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Ruger GP100

RUGER GP100 calibro .357 MAGNUM

Un revolver in acciaio Inox, fatto per sparare tanto e per durare. La canna da 6 pollici e le precisione degli accoppiamenti ne fanno anche una pregevole macchina da tiro. E’ il Ruger GP100 inox con canna da 6 pollici. Il calibro è ovviamente il .357 Magnum.
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Subito sopra alla bocca della canna è possibile notare un piccolo foro. Premendo all’interno di questo perno con un cacciaspine è possibile estrarre il mirino. La lama del mirino è brunita, ed ha una rampa inclinata e rigata. Il suo profilo ha gli spigoli forse troppo arrotondati. Sicuramente, per il tiro lento e mirato sarebbe preferibile sostituirlo con un mirino tipo Patdridge, dal profilo piatto e dagli spigoli più netti. In ogni caso è ben sfruttabile, e cosa molto importante, soprattutto per me, è privo di riferimenti colorati o luminosi. Dalla parte opposta della linea di mira, c'é ovviamente la tacca. Regolabile sia in alzo che in deriva, ha un'apertura ben dimensionata, che lascia passare la giusta luce, quando è allineata al mirino. Il suo profilo è contornato da una sottile linea bianca. Non serve a molto, e in generale per il tiro lento mirato forse sarebbe più opportuno che questa linea non ci fosse, ma non sembra dare fastidio.
Ruger GP100
La corona del vivo di volata è ben incassata e protetta dagli urti. Il mirino a rampa ha gli spigoli forse un po’ troppo arrotondati, ma nel complesso è adatto al tiro lento mirato.
Ruger GP100
La tacca di mira, regolabile sia in alzo che in deriva, è contornata da una inutile linea bianca. In ogni caso non infastidisce la mira.
Il tamburo ha una forma molto standard, con 6 camere per ospitare altrettante cartucce in calibro .357 Magnum. E' possibile anche sparare il ben più tranquillo e meno costoso .38 Special, come su tutte le rivoltelle camerate per il .357 Magnum. Si tratta di una pratica che personalmente non condivido granché. Se si desidera utilizzare un revolver come questo a carica ridotta, desiderio più che legittimo, che preserva maggiormente l'arma e stressa meno il tiratore, è preferibile dotarsi di una pressa per la ricarica casalinga, e ricaricare i bossoli del 357 Magnum con dosi simili a quelle del .38 Special. Il motivo sta tutto in quei pochi millimetri di differenza nella lunghezza del bossolo. A parte il fatto che il proiettile costretto a percorrere lo spazio vuoto diventa più impreciso, a carico di quel tratto di 2 mm di camera vuota si concentrano sia la vampa che i residui dello sparo, e si creano fenomeni corrosivi e di accumulo di sedimenti. Il precedente proprietario dell'arma aveva questa abitudine, e dopo una pulizia approfondita, sui millimetri finali di ogni camera del tamburo, ho trovato qualche segno. Per fortuna i segni sono lievi e superficiali, visto che l’arma non sembra aver sparato molto.
Ruger GP100
Il tamburo aperto. Si intravedono le 6 ogive dei proiettili calibro .357 Magnum camerati.
L'asta che aziona la stella dell'estrattore di solito, nei revolver, è anche la responsabile della chiusura anteriore del tamburo. In questo caso non è così, essendo la chiusura anteriore demandata ad una leva che lo blocca saldamente al telaio. Per cui l'asta del tamburo è semplicemente … un'asta. Non è in alcun modo vincolata alla sua sede ricavata sotto la canna e si muove liberamente. Non si tratta di un difetto o di un sinonimo di mancata cura del dettaglio, ma di una cosa assolutamente normale, in quanto l’asta non è direttamente vincolata al tamburo. Serve solo per spingere l’estrattore. A tamburo aperto, premendo l'asta si solleva la stella dell'estrattore, la quale spinge verso l'alto i bossoli esausti. In effetti non ho riscontrato problemi di estrazione neppure sparando le più potenti cariche commerciali. I bossoli esausti rientrano perfettamente in camera, e si estraggono anche senza dover necessariamente fare ricorso all'estrattore.
