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SCHEDE
 
 
 

METTIAMO LA SICURA

Come funzionano e a che cosa servono le sicure delle pistole semiautomatiche. Analisi approfondita dei sistemi di sicurezza attivi e passivi delle pistole semiautomatiche moderne.
Quando le prime pistole semiautomatiche uscirono sul mercato, fine 1800 inizio 1900, gli eserciti di tutto il mondo iniziarono ad osservare con interesse questa tipologia di armi, in vista di una eventuale adozione in sostituzione della rivoltella. I militari presto o tardi posero particolare attenzione all'aspetto della sicurezza. La rivoltella era un'arma ritenuta intrinsecamente sicura per l'utilizzo da parte delle truppe. I revolver dell'epoca non erano esenti dalla possibilità di spari accidentali causati da cadute, ma era sempre possibile portare l'arma con il cane abbassato su una camera di cartuccia vuota. Al prezzo di perdere un colpo della capacità totale di fuoco, il revolver portato in queste condizioni è assolutamente sicuro al 100%, per il semplice motivo che in realtà è scarico, ma ugualmente pronto al fuoco. Al contrario una pistola per essere pronta al fuoco doveva necessariamente essere portata armata. Inoltre al termine del fuoco la rivoltella rimaneva in mano all’operatore con il cane abbattuto su una camera scarica, e poteva essere riposta in fondina in assoluta sicurezza, senza dover compiere nessuna altra azione. La pistola, al termine del fuoco, rimaneva con il cane o il percussore armato su una camera di cartuccia carica, e andava in qualche maniera messa in sicurezza prima di poter essere riposta in fondina. Era assolutamente necessario che le neonate pistole raggiungessero lo stesso grado di sicurezza dei revolver, prima di poter essere adottate dagli eserciti.
Sicura automatica al percussore
La vista inferiore di due carrelli di pistole tipo 1911 di recente produzione. Sul carrello di destra si vede il pistoncino della sicura automatica al percussore, assente nel carrello di sinistra.
Le pistole semiautomatiche attuali dispongono di numerosi sistemi di sicurezza, sia passivi che attivi. La sicurezza di queste armi è assoluta, a patto che l’operatore sia a conoscenza delle corrette procedure di maneggio della propria arma. Il che significa conoscere e comprendere i dispositivi di sicurezza che monta la propria pistola. Anche se noi semplici appassionati non abbiano né la necessità e né la possibilità di portare la pistola, è bene ugualmente conoscerne a fondo i dispositivi di sicurezza, prima di maneggiarla al poligono. Un vecchio adagio recita più o meno così; “gli incidenti accadono solo con le pistole scariche”. In realtà una pistola scarica è un oggetto del tutto innocuo. Al contrario è pericolosissima un’arma che si ritiene scarica, se non siamo in grado di controllare con assoluta certezza che essa sia effettivamente scarica. La stessa identica cosa vale per le sicure; ce ne possiamo fidare, solamente se ne capiamo a fondo il funzionamento e se eseguiamo sempre le corrette procedure di maneggio e la giusta manutenzione.
La stragrande maggioranza delle pistole di moderna concezione monta un dispositivo automatico di sicurezza al percussore. In queste armi, il percussore è saldamente bloccato da un perno comandato direttamente dal grilletto. Il percussore viene rilasciato solo nel momento in cui il grilletto viene premuto fino in fondo. In alcuni rari casi, come ad esempio nelle pistole Kimber, la sicura automatica al percussore viene comandata dalla sicura dell’impugnatura, ovvero il percussore viene liberato nel momento in cui si impugna saldamente la pistola. In entrambi i casi, il porto di queste pistole è da ritenersi assolutamente sicuro, in quanto urti o cadute non possono in alcun modo provocare la partenza accidentale del colpo. Le pistole moderne sparano solo quando si preme il grilletto.
