AirGun Zeta
 
ATTENZIONE !
AirGun Zeta World
su Facebook
E' UNA TRUFFA!!!
Airgun Zeta World non ha pagine Facebook. Airgun Zeta World, il sito originale www.airgunz.it non ha alcun legame con l'omonima "Airgun Zeta World" pagina Facebook di una improbabile "agenzia viaggi", che si spaccia per noi, utilizzando senza permesso il nome, il logo, le fotografie e i testi, del nostro sito. Non sappiano chi sono e soprattutto non sappiamo cosa fanno. Fate attenzione alle eventuali truffe. Grazie
ATTENZIONE !
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
SCHEDE
 
 
 

L'OTTICA SOTTO LA LENTE

Uno sguardo dentro al cannocchiale di puntamento
Vi siete mai chiesti che cosa c'è dentro al vostro cannocchiale di puntamento? E che cosa succede al suo interno quando ruotate le torrette di regolazione di alzo e deriva, o una delle ghiere di regolazione di zoom e parallasse? Analizziamo come è fatta e come funziona l'ottica di puntamento.
L'ottica di puntamento, la cui definizione esatta è "mirino telescopico", è uno strumento di mira basato, dal punto di vista costruttivo, sul telescopio ottico rifrattore. vi siete mai chiesti come funziona l'ottica montata sulla vostra carabina? Che cosa si nasconde all'interno del cannocchiale? I primi esperimenti atti a dare ai tiratori di armi lunghe degli ausili di puntamento ottici, che gli facilitassero la mira, risalgono al 17° secolo. Ma solamente nella seconda metà del 1800 furono prodotti e commercializzati i primi mirini telescopici dotati di lenti simili a quelli che ancora oggi utilizziamo. Si trattava in ogni caso di strumenti molto differenti da quelli che utilizziamo oggi abitualmente, permettevano pochissime regolazioni e costavano un vero patrimonio.

Un mirino telescopico moderno è formato da tre componenti ottiche principali; la lente frontale detta "obiettivo", la lente finale, detta "oculare", posto dalla parte di chi guarda, ed infine posizionato in mezzo alle due lenti, un complesso di lenti in grado di raddrizzare ed ingrandire l'immagine, detto "erettore". La lente frontale cattura la luce proveniente dal soggetto inquadrato, e la fa convergere in un punto chiamato "piano focale", o ancora meglio "primo piano focale". La distanza del piano focale dipende dalla curvatura della lente frontale. Superato tale punto i raggi ricominciano a divergere. L'immagine è adesso rovesciata, e deve necessariamente essere raddrizzata. A farlo ci pensa l'erettore, che è formato da un complesso di lenti, in genere 2. Variando la distanza tra le due lenti dell'erettore, varia anche il fattore di ingrandimento, dell'immagine inquadrata. La luce uscente dall'erettore, converge nuovamente in un punto detto "secondo piano focale", e quindi la lente dell'oculare provvede ad ingrandire l'immagine e a mostrarla all'occhio del tiratore.

In una di queste fasi di trattamento della luce, all'immagine del soggetto inquadrato viene sovrapposto un disegno detto "reticolo", il quale permette al tiratore di mirare, ovvero di sapere con precisione quale sarà il punto di impatto del proiettile sul bersaglio inquadrato. Il reticolo può essere posizionato indifferentemente su uno dei due piani focali, come vedremo in seguito.

Dal punto di vista meccanico un mirino telescopico è formato da una struttura esterna detta "tubo". La parte centrale del tubo ha solitamente il diametro di 1 pollice o di 30 millimetri, ed è quella a cui si fissano gli anelli per il montaggio del cannocchiale sulla carabina. La lente frontale, l'obbiettivo, ha generalmente un diametro maggiore rispetto alla parte centrale del tubo. Lo strumento assume quindi la caratteristica forma a cui tutti siamo abituati, con la parte anteriore che si allarga, la quale viene chiamata per questo motivo "campana". Non tutti i cannocchiali sono così, ad esempio i variabili da battuta hanno la parte anteriore di diametro minore rispetto a quella posteriore. In ogni caso tutti i meccanismi interni "importanti" del cannocchiale, quelli che permettono le regolazioni di alzo, deriva, fattore di zoom, e a volte anche parallasse, sono tutti all'interno della parte centrale del tubo.

Alcuni decenni fa le ottiche avevano un ingrandimento fisso. I gruppi di lenti interne erano saldamente fissati al tubo. Il solo reticolo era fissato ad un supporto mobile, che ne permetteva la regolazione. Impossibile o quasi che il reticolo si trovasse al centro dell'immagine inquadrata, a meno che non si curasse in maniera molto precisa il montaggio del cannocchiale sul fucile. Spesso l'unica regolazione possibile era solamente quella dell'alzo, per cui la deriva si regolava solo attraverso l'attacco. Ottiche di questo genere erano resistentissime ad ogni tipo di strapazzo, ma ovviamente molto limitate a livello di regolazioni.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
Un disegno semplificato dei meccanismi interni di un cannocchiale di puntamento, e il percorso del fascio all'interno dello strumento. Le regolazioni di alzo e deriva si ottengono grazie ad un complesso di lenti montate dentro ad un secondo tubo che si muove all'interno dello strumento comandato dalle torrette.
LA REGOLAZIONE DI ALZO E DERIVA
Le numerose regolazioni di un'ottica di puntamento moderna, sono ottenute costruendo il complesso di lenti che formano l'erettore, all'interno di un secondo tubo in grado di muoversi e di inclinarsi ad una estremità. In questa maniera si può variare il punto di mira, lasciando sempre il reticolo al centro dell'immagine. Il tubo interno dell'erettore deve poter brandeggiare in tutte le direzioni, comandato delle torrette esterne, e da una molla di ritorno. La parte anteriore del tubo dell'erettore si muove sotto la spinta della testa delle torrette di regolazione. Avvitando le torrette di alzo e deriva, il tubo interno viene spinto e trattenuto nella giusta posizione. Al contrario, svitando le torrette, ovvero ruotandole in senso antiorario, il tubo interno viene riportato a contatto con le teste delle torrette dalla molla di recupero. La criticità è data sia dalla forza della molla di recupero, che deve essere relativamente bassa, sia dal fatto che la superficie della testa delle torrette, agisce sulla superficie curva del tubo dell'erettore. Spostare il tubo agendo su una delle due torrette, comporta che anche il punto di contatto sull'altra torretta si sposti, e questo potrebbe causare movimenti indesiderati. Senza contare poi che le superfici a contatto possono consumarsi, deformarsi o ammaccarsi. Questo va ad incidere sulla ripetitività e sulla precisione delle regolazioni. La precisione della costruzione meccanica, la robustezza dei materiali e le tolleranze di lavorazione sono fondamentali. Capita spesso, nelle ottiche più economiche, che variando di un certo numero di click la regolazione in un senso, e poi riportandola indietro dello stesso numero di click, il punto di impatto del proiettile non ritorni nell'esatto punto che aveva in principio. Un altro punto critico è il giunto posteriore, che fissa l'erettore all'altra estremità. Questo deve contemporaneamente garantire sia la libertà di movimento all'erettore all'altro capo, sia il mantenimento della posizione in quel punto. I cannocchiali più costosi e sofisticati prevedono giunti con superficie sferica, accoppiati con precisione ad una boccola, spesso registrabile tramite viti. Quelli più economici si affidano a semplici raccordi realizzati con materiali elastici. In ogni caso lo spostamento dell'erettore avviene solo ed esclusivamente alla sua estremità anteriore, mentre al posteriore esso rimane in una posizione fissa. Lo spostamento del reticolo, e quindi del punto di impatto del proiettile al variare della rotazione delle torrette dipende dallo spostamento angolare dell'asse del tubo interno dell'erettore. In pratica è come se dentro al nostro cannocchiale ci fosse un secondo cannocchiale che si inclina verso l'alto, il basso, sinistra o destra. Lo spostamento del punto di mira si valuta quindi con una distanza angolare, e non lineare. L'unità di misura di questo spostamento è il M.O.A., un acronimo che sta per Minute Of Angle. Un MOA equivale ad un minuto d'angolo, ovvero ad 1/60 di grado angolare. E' abitudine approssimare il valore del MOA in 1 pollice a 100 yarde per quanto riguarda il sistema di misura anglosassone, e a 3 centimetri a 100 metri, per quello internazionale. Il movimento delle torrette avviene tramite click, avvertibili sia con l'udito che con il tatto. In genere il valore di un click corrisponde a 1/4 o a 1/8 di MOA, il che significa che ogni click corrisponde ad uno spostamento del punto di impatto di 1/4 o 1/8 di pollice a 100 yarde. Molte ottiche europee per la caccia utilizzano torrette il cui click corrisponde ad 1/3 di MOA, che produce uno spostamento del punto di impatto di 1 centimetro a 100 metri. Questo valore è comunque sempre riportato sulla torretta.