Ruger GP100
L’estrazione è decisa, del tutto priva di indecisioni. Si noti anche l'impeccabile nitore esecutivo della dentiera.
Ruger GP100
Il braccio del tamburo. Si noti la leva della chiusura anteriore, subito sotto l’estrattore.
Il grilletto ha la superficie liscia e una forma molto arcuata che rende comoda la trazione in doppia azione. In singola azione la corsa del grilletto è virtualmente nulla. La pressione del grilletto comanda sia l'armamento del cane (dal quale dipende la rotazione del tamburo), che il sollevamento di una barra di trasferimento, che si frappone tra cane e percussore. Solo quando il grilletto è completamente premuto, la transfer bar è completamente sollevata, e può trasmettere l'impulso della forza del cane al percussore. In tutti gli altri casi il cane non può colpire il percussore, e l'arma è impossibilitata a sparare. La transfer bar è una sicura automatica efficiente, e una comodità nel caso si desideri abbassare in sicurezza il cane armato. Basta tenere saldamente il cane con il pollice, sganciarlo, e immediatamente dopo togliere il dito dal grilletto. In questo modo anche se il cane dovesse scivolare, ipotesi molto remota vista l’ampia zigrinatura della cresta, il colpo non partirebbe comunque.
Ruger GP100
Il grilletto con la caratteristica forma arcuata tipica delle Ruger.
Ruger GP100
La transfer bar trasmette l’impulso del cane al percussore. Se il grilletto non è premuto è impossibile che il cane colpisca il percussore.
Lo scatto è in singola e doppia azione. Il peso di scatto si assesta su valori piuttosto alti; 2,5 Kg in singola azione e 6 Kg in doppia. Sembrano valori molto elevati, ma va ricordato che si tratta di un Revolver e non di una pistola semiautomatica. Si tratta di un tipo di trazione molto netta e diretta, che difficilmente si potrebbe ottenere su una semiautomatica. Occorrerebbe introdurre il concetto di “peso di scatto percepito”, un po' come quando si parla di “temperatura percepita”, termine che ha fatto le fortune di molti telegiornali con i loro allarmismi meteorologici. In pratica il peso di scatto percepito in doppia azione può essere all'incirca di un paio di chili. Avete presente quelle carabine ad aria compressa cinesi, con i loro grilletti di 5 chili che fanno venire le dita blu dalla fatica di tirarli? Bene, nulla di tutto ciò, la trazione è fluida, ovviamente lungo essendo una doppia azione, si sentono i click e lo scatto è sempre una sorpresa. Il peso percepito in singola è … zero. Appena si incomincia la trazione il colpo parte immediatamente. Tant'è che personalmente i migliori risultati li ottengo sparando in doppia azione, perché la singola è troppo leggera e diretta, e sto facendo un po' di fatica ad assuefarmi. La distanza del grilletto è decisamente inferiore rispetto a quella di una semiautomatica, e il dito si posiziona in maniera ideale per eseguire una corretta trazione lungo tutta la corsa della doppia azione. La singola è talmente netta che di fatto non ha nessuna corsa. Anche la forma del grilletto aiuta in maniera consistente ad avere la sensazione che lo scatto sia più leggero di quanto in effetti non sia, specialmente in singola azione. Si arma il cane, si appoggia il dito sul grilletto, si inizia la trazione, e immediatamente dopo si viene sorpresi dallo sgancio del cane. Uno scatto talmente netto e diretto che di più non si può. Si è vero, sono sempre 2,5 chili, ma se non li avessi misurati con un dinamometro, non avrei mai pensato che il peso fosse così elevato.
Ruger GP100
Il peso di scatto è di 2,5 Kg in singola azione e di 6 Kg in doppia. Lo scatto in singola azione è diretto, netto e pulito.
