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SCHEDE
 
 
 
I SEGRETI DELLO SCATTO REKORD
Parte 6. LA REGOLAZIONE DEL SECONDO TEMPO
Premessa (ancora, è la stessa di prima)
L'argomento riguardante le regolazioni risulta essere piuttosto delicato da affrontare. Ognuno ha la propria ricetta e le proprie idee. Tutte le informazioni che ho utilizzato per realizzare questa guida, le ho verificate smontando lo scatto Rekord e giocherellando con le diverse regolazioni, sia a vuoto che con la carabina montata. Per comodità ho eseguito queste sperimentazioni con la HW 30S, la quale ha in ogni caso uno scatto più leggero e reattivo rispetto a quello della HW 977, per merito del sistema motore più piccolo. LEGGETE QUANTO HO SCRITTO CON SPIRITO CRITICO. Considerate questo articolo come un insieme di appunti e idee, ricavate da sperimentazioni del tutto personali. Io stesso potrei in futuro cambiare alcune delle idee e delle convinzioni che mi sono fatto durante queste piccole sperimentazioni. Spero in ogni caso che questi miei appunti possano servire anche a voi, per capire meglio il funzionamento della vostra carabina. Solo il bersaglio dirà poi se quello che abbiamo fatto è stato giusto o sbagliato. Per prima cosa, però, occorre sgombrare la propria mente dalla falsa convinzione che “più è leggero e meglio è”, non è sempre così, ed è questo pregiudizio che spesso ci impedisce di trovare la giusta regolazione.
Il real two stage trigger
In uno scatto a due tempi completamente regolabile (real two stage trigger), possiamo agire direttamente sui pernetti di ingaggio di primo e secondo tempo, per regolare ogni caratteristica dello scatto. E' di questo tipo ad esempio, lo scatto delle Air Arms, nel quale i perni di ingaggio sono costituiti da grani a brugola, avvitati direttamente sul grilletto. Nello scatto Rekord, invece, questi piccoli perni sono costituiti da due cilindretti, solidali al grilletto. E' possibile però regolare il punto iniziale di partenza della leva 3b rispetto alla leva 2. Si tratta di una operazione sufficiente a stabilire l'esatta lunghezza del secondo tempo, fino ad eliminarlo completamente, se lo si desidera. Alla fine i risultati si possono considerare del tutto equivalenti a quelli ottenibili con un "real two stage trigger". Il vantaggio è che per eseguire questa regolazione è sufficiente agire su un'unica vite. In questo caso si tratta di un grano Torx numero 8. Per accedervi bisogna però rimuovere la guardia del grilletto. Avvitare questa vite è un'operazione che potrebbe rivelarsi tutt'altro che semplice. Al solito alla Weihrauch non sono molto contenti che la gente possa pasticciare con le sue carabine, così ha stretto i due lembi della sede su cui è avvitato tale grano. Come dargli torto; modificare le regolazioni di un'arma risulta essere un'operazione POTENZIALMENTE PERICOLOSA. In questo particolare caso, però, ritengo che questa regolazione sia meno pericolosa rispetto all'eccessivo alleggerimento della vite del peso di scatto. Per allargare la sede su cui è avvitato il grano, io ho utilizzato una pinza a becco diritta. Ho infilato uno dei becchi all'interno della sede della vite, e ho fatto forza per allargarla. Non esagerate; è meglio che il grano risulti ancora un po' duro da avvitare, in modo da evitare che possa svitarsi a causa delle vibrazioni causate dallo sparo. In caso contrario utilizzare il solito frenafiletti.
I segreti dello scatto Rekord
Per regolare la corsa del secondo tempo, occorre prima di tutto allargare i lembi filettati della leva 3a, sui quali si avvita il grano Torx numero 8. Questi lembi sono stati schiacciati dopo le regolazioni di fabbrica.
Lo scatto involontario
Per capire che tipo di scatto risulta esserci maggiormente congeniale, occorre prima di tutto sapere che tipo di tiratori siamo. Si definisce "scatto involontario", quello in cui la partenza del colpo sorprende il tiratore. Chi spara non riesce a percepire l'esatto punto di sgancio, per cui rimane sorpreso dal colpo. E' adatto soprattutto ad un tiro meditato, effettuato da una posizione molto stabile, come ad esempio il tiro in appoggio. Alcuni prediligono lo scatto involontario anche per sparare nella classica posizione da "Field Target". Il tiratore, una volta che ha allineato perfettamente l'arma al bersaglio, inizia a premere gradualmente il grilletto, finché non parte il colpo.
Scatto diretto
Per avere uno scatto involontario è preferibile che questo sia di tipo diretto, ovvero che lo sgancio avvenga già durante la fase del primo tempo. Per ottenere uno scatto diretto, occorre avvitare il grano torx 8, in modo da spostare verso il basso il punto di contatto tra le leve 2 e 3b, quel tanto che basta da escludere il pernetto del secondo tempo dalla fase di sgancio.
I segreti dello scatto Rekord
1. Per trasformare lo scatto Rekord in scatto diretto, occorre avvitare il grano 6 in modo tale che lo scatto avvenga già nel primo stadio.

