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SCHEDE
 
 
 

IL SISTEMA DI CHIUSURA BROWNING NELLE PISTOLE SEMIAUTOMATICHE

Una piccola disgressione nel mondo delle armi da fuoco. Come funziona una pistola semiautomatica? Analizziamo il sistema con il quale una pistola riesce a sparare il proiettile, rimanendo ben chiusa, per poi aprirsi automaticamente, al fine di caricare il colpo successivo. E' il sistema di chiusura ideato da Jonh Moses Browning, che dopo oltre 100 anni non è ancora cambiato, o quasi.
Un’arma da fuoco è una macchina dal funzionamento tutto sommato molto semplice. Essenzialmente è formata da un tubo, la canna, all’interno del quale vengono inseriti una certa quantità di polvere da sparo e un proiettile. Attraverso un meccanismo che al momento non ci interessa, la polvere da sparo viene incendiata, e la reazione chimica che ne segue, sprigiona una grande quantità di gas, che espandendosi spinge il proiettile fuori dalla canna. Per poter funzionare, il tubo deve necessariamente avere una delle due estremità, quella dove si alloggia la polvere pressata dal proiettile, ben chiusa. Il gas durante la sua espansione, infatti, segue sempre la via più semplice, e se ci fossero fessurazioni o vie d’uscita libere, si sfogherebbe in quella direzione, anziché spingere il proiettile lungo la canna. Se paradossalmente provassimo a sparare il proiettile dentro una canna aperta da ambo i lati, non otterremo altro che una nuvola di gas che investe il viso del tiratore.

Per parecchi secoli l’unica maniera di far funzionare un’arma da fuoco era appunto quella di utilizzare una canna saldamente chiusa da una estremità, a parte un piccolo forellino necessario per poter incendiare la polvere e innescare il processo di sparo. In questa maniera, la polvere prima, e il proiettile poi, dovevano essere inseriti dalla bocca dell’arma e spinti fino in fondo con una bacchetta. Un’arma che funziona in questa maniera viene detta ad avancarica. Solamente dopo l’introduzione della cartuccia metallica, è stato possibile caricare le armi dalla parte posteriore della canna, creando così le cosiddette armi a retrocarica. Il bossolo metallico, generalmente in ottone, garantisce la tenuta dei gas di sparo, che quindi non finiscono in faccia al tiratore. Ovviamente il solo bossolo metallico non è sufficiente ad garantire la chiusura della culatta, ma solo ad avere la tenuta dei gas sprigionati dal propellente. Se nuovamente immaginassimo di sparare il nostro proiettile a cartuccia metallica dentro una canna aperta da ambo i lati, in questo caso le conseguenze sarebbero veramente terribili. Esplodendo, la polvere provocherebbe certamente la separazione tra il proiettile e il bossolo, e quindi mentre il proiettile verrebbe fatto avanzare lungo la canna, il bossolo verrebbe espulso con la stessa quantità di moto, all’indietro, dalla culata aperta verso il viso del tiratore. Questo ovviamente solo se il bossolo fosse abbastanza resistente da sopportare le pressioni dello sparo. Più probabilmente si frammenterebbe, diventando ben più letale dello stesso proiettile. Quindi, in un’arma a retrocarica, la canna deve in effetti essere formata da un tubo aperto da ambo il alti, per permettere il caricamento del proiettile, ma durante lo sparo, una delle due estremità, la culatta appunto, deve essere tenuta ben chiusa da un solido meccanismo, detto otturatore. Una volta sparato il colpo, l’otturatore può essere separato dalla culatta, per rimuovere il bossolo spento, in modo da inserirne uno carico. Quindi l’otturatore può nuovamente andare a chiudere la culatta per sparare il colpo successivo e così via.

Ben presto i progettisti di armi portatili decisero di studiare un meccanismo che permettesse l’apertura dell’otturatore in maniera automatica, sfruttando il rinculo stesso dell’arma, e di richiuderla con una nuova cartuccia pronta ad essere sparata, sempre in modo automatico. Sicuramente l’apertura automatica dell’otturatore è una operazione molto semplice, visto che questo può essere spinto all’indietro dallo stesso bossolo, quando rincula all’indietro. Il problema è sempre stato quello di tenere ben chiusa l’arma durante le prime fasi dello sparo, almeno fino a quando il proiettile non abbia lasciato la canna, e le pressioni all’interno della culatta non siano scese abbastanza, in modo da impedire una apertura troppo immediata e violenta dell’otturatore, evitando la possibilità di esplosione e frammentazione del bossolo, che deve necessariamente essere espulso all’indietro fuori dalla culatta per lasciare posto al nuovo proiettile carico.

