AirGun Zeta
 
 
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Alessandro
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TEST DI TIRO IN APPOGGIO

Una semplice prova per capire cosa succede quando spariamo con la nostra springer in appoggio anteriore. Meglio che l'appoggio sia rigido o morbido? La superficie di appoggio deve essere ampia o ridotta? Meglio trattenere la calciatura dell'arma imbracciandola, o è meglio lasciarla libera di rinculare?
E' innegabile che appena acquistata la nostra prima carabina ad aria compressa, generalmente un springer, di istinto inizieremo ad utilizzarla all'imbracciata. Il tiro di precisione, anche se dalla canonica e ridotta distanza di soli 10 metri, sparando in piedi è in ogni caso piuttosto difficile. Se a questo aggiungiamo il fatto che molte delle carabine springer presenti sul mercato sono piuttosto pesanti, e questo è vero soprattutto per quelle a canna fissa, prima o poi, più prima che poi, per ridurre le rosate dei nostri tiri, e per tirare con maggiore relax, inizieremo a cimentarci con il tiro in appoggio. Il problema principale che dovremo affrontare tirando in appoggio con un'arma ad aria compressa funzionante a molla e pistone, è quello del particolare tipo di rinculo a cui è soggetta. Si, perché una springer, prima rincula, e solamente dopo fa partire il colpo. A noi tiratori sembra che lo sparo sia immediato e fulmineo, ma in realtà, non appena premiamo il grilletto, l'arma rilascia il pistone, il quale, accelerando spinto dalla molla, provoca il rinculo all'indietro dell'arma. E' soltanto quando il pistone arriva a fine corsa o quasi, che dentro la camera di compressione si è formata una pressione abbastanza alta da far muovere il pallino lungo la canna. A questo punto, il pistone si ferma, facendo rinculare la carabina in avanti, fermandola di colpo, e contemporaneamente il pallino inizia ad accelerare dentro la canna. Il tutto dura pochi millesimi di secondo, ma questi pochi millesimi di secondo sono in grado di mettere in crisi la maggior parte dei tiratori, soprattutto quando si spara appoggiando l'astina dell'arma ad un supporto fisso, più o meno rigido. Se non si prendono alcuni accorgimenti, le prima volte che si prova a sparare in appoggio, potremmo avere la spiacevole sorpresa di vedere i colpi stamparsi a casaccio e ben lontani dal punto mirato.

Ho voluto fare questo piccolo test per vedere come varia la rosata, utilizzando diversi tipi di appoggio anteriore, da quelli più canonici, a quelli più fantasiosi.