Le finiture delle superfici, e le scritte, sono realizzate in maniera più che dignitosa, ma certamente non a livello di una Smith&Wesson, così come lo scatto, che come ho detto è molto buono, ma comunque non all'altezza di quello di una 686. A favore della GP100 c'é un prezzo di acquisto inferiore, ma soprattutto un'eccezionale robustezza e affidabilità assoluta. Ma la Ruger non è solamente forza bruta, è anche molto di più. La pistola è robusta come un mulo, ma spara come un cavallo di razza. Il funzionamento è ineccepibile con qualunque tipo di munizione, l'affidabilità assoluta, i particolari “vitali” realizzati con una cura difficile da riscontrare su marchi. Le tolleranze garantiscono un funzionamento sempre perfetto e preciso. Lo spazio tra il cono di forzamento e la faccia del tamburo è contenuto in valori standard, ed è piuttosto costante per ogni camera del tamburo. Questo garantisce una lunga durata del cono di forzamento, che per'altro è robusto, ben eseguito e contribuisce alla precisione intrinseca del revolver. Il Cylinder Gap contenuto, riduce il gas cutting, la fuoriuscita dei gas di sparo (fenomeno fisiologico nei revolver), ed evita che vengano sputate fuori fastidiose particelle di piombo. Anche lo headspace si mantiene su livelli standard, ed è uniforme da camera a camera. Anche senza avere a disposizione uno spessimetro, è possibile valutare il corretto dimensionamento dello headspace, osservando i bossoli di risulta. Uno headspace troppo elevato produce fondelli e inneschi spianati, come se si trattasse di sovrappressioni, e può causare mancate percussioni. D'altro canto con un headspace troppo ridotto, il fondello del bossolo potrebbe strusciare e interferire con la rotazione del tamburo.
Ruger GP100
Il cono di forzamento è eseguito in maniera impeccabile.
Ruger GP100
L’affidabilità del GP100 è ineccepibile. Si tratta di un’arma nata per sparare tanto, bene, e per durare a lungo.
Il timing è molto buono, forse non perfetto, ma è ottimale al fine di massimizzare l'affidabilità dell'arma. Si tratta della sincronizzazione tra la rotazione del tamburo e il movimento del dente di blocco. Lo si può verificare armando lentamente il cane e tenendo d'occhio il dente che protrude dalla parte inferiore del telaio nell'alloggiamento del tamburo, e che è visibile dal lato destro del revolver. Occorre accertarsi che il dente di blocco si abbassi prima dell'inizio della rotazione del tamburo, in modo che lasci libero l'intaglio di presa del tamburo prima che esso inizi a ruotare. Se c'è un ritardo nell'abbassamento del dente, si sente un impuntamento nell'armamento del cane o nella corsa del grilletto nella prima fase della doppia azione. Spesso questo difetto si traduce in una prematura erosione del dente di blocco o dell'intaglio di presa del tamburo, che a lungo andare sfocia in un eccessivo gioco nel blocco del tamburo.
Ruger GP100
Il timing della rotazione del tamburo è molto buono a tutto beneficio dell’affidabilità.
Quindi continuando a sollevare il cane, il dente di arresto deve nuovamente alzarsi, in una qualche posizione prima che il tamburo arrivi al successivo intaglio di presa. Se il dente si solleva troppo in ritardo, c'è il pericolo che sparando in doppia azione lo sparo avvenga prima che il tamburo sia perfettamente bloccato. Se il dente si solleva troppo presto lascerà antiestetici segni lungo il tamburo (segni che inevitabilmente si formeranno anche chiudendo il tamburo), e si avvertirà lo sfregamento sparando in doppia azione. In questo caso il dente di blocco si abbassa in maniera del tutto regolare, non appena inizia il movimento del cane ben prima che il tamburo inizi a ruotare. Mentre si solleva più o meno a metà strada tra un intaglio e il successivo. Un ritardo maggiore, nel sollevamento sarebbe forse da preferirsi, ma sicuramente la scelta di far sollevare il dente in leggero anticipo è di tipo conservativo, pensato per massimizzare l'affidabilità in caso di utilizzo prevalente del revolver in doppia azione.
