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Stoeger X5

STOEGER X5

Compatta, leggera, dalla linea grintosa ed accattivante. Sia che la si scelga con il calcio in legno, o completamente nera, la Stoeger X5 sa affascinare. Una carabina a molla a canna basculante di libera vendita dalla linea originale che ha saputo portare una ventata di novità in un settore che ultimamente era un po' fermo. Una cinese costruta con standard occidentali; d'altro canto dietro alla cinesina c'é nientemeno che il gruppo Beretta.
Sono sempre rimasto colpito dall'estetica di questa piccola carabinetta cinese, prodotta su standard occidentali per il gruppo Beretta. La carabina è costruita in Cina dalla BAM, e questo viene confermato dalla scritta riportata sulla bascula, che recita appunto, “BAM mod. STOEGER X5”. Si tratta di una piccola arma a molla, destinata soprattutto ai più giovani e alle donne, ma che nella versione depotenziata si presta perfettamente ad essere utilizzata anche come “prima arma” anche per un adulto. E' disponibile in due versioni, quella classica, con un bel calcio in faggio, decisamente molto curato per essere un prodotto economico cinese, e la versione in polimero nero, oggetto di questa descrizione. In ogni caso ho potuto provare entrambi i modelli dal solito GB Verrina in quel di Voltri. La versione in legno è probabilmente quella che meglio si presta ad utilizzo da parte di un tiratore adulto, con un bel calcio che dà una buona sensazione di calore e consistenza. Il calcio in legno, oltre ad essere un po' più spesso come dimensione, trasmette un suono dello sparo più pieno e rotondo, mentre la versione in polimero ha un suono molto secco con una nota metallica alla fine.
Stoeger X5
La carabina all'interno della confezione.
Si tratta di una robusta scatola di cartone che protegge bene l'arma. In origine, la carabina è contenuta in un sacco di plastica trasparente.
Il libretto di istruzioni multilingue (c'è anche l'italiano) è ben fatto e curato.
L'ideale sarebbe prendere la carabina, smontarla, lucidare i piani di scatto, fare una camiciatura al pistone, e un bel relube per rendere un po' più soft il ciclo di sparo. Tutte cose che prima o poi farò, e che all'incirca sono nelle possibilità di chiunque, in quanto non necessitano di apparecchiature specifiche o costose. I più bravi, con a disposizione un tornio, sicuramente potranno ricostruire il guidamolla, ed aggiungere un top-hat su misura, ed utilizzare l'arma come base per future elaborazioni. Al momento però mi preme sapere come funziona la carabina rigorosamente di serie, mettendomi nei panni del classico tiratore principiante al suo primo acquisto di una carabina depotenziata, che desidera solo toglierla dalla scatola e inizia a sparare, senza smontare e toccare nulla. E' a coloro che si rivolge la piccola Stoeger; va detto infatti che una volta che ci siamo fatti il palato fino, difficilmente potremmo trovare interesse per una carabina come questa, se non a causa del prezzo. Il paragone con la Weihrauch HW 30S, carabina della stessa categoria, anche se praticamente costa il doppio, è improponibile, in virtù della qualità dello scatto, dell'elasticità dello sparo e della qualità delle lavorazioni in generale. Eccetto che per dimensioni e forma del calcio, la Stoeger X5 è decisamente un prodotto di fascia inferiore. Però va detto che la Stoeger, così come è, una volta che si fa l'abitudine al tremendo scatto si rivela tutto sommato precisa, e molto divertente
Stoeger X5
Ecco la carabina dal lato sinistro, con accanto la scatola chiusa e il libretto di istruzioni.
Tolta dalla scatola la carabina si presenta solida, ma con prevalenza di parti in plastica. Oltre al calcio, che possiamo però scegliere in legno, sono di plastica anche il grande terminale di volata, il ponticello e la leva della sicura. Questi elementi sono in un gradevole nero satinato. Le parti in metallo, ovvero la canna, in grilletto e il cilindro esterno, hanno superfici non troppo curate, sulle quelli si vedono le tracce dell'utensile. Queste tracce però sono molto costanti, diciamo che i pezzi non sono stati lucidati, ma non presentano sbavature o graffi indesiderati. Alla fine, la brunitura opaca da un gradevole effetto “satinato”.
Stoeger X5
Il lato destro della carabina.
Anche in questo caso il paragone con la HW 30S è d'obbligo, ed ancora una volta la cinesina soccombe senza possibilità di appello. Niente a che vedere con le superfici perfettamente levigate e brunite a regola d'arte della piccola HW 30S. Di contro, la Stoegerina ha un design decisamente più moderno: il bel terminale di volata, unito ad un calcio lungo ed avvolgente, lasciano poco scoperta la canna, dando l'idea di una carabina compatta con la canna molto corta, come vuole la moda attuale.
Stoeger X5
Sul lato destro della bascula è stampigliata la scritta “BAM mod. Stoeger X5” a voler confermare la paternità cinese della carabina.
Stoeger X5
Il lato sinistro riporta i dati previsti dalla normativa italiana: “Cal. 4,5 mm C.N. 267 < 7,5J”. Sulla canna è riportato il numero di serie dell'arma preceduto da “STG”. Seguendo la moda attuale, le scritte non sono punzonate, ma riprodotte sulla superficie del metallo. Col tempo potrebbero diventare illeggibili.
