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Ruger GP100

RUGER GP100 calibro .357 MAGNUM

Un revolver in acciaio Inox, fatto per sparare tanto e per durare. La canna da 6 pollici e le precisione degli accoppiamenti ne fanno anche una pregevole macchina da tiro. E’ il Ruger GP100 inox con canna da 6 pollici. Il calibro è ovviamente il .357 Magnum.
Il mercato dei revolver, storicamente è stato dominato dai due colossi americani, Colt e Smith&Wesson, per almeno un secolo. Le due aziende americane non hanno mai avuto seri concorrenti. Non che non esistessero validi produttori di revolver, soprattutto in Europa, ma nessuno di loro è mai riuscito ad insidiare la fascia di mercato a cui si rivolgevano Colt e Smith&Wesson. Gli altri produttori costruivano o revolver estremamente sofisticati e costosi, oppure armi di fascia molto più economica. Il grosso del mercato è da sempre costituito da armi di valore, ben costruite e affidabili, considerate di fascia alta e quindi piuttosto costose, ma al non fuori dalla portata economica del cliente medio.
Ruger GP100
Il Ruger GP100 così come venne presentato sul mercato nell’ormai lontano 1985. La Ruger fu la prima a spezzare il duopolio tra Smith&Wesson e Colt, nel mercato dei revolver in doppia azione.
Era il 1889 quando Colt presentò il primo revolver tipo "swing Out", ovvero con il tamburo ribaltabile sul lato sinistro dell'arma. Sette anni più tardi Smith&Wesson seguì la stessa strada. Si trattava di una innovazione non da poco, arrivata fino ai giorni nostri, e che non sembra possa essere soppiantata da nessun altro tipo di soluzione tecnica. Prima di allora i revolver si caricavano un colpo alla volta attraverso uno sportellino, come accadeva nel mitico revolver Colt del 1873. Oppure avevano un telaio incernierato, in modo che tutto il complesso canna e tamburo potesse ruotare verso il basso, soluzione adottata da Smith&Wesson. Nel primo caso si aveva un telaio chiuso, quindi estremamente robusto, capace di sopportare munizioni potenti, ma l'arma era estremamente lenta da ricaricare. Nel secondo caso il revolver si ricaricava in maniera veloce (fulminea per l'epoca), ma il telaio aperto non consentiva di sparare munizioni troppo potenti. Il tamburo ribaltabile di lato, per la prima volta riuniva entrambi questi vantaggi. Il revolver moderno era sia robusto che veloce da ricaricare. Da quel momento in poi, il mercato del revolver medio è diventato una faccenda tra Colt e Smith&Wesson, fino all'inizio degli anni '70 dello scorso secolo, quando Bill Ruger introdusse nel mercato il suo primo revolver in doppia azione.
Colt 1889
Il Colt modello 1889, fu il primo revolver con il tambura ribaltabile lateralmente. Soluzione tecnica che permetteva, per la prima volta, di avere un robusto telaio chiuso e contemporaneamente una comoda e veloce ricarica del tamburo.
Nel 1972 la Sturm Ruger iniziò la produzione del Security Six, il capostipite di una lunga generazione di Revolver Ruger. Si trattava di un'arma innovativa, costruita per essere robusta e durare nel tempo. Per ridurre i costi di produzione, e il prezzo finale, il revolver faceva largo uso di parti realizzate per microfusione. Nonostante l'utilizzo di una tecnica produttiva ben meno nobile, rispetto alla forgiatura, l'eccezionale robustezza dei revolver Ruger era garantita da ampie sezioni di materiale, e da una progettazione innovativa, che rompeva i canoni con i revolver del passato. Il castello tutto di un pezzo, privo di cartelle laterali e viti, aumentava la robustezza e vita utile dell'arma. Dopo il Security Six in .357 Magnum, fu la volta del .44 Magnum, che venne camerato nel Redhawk un enorme revolver, anch'esso campione di robustezza, affidabilità e durata. Fu proprio progettando il revolver più grande, che i tecnici Ruger presero lo spunto per ridefinire anche il loro revolver di taglia media. In quel periodo, verso la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, cambiò poco a poco il modo di utilizzare il revolver in calibro .357 Magnum. Fino ad allora infatti, i revolver camerati per questo potente calibro, venivano utilizzati per sparare prevalentemente cartucce in calibro .38 Special. Il .357 Magnum veniva utilizzato di tanto in tanto quando si desiderava sentire il brivido della munizione a piena potenza. Il .38 Special dominava anche il settore del law enforcement e della difesa personale, ma un po' alla volta anche in questi settori si sentì la necessità di sfruttare appieno le potenzialità offerte dal .357 Magnum, una cartuccia dotata di un potere d’arresto molto elevato. Per un utilizzo da parte delle forze di polizia, il revolver doveva essere utilizzato prevalentemente in doppia azione. Per cui i revolver passarono dallo sparare cariche ridotte quasi sempre in singola azione, a sparare quasi esclusivamente colpi a piena carica e in doppia azione. E ovviamente si iniziò a sentire la necessità di revolver in grado di sopportare questo tipo di sollecitazioni, che mettevano in crisi tutti i revolver camerati in .357 Magnum dell'epoca. Nel 1980 Smith&Wesson raccolse la sfida del nuovo modo di usare il .357 Magnum e introdusse sul mercato il suo telaio L. Questo spinse Ruger a spingere sull'acceleratore, per portare a termine il progetto del GP100, destinato a diventare il più robusto e duraturo tra tutti i 357 Magnum sul mercato.