Per effettuare la prova ho utilizzato, come supporto, un tavolino da tiro auto costruito, con un intaglio laterale sagomato in modo che l'appoggio delle braccia risultasse comodo e naturale. Per costruirlo ho semplicemente utilizzato le gambe appartenenti ad un tavolino avvitate ad un paio di tavole di abete di differente lunghezza. Semplice da realizzare, economico e funzionale.
tiro in appoggio anteriore
Il tavolino utilizzato per la prova.
tiro in appoggio anteriore
I risultati ottenuti durante la prova.
I tiri sono stati effettuati con la Air Arms TX200, di libera vendita, alla distanza di 25 metri, utilizzando diabolo JSB Exact Express. Il bersaglio è costituito da una serie di barilotti di diametro massimo di 34 mm, quindi piuttosto piccoli. Va tenuto presente che la Air Arms TX200, depotenziata a 7,5 joule, è una carabina springer piuttosto precisa e poco reattiva. Questo mi ha permesso di ottenere rosate in ogni caso piuttosto raccolte, anche utilizzando supporti di appoggio non troppo adatti al tiro con un'arma a molla. Utilizzando armi più brusche nelle reazioni, o di maggiore potenza, si sarebbero, in alcuni casi, ottenuti risultati ben peggiori.
PRIMA PROVA: IL REST
tiro in appoggio anteriore
Il primo test l'ho eseguito utilizzando il rest che di solito utilizzo per tirare in appoggio.
La posizione di tiro, è con la carabina appoggiata sull'astina, sorretta posteriormente dalla sola spalla. Il braccio debole passa sotto la pala del calcio. Può toccare il calcio e sorreggerlo leggermente, come no. Il piccolo cuscino posteriore serve esclusivamente ad appoggiare il gomito per aumentare il comfort di tiro, ma non interagisce in alcun modo con l'arma.
tiro in appoggio anteriore
tiro in appoggio anteriore
Per poggiare la carabina sempre nel medesimo punto ha applicato un piccolo segno adesivo sulla calciatura, che allineo ad un corrispondente segno sul rest al momento del tiro. Questo segno mi è tornato utile, durante lo svolgimento della prova, come riferimento anche quando utilizzavo altri supporti.
tiro in appoggio anteriore
Si tratta di un rest commerciale, con la base in ghisa pesante, regolabile in altezza. Il fatto di essere regolabile è molto importante, perché permette di essere utilizzato con diverse armi, e di ottenere ogni volta la giusta altezza per avere la corretta postura di tiro. La particolarità di questo tipo di rest è rappresentata dal cuscino, che è fissato al rest attraverso una coppia di nastri in velcro, i quali lasciano libero il cuscino di arretrare di circa un centimetro, e di assecondare così il rinculo dell'arma.
Il cuscino in finta pelle risultava un po' troppo grippante per le carabina ad aria compressa, che andrebbero invece lasciate maggiormente libere di rinculare. Per questo motivo l'ho ricoperto di stoffa. Per quanto riguarda il riempimento, ho sostituito quello di serie, realizzato tramite piccoli grani di plastica simili per dimensioni a chicchi di riso, con delle palline di polistirolo sfuso. In questa maniera ho ottenuto un cuscino morbido e non troppo aderente, a mio avviso ideale per l'utilizzo con una springer.
tiro in appoggio anteriore
Ecco il risultato della prova. Un solo errore nella prima rosata, al secondo colpo, per l'esattezza., per un totale di 20 colpi, 5 per ognuna delle quattro rosate. Per il resto le rosate appaiono centrate e raccolte. Si tratta a mio avviso del sistema migliore per sparare in appoggio, con un cuscino morbido ma di dimensioni non eccessive, posizionato alla giusta altezza, con l'arma sempre appoggiata nello stesso punto, colpo dopo colpo. Il flyer, così viene generalmente definito il colpo vagante, è sicuramente dovuto ad un errore di scatto, il cosiddetto “strappo”, o “colpo di dito”. In questo caso, spostare la carabina, anche in maniera impercettibile al momento dello sgancio, determina una deviazione nel movimento naturale che l'arma seguirebbe durante il rinculo, di conseguenza si avrà una differente posizione della canna dell'arma al momento in cui il colpo parte, rispetto agli altri colpi sparati. Come vedremo in seguito, lasciare libera la carabina springer di rinculare è il sistema migliore per ottenere le rosate più raccolte, ma in questo caso gli errori di scatto non vengono perdonati.
SECONDA PROVA: ASCIUGAMANO ARROTOLATO
tiro in appoggio anteriore
Per la seconda prova ho utilizzato un comune asciugamano arrotolato, legato alle estremità con dello spago. Si ottiene così una sorta di “salsicciotto” morbido, sul quale poggiare l'astina della carabina. Come rialzo ho utilizzato dei libri di grosse dimensioni. La posizione è sempre la solita, con la carabina appoggiata solo sull'astina.
tiro in appoggio anteriore
L'idea di utilizzare una pila di libri come rialzo per il rest è piuttosto buona, all'inizio, soprattutto se sparate nei dintorni di casa. Si possono aggiungere e togliere fino a trovare l'altezza ideale per il tiro. Il problema è che i libri pesano parecchio, e non è molto comodo portarseli appresso. Una volta trovata l'altezza giusta per il nostro rest, sarebbe preferibile costruirsi un supporto in legno o in qualche altro materiale più leggero e più facile da trasportare.
tiro in appoggio anteriore