Armi di concezione più vecchia, ma ancora oggi in produzione, molto spesso sono state aggiornate per includere questo tipo di sicurezza passiva. Capita comunque che siano ancora oggi in produzione pistole di progetto datato, che non possiedono questa caratteristica. Senza contare che ancora oggi è possibile acquistare vecchie pistole sul mercato dell’usato. Il porto di queste armi non è da ritenersi sicuro al 100%, in quanto il percussore a seguito di una caduta dell’arma, potrebbe andare a percuotere ed accendere l’innesco della cartuccia.
Sicura automatica al percussore
Il blocco della sicura automatica al percussore, nelle pistole Beretta serie 92, protrude dalla parte superiore del carrello.
Tutte le pistole semiautomatiche relativamente recenti dispongono di una monta di sicurezza del cane, detta prima monta o mezza monta. In caso di sgancio accidentale senza la pressione del grilletto, tale dispositivo intercetta il movimento del cane pochi millimetri prima che esso possa colpire il percussore. Inutile dire che le pistole a percussore lanciato, in quanto prive di cane, non possono avere questo dispositivo.
A fine 1800, inizio 1900 molte pistole avevano il percussore che in posizione di riposo fuoriusciva dal suo foro di egresso della culatta, e toccava l’innesco della cartuccia. In seguito fu introdotto il percussore inerziale. In condizioni di riposo il percussore rimane all’interno della culatta, e fuoriesce a colpire l’innesco per inerzia, solo dopo essere stato colpito dal cane. Anche questo particolare è presente nella quasi totalità delle pistole prodotte oggigiorno.
Anche l’incolumità del tiratore deve essere preservata attraverso adeguati dispositivi di sicurezza. In caso di incuria, malfunzionamenti o rotture, la pistola potrebbe essere più pericolosa per colui che spara che per il bersaglio. Il disconnettore delle pistole semiautomatiche è congegnato in maniera tale da impedire la partenza del colpo quando il carrello non fosse perfettamente chiuso. Se una pistola dovesse sparare con l’otturatore aperto, residui incandescenti dello sparo, o peggio, schegge di bossolo potrebbero finire in faccia al tiratore, ferendolo.
Sicura automatica al percussore
Il dispositivo di mezza monta del cane. A sinistra il cane è completamente abbattuto, mentre a destra il cane è posizionato sulla mezza monta.
Questi sono all’incirca i dispositivi passivi di sicurezza che si possono trovare su una qualunque pistola semiautomatica moderna. Ad essi, generalmente vengono abbinati uno o più sistemi di sicurezza attivi, che devono essere gestiti direttamente dall’operatore. Ogni modello di pistola possiede dispositivi manuali differenti. Inoltre esistono meccanismi che potrebbero essere definiti “semiautomatici”, ovvero dispositivi di sicurezza attivi, ma che si disattivano in maniera naturale quando si spara, come ad esempio la sicura dorsale della 1911 o il doppio grilletto della Glock.
Pistole in sola singola azione
(Colt 1911 e derivate, Browning HP 35, Beretta 34 ...)
Si tratta di una categoria che rapppresenta la tipologia di armi più datate, sebbene anche moltissime pistole sportive più moderne abbiano la catena di scatto in sola singola azione. Si tratta quindi di una tipologia di pistole ancora attuale e molto presente sul mercato e nei poligoni di tiro.
Sicura automatica al percussore
La Colt Government 1911 rappresenta l'archetipo delle pistole semiatomatiche in sola singola azione.
Le pistole basate sullo schema Colt-Browning 1911 a singola azione, sono equipaggiate di due tipi di sicurezza. La prima è la cosiddetta sicura dorsale. Si tratta di una sicura posizionata nell’elsa dell'impugnatura, la quale blocca il movimento del grilletto, e viene disinserita in maniera naturale quando si impugna la pistola. Inoltre è presente una sicura manuale azionabile tramite l’utilizzo del pollice della mano destra (thumb safety), inseribile solo a cane armato, che blocca la catena di scatto e il carrello, che quindi non può essere arretrato manualmente.
