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STRISCIA LA NOTIZIA, ARMI, MIMETICHE E ... PROSCIUTTI

Walther LGV
Valerio Staffelli impegnato in una battuta di caccia al prosciutto. Ma non bisognerebbe sparargli prima che diventino prosciutti?
I giorni 19 e 20 Maggio di quest'anno, Striscia la Notizia, il famoso telegiornale satirico di Canale 5 ha trasmesso il servizio, diviso in due parti, "Armi online: un acquisto troppo facile". Vediamo come hanno trattato in Tv questo spinoso argomento che ci interessa da vicino.

Come da tradizione la prima parte del servizio aveva come tema la denuncia del fenomeno, mentre la seconda è stata tutta dedicata "all'azione"! Ci penserà l'impavido intervistatore, in questo caso Valerio Staffelli, a difendere i nostri diritti (evvai!).

Nella prima parte, quella andata in onda il 19 Maggio, il protagonista, un minorenne complice della trasmissione, con pochi click di mouse è riuscito ad acquistare da alcune famigerate armerie on-line polacche, tedesche, spagnole e francesi, armi ad aria compressa, storditori elettrici, coltelli, balestre e pallini a carica esplosiva. E' seguita quindi la prova "balistica" delle armi appena acquistate. Valerio Staffelli, in mimetica ed elmetto, ha provato la micidialità di tali oggetti contro un prosciutto cotto intero. Le armi ad aria compressa lo hanno sforacchiato a dovere, i pallini esplosivi hanno fatto saltare dei bei brandelli di carne, e i coltelli hanno fatto il loro mestiere, affettandolo più volte. Quindi la scena si è spostata all'interno di un commissariato di Polizia, dove due funzionari hanno spiegato che la vendita delle armi on-line è assolutamente vietata in Italia, e che le armi acquistate erano illegali. A fine servizio Staffelli ha invitato i telespettatori a seguire la successiva puntata di Striscia, durante la quale avrebbe fatto visita ad una delle armerie in questione.

Nella puntata successiva, quella del 20 Maggio, Valerio Staffelli si è recato in Francia, a parlare con i titolari di una delle quattro armerie “disoneste”, facendogli presente che in Italia, la vendita delle armi on-line è vietata, e che i loro articoli, venduti con eccessiva facilità, sono finiti nelle mani di un minorenne italiano. Dopo aver discusso con l'armiere, Staffelli asserisce di aver avvisato le autorità dei 4 paesi coinvolti, Polonia, Germania, Francia e Spagna, e che queste non si sono neppure degnate di rispondere.

Che dire ... una delusione. Da appassionato di armi ad aria compressa sinceramente mi aspettavo molto di più. Per un vero appassionato di armi, questo tipo si siti rappresenta una piaga da combattere, e non certo un alleato. Chi ha utilizzato il suo tempo e il suo denaro per conseguire un regolare porto d'armi, non può certo vedere di buon occhio i soliti furbi che aggirano le leggi, e che provocano la svalutazione del mercato dell'usato delle armi regolarmente acquistate in armeria, a tutto vantaggio delle armi acquistate clandestinamente.

Purtroppo il tutto si è risolto in un enorme spot pubblicitario a favore di questi furbetti. In pratica il messaggio lasciato trapelare, neppure troppo velatamente, è stato questo: "Ci sono dei loschi figuri che aggirando le leggi Italiane e sfruttando il trattato di Shengen sulla libera circolazione delle merci, vendono armi ad aria compressa illegali a quegli italiani che sono privi di porto d'armi. Questi tipi non possono essere toccati perché agiscono sotto la protezione delle leggi dei paesi in cui operano. Quindi non c’è nulla che possa impedirgli di vendere le loro armi agli italiani, e non c’è nulla che vieti agli italiani di acquistarle, in totale tranquillità." Non hanno neppure aggiunto un "non compratele, mi raccomando", giusto come proforma. Allora dico io, se il messaggio che trapela è di assoluta impunità, il servizio, con che finalità è stato realizzato? Allo scopo di mostrare a livello nazionale questa pratica illecita, in maniera che chi ancora non ne fosse informato potesse approfittare di questo vuoto legislativo? Immagino che adesso molti di coloro che hanno visto il servizio, adesso staranno cercando di acquistare i famigerati pallini esplosivi, o le armi ad aria compressa da 20 joule, mostrate in TV.

