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Wilson Combat Magazine

#47D Legendary Magazine
La vostra System Colt 1911 soffre di problemi di alimentazione? Niente paura, la cura è il caricatore leggendario prodotto dalla Wilson Combat.
Quando acquistai la Remington 1911-R1, un clone system Colt di fascia di prezzo bassa, di concezione molto classica, una delle prime cose che notai, fu la forma dell'elevatore del caricatore, che si discostava un po' dal classico disegno "diviso" del classico elevatore Colt. Per il resto gli astucci metallici sembravano di buona fattura, ottimamente bruniti, ben rifiniti e con tanto di logo della casa madre in bella vista. Già a partire dai primi smontaggi, capii che l'accoppiata elevatore-molla dei caricatori, poteva dare qualche problema. In caso di montaggio errato, il caricatore non alimentava come doveva. Solitamente la prima cosa che consigliano gli esperti, quando si acquista un clone system Colt 1991 economico è quello d sostituire i caricatori con altri più affidabili. Il caricatore è probabilmente la parte più critica per il funzionamento di una 1911. Immaginavo che prima o poi avrei dovuto procurarmi un caricatore di marca. In ogni caso, quando erano correttamente montati, i caricatori di serie hanno funzionato benone per quasi un anno. Poi ho iniziato a notare i primi problemi di alimentazione, specialmente utilizzando cartucce commerciali. Le cartucce ricaricate, forse a causa di una leggerissima differenza dimensionale, sembravano alimentare correttamente, fino a quando hanno iniziato anche queste a rimanere appese alla camera di cartuccia. Un tipico inceppamento a tre punti nel quale il proiettile rimane bloccato con la punta nella parte superiore della camera di cartuccia, con la parte mediana sulla rampa di alimentazione, e con l'orlo inferiore alla faccia dell'otturatore e all'estrattore. Si trattava di inceppamenti molto frequenti, almeno uno ogni sessione di tiro, o addirittura uno ogni circa 10 colpi utilizzando cartucce commerciali. Veramente inaccettabile anche per un utilizzo ludico al poligono.
Wilson Combat Magazine
Il caricatore Wilson-Combat da 8 colpi, il "magazzino leggendario", accanto alla Reminton 1911-R1.
C'è un vecchio articolo americano che si può scaricare in rete abbastanza facilmente, che spiega nel dettaglio questo tipo di inceppamento tipico delle 1911. Se volete cercarlo si intitola "3-Point Jam" e la sua lettura è molto interessante. Il mancato ritorno in batteria delle 1911, è spesso dovuto ad un eccesso di quello che gli americani chiamano "stem bind", ovvero quel piccolo impuntamento del proiettile in fase di cameratura, che ha come conseguenza il rallentamento del carrello nelle ultime fasi di chiusura. Questo impuntamento, se non eccessivo, aiuta alla corretta alimentazione del proiettile, e permette un ritorno in batteria più dolce e meno traumatico del carrello. Quando è eccessivo, il carrello non ce la fa ad andare in chiusura, e il proiettile rimane bloccato sulla rampa.
Wilson Combat Magazine
Nella confezione troviamo il solo caricatore e un piccolo opuscolo che ne spiega i vantaggi e la manutenzione da eseguire ad intervalli regolari.
Le moderne 1911 nascono con alcune modifiche al progetto originale, atte ad alimentare correttamente anche proiettili dal profilo diverso dal solito round nose, i cosiddetti "Hardball", sui quali l'arma è stata progettata. E’ presente un invito lucidato della camera di cartuccia, una camera di cartuccia correttamente lavorata e smussata soprattutto nella sua parte superiore, una finestra di espulsione maggiorata e sagomata, un estrattore con le facce lucidate e smussate in modo da favorire l'alimentazione del proiettile senza comprometterne l'estrazione, e la rampa di alimentazione e la faccia dell'otturatore lucidate. A parte le superfici di rampa e culatta che avevano una lavorazione un po' troppo grossolana, e che ho provveduto a lisciare, senza esagerare, la Remington 1911-R1, al pari di moltissime 1911 moderne, aveva già tutti questi accorgimenti ben realizzati di serie. Quello che manca è solo un buon caricatore. In realtà continuo a credere che gli inceppamenti siano in buona parte dovuti all’eccessiva altezza della bielletta di collegamento della canna, che non permette allo zoccolino su cui ruota di lavorare correttamente.