Ruger GP100
Ecco come si presenta oggi il GP100. La meccanica non ha subito alcun aggiornamento, ma la vecchia impugnatura con i tasselli in legno ha lasciato posto a quella monopezzo prodotta dalla Hogue.
Nel 1985 la Ruger presentò il GP100, il primo di una famiglia di revolver moderni in doppia azione in calibro .357 Magnum basati su di esso. Il nuovo revolver non era semplicemente una versione più grande e robusta del Security Six, ma un'arma completamente nuova, con molti particolari ripresi direttamente dal Redhawk in calibro .44 Magnum. In particolare dal fratello maggiore, il GP100 ereditò il sistema di chiusura anteriore. Nei revolver della concorrenza, Colt, Smith&Wesson e in pratica tutti gli altri, la chiusura anteriore viene attuata da un perno che blocca sotto la canna l’asta centrale del tamburo, quella che fuoriesce e comanda l'estrattore a stella. Si tratta di un’asta dal diametro piuttosto esile, che potrebbe essere soggetta a cedimenti, e che allunga l’asse su cui è incernierato il tamburo. La chiusura anteriore del Ruger GP100 si attua invece attraverso una leva che fuoriesce dal braccetto del tamburo e che si inserisce in un recesso del telaio. La riduzione della distanza tra i due punti di chiusura rende il blocco più rigido, e contemporaneamente la leva incassata direttamente nel telaio è decisamente più robusta del vecchio perno elastico che bloccava l’estremità dell’espulsore. La chiusura posteriore è in stile Smith&Wesson, con il perno centrale che fuoriesce dal tamburo e che si inserisce nel foro centrale dello scudo posteriore (recoil shield).
Smith and Wesson 686
Ruger GP100
A confronto la rivoluzionaria chiusura anteriore sviluppata dalla Ruger, e la tradizionale chiusura utilizzata da Smith&Wesson e Colt
Altra particolarità dei revolver Ruger è l'assenza di cartella laterale e di viti di fissaggio. Escludendo l'impugnatura, il GP100 come già prima il Security Six e il Redhawk, si smonta senza necessita di cacciavite. Questo favorisce pulizia e manutenzione, in quanto il revolver ha un suo smontaggio di campagna, esattamente come se fosse una pistola semiautomatica. E ne aumenta la robustezza, visto che il telaio è realizzato in un unico pezzo. Una volta rimossa l'impugnatura, dal telaio è possibile separare la biella con la relativa molla cinetica, il cane, l'intero pacchetto di scatto, che è tutt'uno con la guardia del grilletto, e poi il tamburo completo di braccio. Una ulteriore scomposizione dell'arma è sconsigliata dalla casa madre, ma è in ogni caso è abbastanza semplice e alla portata di molti. Soprattutto separare il tamburo dal braccio può essere utile per una pulizia approfondita.
Ruger GP100
Il Ruger GP100 in smontaggio da campo. Le parti principali dell’arma si separano in maniera rapida e veloce, come quelle di una pistola semiautomatica. Non esiste nessuna cartella laterale fissata con delle viti. Il telaio ricavato da un unico pezzo è più robusto.
Ultima caratteristica tipica del GP100 è rappresentata dall'impugnatura, anche se non si tratta di una novità assoluta, visto che i revolver Dan Wesson già avevano un'impugnatura simile negli anni '70. Il calcio del GP100 non è formato da due guance avvitate sopra al telaio, ma lo avvolge completamente. In prossimità del calcio, il telaio assume una minuta forma prismatica, anziché la forma stessa dell'impugnatura finita. In questa maniera è possibile inserire direttamente sopra al telaio un calcio di qualunque forma. L’importante è che sia abbastanza grande da contenere la parte terminale del telaio, che in ogni caso è piuttosto piccola e stretta. A parte la forma dell'impugnatura, che così non è più vincolata alla forma del telaio, il vantaggio principale è dato dalla possibilità di ammortizzare meglio in rinculo. Non c'é metallo a contatto con la mano, ma uno spesso tampone di gomma ammortizzante. Un altro vantaggio è la distribuzione del peso. Il GP100 è un revolver massiccio; l'ampio utilizzo di parti realizzate in microfusione ha reso necessario non lesinare sulla quantità di acciaio che compone il telaio. Se si osserva lo spessore del metallo che forma il ponte che chiude il telaio sopra al tamburo, e lo si confronta con lo stesso particolare di un revolver prodotto dalla concorrenza, non si può fare a meno di notarne il maggiore spessore. Ridurre la quantità di acciaio che compone l'impugnatura ha sicuramente aiutato a mantenere il peso totale dell'arma entro livelli accettabili, oltre ad aver contribuito ad una migliore distribuzione dei pesi. Il baricentro del GP100 è molto centrale nei modelli equipaggiati di canna corta, quelli maggiormente destinati alla difesa o ad un utilizzo sportivo "dinamico", mentre è più appruato nei modelli con canna da 6 pollici, un bilanciamento ideale per il tiro meditato, disciplina per la quale sono maggiormente indicati i revolver con la canna lunga.