In realtà la canna non è poi molto corta, come si può vedere armando la molla. In totale, la Stoeger X5 è lunga 1030 mm, più o meno quanto una Weihrauch HW 977, di cui 420 mm sono di canna rigata. Una delle prime operazioni da fare prima di usare la carabina è sicuramente quella di pulire bene l’anima della canna. Si, lo so che ho specificato che non volevo fare alcun intervento prima di provare la carabina, ma questo, credetemi, è davvero necessario. Ho utilizzato feltrini imbevuti di alcool spinti in canna, e non sparati. L'operazione è stata lunga. I feltrini hanno continuato ad uscire completamente marroni per lungo tempo. Alla fine ho passato un feltrino con una goccia di olio e poi ho asciugato passando con un paio di feltrini asciutti. Mi sono fatto l'idea che la sporcizia in realtà sia dovuta alla presenza di olio di scarsa qualità, che si trasforma in resina marrone. Consiglio di pulire con alcool e carta-casa assorbente tutta la carabina; vedrete che la carta diventerà marrone. Appena uscita dalla scatola, per caricare la carabina occorrerà piazzare il classico colpo di Karatè sulla canna, per riuscire ad aprire la bascula, da tanto è dura. Dopo un rodaggio minimo di 100-200 colpi diventerà molto più facile aprirla.
Stoeger X5
La carabina con la canna basculata.
La chiusura avviene tramite la solita biglia in acciaio comandata da una molla. Mlto particolare la culatta, che ha un taglio trasversale, quindi l'imbocco dove si inserisce il pallino risulta essere inclinato. La gonna di alcuni diabolo spunta leggermente fuori da un lato quando lo inseriamo. L'imbocco è comunque piuttosto abbondante, tanto che il pallino entra facilmente, e tanto facilmente potrebbe uscirne quando chiudiamo la canna con la carabina rivolta in alto. Bisogna stare attenti, perché mi è capitato diverse volte di tranciare la gonna del diabolo chiudendo la canna. La guarnizione di culatta è nel solito materiale sintetico trasparente. L'aspetto non è dei migliori, ed è piuttosto incassata all'interno dell'incavo che la ospita. Da valutare l'idea di sostituirla con una di maggiore spessore e qualità.
Stoeger X5
La culatta dell'arma
Il mirino della carabina è tutt’uno con il terminale di volata, ed è realizzato in materiale plastico. E’ dotato di inserto di plastica trasparente colorata in rosso, quella che generalmente viene definita come fibra ottica. E’ protetto da un tunnel di tipo aperto a scheletro, per l’ovvio motivo di permettere il passaggio della luce per illuminare l’inserto.
Stoeger X5
Il mirino. Il tunnel non è di tipo chiuso, perché è necessario che la luce passi per illuminare la fibra ottica.
Il terminale di volata è in plastica piena. Il vivo di volata arriva quasi alla fine del tubo. Si tratta di un particolare ben riuscito, quello che rende grintosa e moderna la carabina. Sebbene la plastica abbia in effetti decisamente meno fascino del freddo acciaio, in questo caso, il grosso manicotto inserito sopra la canna ha l’indubbio vantaggio di garantire un sicura presa per la mano che carica l’arma, e allo stesso tempo evita che rimangano le impronte stampate sulla canna. In effetti, utilizzando questa carabina il tiratore potrebbe fare una intera sessione di tiro senza mai mettere le mani sulle parti in acciaio brunito, e al limite potrebbe anche evitare di pulire con olio la carabina dopo ogni utilizzo. Il terminale è fissato alla canna tramite un grano a brugola avvitato sotto di esso. Rimosso questo grano, però, non è possibile sfilare il compensatore con facilità. Pare che questo non sia incollato, ma solo inserito in pressione. Non ho avuto modo di verificarlo, ma mi pare inutile toglierlo.
Stoeger X5
Il vistoso terminale di volata è la parte più appariscente della Stoeger X5.
Sulla bascula è posizionata, come da tradizione la tacca di mira. Anche questa, al pari del mirino anteriore, è dotata di riferimenti ad alta visibilità, ma in questo caso, di colore verde. Questi sono più piccoli in diametro, in modo che allineandosi al riferimento anteriore, a causa della differente distanza dell'occhio dal mirino e dalla tacca di mira, il tiratore veda tre pallini di eguali dimensioni. Personalmente non amo molto questo tipo di inserti colorati, che oggi sembrano andare per la maggiore. Si tratta di organi di mira adatti per lo più ad un tiro istintivo, che mal si adattano ad una carabina monocolpo. Nell'uso si sono dimostrati abbastanza precisi. La tacca di mira ha il corpo in metallo brunito, ad è tenuta in sede da due viti con intaglio a croce. L'apertura vera e propria e le rotelle di regolazione sono in plastica. E' regolabile sia in alzo che in deriva, e i click sono piuttosto definiti, anche se il movimento ha la pastosità tipica dei meccanismi di plastica.
Stoeger X5
Stoeger X5
La tacca di mira montata sopra la bascula.
Il calcio della carabina è in polimero nero, con finitura satinata, di un bel disegno ergonomico. Presenta un'impugnatura sufficientemente larga e non eccessivamente inclinata, tanto da rendere la carabina piacevole da utilizzare anche da un adulto. Sono riportate zigrinature antiscivolo nei punti di presa, assenti nella versione in legno. La guancia è appena rialzata, ma anche questa è gradevole sia alla vista che in appoggio. Il calciolo in gomma si raccorda perfettamente al disegno della pala; nel suo centro è stampato il marchio della Stoeger. Lo stesso marchio è impresso sul fondo dell'impugnatura a pistola. La sensazione è quella di una discreta cura dei particolari. Il ponticello di disegno squadrato, è tutt'uno con il calcio. Davanti a questo è presente la prima delle tre viti con intaglio a croce che bloccano la meccanica al calcio. Le altre due sono in posizione classica, all'altezza della bascula.
Stoeger X5
Stoeger X5
Stoeger X5
Il calcio in polimero ha un aspetto grintoso e curato.
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