Tutto il complesso interno che forma l'erettore, può risentire dello stress dello sparo e delle continue regolazioni. Tenete presente che ogni movimento interno del tubo, dovuto alle regolazioni di alzo e deriva, è microscopico; provate a rapportare 1 MOA, che corrisponde a 3 centimetri a 100 metri, alla lunghezza dell'erettore, diciamo per comodità 10 centimetri.

spostamenti, anche minimi di questo tubo interno dovuti a sollecitazioni esterne, possono voler dire scostamenti anche molto evidenti del punto di impatto del proiettile rispetto al punto di mira. Subito dopo lo sconquasso trasmesso dal rinculo all'interno dello strumento di mira, tutto deve poter ritornare nell'esatta posizione che aveva in principio.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
Ecco come le torrette di regolazione e la molla di ritorno riescono a muovere il tubo dell'erettore.
LA REGOLAZIONE DEL FATTORE DI INGRANDIMENTO
La posizione reciproca delle due lenti interne all'erettore definisce il fattore di ingrandimento. Nelle ottiche a fattore di ingrandimento variabile, la variazione dello zoom si ottiene modificando la posizione reciproca, e la loro posizione all'interno del tubo dell'erettore, delle due lenti. Esternamente al tubo dell'erettore si sviluppa un secondo tubo, che presenta due intagli che vanno a formare due piste elicoidali. Le due lenti interne all'erettore sono montate all'interno di due boccole cilindriche, che scorrono all'interno del tubo. Un perno laterale avvitato ad ognuna delle due boccole funziona da camma, e scorre sia all'interno di una guida lineare fresata lungo il tubo dell'erettore, sia all'interno della pista elicoidale presente sul tubo esterno. Le due guide elicoidali hanno uno sviluppo differente tra di loro; una delle due, solitamente quella posteriore, è più inclinata e ha uno sviluppo di maggiore lunghezza, rispetto all'altra. Il che significa che la lente posteriore, quella rivolta verso al tiratore, è quella che deve avere l'escursione maggiore. Se possedete una macchina fotografica digitale tascabile, avrete sicuramente notano che manovrando il comando di zoom l'obiettivo si allontana e si avvicina al corpo della macchina. Le due parti di cui è composto l'obiettivo della macchina fotografica tascabile, si comportano esattamente come le due lenti interne dell'erettore, ed hanno la stessa funzione. Aumentando il fattore di zoom le due lenti avanzano, diminuendolo, si ritraggono. Anzi, a dirla tutta la lente anteriore, quella più esterna all'apparecchio fotografico, arrivata ad un certo valore di zoom smette di avanzare, e ritorna leggermente indietro. Allo stesso modo la pista elicoidale anteriore dell'erettore, nella sua parte finale, in genere fa una piega a ritroso.

Avrete sicuramente notato la testa di una vite che fuoriesce dalla ghiera di regolazione del fattore di ingrandimento. Ebbene, questa vite non è altro che un perno passante, che va ad agire sul tubo esterno, quello che presenta le due piste elicoidali. Ruotando la ghiera dello zoom, andremo a ruotare il tubo più esterno del complesso erettore, il quale, attraverso le due gole elicoidali, trasmetterà un movimento lineare alle due lenti interne. Inutile dire che anche in questo meccanismo la precisione meccanica dell'esecuzione è fondamentale. Le due boccole cilindriche su cui sono fissate le lenti devono scorrere in maniera assolutamente precisa e lineare all'interno del tubo dell'erettore. Qualunque movimento angolare indesiderato di una delle due si tradurrà in un disallineamento del punto di mira, nel caso in cui il reticolo si trovi sul secondo piano focale.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
Le piste elicoidali ricavate su un tubo che ruota all'esterno dell'erettore sono responsabili del movimento delle lenti interne, le quali determinano il fattore di ingrandimento.
LA REGOLAZIONE DELLA PARALLASSE
Per prima cosa cerchiamo di capire in che cosa consiste l'errore di parallasse. Immaginiamo di trovarci di fronte a due pali conficcati nel terreno. Due pali consecutivi di una linea elettrica o telefonica, fanno giusto il caso nostro. Possiamo sicuramente trovare una posizione in cui i due pali ci appaiono allineati; quando osserviamo il palo più vicino a noi, esso copre completamente il palo successivo. A questo punto però, è sufficiente che noi ci spostiamo leggermente da un lato, per perdere l'allineamento dei due pali. Ecco, questo è l'errore di parallasse. Quando due oggetti allineati non si trovano sullo stesso piano, un leggero spostamento del punto di osservazione, fa si che i due oggetti non ci appaiano più allineati. E al contrario, quando due oggetti che si trovano su piani differenti non sono allineati, è possibile allinearli cambiando il punto di osservazione. Questo è il caso del reticolo del cannocchiale e del bersaglio. Possiamo sempre allineare il centro del reticolo al bersaglio, ma lo scopo del tiro a segno non è questo. Lo scopo è premere il grilletto, dopo aver allineato il bersaglio, e colpirlo con il proiettile. Capite bene che se il reticolo e il bersaglio si allineano sempre in maniera differente a seconda di come muoviamo l'occhio rispetto al cannocchiale, colpire il bersaglio sarebbe solo questione di mera fortuna. D'altro canto le armi che possiedono le sole mire aperte tradizionali, possiedono due organi di mira, quello anteriore, il mirino, e quello posteriore, ad esempio la tacca di mira. Il mirino va allineato contemporaneamente al centro del bersaglio, ma anche alla tacca di mira, per poter allineare perfettamente la canna nella direzione giusta. Come mai allora il cannocchiale possiede un mirino solamente? E' semplice, se il bersaglio e il mirino del cannocchiale, il reticolo, cadono sullo stesso piano, l'errore di parallasse è annullato. E' come se si potessero piantare i due pali dell'esempio precedente nello stesso identico punto; ovunque ci piazzassimo per osservarli, i due pali sarebbero sempre allineati, come se fossero un unico palo (e in effetti sarebbe così). Bene, questione risolta. Beh, non direi. Mi spiegate come è possibile che il reticolo del cannocchiale, che si trova a pochi centimetri dal nostro naso, potrebbe mai essere sullo stesso piano del bersaglio, che si trova a decine o centinaia di metri di distanza? Non è possibile. Per fortuna possiamo quella che deve giacere sullo stesso piano del reticolo è l'immagine riprodotta del bersaglio all'interno del cannocchiale, e non certo il bersaglio vero e proprio. Iniziate a capire?