Ruger GP100
Vecchia e nuova impugnatura a confronto.
Ruger GP100
Il telaio non determina in alcun modo la forma e lo spessore dell’impugnatura. Il calcio ricopre completamente la parte terminale del telaio.
Ruger GP100 inox 6"
E' la versione in acciaio inox con canna da 6 pollici, quella che vi descriverò nell'articolo. Si tratta di un revolver molto adatto al tiro al poligono, che poi è lo scopo per il quale l'ho acquistato. L'arma è catalogata sportiva, e prende uno dei sei posti disponibili in denuncia per questa tipologia di armi.
Ruger GP100
Il Ruger GP100 è un revolver dalle dimensioni imponenti. Eccolo a confronto con una system Colt 1911.
L'aspetto è imponente e trasmette immediatamente una sensazione di assoluta robustezza. La linea è incredibilmente aggressiva e moderna, nonostante la prima uscita di questa pistola risale ormai a quasi 30 anni fa. La modernità dell'estetica ha sicuramente tratto giovamento dalle guancette monopezzo in neoprene nero, dotate di memory grooves, prodotte dalla Hogue, disponibili di serie negli esemplari in vendita in questi ultimi anni. Prima di montare questo tipo di impugnatura, il revolver era equipaggiato con un calcio monopezzo in Santoprene, molto morbido e ammortizzante, ai lati del quale erano fissati, tramite una vite passante, due pannelli in legno di palissandro, dalla tonalità molto calda.
Ruger GP100
Pur essendo robusto e massiccio, il revolver ha una linea filante e moderna.
L'esemplare in mio possesso è datato 2001, o giù di li, ed è quindi equipaggiato di serie con il calcio vecchia maniera, quello con gli inserti laterali in legno. Il precedente proprietario aveva acquistato a parte anche la nuova impugnatura della Hogue. In questa maniera ho potuto verificare pregi e difetti di entrambe le versioni, quella nuova e quella vecchia. Alla fine ho scelto di tenere l'impugnatura nuova, nera dalla forma vagamente anatomica, seppure ho potuto verificare che con le guance vecchie, il forte rinculo delle .357 Magnum a piena carica viene decisamente ammortizzato, e l'ergonomia generale è forse superiore, nonostante la forma dell’impugnatura, più anonima e datata. Come dire, anche l'occhio vuole la sua parte, e con il calcio nuovo la Ruger GP100 è decisamente più bella e moderna, e dopo un po’ di pratica mi sono abituato abbastanza bene all’impugnatura più sottile.
Ruger GP100
L’impugnatura monopezzo prodotta da Hogue con memory grooves.
Ruger GP100
Senza metallo direttamente a contatto con la mano, l’impugnatura del Ruger GP100 aiuta a minimizzare gli effetti del robusto rinculo del munizionamento .357 Magnum a piena carica.
La finitura inox concorre certamente a rendere l'arma più bella e aggressiva. Come già accennato il fusto è stato ricavato per microfusione. Le superfici sono state riprese, rifinite e spazzolate. Solo in alcuni punti, nascosti alla vista a tamburo chiuso, è possibile notare la tipica superficie porosa tipica della fusione. Per il resto la superficie dell'arma è priva di difetti. L'acciaio inox è in ogni caso un ottimo alleato di chi desidera mantenere come nuova la superficie delle sue armi; i piccoli graffietti possono essere facilmente rimossi con una leggera passata di paglietta d'acciaio fina. Per cui il revolver, anche se ha più di 10 anni, sembra veramente nuovo. Come già detto sopra al telaio non ci sono viti a vista, ed è tutto realizzato in un unico pezzo, cosa piuttosto rara per un revolver. Sul lato sinistro, al centro della scudo posteriore è presente il pulsante di rilascio e apertura del tamburo. Va premuto per ribaltare il tamburo verso il lato sinistro, e accedere alle sei camere di cartuccia.
Ruger GP100
La versione in acciaio inox con canna da 6 pollici.
La canna è forse il particolare che maggiormente contribuisce a mantenere moderno l'aspetto della rivoltella, anche dopo tanto tempo dalla sua nascita. Il massiccio sottocanna, su cui è tradizionalmente ricavato l'alloggiamento per l'asta dell'estrattore, arriva fino alla volata. Questo aumenta peso e appruamento del revolver, e al contempo è piacevole dal punto di vista estetico. La corona del vivo di volata è incassata e ben protetta dagli urti. La bindella superiore che scorre sopra la canna è attraversata da sottili righe longitudinali che hanno lo scopo di ridurre i riflessi.
Ruger GP100
La carenatura dell’estrattore è a tutta lunghezza. La canna diventa così pesante e massiccia, bilanciando meglio l’arma. Una “moda” iniziata con la mitica Colt Python.
Ruger GP100
La rigatura della canna vista dalla bocca.
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