Ruger GP100
Il dente di arresto del tamburo che si abbassa e si solleva durante la rotazione del tamburo. Gli intagli di presa non hanno alcun segno di forzamento da parte del dente di arresto.
Ruger GP100
Il revolver con il tamburo ribaltato.
Il .357 Magnum è un calibro versatile, molto adatto alla ricarica casalinga. Personalmente dopo aver esploso una trentina di colpi commerciali, il palmo della mano inizia a dolermi un po'. Il tiratore della domenica, quale sono io, potrebbe avere il desiderio di utilizzare un munizionamento meno estremo. Fermo restando che tutti i revolver camerati in .357 Magnum possono sparare le meno potenti cartucce in calibro .38 Special (il contrario non è ovviamente possibile), è sempre possibile sparare una cartuccia più tranquilla anche senza ricorrere alla ricarica. Con la ricarica si possono confezionare colpi più morbidi e precisi. Rispetto alla pistola semiautomatica, sicuramente l'arma corta maggiormente presente all'interno dei poligoni della penisola, il revolver permette una maggiore versatilità nell'utilizzo di polveri, inneschi e ogive. Le combinazioni sono praticamente infinite. Non ci sono limiti nella forma dell’ogiva, imposti dalla giusta alimentazione del proiettile e non dovremo fornire al colpo l'energia necessaria al riarmo del carrello. Senza contare che non dovremo neppure chinarci a raccogliere i bossoli. Con la ricarica possiamo scegliere di confezionare munizioni dolcissime, sotto caricate per tirare in completo relax, oppure colpi molto performanti dal rinculo deciso e divertente, anche se sufficientemente lontano da quello espresso dalle cariche commerciali, in modo da evitare di stressare troppo arma e tiratore. Il revolver funzionerà ogni volta come un orologio svizzero. A patto, e questo è sempre sottointeso, di rispettare le regole di sicurezze e le tabelle delle polveri. Non tutte le polveri possono essere utilizzate per cariche deboli, e va sempre ricordato che spesso, dosi troppo basse di polvere possono fare gli stessi danni, all'arma e alla persona, che potrebbero fare dosi eccessive. Vanno ovviamente rispettate sia le dosi massime che le minima, ma nel caso del .357 Magnum, il range tra dosi minime e dosi massime, è veramente molto elevato.
Ruger GP100
Sparare una cartuccia potente come il 357 Magnum su un revolver robusto come il Ruger GP100 è un vero piacere. Ma con la ricarica potremo anche sparare cartucce molto più tranquille in tutto relax.
Ho potuto verificare le doti di precisione e di piacevolezza dello sparo del Ruger GP100, all'interno del poligono di tiro a cui sono iscritto. In un'unica sessione di tiro, durante la quale ho sparato un totale di 48 colpi (8 serie da 6), ho realizzato le rosate che trovate fotografate qui sotto. Essendo il classico tiratore della domenica, mi ci sono volute diverse sessioni di tiro, per prendere confidenza con l'arma, in quanto ogni volta potevo sparare solo un numero limitato di colpi, a causa dei ristretti limiti di detenzione delle munizioni per arma corta, imposti dalla legge. In ogni caso il .357 Magnum è un calibro piuttosto vigoroso, e anche sparando 50 colpi alla volta, ci si diverte. Pur non essendo un buon tiratore, ho potuto ottenere risultati interessanti fin da subito. Le rosate da 6 colpi, sono state ottenute sparando alla distanza di 15 metri. I primi tre bersagli sono stati realizzati appoggiando gli avambracci, sul bancone della linea di tiro. Una posizione di tiro tutt'altro che comoda, che mi portava ad avere qualche problema di mira, dovendo sparare praticamente "accucciato". Tutto sommato il risultato non è male. La quarta rosata è stata realizzata a mano libera, tenendo la rivoltella con due mani e sparando in doppia azione. Abituato da sempre a scatti