Il cannocchiale, esattamente come il nostro occhio, vede tutto quello che si trova davanti a lui, sia gli oggetti vicini che quelli lontani. Esattamente come il nostro occhio, quando mette a fuoco un oggetto, gli altri oggetti, quelli più vicini e quelli più lontani, appaiono sfocati. Ovviamente il cannocchiale non è intelligente, e non mette a fuoco automaticamente l'oggetto che a noi interessa, il bersaglio, come farebbero ad esempio i nostri occhi (o una macchina fotografica digitale). Il cannocchiale proietta al suo interno, in coincidenza con i due piani focali, un'immagine che sarà a fuoco ad una distanza ben stabilita, e sfocata a tutte le altre distanze. Ora, vi ricordate quando vi avevo parlato del fatto che il reticolo poteva essere montato indifferentemente sul primo o sul secondo piano focale? Ecco, significa che il reticolo si trova sullo stesso piano degli oggetti messi a fuoco sull'immagine riprodotta dal mirino telescopico. Se il nostro bersaglio si trova a quella precisa distanza, non solo la sua immagine risulterà perfettamente a fuoco, ma sarà anche automaticamente annullato l'errore di parallasse.

Ad esempio molti cannocchiali destinati alla caccia, generalmente ad ingrandimento fisso piuttosto basso, hanno la correzione della parallasse, tarata a 100 metri. Vi assicuro che non è previsto che i cacciatori convincano in qualche modo le loro prede a spostarsi ad una distanza di 100 metri esatti dalla volata del loro fucile. Un bersaglio posto a 50 o 200 metri apparirà non del tutto a fuoco, ma visto che l'ingrandimento di questi cannocchiali è generalmente piuttosto basso, difficilmente potremo accorgercene. E anche l'errore di mira dovuto alla non perfetta correzione della parallasse sarà del tutto trascurabile. Quindi potremo in ogni caso colpire la preda anche con un cannocchiale che non prevede il comando di correzione della parallasse. Se ci piace un divertimento meno cruento, potremmo però avere problemi a colpire un oggetto molto piccolo a 10 metri con la nostra carabina ad aria compressa, usando un cannocchiale del genere.

Quando aumenta il fattore di ingrandimento, non solo l'errore di parallasse aumenta, ma va tenuto anche conte che inquadrare un bersaglio e vederlo sfocato, risulta decisamente fastidioso. Ecco quindi che le ottiche dotate di fattore di ingrandimento maggiore, hanno anche un dispositivo che consente la messa a fuoco alle varie distanze, che in virtù di quanto appena spiegato, peremette anche di correggere l'errore di parallasse. Alcune ottiche hanno il comando di messa a fuoco posizionato direttamente sull'obiettivo. In questo caso si tratta semplicemente del complesso che forma l'obiettivo che viene montato su una ghiera filettata, contrastato da una grossa molla a spirare. Ruotando la ghiera il complesso dell'obbiettivo si avvicina o si allontana dal bersaglio. Allontanando la lente dell'obiettivo, spostandola in avanti svitando la ghiera ruotandola in senso orario, guardando il cannocchiale dalla parte del tiratore, si mettono a fuoco i bersagli più vicini, mentre ruotandola in senso antiorario, ovvero facendola rientrare all'interno dello strumento si mettono a fuoco gli oggetti più distanti.

Oggigiorno vanno sempre più di moda le ottiche che comandano la regolazione della messa a fuoco tramite una terza torretta, posizionata sul lato sinistro del bulbo centrale del tubo. Questa ruota comanda un braccio che avvicina e allontana una lente interna aggiuntiva, che serve per la regolazione della messa a fuoco. Questa ulteriore lente si comporta esattamente come il complesso dell'obiettivo dell'esempio precedente, spostandosi in avanti mette a fuoco gli oggetti vicini, mentre spostendosi all'indietro mette a fuoco gli oggetti lontani, solo che la fa intercettando la luce che transita all'interno del tubo, dopo che ha attraversato l'obiettivo ed è entrata all'interno dello strumento.

Va de se che la messa a fuoco del bersaglio annulla automaticamente l'errore di parallasse solo ed esclusivamente se il reticolo è posizionato perfettamente su uno dei due piani focali. Questo spiega anche il perché le piste elicoidali dell'erettore abbiano inclinazioni differenti; esse non si devono limitare a spostare in avanti e indietro le due lenti che formano l'erettore, ma devono anche regolarne la posizione reciproca in modo che il secondo piano focale non cambi di posizione lungo il tubo. Ancora una volta, se tutte queste costruzioni meccaniche non sono più che precise, non è affatto detto che la messa a fuoco coincida con l'errore della parallasse. Se praticate il tiro di precisione, è sempre preferibile controllare, dopo aver messo a fuoco il bersaglio, che effettivamente l'errore di parallasse sia stato annullato. Bloccate l'arma con il reticolo centrato sul bersaglio, e muovete la testa per cambiare punto d'osservazione; se il vostro cannocchiale è di tipo economico, potreste avere la spiacevole sorpresa di veder “galleggiare” la croce del reticolo sopra al bersaglio.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
Oggi vanno molto di moda le ottiche con la parallasse laterale. Questo significa che è presente una lente aggiuntiva all'interno del tubo dello strumento, invece che direttamente sull'obiettivo.
IL RETICOLO
Il reticolo può essere posizionato sul primo piano focale, ovvero essere applicato alla parte anteriore del tubo dell'erettore, oppure sul secondo piano focale, applicato alla fine del tubo dell'erettore, dopo che l'immagine è passata attraverso il meccanismo che rovescia e ingrandisce l'immagine. Nel primo caso il disegno del reticolo rimane sovrapposto all'immagine non ancora passata attraverso l'erettore, nel secondo caso va a sovrapporsi all'immagine già raddrizzata e ingrandita. La differenza la si nota solamente su ottiche di puntamento ad ingrandimento variabile. Il reticolo posizionato sul primo piano focale diventerà sempre più grande all'aumentare del fattore di ingrandimento. Un reticolo posizionato sul secondo piano focale manterrà sempre le stesse dimensioni, anche al variare del fattore di ingrandimento dell'immagine inquadrata. Nel caso di ottiche ad ingrandimento variabile, la scelta più utilizzata dai produttori, è oggi quella di posizionare il reticolo sul secondo piano focale. Tuttavia molti produttori europei di fascia alta, offrono cannocchiali di puntamento ad ingrandimento variabile anche con il reticolo posizionato sul primo piano focale, per lasciare la scelta al tiratore. Ogni configurazione presenta vantaggi e svantaggi.