Nel 1911 venne adottata dall’esercito americano una pistola semiautomatica, prodotta dalla Colt, e progettata da John Moses Browning, la quale risolveva in problema della chiusura dell’arma durante lo sparo in maniera talmente brillante che, ancora oggi, lo stesso sistema, con al più qualche piccola variante, viene utilizzato per la produzione della maggior parte delle pistole semiautomatiche moderne. Anzi, quella stessa pistola, che adesso ha più di un secolo di vita, è ancora oggi la pistola semiautomatica più prodotta in assoluto in tutto il mondo. Vediamo adesso di analizzare questo sistema di chiusura per pistola semiautomatica, e delle sue principali varianti.
DI CHE COSA STIAMO PARLANDO?
Essendo un articolo tecnico verranno utilizzati termini specifici per individuare le varie parti di cui è composta una pistola semiautomatica. Il piccolo glossario che segue può essere un valido aiuto per comprendere meglio l’argomento. Molti dei termini utilizzati sono comunemente impiegati nella stesura dei testi contenuti in manuali, libri e riviste specializzate.
Glossario parti principali di una pistola semiautomatica.
Sistema di chiusura geometrico a corto rinculo di canna tipo Browning.
Glossario Pistola Semiautomatica
1. Boccola di volata - Barrel bushing
2. Carrello - Slide
3. Canna - Barrel
4. Risalti di chiusura - Locking ribs / Locking lugs
5. Camera - Chamber
6. Molla percussore - Firing pin spring
7. Percussore - Firing pin
8. Cane - Hammer
9. Blocco percussore - Firing pin stop
10. Disconnettore - Disconnector
11. Controcane - Sear
12. Sicura dorsale - Grip safety
13. Puntone del cane - Hammer strut
14. Molla triplice / Molla a lamina - Sear Spring
15. Reggispinta della molla del cane - Main spring cap
16. Molla del cane - Mainspring
17. Ritegno della spina del dorsalino - Housing pin retainer
18. Dorsalino porta molla - Main spring housing
19. Spina del dorsalino - Housing pin
20. Boccole delle viti del fusto - Stock screw bushings
21. Molla del caricatore - Magazine spring
22. Elevatore - Magazine follower
23. Caricatore - Magazine
24. Fusto / Castello - Receiver / Frame
25. Rilascio del caricatore - Magazine catch
26. Grilletto - Trigger
27. Biella - Link
28. Guida molla di recupero - Recoil spring guide
29. Spina della biella - Link pin
30. Molla di recupero - Recoil Spring
31. Tubo reggispinta - Plug
Glossario Pistola Semiautomatica
1. Fusto - Castello - Telaio
2. Carrello - Otturatore - Carrello otturatore - Slitta
3. Cane
4. Grillettor
5. Tacca di mira
6. Mirino
7. Pulsante di sgancio del caricatore
8. Sicura, abbatticane (se presente)
9. Guardia - Ponticello
10. Hold open - Slide stop - blocco carrello - Chiavistello di smontaggio
11. Guancette (se presenti)
12. Impugnatura
13. Finestra di espulsione
14. Culatta
15. Unghia estrattrice - Estrattore
16. Cresta del cane
17. Percussore
18. Volata
19. Intagli di presa posteriori
20. Intagli di presa anteriori
21. Espulsore
22. Dust cover - Sottocanna
23. Rest (se presente)
24. Trigger stop
25. Minigonna
26. Elsa dell'impugnatura
27. Caricatore - Magazzino
28. Elevatore
29. Dente di ritegno del caricatore
30. Pad - Fondello del caricatore
31. Fori di ispezione cartucce
32. Guide di scorrimento sul carrello
33. Guide di scorrimento sul fusto
34. Sicura automatica al percussore
35. Canna
36. Bocca - Vivo di volata
37. Camera di cartuccia
38. Chiavistello di smontaggio (spesso coincide con lo slide stop)
39. Tenoni di chiusura sistema Browning (spesso sostituiti dalla culatta squadrata)
40. Sistema di abbattimento della culatta Browning (Bielletta, piani inclinati, asola)
41. Recessi di chiusura Browning (spesso assenti sostituiti da finestra di espulsione squadrata)
42. Rampa di alimentazione
43. Dente di arresto slide stop (carrello aperto a fine colpi) - Recesso per lo smontaggio
44. Recesso per lo smontaggio
45. Asta guidamolla
46. Molla di recupero
47. Tubetto reggispinta
Sistema di chiusura Colt - Browning (Colt 1911 e cloni)
Il sistema di chiusura originale, ideato dallo stesso John Moses Browning, è definito come “geometrico”, “stabile” o “metastabile”, a “corto rinculo di canna”. La canna e l’otturatore, rappresentato in questo caso dal carrello, ovvero da tutta la parte superiore della pistola, che è costruito in modo da poter scorrere sul fusto, nel momento esatto dello sparo sono saldamente bloccati tra di loro, attraverso degli elementi meccanici incastrati. Subito dopo lo sparo, il rinculo fa arretrare in maniera solidale sia la canna che l’otturatore, per un breve tratto di circa 7 o 8 mm, superato il quale, quando ormai la canna è libera dal proiettile e i gas si sono sfogati all’esterno della bocca dell’arma, un sistema di svincolo separa meccanicamente canna e carrello.
Colt Browning 1911A1
Una Colt Government serie ’70, versione civile della 1911-A1. La pistola è stata adottata nel 1911 dall’esercito americano, ed è ancora oggi una delle pistole semiautomatiche più prodotte al mondo.
La canna a questo punto si ferma, mentre l’otturatore continua la sua corsa retrograda, trascinando con se il bossolo spento, agganciandolo alla gola ricavata sul fondello, con un’unghia estrattrice elastica solidale allo stesso carrello. Il bossolo viene quindi spinto contro una estremità fissa detta espulsore, situato dalla parte opposta dall’unghia estrattrice, la quale lo costringe a ruotare di lato facendolo espellere attraverso una finestra ricavata sul lato destro dell’otturatore. A questo punto il carrello si arresta a fine corsa, e viene immediatamente richiamato in avanti dalla molla di recupero, che è posizionata sotto la canna, e che viene compressa dallo stesso carrello durante la sua corsa retrograda. Durante il ritorno in batteria, l’otturatore va a “pescare” la prima cartuccia presente all’interno del caricatore ad astuccio inserito nell’impugnatura, e lo spinge dentro la culatta della canna, che a sua volta va a richiudersi in maniera salda e stabile all’otturatore. Una volta che la pistola è chiusa, con un nuovo colpo in canna, il tiratore toglie il dito dal grilletto e in questa maniera riattiva la catena di scatto. A questo punto la pistola è nuovamente pronta a sparare. Il tiratore non deve far altro che tirare nuovamente il grilletto per esplodere il colpo successivo. E così via fino a quando esistono cartucce cariche all’interno del caricatore.