Ma nella realtà non esiste alcun vuoto legislativo. Chi acquista tali armi non gode di alcuna immunità o impunibilità, commette un reato penale, e nel momento in cui dovesse essere scoperto, ne pagherebbe le pesanti conseguenze. Il famigerato sito Polacco, scritto in perfetto italiano, realizzato ad esclusivo uso e consumo dei clienti italiani, non sfrutta l'ingenuità di noi italiani, come hanno lasciato intendere gli autori di Striscia la Notizia, ma al contrario sfrutta nostra celebre furbizia e disonestà. Se gli italiani non fossero così furbi e disonesti, ai Polacchi forse non sarebbe neppure venuto in mente di creare un sito in lingua italiana. Non l'hanno mica fatto in Francese o in Tedesco, eppure anche in quei paesi esistono limitazioni pesanti nell'acquisto di armi ad aria compressa. Commettere reati è sempre relativamente semplice, se non si commettono è per senso civico, o per paura della punizione.

La scelta di piazzare dietro la telecamera, e davanti al computer, un ragazzino con la faccia pulita, che poteva essere il figlio di chiunque di noi, è stata fatta solamente per ricercare lo scalpore mediatico, a totale disprezzo della verità. Quel ragazzino non ha affatto acquistato le armi da solo, come la Tv ha cercato di farci credere. Le armi sono state acquistate con il benestare di un adulto consenziente, che ha fornito le carte di credito e la somma (elevata) necessaria a fare gli acquisti. Il ragazzino ha solo spinto il tasto invio sul computer. Evidentemente i paesi in questione, hanno ritenuto che consentire l'acquisto di tali strumenti, solo ed esclusivamente per mezzo di carta di credito, ne avrebbe impedito l'accesso ai minorenni. O perlomeno alla stragrande maggioranza dei regazzini con genitori responsabili e attenti, che non dispongono di una carta di credito personale e disponibilità illimitata di denaro. Un minorenne in possesso di una carta di credito falsa o rubata, con migliaia di euro di disponibilità economica, non è certo da considerarsi il tipico adolescente italiano, ma un vero e proprio criminale in erba, che probabilmente userebbe quei soldi per procurarsi armi da fuoco e droga, e non certo armi ad aria compressa.

Inutile dire che la prova balistica contro il prosciutto non può avere la benché minima pretesa di scentificità. Anche in questo caso si è scelto di cercare il clamore mediatico a tutti i costi. Certo il prosciutto è bastardo, se ti avvicini tenta la fuga, e messo alle strette ti attacca pure, ma questo accade solo … prima che il prosciutto diventi un prosciutto. Quando ormai è un prosciutto, non può più difendersi o scappare, e la mimetica e l'elmetto militare non servono più. Che un coltello poi possa riuscire a tagliare un tenero prosciutto rosa, beh ... mi pare lapalissiano. Serviva documentarlo con un video?

L'intervista ai due funzionari di Polizia a cui sono state consegnate le armi, per i veri rilievi balistici, avrebbe potuto essere interessante, se non fosse che praticamente ha parlato solo l'intervistatore, senza lasciare spazio ai due funzionari, che tentavano di portare la discussione sulla giusta via. Ancora una volta l'aver utilizzato un tenero ragazzino con la faccia pacioccosa ha reso il tutto più complicato. La Polizia, nella realtà delle cose avrebbe dovuto arrestare, e poi denunciare a piede libero, il possessore di quelle armi. Ma sventolare le manette davanti alla faccia di un bambino è terribilmente Politically Scorrect, per cui nessuno dei due funzionari è riuscito ad accennare al fatto che chi acquista tali armi, consapevole o meno, rischia una pesante pena detentiva, perché commette un grave reato penale. E giusto per chiarire la cosa, di tanto in tanto, succede veramente che qualcuno passi una o due notti in cella e che ne esca con una denuncia penale a piede libero, a causa della carabinetta acquistata in Francia, Spagna o Polonia e portata in Italia clandestinamente. Solo perché non sono notizie che si sentono al telegiornale, non significa che non accadano.

Quando poi uno dei due funzionari stava finalmente iniziando ad accennare qualcosa riguardo alla legge, il video è stato tagliato senza troppi complimenti. Forse avrebbero fatto un servizio migliore ai cittadini, se avessero tagliato l'inutile pantomima del prosciutto, piuttosto che l'intervista ai due funzionari di Polizia. Ok, certo, è vero, la televisione ha il suo linguaggio e le sue regole. La spettacolarizzazione ha la precedenza sul contenuto, ma almeno il messaggio dovrebbe essere corretto. Non puoi far ventilare alla gente una fantomatica impunità per l'acquisto on-line di armi illegali. Anche perché non è affatto vero. Se acquistate armi da quei siti, è vero che il venditore è protetto dalle leggi del suo paese, ma voi che comprate no, voi dovete rispettare le leggi Italiane, non le leggi Polacche.