Il principale svantaggio di un reticolo posizionato sul primo piano focale è la difficoltà di realizzare un reticolo del giusto spessore. Se si realizza un reticolo che sia sottile agli ingrandimenti maggiori, probabilmente questo diventerà invisibile agli ingrandimenti più bassi. Mentre al contrario, realizzando un reticolo sufficientemente spesso da essere ben visibile al fattore di ingrandimento più basso, questo diventerà troppo spesso all'ingrandimento più alto, non permettendo una mira sufficientemente precisa. Di contro i cannocchiali a fattore variabile con reticolo sul secondo piano focale, potrebbero subire un minimo cambiamento di punto di impatto del proiettile al variare del fattore di zoom, a causa del fatto che il reticolo è posizionato dopo il meccanismo di variazione del fattore di ingrandimento. Se il movimento delle due lenti dell'erettore non fosse perfettamente lineare, questo potrebbe causare uno spostamento del punto di mira. Normalmente questi spostamenti di impatto sono insignificanti, ma i tiratori orientati al tiro di precisione spesso optano per ottiche con reticoli posizionati sul primo piano focale.

Alcuni reticoli, come ad esempio i reticoli militari e specifichi per la caccia, hanno un disegno che permette di stimare le distanze di tiro, quando si conoscono le dimensioni del bersaglio. Un tipico esempio è il reticolo mil-dot. Quando un reticolo di questo tipo è posizionato sul primo piano focale, le sue proporzioni, rispetto al bersaglio, restano costanti, per cui la stima è possibile qualunque sia il fattore di ingrandimento utilizzato. Al contrario, se il reticolo è posizionato sul secondo piano focale, questo tipo di stima è possibile solamente ad un preciso valore di fattore di zoom, che di solito corrisponde al 10x, quando non specificato diversamente dal produttore, oppure al massimo valore, quando il cannocchiale abbia un ingrandimento massimo inferiore al 10x.

Sempre parlando dal punto di vista meccanico, il reticolo può essere di tipo fotoinciso su una lente o a filo metallico. Il reticolo a filo è ricavato per stampaggio da un sottile foglio di lamiera. Si tratta di una tecnica ormai considerata superata che sta andando a scomparire con il tempo. Il disegno di un reticolo a filo deve essere necessariamente molto semplice; una croce o poco più, e per ragioni di robustezza non possono essere troppo sottili. I reticoli impressi direttamente su una lente ottica, possono essere al contrario anche molto complessi, dotati di numerose stadie, e riferimenti per eseguire compensazioni balistiche, oltre a poter essere sottilissimi. Inoltre i reticoli incisi sono più robusti, e risentono meno delle sollecitazioni dovute al rinculo.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
Diversi tipi di reticolo a croce. I reticoli incisi su lente possono avere forme più complesse, e aggiungere informazioni utili a compensare la mira.
Tutte queste regolazioni che abbiamo appena analizzato, più altre che non ho menzionato, come l'illuminazione del reticolo e altre funzioni elettroniche che si trovano su cannocchiali di ultimissima generazione, si comandano attraverso ghiere, manopole, torrette e pulsanti ricoperti in gomma. In tutti i casi il tubo dell'ottica presenta fori, passaggi e punti di giunzione per consentire ai meccanismi di regolazione di fuoriuscire verso l'esterno. Anche le ottiche militari, che devono avere come caratteristica prioritaria la robustezza, hanno visto moltiplicare i loro comandi. Ogni punto di giunzione, una qualunque apertura verso l'esterno, nonché la presenza di complicati meccanismi interni, rappresentano dei potenziali punti deboli dello strumento ottico. Il tubo dell'ottica deve essere sufficientemente robusto da riuscire a resistere, e da proteggere adeguatamente i meccanismi interni, alle sollecitazioni causate dal rinculo dello sparo, nonché dagli eventuali maltrattamenti che l'ottica può subine sul terreno di caccia o sul campo di battaglia Deve inoltre garantire la giusta tenuta stagna, per impedire a polvere e umidità di entrare. Quasi sempre l'ottica è riempita di gas azoto che impedisce alle lenti di appannarsi. I punti di giunzione e i meccanismi sono punti critici per preservare nel tempo questo tipo di caratteristica.

Oggi, per un utilizzo ludico, informale o comunque non troppo specialistico, il mercato è stato invaso da ottiche di provenienza orientale, di basso costo. Stupisce la qualità ottica di questi strumenti estremamente economici, qualità che fino a non molti decenni sarebbe stata impensabile. Il punto debole di questi mirini telescopici è rappresentato appunto dalla meccanica, che come abbiamo visto, negli strumenti moderni è molto complessa. Meccanismi così complessi devono essere costruiti con la massima cura, per risultare allo stesso tempo robusti e in grado di garantire la ripetitività delle regolazioni nel tempo.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
Spaccato di un'ottica di puntamento. Il tubo nero interno è l'erettore, mentre il tubo giallo che lo ricopre è quello con le piste elicoidali.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
In questa fotografia si vedono bene le due lenti interne, il tubo dell'erettore che le contiene (nero) e il tubo con le piste elicoidali (di colore chiaro). Notare come la pista anteriore, ad un certo punto devii il suo percorso per tornare leggermente indietro. La particolarità di questo strumento è di avere due molle di ritorno, invece che una sola.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
Un'altro spaccato interno di un mirino telescopico. Si vede chiaramente a partire da sinistra, la lente di correzione della parallasse, la lente del reticolo (sul primo piano focale), le due lenti mobili dell'erettore, ed infine si intravede la lente del'oculare.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
Da sinistra: le due lenti che formano l'oculare, la lente del reticolo (sul secondo piano focale), la ghiera del fattore di ingrandimento, il tubo dell'erettore, le sue due lenti interne, le torrette di regolazione di alzo e deriva e l'obiettivo. Manca la lente della messa a fuoco, questo modello evidentemente è privo della regolazione della parallasse.
LE LENTI
Ogni volta che la luce attraversa una lente, ci sono delle perdite di luminosità dovute a diversi fenomeni. Il primo di questi fenomeni è la riflessione. Un esempio banale e sotto gli occhi d tutti, sono le immagini riflesse dai vetri o dalle lenti degli occhiali. Quando la luce entra nella nostra lente, non tutta riesce ad attraversarla. Una parte semplicemente rimbalza sulla sua superficie dando luogo ad un riflesso. Visto che una delle caratteristiche di un mirino telescopico è anche quella di ingrandire l'immagine, è preferibile fare in modo di perdere meno luce possibile. I produttori quindi trattano le superfici delle lenti con dei sottili strati antiriflesso, che impediscano a determinate frequenze di rimbalzare sulla lente. Ovviamente non è possibile eliminare del tutto il fenomeno; i trattamenti antiriflesso sono generalmente costosi, e come accade per ogni campo tecnico, oltre ad un certo punto, un piccolo guadagno in termini di resa, ha un costo di realizzazione sempre maggiore. Avrete sicuramente notato come le lenti dei cannocchiali di mira siano colorate. Quella colorazione visibile dall'esterno è appunto il trattamento antiriflesso. I diversi colori dipendono dalle frequenze di luce che il trattamento riesce ad assorbire oppure no. Sono questi trattamenti, denominati "multicoated", a far lievitare spesso il costo delle ottiche. A volte alcuni produttori cercano di risparmiare, applicando questi trattamenti solamente alla superficie esterna delle lenti dello strumento. Un cannocchiale con tutte le lenti, anche quelle interne, completamente trattate è definito come "fully multicoated". E' facile ipotizzare che strumenti con questa caratteristica possano garantire una resa ottica superiore.