2. Avvitando il grano 6, si fa ruotare in senso antiorario la sola leva 3b, modificando la posizione reciproca tra le leve 3a e 3b. In questa maniera si riduce la superficie di contatto tra le leve 2 e 3b. LA corsa totale di sgancio si riduce considerevolmente. In queste condizioni un nonnulla fa scattare l'arma. Assicurarsi che la vite 5 sia sufficientemente avvitata. In questo caso è basilare che ci sia un buon peso aggiuntivo. In ogni caso il peso di scatto sarà veramente minimo.

I segreti dello scatto Rekord
1. Premendo il grilletto si ruota la leva 3a/3b e si arriva al punto di sgancio. La leva si libera e può scattare.

2. Come vedete, il pernetto di ingaggio del secondo tempo non è entrato in contatto con la leva 3a. Lo scatto è diretto e sensibilissimo.

E' preferibile non esagerare nello stringere il grano. Prima di tutto per motivi di sicurezza; bisogna sempre ricordare che quando carichiamo il diabolo in canna, infiliamo le dita dentro ad una potenziale tagliola. Poi, anche per permetterci di poter perlomeno appoggiare con cautela (molta) il dito sul grilletto prima di eseguire lo scatto vero e proprio.

Regolato in questa maniera lo scatto risulta essere veramente leggerissimo, in quanto il braccio della leva del primo tempo risulta essere decisamente più lungo rispetto a quello del secondo tempo.

I segreti dello scatto Rekord

1. Il braccio del primo tempo è decisamente più lungo rispetto a quello del secondo tempo. La forza necessaria allo scatto è decisamente ridotta.

Uno scatto regolato in questa maniera molto difficilmente piacerà a coloro che vogliono sentire ben presente il grilletto sotto al dito. Quindi scordiamoci di trovare la giusta posizione del dito sulla lama del grilletto. Non appena toccheremo il grilletto l'arma scatterà. Una volta iniziato a premere non si può tornare indietro. Se siamo nervosi o indecisi e non riusciamo ad avere il massimo controllo sul dito sarà molto facile strappare.

La maggior parte dei tiratori si adatta molto meglio ad utilizzare uno scatto in due tempi. E' possibile in ogni caso azzerare completamente la corsa del primo tempo, piegando il lamierino posizionato davanti al grilletto.

I segreti dello scatto Rekord
1. Si può piegare il lamierino davanti al grilletto in modo da ridurre la corsa del primo tempo, fino ad arrivare ad azzerarla completamente. Tecnicamente uno scatto del genere è uno scatto diretto. Questa regolazione unisce la scarsa sicurezza tipica di uno scatto diretto (2) al peso maggiore di uno scatto a due tempi. A qualcuno piace, e non si discute.

2. In queste condizioni il primo tempo risulta sempre annullato. Di conseguenza la superficie di sgancio tra le leve 2 e 3b è sempre ridotta al minimo. Visto così non sembra molto sicuro, vero?