Si tratta di una scelta costruttiva non da poco; le operazioni di disattivazione della sicura manuale, e di scarrellamento dell’arma per caricare il colpo, sembrano operazioni semplici e intuitive quando effettuate con tutta calma al poligono. Possono però diventare un ostacolo insormontabile durante uno scontro a fuoco, quando diventa difficile ragionare con la necessaria lucidità. Il sistema per risolvere un inceppamento o un malfunzionamento è quasi sempre quello di scarrellare l’arma al fine di alimentare il proiettile successivo. Ma la pistola potrebbe avere la sicura inserita, nel qual caso scarrellare servirebbe solo a perdere tempo e sprecare proiettili. Con la 1911 non è possibile scarrellare quando la sicura è inserita, quindi non è possibile continuare ripetutamente ad eseguire la manovra errata nel tentativo di attivare l’arma durante uno scontro a fuoco. Cosa che al contrario potrebbe accadere con alcune moderne pistole che permettono di effettuare le operazioni di caricamento e scaricamento dell’arma con la sicura inserita. Pare che sia realmente accaduto che un malcapitato agente, nel tentativo di difendersi e rispondere al fuoco, abbia continuato a scarrellare la pistola fino a terminare i colpi nel caricatore, senza accorgersi che il problema stava nella sicura manuale, che era inserita.
Le pistole semiautomatiche in singola azione tipo Colt Government, possono essere portate sia in condition 1, ovvero con colpo in canna, cane armato e sicura inserita, che in condition 3, ovvero con la pistola senza colpo in canna e caricatore pieno. E’ sconsigliabile portare l’arma in condition 2, ovvero con il colpo in canna e il cane abbassato, sebbene nei modelli militari 1911 e 1911-A1, e sui modelli civili precedenti alla Series ’80, la mezza monta del cane fosse congegnata in modo da bloccare anche la catena di scatto. Caratteristica scomparsa con l’introduzione della Series ’80 e della sicura automatica la percussore. A partire dagli anni ’80 la Colt Government, la versione civile della 1911-A1, fu aggiornata, e dotata di una moderna sicura automatica al percussore. Modifica che destò molte polemiche tra gli appassionati americani, ma che di fatto ha consentito alla venerabile pistola di entrare nel ventunesimo secolo, con come pezzo da museo, ma come arma da difesa moderna ed ancora attuale. Vista la ancora notevole richiesta del mercato, attualmente sia Colt che altri produttori in tutto il mondo, commercializzano modelli di pistole basate sul sistema 1911, con (series 80) o senza (series 70) sicura automatica al percussore.
La presenza della sicura dorsale consente di avere una maggiore sicurezza nel porto dell’arma carica e armata. Allo stesso tempo, la sicura manuale, congegnata in modo da non poter essere inserita a cane abbassato assicura che questa non possa essere inserita per errore in caso di porto della pistola senza colpo in canna. Inoltre la funzione della sicura, che blocca il carrello, riduce al minimo la possibilità di errore da parte dell’operatore. I sistemi di sicurezza della vecchia ordinanza americana risultano decisamente ben congegnati, anche meglio di alcune pistole attuali. Tuttavia negli esemplari militari o più datati, la sicurezza assoluta non è garantita, a causa dell’assenza della sicura automatica al percussore.
Copie semplificate della 1911, generalmente prodotte in Sudamerica o in spagna, sono state realizzate senza la sicura dorsale. Così come altre pistole successive, in sola singola azione, basate su disegni originali, come ad esempio la stessa HP 35 prodotta dalla FN e basata su un progetto dello stesso John Moses Browning. Portare questo tipo di armi in condizione 1, cariche, armate e con sicura inserita può considerarsi più rischioso rispetto al porto in pari condizioni di una Colt Government.
Sicura automatica al percussore
Una Tanfoglio Limited Custom, moderna pistola sportiva in sola singola azione. La sicura può essere inserita sia con cane armato che disarmato, e non blocca il movimento del carrello.