Un altro fenomeno dannoso è la rifrazione. Attraversando la lente, le varie frequenze del raggio luminoso, subiscono deviazioni diverse, e il raggio si scompone nei vari colori che lo compongono, dando origine ad un antipatico effetto simile ad un arcobaleno. Il rimedio è quello di incollare tra di loro più lenti con diverse curvature e differenti indici di rifrazione, per fare in modo che all'uscita dallo strumento le diverse frequenze che formano i colori si ricompongano il meglio possibile. Ancora una volta la perfezione assoluta non è possibile, per cui tutte le ottiche commerciali sono affette, alcune più, alcune meno, dal fenomeno detto "aberrazione cromatica". Si tratta di aloni colorati che si formano attorno ai contorni più definiti, come potrebbe essere appunto un tipico bersaglio nero riportato su un foglio di carta bianco. Il riverbero è la luce dispersa che si riflette nelle parti interne di un cannocchiale ed entra nel campo visivo. Il riverbero deteriora il contrasto, il dettaglio e la qualità cromatica dell'immagine. La distorsione si ha invece quando a causa della forma delle lenti, le superfici dei bersagli piani appaiono concave o convesse.

Esistono infine altre aberrazioni e distorsioni dell'immagine, come il coma, l'astigmatismo e la vignettatura, che interessano principalmente, ma non sempre, la visione periferica dell'immagine riprodotta dallo strumento. Va da se, che meno l'immagine restituita dallo strumento sarà affetta da queste aberrazioni, e più definita e nitida ci apparirà. La maggiore qualità delle lenti è uno di quei fattori che maggiormente incide sul prezzo del cannocchiale.

I cacciatori usano dire che l'ottica da sola deve costare almeno il doppio del fucile su cui è montata. La corretta valutazione della preda è una caratteristica molto importante, direi primaria, nella pratica della caccia, soprattutto in Europa. Di sicuro un'ottica economica consentirà di inquadrare l'animale e di abbatterlo, ma solamente un costoso cannocchiale di alta qualità permetterà al cacciatore di valutare con precisione l'esemplare, ed eventualmente decidere se abbatterlo o meno. Tenete presente che ottiche tipo la Konus M30, o la Hawke Sidewinder, che moltissimi appassionati montano sulle proprie carabine ad aria compressa, e che al momento in cui scrivo costano intorno ai 5 o 600 euro, sono considerati cannocchiali di fascia economica. Per fortuna nel tiro a segno, e nell'aria compressa un'ottica più economica svolge alla perfezione il suo dovere, che è quello di acquisire il centro del bersaglio, e non di distinguere alla perfezione i minimi dettagli. Tuttavia anche nella pratica sportiva del Field Target, che si pratica con armi ad aria compressa, montare un'ottica costosa, e con certe caratteristiche specifiche, aumenta le possibilità di vittoria.

Marchi economici come Konus, Hawke e Nikko Stirling la fanno da padroni nel campo dell'aria compressa informale e del tiro con carabine di piccolo calibro a percussione anulare. Sono ottiche robuste ed economiche, anche se la qualità dell'immagine restituita non è sempre perfetta. Vi faccio notare, ma si tratta di una mia fisima, che se non sono necessarie caratteristiche specifiche, quali la parallasse laterale, o il reticolo inciso, un'ottica economica di costruzione più semplice restituisce solitamente un'immagine più luminosa e definita, rispetto ad una complicata. Se è vero che ogni lente interna genera una perdita di segnale luminoso, un'ottica con la regolazione della parallasse sulla campana, e il reticolo a filo, contiene all'interno del tubo 2 lenti in meno, e una minore complicazione meccanica, rispetto alla corrispondente ottica con parallasse laterale e reticolo inciso. A parità di marca e caratteristiche tecniche, vi assicuro che l'assenza di 2 lenti, si nota in termini di resa dell'immagine.
Mirino telescopico - Ottica di puntamento
I diversi comandi di regolazione di un'ottica moderna.
CARATTERISTICHE OTTICHE DELLO STRUMENTO
I cannocchiali sono generalmente progettati e disegnati per rispondere a delle applicazioni d'uso specifiche. La progettazione influisce sulle caratteristiche ottiche, che variano a seconda del disegno del cannocchiale. I parametri principali sono:

Ingrandimento. Il rapporto tra la lunghezza focale dell'oculare e la lunghezza focale dell'obbiettivo da il fattore di ingrandimento lineare del cannocchiale. Il fattore di ingrandimento è una caratteristica dello strumento che consente di osservare il bersaglio come se questo fosse un certo numero di volte più vicino. Ad esempio un fattore di ingrandimento 6x significa che il bersaglio inquadrato ci apparirà come se fosse 6 volte più vicino a noi. Il fattore di ingrandimento va scelto in base al reale utilizzo a cui è destinato lo strumento ottico. Un alto fattore di ingrandimento induce un maggior tremolio dell'immagine inquadrata e una minore profondità di campo. Quasi mai vale il concetto che più grande è il fattore di ingrandimento e meglio è, anzi molto spesso è proprio il contrario.

Diametro dell'obiettivo. E' il diametro della lente frontale, espresso in millimetri, e determina la quantità di luce che entra nello strumento per formare l'immagine.

Pupilla di uscita. E' il diametro del fascio di luce in uscita dal cannocchiale, ed è il cerchio di luce che si vede quando si tiene il cannocchiale alla distanza del braccio teso. Il diametro della pupilla d'uscita è una misura della quantità di luce che raggiunge l'occhio. Il valore della pupilla di uscita corrisponde al diametro dell'obiettivo diviso per il fattore di ingrandimento. L'iride dell'occhio umano, quando completamente dilatata, ha un diametro di 7 mm e si riduce con l'età. Se il valore della pupilla di uscita dello strumento è maggiore dell'effettivo diametro della pupilla dell'occhio, tutta la luce in più viene sprecata, in quanto non può essere percepita dall'occhio. Mentre se il valore della pupilla d'uscita è inferiore a quello dell'iride dell'occhio, l'immagine riprodotta apparirà poco luminosa, perché sarà troppo poca la luce che raggiungerà l'occhio al momento del tiro. Così, ad esempio, in pieno giorno quando l'iride dell'occhio è contratta, una pupilla d'uscita di circa 3 o 4 millimetri è più che accettabile, per avere un'immagine nitida. La sera o la mattina presto, quando la luce ambientale è più fioca, è preferibile utilizzare strumenti con una pupilla di uscita maggiore, in quanto la pupilla umana si dilata per ricevere più luce. In ogni caso avere un'ottica che abbia un grande valore di pupilla di uscita è preferibile anche quando essa viene utilizzata prevalentemente di giorno, momento in cui le sue caratteristiche di luminosità non vengono sfruttate al massimo dall'occhio umano. Una pupilla d'uscita più grande rende più semplice trovare la giusta distanza di collimazione dell'occhio sullo strumento. Questa facilità di posizionamento dell'occhio riduce il fenomeno detto "vignettatura", che consiste in una totale o parziale oscuramento dell'immagine visualizzata attraverso l'oculare, e avviene quando il percorso della luce viene bloccato. Quando l'occhio finisce al di fuori del cono di luce proiettato dallo strumento, l'immagine, o zone dell'immagine, diventano nere. Una grande pupilla di uscita aumenta il cono in cui l'occhio riesce ad intercettare la luce per avere una visione corretta dell'immagine. Il vantaggio è chiaro negli strumenti nati per la caccia; in quanto diventa più semplice seguire gli eventuali movimenti rapidi degli animali, senza perdere ogni volta la visione all'interno dello strumento di mira. Ma si hanno vantaggi anche nel tiro di precisione, in quanto uno strumento che costringe l'occhio in una posizione troppo rigida, diventa ben presto faticoso per la vista.