Sopra la pila di libri ho posizionato due libri più piccoli, in modo da creare uno spazio vuoto. In questa maniera il “salsicciotto” crea una sorta di culla, del tutto analoga a quella del rest commerciale che utilizzo di solito.
tiro in appoggio anteriore
Il risultato della seconda prova.
Le rosate ottenute utilizzando questo sistema sono abbastanza analoghe a quelle ottenute con il rest. Sono aumentati i flyer. Il problema maggiore l'ho individuato nella stessa costruzione del “salsicciotto”. L'asciugamano arrotolato tende a perdere la forma e ad appiattirsi man mano che si spara, e questo crea una variabile in più che potrebbe generare tiri fuori centro. Immagino sempre che i flyer più evidenti siano dovuto ad un errore di scatto, ma ad ogni modo avere un rest che cambia da tiro a tiro non aiuta di certo. Si tratta di un sistema da studiare un po' meglio, ma validissimo, almeno per iniziare senza spendere molto.
TERZA PROVA: IMBRACCIATA IN APPOGGIO
tiro in appoggio anteriore
Una delle cose che si sente sempre dire, a proposito del tiro in appoggio, è che il punto di impatto del pallino varia, a volte anche di molto, rispetto al tiro in imbracciata. Questo sistema di tiro lo consiglio a tutti coloro che vogliano tarare l'ottica per il tiro all'imbracciata, ma anche a tutti coloro vogliano iniziare con il tiro in appoggio, ma che ottengono rosate troppo larghe e piene di errori. Si tratta di tenere la carabina all'imbracciata, ma appoggiando al contempo i gomiti sul tavolo, e la mano debole, quella che sorregge l'astina ad un cuscino, o comunque ad un appoggio comodo.
tiro in appoggio anteriore
In questo caso ho utilizzato un cuscino da tiro, appoggiato di lato ad una pila di libri. La posizione è quella tipica dell'imbracciata, ma la mano debole è appoggiata al cuscino, sul quale l'astina dell'arma non entra in alcuna maniera in contatto.
tiro in appoggio anteriore
Ecco i risultati di tiro.
I risultati sono molto interessanti: per prima cosa si nota immediatamente come la rosata sia spostata verso l'alto. In questo caso, visto che la carabina ha un rinculo veramente molto blando, e un peso molto alto che ne smorza le reazioni, la differenza tra il tiro in appoggio e quello all'imbracciata è abbastanza contenuto, ma se utilizziamo armi piuttosto scorbutiche e leggere, potremmo trovare differenze anche di parecchi centimetri. In ogni caso sono sempre 13 o 14 mm di differenza tra il punto di impatto e quello mirato, che a 25 metri si traducono in circa 2 MOA, ovvero 8 click per un'ottica con torrette da 1/4 di MOA, e ben 16 click se la nostra ottica ha regolazioni di 1/8 di MOA.
La seconda cosa che salta all'occhio è che le rosate sono un po' più ampie, e questo è ovviamente dovuto al fatto che la posizione di tiro è leggermente meno stabile rispetto alla posizione di appoggio pieno. Però non è presente alcun flyer evidente. Sorreggere l'arma con la mano debole, anche se in maniera blanda, aiuta a contenere il rinculo, lo rende più lineare, e tende a minimizzare gli effetti negativi di uno scatto errato o troppo frettoloso. Concentrandosi si ottengono comunque rosate veramente molto contenute, come ad esempio la seconda della serie, ma è evidente che una posizione più stabile, che lasci la carabina libera di rinculare, fa stringere la rosata. L'assenza di errori e di flyer evidenti fa comunque pensare che sorreggere l'arma con la mano sia una condizione ideale, per cui un rest piccolo che abbia la consistenza e le dimensioni della mano che sorregge l'astina potrebbe essere un vantaggio, rispetto ad un rest troppo grande e troppo contenitivo.
QUARTA PROVA: CUSCINO DA FT
tiro in appoggio anteriore
Per la quarta prova ho utilizzato il cuscino che utilizzo per sedermi a terra quando sparo in posizione libera tipica della pratica del field target. Il cuscino è riempito con palline di polistirolo sfuso, che lo rendono morbido e capace di prendere bene la forma di tutto ciò che gli si appoggia sopra. Solito tavolino e solita pila di libri poggiata sotto per avere una altezza ideale. L'arma è appoggiata a cuscino e spalla, e non è tenuta dalla mano debole.
tiro in appoggio anteriore
tiro in appoggio anteriore
Il cuscino contiene l'intera astina della carabina, per tutta la sua estensione. Il vantaggio di questo tipo di appoggio è che la stabilità è assolutamente eccezionale, in quanto la carabina rimane ferma e puntata perfettamente al bersaglio senza necessità di sorreggerla o di toccarla.
tiro in appoggio anteriore
I risultati della quarta prova.
Di contro abbiamo rosate generalmente più larghe con variazioni del punto di impatto. Il problema è che il cuscino così ampio tende a spanciarsi di volta in volta sotto il peso dell'arma e delle reazioni dovute allo sparo. Quindi l'appoggio cambia man mano che spariamo, e di tanto in tanto in cuscino va riassettato. Si noti la rosata 3, che si è allargata dopo aver rimesso un po' a posto il cuscino. La rosata precedente era più stretta,e più centrata, poi sono cambiate le condizioni, ed è leggermente cambiato punto di impatto e larghezza della rosata. Non si risolvono i problemi di flyer, come dimostra la prima rosata. Si tratta di un buon sistema per portarsi appresso un appoggio morbido da utilizzare ovunque, ed avere una buona precisione, per la pratica del plinking spensierato attingendo bersagli molto piccoli e relativamente distanti.
  Seguente
 