Il cuore del meccanismo Colt-Browning sono ovviamente i sistemi che garantiscono vincolo saldo tra canna e carrello, per sparare in tutta sicurezza il colpo, e il successivo svincolo che permette l’apertura automatica della pistola per caricare un nuovo colpo.

Questo funzionamento è detto “a corto rinculo di canna”. Esistono tipi di funzionamento a chiusura geometrica a corto rinculo di canna differenti dal sistema Browning e derivati, come ad esempio i sistemi adottati dalla Beretta, quello a chiavistello inclinabile della serie 92 / 98, o quello a canna rototraslante della PX4. Esistono anche sistemi di chiusura geometrica a lungo rinculo di canna, nel quale canna e carrello rinculano per un lungo tratto, ma nel campo delle pistole questo sistema è stato adottato dalla sola Frommer Stop.
Colt Browning 1911A1
La Colt 1911 in smontaggio di campagna. Notare i tenoni semicircolari di chiusura sopra la culatta della canna, che si innestano nei corrispondenti recessi praticati nel cielo del carrello. Lo svincolo tra canna e carrello è ottenuto dalla piccola bielletta posizionata sotto la camera di cartuccia, la quale spinge la culatta verso il basso durante il rinculo all’indietro.
Nel sistema Colt-Browning originale, la canna e il carrello sono vincolati tra di loro mediante due tenoni semicircolari posizionati sopra la canna immediatamente prima della camera di cartuccia, che quando la pistola è in chiusura vanno ad incastrarsi dentro a due relative fresature ricavate sulla superficie superiore interna del carrello otturatore, immediatamente prima della finestra di espulsione, la quale lascia libera alla vista l’intera camera di cartuccia.
Colt Browning 1911A1
I tenoni semicircolari di tenuta sopra la canna si innestano in corrispondenti fresature ricavate sul cielo del carrello, chiudendo in maniera salda la pistola.
Colt Browning 1911A1
Particolare dei recessi di chiusura di un carrello di una Colt 1911.
Colt Browning 1911A1
Particolare dei tenoni di chiusura sopra la camera di cartuccia, e della biella di svincolo della canna verso il basso, incernierata nello zoccolo sottostante la stessa camera di cartuccia.
Sotto la camera di cartuccia è presente uno zoccolo, all’interno del quale è incernierata, tramite un perno una piccola biella ovale. All’interno del secondo foro di questa biella si innesta un perno, che altro non è che l'asse del chiavistello di smontaggio dell’arma, che funziona anche da leva dell’hold-open, ed è inserito nel fusto della pistola. Tra questo zoccolo e la fine del carrello, scorre sotto la canna una molla di recupero, tenuta in sede da una piccola guida.