Distanza focale. E' la distanza dove deve essere posizionato l'occhio per ottenere una visione dell'immagine priva di vignettature. La distanza focale di un cannocchiale per fucile è compresa tra i 25 e i 100 mm. In genere si tratta di 6 o 7 centimetri, perché con una distanza focale inferiore, il tiratore potrebbe ferirsi a causa del rinculo dell'arma. Le ottiche destinate alle pistole hanno bisogno di distanze focali ben maggiori, in quanto sono armi che si utilizzano a braccio teso, e non è possibile avvicinare l'occhio all'oculare.

Campo visivo. E' la grandezza dell'immagine che più essere inquadrata dal cannocchiale ad una determinata distanza. In genere viene indicato come la larghezza in metri dell'immagine riprodotta dallo strumento a 100 metri di distanza. Oppure può essere espressa come valore angolare.

(Alessandro 2013)

Non si tratta di un sito commerciale
di vendite on-line.

Nessuno degli oggetti descritti è messo
in vendita su questo sito.

Sito amatoriale a solo carattere
divulgativo e informativo.
Tutti i diritti dei marchi presenti
all'interno del sito appartengono
ai legittimi proprietari.
Non si intende infrangere
alcun diritto d'autore.
L'autore si impegna a rimuovere nel più breve tempo possibile, tutte le fotografie, disegni e grafici, che siano stati presi dalla rete, qualora i legittimi proprietari ne facciano esplicita richiesta.
 
Images Gallery
 
Argomenti di interesse
Colt 1911, Beretta 98FS e Glock 17 a confronto
Cybergun KWC Mini Uzi
Smontaggio Tanfoglio Limited Custom
HAWKE VARMINT 6-24x44 SF (Side Focus)
 
STI Spartan calibro .45 ACP
 
COMMENTI
Non si trattano argomenti riguardanti la caccia, neppure la caccia ai nocivi con armi ad aria compressa. Per questi argomenti esistono siti appositi, che li trattano in maniera seria e competente.
Non si trattano argmenti riguardo il potenziamento illegale di armi di libera vendita. Per cortesia non lasciate messaggi su questi argomenti o su altre pratiche illegali in Italia.
I messaggi riguardanti argomenti illegali o non graditi, verranno rimossi senza dare alcuna spiegazione.
NON E' UN NEGOZIO!
NON INVIATE ORDINI.

Commenti

Alessandro
11 Dic 2016, 16:26
Il maggiore diametro del tubo può essere utilizzato per raccogliere una maggiore quantità di luce, quindi avere una maggiore luminosità, oppure per avere una maggiore escursione di alzo e deriva.

ciao
Alessandro
Alessandro b.
10 Dic 2016, 21:04
Ciao Alessandro,
Puoi dirmi se ci sono differenze importanti tra un'ottica che ha il tubo diametro 1" invece che di diametro 30 millimetri?
Alessandro
29 Set 2016, 20:34
mi spiace, non potendo vedere di persona i pezzi, non ho proprio idea di come vadano messi. Smontare un'ottica non mi pare una buona idea, ma ci sono pochissimi pezzi dentro. Basta provare ogni combinazione possibile.

Saluti
Alessandro
stefano
28 Set 2016, 19:08
giorni fa ho acquistato un cannocchiale Royal,molto economico, da montare su una vecchia carabina ad aria compressa..diana 25. ieri ho apero l'ottica interna e non riesco più a rimontare le lenti nel giusto modo, non capisco neanche la posizione dei due tubicini interni , uno corto con un buco centrale e l'altro lungo. Ringrazio anticipatamente di un cortese cenno di aiuto.
tony
26 Mar 2016, 13:11
salve,volevo qualche informazione riguardo regolaggio ottica,ho momtato 2 tipi di attaco sia alti che quelli bassi ,spenedndo un bella cifra,ma il problema continua,sparando il colpo va sempre basso di almeno 20cm dal centro,anche se ho svitato la vite del regolaggio verso l'alto,lo portato al limite,provato pure a mettere il spessore sul calcio per sollevare la testa, ma nulla sempre lo stesso,cosa mi consigliate?la carabina e una diana f31 inceve il cannocchiale un nikko..
Alessandro
20 Mar 2016, 19:41
Devi usare la torretta dell'alzo. La parallasse non ha nulla a che vedere con la traiettoria del pallino, ma regola solamente l'allineamento tra reticolo e bersaglio.

Alessandro
Giovanni
20 Mar 2016, 19:21
Grazie Alessandro per le tue spiegazioni ma ho un dubbio se uso il correttore di parallasse devo sempre calcolare la parabola che fá il pellet?ti spiego di solito tiro a 20 (uso un depo) ma a volte vado oltre 30/40metri devo sempre mirare al centro del reticolo tenendo conto che ho tarato l ottica a 20 metri oppure agire sulla torretta dell'alzo?ciao e di nuovo complimenti per le spiegazioni
Alessandro
21 Feb 2016, 12:46
L'unica cosa che mi viene in mente è di provare ad immergere l'ottica nel riso, come si fa con i telefonini.

Saluti
Alessandro
elisa
20 Feb 2016, 17:25
Buonasera, posseggo un fucile x telenarcosi il quale ha preso.umidità a causa dell allagamento della casa ed ora ha della condensa nell ottica che non riesco a far andar via .
mi potete dare qualche consiglio
grazie
Elisa
Franco
24 Lug 2015, 19:39
Utile a sapersi

visto che sono fuori dall'ambiente da così tanti anni è pacifico che ci siano stati così tanti cambiamenti, un pò più difficile sapere quali, senza un aiuto come il tuo

Grazie

Franco
Alessandro
24 Lug 2015, 19:10
Perché sono prodotte da Umarex. Umarex, che possiede il marchio Walther è uno dei leader mondiali delle armi ludiche. La sua produzione, o commercializzazione (di prodotti made in China o Taiwan), spazia dal soft-air, all'aria compressa o CO2, alle armi a salve o alle repliche in .22 LR. Utilizza il marchio Walther, come altri un tempo prestigiosi ad esempio Hammerli, per molti prodotti ludici, tra cui le ottiche, prodotte in Cina. Ha anche i diritti di sfruttamento dei marchi Colt e Smith & Wesson.
M
Le armi, quelle vere, prodotte da Walther, sono comunque ottime.

Alessandro
Franco
24 Lug 2015, 18:45
Grazie

Cercando un po' in giro mi son reso conto che le ottiche Walther probabilmente non sono all'altezza delle carabine Walther che usavo negli anni '70, anche dai prezzi mi sembra di capire che siano ottiche per uso ludico e non sportivo

Franco
Alessandro
23 Lug 2015, 20:08
Soft-air. C'è scritto anche caccia, ma mi pare una cosa ridicola.
Franco
23 Lug 2015, 18:21
Ancora Grazie

La prossima gara di Bench Rest che faranno vado a vedermela, così, per farmi un'idea

Scusami, ma la curiosità ....

dell'ottica Walter

Umarex Walther evolution point sight 3

sai dirmi qualcosa ?