Molti hanno dei giovamenti nell'eseguire questa regolazione, la quale sarà in ogni caso abbastanza grossolana. Resta inteso che utilizzando questo sistema è possibile anche limitarsi a ridurre la corsa del primo tempo. Anche nel caso in cui azzerassimo completamente la corsa del primo tempo, ottenendo di fatto uno scatto diretto, avremo sempre uno scatto più duro, ma netto e immediato. A meno che non allunghiamo la corsa del secondo tempo, come vedremo più avanti. La sicurezza è quella tipica dello scatto diretto, cioè scarsa. A mio avviso è meglio tenersi entrambi i due tempi, ma come ho detto, a qualcuno piace così.

Scatto volontario
Uno sgancio netto e immediato è la condizione ideale per eseguire uno scatto volontario. Lo scatto volontario si ha quando il tiratore coglie il momento di miglior allineamento e scatta in maniera decisa. Si tratta della tecnica ideale per sparare in condizioni di scarsa stabilità, come ad esempio all'imbracciata, in ginocchio, ma anche in posizione FT. Lo scatto in due tempi, con un secondo tempo corto ed immediato è l'ideale per eseguire uno scatto volontario, ma si adatta molto bene anche per eseguire uno scatto involontario. Il tiratore può gestirlo come meglio crede. Premendo con decisione per avere uno scatto secco e immediato, oppure aumentando la forza sul dito in maniera graduale per avere uno scatto involontario. Probabilmente è questo il motivo per cui oggi, la stragrande maggioranza delle armi, anche quelle da gara, hanno uno scatto in due tempi.
Scatto in due tempi
La migliore condizione dello scatto in due tempi è quella per cui la corsa del secondo tempo risulta essere la più corta possibile, quasi impercettibile, cristallina. Il Rekord di serie dovrebbe già essere tarato in questo modo, o quasi. Sulla mia HW977, ad esempio, l'ho trovato tarato molto lungo. Ruvido e con una certa filosità; a mio avviso uno scatto con il secondo tempo tarato molto lungo non va affatto bene.

Ma se vi piace così, ecco come fare:

I segreti dello scatto Rekord

1. Per allungare la corsa del secondo tempo occorre ruotare in senso antiorario il grano 6. Questa operazione provocherà uno spostamento della posizione reciproca delle leve 3a e 3b.

2. La superficie di sgancio tra le leve 2 e 3b si allunga.
I segreti dello scatto Rekord
1. Si annulla il primo tempo agendo sul grilletto.

2. Dopo aver annullato il primo tempo rimane ancora una grande superficie di contatto tra le leve 2 e 3b. Occorre premere maggiormente e per un tratto lungo il grilletto per avere lo sgancio. A mio avviso questa non è la condizione ideale per un tiro meditato.

Uno scatto con secondo tempo lungo potrebbe essere giudicato buono per armi che si usino in condizioni particolari di stress, come ad esempio in ambito militare, da difesa o da caccia. Insomma, tutti quei casi in cui si è più concentrati sul bersaglio o sulla situazione di contorno, che sul dito che deve premere il grilletto. In questa maniera si annulla, o perlomeno si riduce, la possibilità di esplodere colpi indesiderati.

Al contrario, per un tiro più meditato, c'è il pericolo che il dito vada a cercare l'esatto punto di sgancio, mediante una serie di piccole pressioni e di immediati rilasci sul grilletto. In pratica si trasforma uno scatto in due tempi in uno in tre, quatto o anche più, a seconda di quante piccole pressioni esercitiamo prima dello scatto vero e proprio. Inoltre è possibile che si percepisca una certa ruvidità dell'azione, soprattutto quando si è molto concentrati.

Per ottenere uno scatto di questo tipo, sempre ammesso che possa piacere a qualcuno, bisogna svitare il grano Torx di regolazione.

Se invece volete avere uno scatto più immediato e facilmente gestibile in tutte le condizioni, bisogna avvitare il grano di regolazione in modo da rendere la corsa del secondo tempo la più corta possibile.