in due tempi, trovo ancora un po' di difficoltà a gestire lo scatto diretto del revolver, tanto che i risultati migliori li ottengo appunto sparando in doppia azione. Ho approntato ricariche utilizzando la polvere Cheddite Granular S Grossa e inneschi small pistol standard. Si tratta in effetti di una polvere abbastanza veloce, poco adatta ad un calibro potente come il .357 Magnum, che in genere necessita di polveri più progressive, accese da inneschi di tipo Magnum. Non esistono neppure vere tabelle per questa polvere, ma in rete si trovano molti indicazioni sul suo utilizzo. Indicazioni che vanno prese con le "molle" in quanto la polvere in questione ha la pessima fama di avere una progressività che varia anche di molto da lotto a lotto. Alcuni assicurano di essere riusciti a replicare alla perfezione le velocità delle cartucce Fiocchi commerciali, utilizzando alte dosi di questa polvere. Io mi sono tenuto molto lontano da questi dosaggi estremi. Sono partito dalla dose massima prevista per il .38 Special, e sono salito progressivamente, fino a quando ho ottenuto cartucce che mi sono parse equilibrate, precise, ma anche con un pizzico di "pepe", un rinculo vigoroso e una bella fiammata. Tanto per ribadire la versatilità nella ricarica del .357 Magnum, ho confezionato anche munizioni utilizzando palle da 148 grani, round nose, che avevo acquistato per il 9x21 Imi, ad un prezzo particolarmente conveniente. Si tratta di una pratica non proprio ortodossa, ma queste ogive erano un po' sovracalibrate, tanto che al calibro misuravano esattamente 357 millesimi di pollice, quindi perfettamente utilizzabili. Oltretutto la munizione che ne ho ricavato si è dimostrata molto precisa.
Ruger GP100
Rosata ottenuta in appoggio, da 15 metri, in singola azione con cartucce ricaricate con ogive round nose ramate da 148 grani (originariamente acquistare per il 9x21) e 6,2 grani di polvere Cheddite Granular S Grossa.
Ruger GP100
Una ricarica un po' più ortodossa. Ogive tronco coniche da 158 grani, caricate con 5,9 grani sempre di Cheddite Granular S grossa. Sempre in appoggio e sempre in singola azione.
Ruger GP100
Questi sono invece 6 colpi sparati sempre in singola azione in appoggio. Questa volta si tratta di cariche commerciali Fiocchi Top Target tronco coniche ramate da 158 grani. A parte uno strappo, la rosata è abbastanza in linea con le altre. La mira dell'arma era stata azzerata con le ricariche da 148 grani, per cui non è strano che, munizioni diverse, attingano il bersaglio in un punto differente.
Ruger GP100
Rosata di 6 colpi sparati a due mani, senza appoggio, in doppia azione, sempre 15 metri. Si tratta delle ricariche con palla da 158 grani.
Sicuramente la Ruger GP100 è un'arma meno fine e pregevole della Smith&Wesson 686, che è da considerarsi la sua più diretta concorrente. La Ruger è in assoluto più massiccia, robusta, grintosa ed esteticamente più moderna. A me personalmente piace di più. Inoltre ha la fama di essere assolutamente robusta, affidabile e precisa, mentre le Smith&Wesson di produzione più recente, non godono più della stessa considerazione che avevano un tempo. Al poligono poi, la canna da 6 pollici si fa apprezzare, e lo scatto è migliore di quello di qualunque semiautomatica di serie. E che dire della sensazione che si prova nello sparare con un revolver di queste dimensioni, preciso, assolutamente stabile, fermo nella mano ma con un rinculo potente e deciso? La Ruger GP100 con canna da 6 pollici in acciaio inox è un revolver enorme e potente, destinato a durare nel tempo e a sparare tanto e bene. Viene venduto ad un prezzo inferiore a quello di una comune pistola semiautomatica. Cosa chiedere di più?

Alessandro (2014)

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