La Tokarev TT-33, la famosissima ex ordinanza sovietica, meccanicamente molto simile alla 1911, ed ovviamente in sola singola azione, era del tutto priva di qualunque dispositivo di sicurezza manuale. L’unico dispositivo di sicurezza era la mezza monta del cane, che quando inserita bloccava anche il movimento del carrello. Era impensabile portare la pistola carica e armata senza sicura, ma era anche impensabile portarla carica ma disarmata, con il cane abbattuto o sulla prima monta, in quanto il percussore non era di tipo inerziale, e a riposo toccava l’innesco della cartuccia in camera. La pistola andava necessariamente portata scarica (condition 3), e attivata immediatamente prima di sparare, arretrando a mano il carrello. Va ricordato che nel 1911 la Colt fu sostanzialmente scelta dalla cavalleria americana, e quindi doveva necessariamente essere utilizzata, e utilizzabile, da un soldato a cavallo, ovvero con una mano sola e limitando al massimo le operazioni da compiere per renderla operativa. Impensabile che un soldato a cavallo potesse portare la pistola scarica e caricarla usando entrambe le mani. La pistola doveva necessariamente essere portata carica e armata, per essere sempre pronta all’uso. Nel 1930, dopo la prima guerra mondiale combattuta per lo più nelle trincee, probabilmente l’esercito sovietico non sentiva questa necessità, così vide di buon occhio la semplificazione meccanica derivante dall’abolizione della sicura.
Pistole ad azione mista con leva abbatticane
(Walther P38, Beretta M9, Sig Sauer P226, H&K USP ...)
Poche decine di anni dopo l’introduzione della 1911, la Germania adottò la Walther P38. La pistola tedesca era equipaggiata con sistemi di sicurezza sia attivi che passivi, che risultano ancora oggi attuali, e che sono stati ripresi da molte pistole moderne, prima tra tutte la nostrana Beretta modello 92 FS. Pistole di questo tipo hanno uno scatto in doppia azione. Possono essere portate, con la massima sicurezza, con il colpo in canna e il cane abbattuto. Il primo colpo viene sparato in doppia azione, mentre i successivi in singola. La forza necessaria a sparare il primo colpo in doppia azione è tale da scongiurare eventuali partenze accidentali del colpo durante il porto. Il cane abbattuto mette al riparo da sganci accidentali.
Sicura automatica al percussore
La Beretta 98FS in calibro 9x21 è la versione civile italiana della Beretta M9, l'attuale pistola da fianco dell'esercito degli Stati Uniti d'America. Rappresenta la massima espressione delle pistole ad azione mista con leva abbatticane.
Già la vecchia Walther P38 montava il dispositivo di blocco automatico del percussore, esattamente come le armi moderne. Esistono comunque pistole in doppia azione con sicura abbatticane prive di tale congegno. In questi casi esiste sempre la possibilità che la pistola spari in seguito a urti o cadute. Questo tipo di pistola monta una leva con funzione di abbatticane, per cui non è necessario effettuare una pericolosa manovra di abbattimento manuale del cane su una camera carica. In molti modelli, specialmente quelli nati qualche decina di anni fa, come ad esempio la Beretta 92FS, la leva abbatticane ha anche la funzione di sicura manuale che disattiva la catena di scatto. Impostazione che molti giudicano obsoleta se non addirittura “pericolosa”, in quanto una volta abbattuto il cane, la sicura non è più necessaria, ma potrebbe essere inserita involontariamente dallo stesso operatore in situazioni di stress, o durante il porto prolungato di servizio. In questo caso ci si ritroverebbe con una pistola disattivata proprio nel momento peggiore. Generalmente questo tipo di sicura non blocca il carrello, per cui c’è la possibilità che l’operatore continui a caricare un nuovo colpo in canna manualmente senza accorgersi che la sicura è inserita.
Per questo motivo oggigiorno molte pistole hanno la leva abbatticane priva di funzione di sicura, che ritorna automaticamente in posizione di riposo subito dopo essere stata attivata (Sig Sauer P226, Beretta 92G). In alcuni casi la leva della sicura abbatticane ha due posizioni; nella prima posizione funziona da abbatticane, mentre nella seconda posizione funziona da sicura manuale, attivabile solo a cane armato (H&K USP). In questo caso la pistola può essere portata sia in condizione uno, con colpo in canna, cane armato e sicura inserita, che in condizione due, con il cane disarmato e senza sicura.