Immediatamente dopo la pressione del grilletto, la cartuccia esplode, il proiettile viene spinto lungo la canna, e nello stesso istante inizia il rinculo all’indietro dell’arma. Siccome il fusto è trattenuto dal tiratore, il carrello inizia a scorrere all’indietro, e con esso, solidale perché bloccata dall’incastro formato dai risalti semicircolari superiori, rincula anche la canna. Man mano che l’accoppiata carrello canna viene spinta all’indietro, la biella incernierata sotto lo zoccolo della camera di cartuccia, costringe a ruotare la canna spingendo la culatta verso il basso. Questa rotazione verso il basso fa in modo che, a poco a poco, i tenoni semicircolari superiori si svincolino dai corrispondenti recessi superiori nel carrello. Quando tenoni e recessi perdono definitivamente contatto, la corsa retrograda della canna ha termine, mentre il carrello ha ancora energia sufficiente a continuare la sua corsa retrograda fino al fine corsa, e durante questa corsa espelle il bossolo.
Colt Browning 1911A1
La bielletta è responsabile dell’abbassamento della canna in corrispondenza della culatta. All’interno della biella si inserisce il perno della leva dell’hold-open, che a sua volta è innestato nel fusto.
Quindi il carrello viene richiamato dalla molla sotto la canna, che ha avuto modo di comprimersi, e durante la sua corsa in avanti camera la prima cartuccia disponibile in culatta, e spinge la canna in vanti in modo da ripristinare la chiusura. Piuttosto semplice ed efficace. Questo sistema viene utilizzato da oltre 100 anni.
Colt Delta Elite cal. 10 mm Auto
Una Colt Delta Elite con il carrello aperto.
Si tratta di una 1911-A1 in calibro 10 mm Auto. Un calibro particolarmente potente e dal funzionamento violento.
Ed Brown 1911A1
Una moderna 1911 Custom elaborata per un utilizzo tattico.
Sistema Browning modificato (FN Browning HP 35)
Resta il fatto che la bielletta sotto la canna rappresenta un punto complicato e potenzialmente debole del progetto. A semplificarlo ci ha pensò lo stesso John Moses Browning, quando cotribuì allo sviluppo della FN GP 35, (detta anche HP 35).
FN Browning HP 35
La pistola è in pratica una rivisitazione della Colt 1911, adattata per l’utilizzo della munizione europea, la 9x19 mm Parabellum, con caricatore bifilare ad alta capacità, e scatto in singola azione. In pratica la mamma di tutte le moderne bifilari in calibro 9mm. Lo sviluppo finì nel 1929, ben tre anni dopo la morte di Browning, ma per una serie di vicissitudini avverse la pistola uscì solo nel 1934, e fu adottata dall'esercito belga nel 1935. Nonotante il ritardo era rivoluzionaria ugualmente, tanto che fu adottata da un notevole numero di eserciti di tutto il mondo, ed è anch’essa è ancora in produzione.
FN Browning HP 35
La Browning HP 35 in smontaggio di campagna. Manca la biella sotto la canna, sostituita da un piano di scorrimento. Nello zoccolo sottostante la camera di cartuccia che attua lo svincolo con il carrello, ospita anche una rampa che favorisce l’alimentazione della cartuccia.
A parte la semplificazione di tutta la pistola, costituita da un minor numero di pezzi, che si può notare immediatamente dalla mancanza di bushing e di tubetto reggispinta della molla, la cui funzione è demandata direttamente alla forma interna del carrello, la principale modifica risiede nell’eliminazione della biella di svincolo della canna. La chiusura è effettuata esattamente come prima dai risalti semicircolari ricavati sopra la canna, che si innestano all’interno delle corrispondenti fresature del carrello. La biella è sostituita da un piano di scorrimento, il quale costringe la canna a ruotare verso il basso per svincolarsi dal carrello. A parte la semplificazione della forma dello zoccolo sotto la camera di cartuccia, ora più robusto e semplice da costruire, perché ricavato da un pezzo unico, l’adozione di un piano di scorrimento della canna sul perno al posto della bielletta, consente il movimento in asse della canna con il carrello, nel primo tratto, quando ancora è presumibile che il proiettile stia transitando all’interno della canna, e di svincolarla verso il basso solo alla fine del suo percorso. Il piano di scorrimento è infatti lineare per il primo tratto, e si inclina verso l’alto solo verso la fine. In questa maniera aumenta la precisione intrinseca della pistola, oltre alla robustezza e alla economicità di produzione.
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