare di raggiungere uno stato di calma e tranquillità. Quando riusciamo ad effettuare una serie di scatti perfetti, allora inseriamo il primo caricatore e iniziamo a sparare. Di tanto in tanto, tra una serie e l'altra, eseguiremo qualche serie di scatti in bianco, giusto per controllare di essere sempre calmi e controllati. Il tiro al bersaglio è un'attività che richiede la massima concentrazione e la massima tranquillità. Pensare troppo e sparare sono due attività che in genere non vanno molto d'accordo tra di loro.
Colt Browning 1911A1
Se il risultato di un “click” improvviso della pistola è questo, il problema dello strappo è stato risolto!
Alessandro (2014)

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Commenti

Raffaele
10 Lug 2014, 22:32
Ciao Alessandro articolo interessante.
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