Beretta 98FS
Beretta 98FS
Il funzionamento della sicura abbatticane della Beretta serie 92. Il percussore è diviso in due parti, l’impulsore, contenuto all’interno dell’elemento cilindrico, e il percussore vero e proprio. Ruotando verso il basso le leve della sicura, l’impulsore viene disassato rispetto al percussore, che non può più essere raggiunto. Contemporaneamente una leva agisce sulla catena di scatto, facendo abbattere il cane.
Le pistole in doppia azione dotate di sicura automatica al percussore, possono essere portate tranquillamente con il cane posizionato sulla prima monta. In questa maniera il grilletto avanza parzialmente, ed è più facilmente raggiungibile anche da operatori che hanno le mani piccole. Inoltre la corsa leggermente più breve permette di esplodere il colpo con maggiore velocità. Tuttavia è sconsigliabile tenere il cane sulla prima monta durante il porto su quelle armi prive della sicura al percussore.
Esiste poi una variante di pistole funzionanti in sola doppia azione (DAO). In queste pistole la funzione di abbatticane si attiva automaticamente ad ogni sparo, lasciando sempre l’arma con il cane abbattuto. In molti casi si tratta di piccole pistole tascabili con cane interno, ma esistono anche molte varianti in sola doppia azione di pistole militari ad azione mista. La principale ragione dell’esistenza di tali modelli nasce dall’esigenza di armare personale non adeguatamente addestrato. Dal punto di vista operativo la pistola in sola doppia azione è paragonabile ad un revolver. Alcune di queste pistole mantengono le stesse sicure manuali dei modelli ad azione mista, mentre su altri modelli è stato eliminato ogni tipo di dispositivo di sicurezza manuale, considerato giustamente inutile.
Beretta 92D
La Beretta 92D, versione in sola doppia azione del modello 92FS, è priva di sicura manuale, e ha la cresta del cane tagliata. Esiste anche il modello 92DS, sempre in sola doppia azione e con il cane tagliato, ma con l'aggiunta della (inutile) sicura sul carrello uguale a quella della 92FS.
Pistole ad azione mista senza abbatticane
(CZ 75, Tanfoglio, Beretta serie 81)
Nata dalla parte sbagliata della cortina di ferro nella seconda metà degli anni ’70, la CZ 75 fu copiata da un grande numero di produttori occidentali, in quanto non coperta da brevetto. L’indovinatissima impugnatura, forse ancora oggi la migliore in assoluto tra le pistole semiautomatiche con caricatore di grande capacità, unita ad altre caratteristiche di assoluto rilievo, fece proliferare un grande numero di copie non autorizzate ma del tutto lecite dal punto di vista legale. I modelli più vecchi erano privi della sicura automatica al percussore, che fu aggiunta negli anni ‘90. A parte alcune varianti prodotte da Tanfoglio, queste pistole hanno una sicura a leva sul fusto, che blocca o inibisce la catena di scatto.
CZ 75 Primo modello
La primissima versione della CZ 75. Queste pistole montano una sicura sul fusto di tipo tradizionale, e per essere portate cariche con il primo colpo in doppia azione, occorre abbattere manualmente il cane.
Queste pistole possono essere portate sia in condition 1, con cane armato sulla camera carica e la sicura inserita, che in condition 2, con colpo in canna e cane abbassato. Nel secondo caso la criticità consiste nel dover effettuare la manovra di abbattimento manuale del cane con il colpo in canna, operazione che comporta sempre un certo margine di rischio, anche su quelle armi che montano il dispositivo di sicura automatica al percussore, in quanto per eseguirla è necessario premere il grilletto e contemporaneamente abbassare con cautela il cane. Nel momento in cui si preme il grilletto, la sicura al percussore viene disattivata, per cui, nel malaugurato caso in cui il cane dovesse scivolare dalla presa, l’arma potrebbe esplodere il colpo.