Wilson Combat Magazine
Le differenze tra il caricatore Wilson Combat e il caricatore di serie, sono evidenti.
Ho pensato che fosse più economico procurarsi un buon caricatore, piuttosto che far fare un lavoro di adattamento della bielletta ad un armaiolo competente. Devo dire che ero molto scettico sulla possibilità di risolvere un problema così grave di affidabilità, semplicemente sostituendo il caricatore. D'altro canto la pistola è molto precisa di suo, per cui non mi andava di farla modificare da un armaiolo qualunque. Al contrario un caricatore nuovo, avrei potuto utilizzarlo anche qualora avessi deciso di acquistare una 1911 nuova di migliore qualità. Per cui ho deciso di procurarmi un caricatore di marca, giusto per vedere cosa sarebbe successo. Il caricatore ricopre una parte fondamentale nella corretta alimentazione di una qualunque pistola semiautomatica, ma questo è particolarmente vero quando si tratta della 1911. Più o meno tutte le 1911 moderne, se equipaggiate con caricatori economici, prima o poi iniziano ad incepparsi. Molti esperti consigliano l'utilizzo esclusivo di caricatori Wilson-Combat, per risolvere il problema delle mancate alimentazioni. Altri sono pronti a garantire dell'assoluta qualità dei caricatori Chip McCormick Power Mags. Tra i due ho scelto di acquistare un Wilson Combat, anche se, ad onor del vero, i Chip McCormick costano quasi la metà, e ormai godono di fama pari a quella dei Wilson.
Remington 1911-R1 & Wilson Combat Magazine
La Remington 1911-R1 equipaggiata con il caricatore da 8 colpi Wilson Combat, perde sicuramente molto del suo fascino retrò.
Ho scelto, per la mia pistola, un caricatore da 8 colpi, con soletta di medio spessore e il corpo in acciaio inox. Il caricatore arriva all'interno di una semplice busta in plastica, con un opuscolo informativo. Tutto sommato la confezione risulta essere accattivante e professionale, proprio a causa dell'opuscolo, piegato in modo da avvolgere parzialmente il caricatore.
Wilson Combat Magazine
Il fondello in plastica non è molto rifinito. Si nota subito lo spesso segno dello stampo.
Si tratta di un caricatore di stile e forma molto moderna, simile a quelli che equipaggiano le pistole semiautomatiche di produzione recente. La superficie esterna dell'astuccio ha una finitura sabbiata; l'elevatore è in plastica, non ha l'aspetto molto solido, ma a differenza degli elevatori dei caricatori di serie, supporta la cartuccia per tutta la sua lunghezza, e per tutto il suo tragitto all’interno della camera di scoppio grazie ad una svasatura centrale. Gli elevatori di serie, al pari di quelli originali della 1911 sono in metallo, e ovviamente la loro superficie è piana. Di contro, se la superficie dell’elevatore è maggiore, le labbra che supportano la cartuccia sono più corte e più strette. Si tratta di una precisa scelta tecnica; labbra più corte e strette si adattano meglio ad alimentare i proiettili su pistole che hanno la canna di tipo moderno, quelle con l’invito inclinato in culatta. La presentazione della cartuccia è meno inclinata verso l’alto, e contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è più bassa, rispetto a quella dei caricatori originali. La cartuccia entrando più bassa, va ad impegnare maggiormente la rampa di alimentazione sul fusto. Probabilmente la maggiore affidabilità è dovuta più alla forma del caricatore, che non alla sua bontà costruttiva.
Wilson Combat Magazine
Il caricatore alimenta alla perfezione anche i bossoli vuoti.
Remington 1911-R1
Anche mandando in chiusura il carrello molto dolcemente, il bossolo vuoto entra perfettamente in camera di cartuccia senza alcun tipo di impuntamento.