Non è un modello che mi interesserebbe avere, ma sono abbastanza perplesso su che uso possa avere una cosa del genere, a me pare piuttosto complicata ...

Gtazie

Franco
Alessandro
23 Lug 2015, 15:17
Una Nikko o Blauoptik 4-12x costano tra i 50 e 100 euro e 50 metri vanno bene. La Konuspro costa un po' di più ma a livello ottico è migliore. Molti sparano dai banchetti del bench rest usando il bipiede. Il bench rest non è da sottovalutare è una disciplina molto tecnica e difficile. Lo scopo è quello di colpire un centro grande come la capocchia di uno spillo, e non è facile come sembra.

Ciao
Franco
23 Lug 2015, 14:36
Molte grazie per la risposta

Il poligono sarebbe sempre quello di una volta, visto che è ad un paio di Km da casa ed a terra ci si può sicuramente sparare

So che fanno sparare con carabine ad aria non di libera vendita (con ottica installata) sulle linee della pistola libera a 50 mt, per le 22LR devo chiedere se si può con l'ottica, presumo che se lo si fa senza voler fare agonismo la cosa sia fattibile, il mio interesse è a livello amatoriale, alla mia età e dopo così tanti anni di interruzione, non mi ci vedo a fare agonismo, so che in quel mpoligono si fanno anche gare di Bench Rest, ma sparare in quel modo non mi entusiasma, un aiuto con un bipiede potrebbe essere interessante, ma sparare con la carabina fissata ..... no, non è roba per me

Grazie anche per l'indicazione dei marchi delle ottiche cui fare riferimento

Franco

Alessandro
23 Lug 2015, 11:04
Partirei dalla disciplina che intendi praticare. Mi farei le domande, dove e come?
Prima di tutto andrei al poligono per assicurarmi che si possa praticare il tiro a terra. Non tutti poligoni hanno linee adatte. Poi sarebbe interessante sapere se altri praticano la stessa disciplina. Quindi discutere con gli altri tiratori riguardo all'attrezzatura più adatta. Non è affatto detto che si possa utilizzare un'ottica per quel particolare tipo di disciplina.
Se la pratica fosse di tipo ludico, allora uno potrebbe fare quello che vuole, ma a maggior ragione conoscere l'orientamento del poligono sarebbe preferibile, per evitare di incontrare difficoltà frequentando un poligono poco adatto.

Una volta capito quello che serve, non inizierei con un'ottica costosa, ma neppure con un giocattolo. Eviterei ebay e marchi di "giocattoli",tipo Umarex appunto, e andrei su marchi tipo Nikko Stirling o Konus, cercando prodotti economici ma robusti, tanto se progredirai a livello di esperienza, sentirai sicuramente la mecessità di cambiare ottica e passare ad un prodotto più costoso adatto alle sue reali necessità. Però sarà un acquisto definitivo e basato su una reale esperienza e competenza.

Spero di essere stato utile.

Ciao

Franco
23 Lug 2015, 10:11
Mi scuso, non so perchè il link all'ottica Walther che ho postato non funziona correttamente

comunque l'ottica che intendo è

Umarex Walther evolution point sight 3

Chiedo SCUSA per il disguido

Franco
Franco
23 Lug 2015, 10:05
Complimenti veramente per la serie di interessantissimi articoli di divulgazione che pubblichi

Spero di non sbagliare nel postare qui

All'inizio degli anni '70 ho frequentato per qualche tempo un poligono (carabina standard 22LR 3 posizioni), ma poi ho lasciato, adesso vorrei re-iniziare e mi piacerebbe "specializzarmi" nel tiro a terra e visto che con l'età la vista è peggiorata, vorrei usare un'ottica vorrei chiederti, intendendo usarla in poligono a 50MT tu cosa mi consiglieresti ?
Mi piacerebbe un qualcosa così

http://www.ebay.it/itm/OTTICA-...

Vista la presenza interna della livella, ma temo che l'ingrandimento 10-40 sia eccessivo e tra l'altro non conosco l'eventuale affidabilità dei vari marchi

Un'altra domanda che vorrei farti, se non sto esagerando, è relativa a questa ottica "doppia" della Walther

http://www.mondo-regalo.com/prodotti/ottiche/
550-umarex-walther-evolution-point-sight-3.htm

Che senso ha una cosa del genere, in che ambito si usa ?

GRAZIE

Franco

raskolnikoff
01 Mag 2015, 14:50
Ciao Alessandro,volevo chiederti cosa tu preferiresti trauna 4-12x40 Hawke airmax o Nikko sterling...grazie
Alessandro
16 Gen 2015, 15:02
Se l'ottica è una Hawke varmint, però non ha il reticolo inciso per cui non so se è quella, l'importatore è Domino. Prova a contattarlo.

Ciao
Alessandro.
Rommel
15 Gen 2015, 23:49
Posseggo una Varmint SF 6-24x44 reticolo inciso mil dot, paralasse sulla terza torretta e regolazioni 1/4 di moa. Montata su una HW 77K depo. Dopo aver effettuato tutte le regolazioni per il bench rest a 25m, i primi 6/7 colpi vanno tutti a centro, poi inizia a spostare verso destra sempre di più, fino a colpire il bersaglio accanto a quello mirato e bisogna ritarare il tutto. Cosa può essere successo? E' possibile farla riparare e da chi? Grazie
Alessandro
04 Lug 2014, 16:08
Ha rationem il tuo amico. Cambia l'angolo di sito, per cui cambia anche la regolazione dell'ottica. Sparare con un certo angolo di sito, ad esempio da un punto più in basso rispetto al bersaglio, è come sparare da più vicino. Per cui devi dare meno alzo. Stessa cosa se spari dall'alto verso il basso.

Ad esempiom se spari cion un'angolo di 30 gradi, ad un bersaglio che dista dalla volata della carabina 25 metri, devi utilizzare l'alzo che useresti se il bersaglio fosse a 21 metri, quindi devi darne di meno.

La formula è semplice.

Distanza equivalente = distanza reale x coseno angolo di sito.

Per conoscere l'angolo di sito esistono dei piccoli marchingegni, detti inclinometro, che si fissano alla carabina.

Ciao
Alessandro
giampaolo
04 Lug 2014, 13:31
Salve Alessandro,un amico mi ha posto una domanda che io giro a lei,se regoliamo un'ottica perfettamente per colpire un bersaglio in piano per es. a 30 mt.,se poi andiamo a sparare dall'alto alla solita distanza,cambia qualcosa?,il mio amico ha una diana 46 full 4.5 e secondo lui cambia la regolazione dell'ottica,io non credo,a detta dell'esperto chi ha ragione?,grazie.Giampaolo
peppe
05 Giu 2014, 20:19
Non c'è che dire, ottima spiegazione, chiara e dettagliata, davvero un ottimo lavoro, complimenti al realizzatore di questo articolo.
Peppe
Luciano
17 Feb 2014, 20:38
Nessuno ha esperienza di un'ottica Nikon monarch 3 6-24x50 montata su una carabina springer full (PRO SPORT)
quale è la distanza minima di messa a fuco di questa ottica?
pensate che vada bene?
è un'occasione, oggetto utilizzato in fiera mai usato, ma non so se le caratteristiche sono OK !
grazie a tutti
maurizio
14 Gen 2014, 07:19
grazie per la cortese risposta: sintetica e chiara. buona continuazione. maurizio.
Alessandro
13 Gen 2014, 18:03
La Nikko Airking è ottima. Per il montaggio dubito che Bignami o più probabilmente l'armiere ci abbiano dedicato del tempo. Ma non importa, queste sono finezze che arriveranno con il tempo, e che devi gestire da solo. All'inizio basta che l'ottica sia montata più o meno a "sentimento". Anche perché fino a quando non si monta una livella a bolla sul cannocchiale, che questo sia montato più o meno in asse con la canna, non ha nessuna importanza.