Pistole a percussore lanciato prive di sicurezza manuale
(Glock e derivate)
Nata all’inizio degli anni ’80, la Glock ha rappresentato l’unica vera rivoluzione moderna nel campo delle pistole semiautomatiche. La pistola è priva di alcun tipo di sicurezza manuale, ed è quindi immediatamente pronta all’uso, senza necessità di compiere alcun tipo di azione preparatoria. L’arma è costruita per oltre il 50% con materiali sintetici. La “pistola di plastica”, fece storcere il naso ai puristi, ma una volta passato il clamore iniziale, si ritagliò una sempre maggiore fetta di mercato, per il semplice motivo che si trattava di un’arma assolutamente efficace, affidabile, precisa, semplice da utilizzare, e nonostante la plastica, assolutamente duratura e robusta. In seguito anche altri produttori tentarono la strada battuta da Glock, ma fino ad ora nessuno è riuscito ad indovinare la “ricetta” giusta per spodestarla dal gradino più alto delle vendite. Uno ad uno gli “imitatori” sono usciti di produzione, e c’è da scommettere che anche molti dei modelli attuali, ispirati alla pistola austriaca, non dureranno a lungo.
Le Glock funzionano a percussore lanciato, parzialmente armato. La pressione sul grilletto completa l’armamento ed effettua lo sgancio. Il risultato è uno scatto, denominato “Safe Action”, che è una via di mezzo tra una singola e una doppia azione. E’ abbastanza lungo e pesante da scongiurare la partenza accidentale del colpo in condizioni di stress, ma abbastanza breve da poter essere gestito meglio, e più velocemente, di una doppia azione pura. La pistola non ha alcun tipo di sicurezza manuale; si carica, si inserisce in fondina, e all’occorrenza si estrae e si spara. L’unico dispositivo di sicurezza che può considerarsi attivo è rappresentato da un piccolo grilletto, incernierato all’interno del grilletto vero e proprio, che lo blocca nel caso non venga premuto correttamente. Un dispositivo di sicurezza automatico al percussore, garantisce una più che adeguata sicurezza passiva. L’arma non può sparare se non premendo il grilletto in maniera corretta.

La Glock 17, qui ritratta nell'ultima versione, la Gen 4. Quando uscì rivoluzionò il modo di intendere la pistola semiautomatica per servizio e difesa. E' priva di qualunque tipo di sicurezza attiva, in modo da essere immediatamente pronta al fuoco.
A causa della loro particolare natura, le pistole tipo Glock vanno sempre portate all’interno di una fondina adeguata, in materiale sintetico rigido, in grado di bloccare con forza l’arma, e soprattutto di inibire in maniera assoluta qualunque azione sul grilletto, accidentale o meno. Tali armi, infatti, sparano solo ed esclusivamente premendo il grilletto. Sebbene la Safe Action di Glock, sia più lunga e pesante rispetto ad una singola azione, non è in grado di raggiungere il grado di sicurezza nel porto offerto da una doppia azione propriamente detta. Le più recenti produzioni di Walther e H&K, ispirate alla Glock e nate dopo la scadenza dei brevetti, utilizzano uno scatto in singola azione. Queste pistole non possono essere portate semplicemente infilate nei pantaloni, e anche il porto in fondine di cuoio è sconsigliato, perché a causa della loro morbidezza non sono in grado di assicurare una perfetta ritenzione del grilletto, soprattutto durante la salita e discesa dai veicoli. Molti non si rendono conto che il vero sistema di sicurezza nel porto di queste pistole è rappresentato dalla fondina stessa. Il primo modello di Glock, la 17 è un’arma pensata e dimensionata per il porto manifesto di servizio. In seguito sono usciti modelli di Glock più compatti, adatti al porto sotto gli abiti civili, o addirittura al porto occultato. In ogni caso è assolutamente necessario l’utilizzo di una fondina rigida, anche interna, per avere la totale sicurezza durante il porto.
Alessandro (2015)

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