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SCHEDE
 
 
 
I SEGRETI DELLO SCATTO REKORD
Parte 3. LO SCATTO
I segreti dello scatto Rekord
1. Dopo aver puntato l'arma verso il bersaglio, si inizia a traguardare la mira, e intanto si appoggia il dito indice sul grilletto, premendolo delicatamente fino ad incontrare un punto preciso arrivati la quale il grilletto si ferma. Quel punto è il punto di ingaggio del secondo tempo. Questa operazione si chiama in gergo "ANNULLARE IL PRIMO TEMPO". A questo punto procediamo al perfetto allineamento al bersaglio, con il primo tempo annullato dal dito indice. Il colpo non partirà fino a quando non aumenteremo la forza di trazione del dito.

2. Il movimento sul grilletto fa ruotare in senso antiorario la leva 3a, che attraverso il grano 6 trasmette il moto alla leva 3b. Il complesso 3a, 3b e 6 si comporta come se fosse un unico pezzo.

3. La rotazione del grilletto avviene sul perno del primo tempo, 10. Il suo fattore di demoltiplicazione dipende dal braccio che forma col fulcro di rotazione della leva 3a/3b.

4. La superficie di contatto tra la leva 2 e la leva 3b si riduce annullando il primo tempo. La sua dimensione dipende dalla regolazione del grano 6. La leva 3a/3b è l'unica che si muove nelle fasi dello scatto. Tutte le altre leve restano ferme.

5. La pressione sulla molla 7, regolata dalla vite 5, deve garantire il ritorno alla posizione originaria della leva 3a/3b in caso si decidesse di togliere il dito dal grilletto. La molla 7 agisce solo sulla leva 3b ed è posizionata molto vicina al suo fulcro. Per questo motivo la sua compressione nelle fasi di scatto varia di pochissimo, tanto da poter considerare il suo carico costante.

I segreti dello scatto Rekord
1 e 2. Continuando a premere il grilletto il cilindretto di ingaggio del primo tempo si stacca dalla superficie della leva 3a, e lascia il compito di continuare a ruotare la leva di sgancio al cilindretto di ingaggio del secondo tempo. La forza che occorre imprimere al grilletto aumenta in maniera decisa, tanto che come già specificato nel punto di ingaggio del secondo tempo si ha uno stop deciso. Il braccio tra il fulcro della leva 3a e il cilindretto è decisamente più corto rispetto a quello del primo tempo.

3. Continuando a rotare in senso antiorario, la leva 3b si sgancia dalla leva 2. La leva 2 inizia a ruotare anch'essa in senso antiorario, spinta dalla molla 9.

4. L'attrito dei punti di contatto tra la leva 2 e la leva 1 e tra la leva 2 e la sicura si oppongono al moto della leva 3. Tutto avviene in un tempo infinitesimale, come si può immaginare.

I segreti dello scatto Rekord
1. Ruotando la leva 2 provoca lo sgancio della leva 1, che inizierà a ruotare in senso orario, spinta dalla molla 8.

2. L'attrito che ritarda il movimento adesso è tra la coda del pistone e la leva 1.

3. Venendo a mancare la superficie di contatto tra le leve 3b e 2, la forza di reazione sul grilletto diminuisce bruscamente. Questo è detto “collasso del retroscatto”. Il dito non riesce a fermarsi in tempo e continua a premere il grilletto. Si crea uno strappo.

4. L'unica forza che si oppone al “collasso del retroscatto” è la forza della molla 7. Non è sempre una buona idea scaricarla al massimo, sapete?

I segreti dello scatto Rekord

1. Finalmente libera dal vincolo della leva 2, la leva 1 si abbassa e sgancia il pistone, il quale andrà a completare la sequenza di sparo. Se non abbiamo strappato nelle fasi immediatamente successive allo sgancio, avremo sicuramente colpito il bersaglio.

I SEGRETI DELLO SCATTO REKORD
Parte 4. IL TUNING
I segreti dello scatto Rekord
1. Il pistone spinto dalla molla fa forza per sganciarsi. Il dente della leva 1 non si oppone a questa forza, ma semplicemente la trasmette demoltiplicata in base alla diversa lunghezza delle braccia alla leva 2. Infatti la forza della molla (8) che agisce sulla leva 1, di per se favorisce lo sgancio del pistone. Tra le superfici esiste un attrito, che non entra in gioco durante la fase di sgancio, ma solo immediatamente dopo, in quanto non esiste movimento tra le parti in questa fase.

2. Anche la leva 2 ha il compito di trasmettere la forza, demoltiplicandola, alla leva 3b. La molla (9) che comanda la leva 2, non si oppone allo sgancio, ma lo favorisce. Anche in questo caso l'attrito tra le superfici in contatto entra in gioco solo dopo lo sgancio. E' da segnalare presenza di attrito per contatto anche tra la leva 2 e la sicura.

3. La leva 3b è l'unica che si oppone allo sgancio. Il peso di scatto è dato dalla somma della forza di spinta del pistone, trasmessa e demoltiplicata dalle varie leve, e la forza di opposizione della molla di regolazione del peso(7). Per far funzionare correttamente lo scatto, la molla deve essere tarata in modo da riuscire a contrastare la forza di attrito tra le leve 2 e 3a. Una forza minore potrebbe portare a malfunzionamenti, e in ogni caso lo sgancio diventerebbe eccessivamente brusco.