Gli onnipresenti JSB Exact dovrebbero essere quelli che garantiscono le prestazioni migliori sulla tua carabina.

ciao
Alessandro
maurizio
13 Gen 2014, 12:12
complimenti per l'impegno e la passione. forse proprio per aver letto i tuoi articoli ho comprato una HW 977 depotenziata. il mio negoziante l'ha ordinata tramite l'importatore BIGNAMI il quale l'ha fornita con ottica NIKKO AIRKING 3-9 42 con reticolo mildot illuminato. la carabina è ottima. cosa puoi consigliarmi per l'ottica che è montata? non sono eperto; pensi che Bignami l'abbia montata già in asse con la carabina? per una gittata più lunga, quali diaboli mi consigli? al momento ho sparato meno di cento colpi economici, ma mi sto divertendo. ti ringrazio per la cortese risposta e ti rinnovo i complimenti. maurizio.
Andrea B.
05 Gen 2014, 11:30
Grazie Alessandro, sei sempre molto gentile ed enormemente esaustivo.
Sono arrivato ad alcune conclusioni:
- cambio gli attacchi singoli con un attacco pezzo unico Sportsmatch;
- nuova esecuzione completa delle procedure per il centraggio dell'ottica (a questo proposito potrei azzardarmi a postare un piccolo suggerimento: ho visto che aprendo completamente l'otturatore si viene a creare uno spazio tra la testa della canna e lo "spillo" dell'asta dell'otturatore stesso,nel quale è possibile inserire una piccola bolla - quale posto migliore? Fermo restando l'affidabilità della bolla, che deve essere verificata in parallelo con una bolla ad asta completa su di un piano perfettamente orizzontale).
- nel caso necessitasse, procederò con lo spessoramento della parte posteriore dell'attacco utilizzando una colla bicomponente gommosa a medio indurimento (quella che si modella con le dita), anteponendo un foglio di Domopak per salvaguardare i pezzi metallici;
Fatto questo proverò ad affinare la messa a fuoco; se ciò non mi dovesse soddisfare, cambierò il vetro: mi piacciono moltissimo i Nikon Buckmasters 4,5-14/40 ma ho paura che gli ingrandimenti siano poco spinti.
Se hai voglia e tempo potresti scrivere due parole anche su questo, ti leggo sempre con molto entusiasmo.
Andrea B. Padova
Alessandro
04 Gen 2014, 10:18
Una variabile con 24 ingrandimenti Swarovsky costa 1600 euro. Un Leupold 1000 euro. Cannocchiali come Konus M30 e Hawke, che costano 500 euro sono considerati economici. Nikko stirling, BSA e KonusPro da 200 o 300 euro sono considerati super economici.

Ti assicuro che con Nikko da 200 euro i difetti di cui parli non si notano praticamente. La messa a fuoco, da 10 a 30 metri, varia al più di mezzo metro, e l'errore dipende essenzialmente dalle condizioni di luce, che ingannano l'occhio (non dipendono quindi dal cannocchiale). La correzione del reticolo incide anche sull'immagine del bersaglio, mi pare abbastanza ovvio (ma sono pronto a scommettere che su una Swarovsky non succede), ma le dimensioni del reticolo rimangono le stesse, o se c'é una variazione, è appena percepibile, e solo da un occhio allenato.

E in ogni caso i tiratori di Field Target, quelli che aspirano alle vittorie importanti, montano quasi tutti il cosiddetto "Nikkone" un Nikko Stirling Diamond 10-50x60 che costa oltre 1000 euro. Gli altri si limitano a partecipare.

Il cannocchiale da 25 euro, va benissimo, a patto di utilizzarlo solo per prendere la mira, e in condizioni di luminosità ottimali. Stime delle distanze, valutazioni del bersaglio, e correzioni vanno fatte con strumenti di maggiore precisione.

ciao
Alessandro
Andrea B.
03 Gen 2014, 17:49
Ciao Alessandro, sono ancora io...
oggi ho speso un pò del mio tempo per valutare in modo più approfondito la mia ottica Riflescope 6-24/50 (25 euro!) che è montata sulla AA S400 Classic.
L'ottica in questione non ha la terza torretta per la regolazione del parallasse, bensì è presente la classica ghiera sull'obiettivo.
Anche con zoom al massimo (24x) faccio fatica a distinguere la giusta distanza per la perfetta messa a fuoco del bersaglio, dal momento che il campo di "nitidezza" è compreso in 3-4 metri nella scala riportata nella ghiera (in yarde).
Non mi resta altro che valutare il meglio possibile il fuoco (la via di mezzo tra lo sfocato più avanti e lo sfocato più indietro) e segnare la distanza corretta sulla ghiera.
Ho notato un'altra cosa: la ghiera di regolazione delle diottrie mi permette di regolare la messa a fuoco del reticolo: girando dall'inizio alla fine della corsa della ghiera stessa, noto che l'immagine del bersaglio cambia di dimensione (viene ingrandita a fine corsa massima).
Come può influire questo fenomeno sullo zoom reale? Come posso fidarmi di un eventuale calcolo della distanza eseguito con le tacche del reticolo?
Al di là dell'economicità del cannocchiale acquistato, credo che questo sia un problema che esiste su tutte le ottiche,anche quelle di un certo prestigio, che ne dici?
Ciao.
Luigi
02 Gen 2014, 23:27
Complimenti Alessandro! Tra tutti gli articoli sull'argomento che ho letto, il tuo è il migliore.
Federico
27 Set 2013, 21:42
Che articolo! Esaustivo e molto interessante.
Complimenti!
Salvatore
27 Set 2013, 16:52
Ottimo lavoro Alessandro, articolo esaustivo e completo come al solito.
Alessandro
25 Set 2013, 17:02
Grazie. Inizialmente volevo scrivere un articolo sull'utilizzo del mil-dot, ma mentre cercavo materiale ho deciso di cambiare soggetto e di parlare dei cannocchiali in genere.

Alessandro
Filippo
24 Set 2013, 18:48
Bravo Allessandro!!
Un altra guida chiara, completa ed esaustiva.
Molto interessante.
*Nome:
Email:
Notifica di nuovi commenti a questo articolo
Nascondi la mia email
*Commento:
 
 
Powered by Scriptsmill Comments Script
NON E' UN NEGOZIO!
NON INVIATE ORDINI.
 
 
 
 
 
 
 


 
 
Raccolta di
termini tecnici, definizioni e curiosità
del mondo delle armi
0...9 - A
 
B
 
C
 
D
 
E
 
 
F
 
G
 
H
 
I
 
J - K - L
 
M
 
N - O
 
P - Q
 
R
 
S
 
T
 
U-V-W-X-Y-Z