La seconda parte, poi è stata una cosa veramente penosa. Lo Staffelli entra nell'armeria Francese che ha venduto le armi, chiede spiegazioni, e fa presente che hanno venduto le loro armi ad un minorenne. L'armiere, aiutato da una commessa che parla italiano risponde che i francesi conoscono e rispettano le leggi francesi, e che forse anche gli italiani dovrebbero conoscere e rispettare le leggi italiane. Arrivederci, grazie e scusi il disturbo. A Steffè, ma che ci sei andato a fare? A farti trattare come uno straccio?

Chiariamo una volta per tutte quello che dice la legge, e quello che si può o non si può fare in Italia. Le armi ad aria compressa con energia cinetica superiore ai 7,5 joule sono armi comuni da sparo. Le armi comuni da sparo in Italia devono essere acquistate con l'idoneo titolo, porto d'armi o nulla osta per l'acquisto, e denunciate alla Pubblica Sicurezza, entro e non oltre le 72 ore dall'acquisto. Stessa cosa per le munizioni o la polvere da sparo, per le quali, il reintegro delle quantità già denunciate non va a sua volta denunciato.

Le armi ad aria compressa con energia cinetica non superiore a 7,5 joule (a modesta capacità offensiva) possono essere acquistate solo in armeria da maggiorenni, presentando un documento di identità in corso di validità. Alla stessa normativa sono sottoposte le armi ad avancarica a colpo singolo (quelle che si caricano dalla bocca della canna), che possono essere acquistate da maggiorenni in armeria. Le armi ad aria compressa a modesta capacità offensiva, devono recare adeguati punzoni che attestino la loro corrispondenza ai requisiti richiesti dalla legge italiana. In assenza di tali punzoni, anche le armi con energia cinetica non superiore a 7,5 joule sono da considerarsi armi comuni da sparo, e necessitano di titolo per l'acquisto e denuncia alle autorità per la detenzione. Pare evidente che solamente le armi ad aria compressa con energia non superiore a 7,5 joule vendute in Italia possiedono i punzoni richiesti dalla legge italiana, ne consegue che qualunque arma ad aria compressa acquistata all'estero, anche se con meno di 7,5 joule, è da considerarsi un'arma comune da sparo, introdotta clandestinamente all'interno del territorio nazionale. E' vietata la vendita per corrispondenza delle armi, anche di quelle ad aria compressa con meno di 7,5 joule, e di munizioni o polvere da sparo.

In questa normativa non rientrano le cosiddette soft-air, che erogano un'energia inferiore a 1 joule e che sparano pallini di plastica, le quali vengono considerate completamente di libera, e che devono avere la volata colorata di rosso. Coltelli, archi, balestre e spade prive di filo, sono cosiderate "armi improprie", come molti altri oggetti di uso quotidiano, che alla bisogna possono essere utilizzate come armi, ad esempio martelli, accette, seghe e anche forbici. Si possono acquistare e detenere liberamente, ma non possono essere portate senza giustificato motivo. I pugnali (i coltelli a punta con due fili) e le baionette sono armi proprie, vanno acquistate con il porto d'armi e denunciate entro 72 ore dall'acquisto. Non essendo armi da sparo, non fanno cumulo in denuncia, ed è possibile detenerle in numero illimitato.

Il famigerato marchio della F racchiusa da un pentagono, presente sulle armi ad aria compresssa, non ha alcun valore in Italia, perché si riferisce alla legislazione tedesca. Non è un marchio o un punzone riconosciuto, perché non è applicato dal Banco di Prova Tedesco (come asseriscono alcuni sedicenti esperti), ma applicato direttamente dal produttore, il quale autocertifica la rispondenza dell’arma alla legge tedesca. Gli accordi internazionali per il reciproco riconoscimento dei punzoni dei Banchi di Prova Nazionali, si riferiscono solo ed esclusivamente alle Armi da Fuoco Portatili. Le armi ad Aria Compressa, per loro stessa definizione, non sono Armi da Fuoco Portatili.

I produttori di armi ad aria compressa regolano l'energia delle proprie armi in fabbrica, adeguandole alla normativa del paese di destinazione. Per cui è normale che lo stesso tipo di arma, della stessa marca e modello, acquistata in un paese diverso da quello italiano, abbia energia cinetica a volte anche doppia o tripla rispetto a quella in vendita in Italia.

Fate anche attenzione quando acquistare armi AC usate. Pretendete sempre che il venditore compili e firmi il documento di compravendita con i suoi dati anagrafici, e una fotocopia del documento di identità. Fatevi rilasciare le fotocopie che certifichino le transazioni precedenti, fino a quella di origine, redatta dall'armeria nei confronti del primo proprietario. Questa armi clandestine, che arrivano da Polonia, Germania, Francia e Spagna, presto a tardi finiscono nel circuito delle armi usate, e allora si, che potrebbero essere acquistate da cittadini ignari di commettere un reato di rilevanza penale.

Alessandro (2014)

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