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Domiamo una Springer
Un altro bel sito pieno di armi ad aria compressa, tante foto, sia di armi a CO2 che di carabine springer.

www.ponggi.hu
Con questo video, Fabio, alias Sniper70 ci mostra la sua nuova Zoraki HP 01, la famosissima pistola PCA prodotta in Turchia. Da vedere.

Video Zoraki HP-01

Dal sito ufficiale della rivista "Armi e Tiro" un interessante articolo che spiega come funziona la procedura di bancatura delle armi ad aria compressa di libera vendita.

Aria compressa: applicazioni concrete
TheHiddenPart
Molto ben fatti e professionali questi video realizzati da Antonio. "Gun Freak From Hell! Il canale di TheHiddenPart" è un canale YuoTube da seguire con attenzione.

Gun Freak From Hell!
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Commenti

Alessandro
13 Dic 2013, 17:20
Devi fare delle prove, perché ogni carabina è un "individuo" a se stante.

Di solito vanno molto bene i JSB Exact o gli H&N Field Match Trophy.

ciao
Alessandro
simone
13 Dic 2013, 10:55
ciao volevo sapere quale piombino è piu indicato per la bsa scorpion se depo la marca e il peso grazie
Alessandro
17 Set 2012, 20:37
Il collimatore laser è utile soprattutto per le armi da fuoco, perché si possono usare solo in poligono. Non sempre i poligoni permettono di posizionare un bersaglio ad una distanza utile per la taratura dell'ottica. Ad esempio, con una carabina calibro .22 LR, che si può considerare il gradino successivo all'aria compressa, con l'ottica appena montata, senza alcun riferimento, nel momento in cui si cerca di attingere ad un bersaglio distante 50 metri, si rischia di sprecere diverse decine di colpi prima di riuscire a vedere un foro del proiettile all'interno del tabellone. E se non si ha esperienza si rischia di passare l'intero pomeriggio senza risolvere nulla.

Con una carabina ad aria compressa, specialmente se depotenziata, non si hanno questi problemi, in quanto si liberi di sparare in aree private. A 10 metri l'ottica si tara con 2 colpi. Il collimatore laser diventa più che altro una curiosità, ma l'utilità è molto relativa.
Massimo
17 Set 2012, 16:54
Salve a tutti ho mappena ordinato un collimatore laser per tarare le ottiche
cosa ne pensate la marca e la seguente
Bushnell Collimatore Laser Universale -74010 ps ho solo armi ad aria compressa
ciao a tutti.
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