I segreti dello scatto Rekord
1. Lo scatto tarato in condizione ideale. Annullando il primo tempo, il punto di ingaggio del secondo tempo lascia ancora una, seppure minima, corsa, prima dello sgancio.

2. La superficie di contatto, una volta provveduto ad annullare il primo temo, è minima, ma ancora consistente. Esiste una corsa, ma il dito non riesce ad accorgersene. Non appena la forza del dito inizia a rompere il legame tra le leve 2 e 3b, avviene lo sgancio. In realtà esiste una minima inerzia tra il momento in cui il dito riesce a muovere il grilletto, il grilletto e lo sgancio vero e proprio. In questa frazione di tempo, il dito fa in tempo a diminuire la propria spinta, ma non a fermare lo sgancio. E' la condizione ideale, nella quale si ha il migliore equilibrio tra immediatezza dello scatto e gestibilità del collasso del retroscatto.

Se regoliamo il secondo tempo in maniera giusta, il dito non percepirà alcun impuntamento o filosità. Lo scatto sarà immediato e cristallino, ma dolce allo stesso tempo. Se riducessimo ulteriormente la corsa del secondo tempo lo scatto diventerebbe troppo brusco.

Esattamente come succede per il peso di scatto, non bisogna esagerare. Oltre un certo limite, accorciare ulteriormente la corsa del secondo tempo diventa controproducente. Ora cercherò di spiegarvi perché, anche se è difficile, sarebbe meglio provarlo.

I segreti dello scatto Rekord
In secondo tempo troppo corto è la condizione peggiore; le leve 2 e 3b sono a contatto solo per un minuscolo punto del loro bordo. La leva 2 si è già leggermente mossa. E' il legame più duro da rompere. Lo scatto è per nulla progressivo e il collasso del retroscatto diventa molto più fastidioso.

1. Il dito annulla il primo tempo premendo sul grilletto.

2. La leva 3b si abbassa troppo rispetto alla leva 2 e arriva fino al punto di scatto.

3. La leva 2, che in condizioni normali rimane ferma fino allo scatto, inizia a ruotare, come per scattare, ma la leva 3b, anche se di pochissimo interferisce ancora, e impedisce alla leva 2 di sganciarsi completamente.

4. La seppur minima rotazione della leva 2, fa ruotare leggermente verso l'alto la leva 3b. Le due leve responsabili dello sgancio trovano un nuovo punto di equilibrio, ma si sono mosse entrambe, anche se di pochissimo. Siamo concentrati al massimo, e anche un minimo movimento delle leve diventa avvertibile. In conseguenza di questo movimento, si riceve una brutta sensazione sul dito; il grilletto sembra muoversi da solo nell'ultimo tratto di corsa. Si ha una sorta di “effetto calamita” del grilletto verso il punto di ingaggio del secondo tempo.

5. Sebbene la superficie di sgancio sia diventata veramente troppo esigua, il dito deve imprimere sempre la stessa forza sul grilletto per eseguire lo sgancio, perché l'attrito e le forze che agiscono sulle due leve sono sempre le stesse. In questo caso non esiste alcuna corsa, lo sgancio è immediato. Il dito non fa in tempo ad accorgersi di aver rotto il legame tra le leve di scatto, quindi, invece di diminuire lo sforzo, continua ad aumentarlo per un brevissimo tempo. Così abbiamo compiuto uno sforzo maggiore per scattare, ma parte di questo sforzo avviene dopo che lo sgancio è avvenuto, ovvero nella fase di collasso del retroscatto. Questo sforzo in più non va semplicemente sprecato, ma al contrario ci fa strappare. Il risultato è che la forza che applichiamo per scattare è maggiore, e in più risulta più facile strappare.

Il mio consiglio è quello di avvitare di 1/4 di giro (90°) la vite di regolazione del secondo tempo, e poi fare delle prove di tiro. Più ci concentriamo nel tiro e meglio potremo valutare eventuali strappi nell'azione di scatto. Se riteniamo di notare ancora un po' di “filosità” nel movimento del grilletto nel secondo tempo, stringiamo di altri 90°, e così via, fino ad ottenere il risultato ottimale. Non appena otteniamo il risultato voluto è preferibile fermarsi, evitando di continuare a stringere il grano. Diminuendo ulteriormente la corsa del secondo tempo, lo scatto peggiora.