Il fondello in plastica presenta un foro centrale per lo smontaggio, e la molla poggia su una base metallica in lamiera. L'inserimento di tutti e 8 i colpi risulta quanto mai agevole. La molla del caricatore non sembra eccessivamente dura, di sicuro lo è meno di quella del caricatore originale da sette colpi, all'interno del quale, si fa un po' di fatica ad inserire il settimo e ultimo colpo.
Wilson Combat Magazine
Il caricatore smontato in tutte le sue parti.
Wilson Combat Magazine
All'interno del caricatore ci stanno 8 colpi, anziché i canonici 8. La Remington 1911-R1 in ogni caso è stata catalogata con 8 colpi.
L'alimentazione "in bianco" della cartuccia finita, è davvero eccellente (in realtà per le prove in bianco ho utilizzato finte cartucce prive di polvere e innesco). La pistola accoppiata con questo eccellente caricatore, alimenta i colpi, anche trattenendo il carrello, e facendolo avanzare molto lentamente. La stessa cosa succede quando si prova ad alimentare bossoli vuoti, privi di palla. Una qualunque 1911 dovrebbe riuscire ad alimentare bossoli vuoti, agendo sul carrello in maniera decisa. La mia, ad esempio, con i caricatori originali riesce ad alimentare i bossoli vuoti, ma ne ammacca leggermente la bocca. Inutile dire che trattenendo il carrello, e facendolo scorrere lentamente, fino a portarlo a chiusura, il bossolo vuoto si mette immediatamente di traverso e inceppa il carrello e si piega diventando inutilizzabile. Con il caricatore Wilson Combat, invece il bossolo vuoto si alimenta correttamente senza riportare danni, ed entra in camera di cartuccia anche trattenendo il carrello e portandolo in chiusura con estrema lentezza.
Wilson Combat Magazine
Le asole laterali permettono di controllare l'autonomia residua dei colpi.
Wilson Combat Magazine
Sul lato destro dell'astuccio è presente il foro di ritegno del pulsante di sgancio del caricatore.
Al poligono il funzionamento del caricatore è risultato eccellente. Ho provato a sparare qualche centinaio di colpi ricaricati, con palle di differente fattura ma non ho notato alcun tipo di malfunzionamento. La stessa pistola che fino a ieri si inceppava più volte per ogni sessione di tiro, anche utilizzando le classiche palle a testa tonda da 230 grani, adesso macina tutti i colpi senza nessuna esitazione. Al di la del mero giudizio estetico, va detto che la 1911-R1 perde gran parte del suo fascino retrò quando monta il caricatore moderno, il funzionamento risulta impeccabile, e alla fine, è questo che più conta.
.45 ACP
Alcune delle ricariche testate con successo con il caricatore Wilson Combat caricate tutte con la stessa polvere. Eviterò di citare la polvere in questione perché si tratta di dosi superiori a quelle riportate dalle tabelle della casa produttrice. A sinistra una classica 230 grani FMJ a testa tonda della Fiocchi caricata con 5 grani di polvere e OAL 32 mm. Segue una 200 grani sempre prodotta dalla Fiocchi, FMJ Flat Nose caricata con 5,3 grani di polvere, OAL di 31 e 31,5 mm. Sempre caricata con 5,3 grani di polvere e sempre 31 e 31,5 mm di OAL, a destra, una palla Forrest da 200 grani Flat Point ramata.
REmington 1911-R1 & Wilson Combat Magazine
Una rosata di 10 colpi ottenuta da 15 metri sparando a due mani senza appoggio. Ogive da 200 grani Flat Point ramate, spinte rispettivamente da 5 grani e 5,3 grani di polvere. Come potete vedere i fori sono disposti su due distinti livelli di altezza sul bersaglio. I 5 colpi finiti più in alto erano quelli spinti dal quantitativo di polvere maggiore. La pistola è piuttosto precisa anche nelle mani di un tiratore mediocre come me.
Alessandro (2014)

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