La superficie di scatto della leva 2, quella che è a contatto con la leva 3, non si sviluppa su un piano perpendicolare al foglio, ma risulta essere leggermente obliqua. In effetti ho barato un po' con il disegno per renderlo maggiormente comprensibile; nello schema originale che ho utilizzato come base si notava una leggera interferenza dovuta al piano inclinato della superficie di scatto della leva 2. Nel riquadrino ho evidenziato come interagiscono le due leve nella realtà. In effetti più che di superficie di appoggio, tra le leve 2 e 3a, si dovrebbe parlare di “linea di appoggio”.

4. L'ultima leva è il grilletto. Questo entrerà in gioco solo al momento di scattare, mosso dal nostro dito. I perni di primo e secondo tempo determinano ognuno una leva con braccio di lunghezza differente. Quindi anche il peso di primo e secondo tempo è differente. C'è attrito tra i piccoli cilindretti di ingaggio di primo e secondo tempo e la superficie della leva 3a.

Il Tuning: limare, lucidare e sostituire.
Molti consigliano di lucidare tutti i piani a contatto, in modo da ridurre al minimo gli attriti. Come abbiamo visto le parti a contatto evidenziate con un singolo cerchio non entrano in gioco durante lo scatto. Lucidare questi elementi migliora la reattività dello sparo, ovvero diminuisce il tempo che intercorre tra lo sgancio e lo sparo vero e proprio. Stiamo parlando di un guadagno frazioni infinitesimali di secondo, anzi, probabilmente neppure quelle, in quanto le molle 8 e 9 hanno una forza decisamente superiore a qualunque attrito che possa frenare lo sgancio. Le superfici identificate con 2 cerchi concentrici, invece, sono le superfici che vengono effettivamente a contatto durante la fase di scatto. Per rendersi conto delle forze in gioco, consiglio di separare lo scatto dalla meccanica della carabina, e di giocherellarci un po', facendolo agganciare e poi tirando il grilletto, per verificare l'entità delle forze in gioco, quando lo scatto funziona a vuoto. Paragonate queste forze con quelle che ci sono quando lo scatto funziona sotto carico. Queste sono le forze che eventualmente andremo a ridurre eseguendo una perfetta lucidatura dei piani. Lo scatto funzionante a vuoto ha un peso che è veramente una frazione minima rispetto al peso che poi avrà quando dovrà funzionare a pieno carico. In questa maniera chiunque può rendersi conto che la lucidatura dei piani di scatto porterebbe miglioramenti veramente trascurabili. Di contro, per eseguire la lucidatura occorre necessariamente smontare completamente il pacchetto. La successiva fase di rimontaggio risulta essere piuttosto complicata, e la sua perfetta riuscita tutt'altro che scontata. Se proprio volete cimentarvi nello smontaggio completo del pacchetto di scatto, tenete conto che la chiave di un perfetto rimontaggio sta tutta nel posizionare in maniera esatta la molla 9. In ogni caso si tratta di un esercizio puramente didattico, in quanto i vantaggi derivati da tale operazione sono praticamente nulli. In alternativa, senza smontare nulla, si può mettere un po' di pasta abrasiva mescolata con grasso filante nei punti a contatto, da rimuovere dopo aver sparato un certo numero di colpi (500/1000). Se lucidando si ottiene ben poco, molti benefici si ottengono invece eseguendo una corretta regolazione.

Lo schema evidenzia come il grilletto sia l'ultima leva che agisce sullo scatto. Il suo braccio è dato dalla distanza tra il perno di rotazione e il punto di appoggio del dito. Maggiore è questa distanza e più ridurremo la forza necessaria a scattare. Per questo motivo molti sostituiscono il grilletto originale con uno a lama diritta. In effetti sono convinto che la sostituzione del grilletto sia l'unico tipo di tuning realmente funzionale, e che porti benefici valutabili dal tiratore.

Bene, è tutto per ora. La prossima volta parlerò delle regolazioni. Ma se ne parlerà dopo le ferie (le mie, of course). Vado al mare, sayonara.

Alessandro (2010)


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Commenti

Alessandro
07 Lug 2010, 10:25
Non bisogna confondere lo scatto o sgancio con lo sparo. La particolarita' del Rekord sta nel fatto che l'aggancio e' solo tra le leve 3b e 2. Tutte le altre leve, compresa la coda del pistone, sono semplicemente appoggiate l'una sull'altra. L' unico legame che il grilletto deve spezzare e' quello tra 2 e 3D. Spezzato quello tutto il resto crolla come un castello di carte. Infatti le uniche parti levigate di fabbrica sono solo quelle. Tutto il resto e' molto grezzo.
sportime
06 Lug 2010, 13:34
4 sono i punti di maggior attrito, su superfici, senza contare molle e perni.
Su molle e perni la cosa sarebbe risolvibile con del grasso, diverso il discorso sulle superfici di gancio-sgancio.
Alessandro
06 Lug 2010, 09:13
Ovviamente c'e' attrito, ma rimanendo le superfici ferme, il dito che preme sul grilletto non deve vincerlo. Il grilletto agisce esclusivamente sulla leva 3a/3b.
sportime
06 Lug 2010, 08:37
C' un passaggio sulla descrizione che non sono d'accordo, dice: "Tra le superfici esiste un attrito, che non entra in gioco durante la fase di sgancio, ma solo immediatamente dopo, in quanto non esiste movimento tra le parti in questa fase".
A me sembra che proprio in questa fase, essendo gli elementi "caricati" siano in attrito durante lo sgancio.
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