Questo accade perché l'attrito tra due superfici non è costante, ma è maggiore quando le due superfici sono ferme. Detta in parole semplici per fare iniziare il moto relativo tra due superfici a contatto, occorre più forza di quella necessaria per farlo poi continuare. Quando scattiamo il dito deve fare una grande forza per far iniziare il moto reciproco delle superfici di scatto, quindi, immediatamente dopo aver rotto il legame, la resistenza opposta al moto di queste superfici si riduce, per poi annullarsi nel momento in cui le due superfici si dovessero separare completamente. Lo sforzo necessario allo scatto avviene quindi in tre fasi; "molta resistenza", "poca resistenza" e "nessuna resistenza" (scatto) delle superfici di sgancio. Quest'ultimo fenomeno è detto "collasso di retroscatto". Il dito si adegua al cambiamento di resistenza opposta dal grilletto, ma non immediatamente. Ci vuole una frazione di tempo prima che il segnale del cambiamento della resistenza offerta dal grilletto arrivi al nostro cervello. Questa frazione di tempo dipende essenzialmente dai nostri riflessi, e varia da individuo a individuo. Il risultato è che per una frazione di secondo, continueremo a fare forza sul grilletto, anche se questa forza non è più necessaria. In questo caso può esserci uno strappo durante la fase del collasso del retroscatto. Il dito continuando a premere il grilletto può muovere l'arma proprio nel momento meno opportuno, ovvero un attimo prima che il colpo lasci la volata. Questo strappo è maggiore quanto meno è graduale il cambiamento di resistenza opposta dal grilletto, ovvero quanto è minore la seconda fase che ho definito di "poca resistenza".

Di contro, però, abbiamo già visto che se questa seconda fase fosse troppo lunga, il dito potrebbe addirittura riuscire a fermarsi prima di eseguire lo scatto.

Abbiamo già visto anche, che annullare completamente la resistenza offerta dalla molla di richiamo (7) può accentuare lo strappo dovuto al collasso di retroscatto, perché nel momento immediatamente successivo allo scatto la resistenza del grilletto diventa improvvisamente nulla.

Un altro modo di accentuare lo "strappo" del dito si ha riducendo troppo la corsa del secondo tempo tra le leve 2 e 3b. In questa maniera riduciamo troppo minimo, o peggio eliminiamo del tutto, la fase intermedia della resistenza offerta dallo scatto, quella che ho definito di "poca resistenza". Lo sgancio tra le due superfici di contatto avviene quindi non più in tre fasi, ma solo in due; "molta resistenza" e immediatamente dopo "resistenza nulla". Questa condizione rende meno graduale lo sgancio e favorisce lo strappo.

In un caso estremo, la leva 2, che durante le fasi di scatto dovrebbe rimanere completamente ferma, inizia invece a muoversi già durante l'annullamento del primo tempo. In questo caso si crea una sorta di "effetto calamita", ovvero si ha la sensazione che annullando il primo tempo, il grilletto si agganci da solo a fine corsa. Se avete questa sensazione dovete svitare la vite di regolazione, perché siete nella condizione peggiore per quanto riguarda lo strappo durante il collasso del retroscatto.

In condizioni ideali lo scatto in due tempi deve consentire un annullamento del primo tempo costante e lineare, non deve dare la sensazione che il grilletto venga calamitato a fine corsa. La molla di ritorno dovrà essere tarata in modo da far ritornare automaticamente al suo posto il grilletto in caso di rinuncia al tiro dopo aver annullato il primo tempo.

Con questo direi che è tutto. Finisco ricordandovi che quanto ho scritto è stato maturato da esperienze personali. Ognuno deve trovare la propria ricetta per tarare lo scatto nella maniera che gli è più congeniale. Spero comunque che queste mie note possano esservi state di una qualche utilità.

Alessandro (2010)


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