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SCHEDE
 
 
 
Diana F20
DIANA F20
Sniper70
PREMESSA
Ciao ragazzi, oggi vorrei parlarvi di una piccola carabina, che paragonata a certi mostri sacri..passerebbe sicuramente in secondo piano..ma che se apprezzata per quello che e' , sa regalare tante soddisfazioni. Intesa come una entry level o per tirare senza grosse pretese entro i 20 metri..ha dimostrato ampliamente di essere piu' che all' altezza della situazione. La sua posizione puo' essere appunto collocata in quei casi in cui ci si avvicina per la prima volta in assoluto a questo meraviglioso hobby, nel tiro ludico magari nel giardino di casa propria e perche' no puo' anche trovare posto nella collezione della persona un pochino piu' smaliziata, trattandosi nel contempo un bellissimo esemplare, un po piccolo forse nelle dimensioni ma non nelle prestazioni.
E' stata per parecchio tempo la più piccola ed economica delle carabine "Diana" (www.diana-airguns.de) ed il distributore ufficiale come tutti sanno e' Paganini . Gia' da qualche anno non è più presente nei cataloghi ufficiali Diana, essendo stata sostituita dalla F240 Classic che si pone, almeno per le dimensioni mostrate come una via di mezzo tra la F20 e la F24. Credo sia ancora possibile trovarla in qualche armeria che la tiene magari gia' da qualche anno.
Personalmente l'ho acquistata nel 2007, vedendo la pubblicita' in rete di una armeria di Milano. Mi adoperai quindi tramite l'armeria della mia citta' nel farmela arrivare, la pagai 125 euro.
Quando la potei vedere appena arrivata in negozio per la prima volta, mi resi subito conto imbracciandola che poteva a scapito delle sue dimensioni decisamente piccole, stupirmi.
Si tratta di una carabina molto semplice, con un bel calcio in legno di faggio, di tinta piuttosto scura. Privo del calciolo in gomma e di qualunque preziosismo. Il grilletto è di tipo non regolabile, tra l'altro un po duretto ma totalmente in metallo.
Sulla carabina l' unica parte in plastica e' rappresentata da un tappetto posto alla fine della azione, per il resto solo metallo e legno.
Nella foto sottostante la potete vedere come appare nella sua versione originale appena acquistata :
Diana F20
VEDIAMOLA UN PO PIU' NEL DETTAGLIO :
Questa piccola Diana, come nella grande tradizione di questa antica fabbrica rappresenta la piu’ classica delle carabine, essendo il suo funzionamento a molla con canna basculante o come dicono i nostri amici oltremanica in terminologia tecnica….break barrel.
E’ un modello di libera vendita quindi rientra nella Categoria delle Armi a modesta capacita’ offensiva, il suo C.N. e’ il 92. Veniva prodotta solo in 4,5 mm., la lunghezza della canna e’ di 440 mm in acciaio a 12 principi, e credetemi osservata con il boroscopio , si denota immediatamente che e’ di gran pregio.

Il peso e’ di 2500 grammi circa per una lunghezza di 1020 mm. Presenta come quasi in tutti i modelli Diana le classiche mire regolabili ma e’ anche provvista della nota guida a coda di rondine sul suo castello, permettendo quindi l’ utilizzo magari di una piccola ottica.
La sicura e’ assente, e come scritto sopra la lama del grilletto non presenta la possibilita’ di nessuna regolazione, credo si tratti del loro T01, anche se posso confermarvi che dopo qualche scatola di pallini e’ diventato piu’ morbido ed intuitivo. Al mio rientro in Patria, tra i successivi lavori che mi sono pianificato, vi e’ anche il totale smontaggio di tutto il grilletto per una successiva lappatura ed altri interventi , allo scopo finale di renderlo piu’ leggero e preciso.

PICCOLI INTERVENTI EFFETTUATI

La prima cosa che notai e che non mi piacque molto fu, l’ utilizzo di un o-ring in cuoio al posto della classica gomma, all’ ingresso della culatta, in foto potete vedere come si presentava ( la foto non si riferisce al mio modello, l’ho trovata in rete , ma molto simile alla mia situazione ):

Diana F20
Ovviamente pensai che questo “ orrore “ …consentitemelo, avrebbe negativamente influenzato la costanza di erogazione dell’ aria e quindi il risultato finale in termini di precisione di tutto l’insieme ( tra l’ altro questo pensiero fu avvalorato con delle stringhe al cronotachigrafo che confermarono le mie paure ).
Facendo una successiva ricerca su google scoprii che queste guarnizioni in cuoio venivano abbondantemente usate tanti anni fa e per avere una certa costanza nelle prestazioni dovevano essere sempre ben inzuppate di olio…..ho trovato questa foto, ho voluto postarla nell’ articoletto per farvi vedere come queste guarnizioni/o-ring si presentavano prima di essere inserite dalle “ case madri ”, nella relativa incassatura attorno alla culatta :
Diana F20
Notai che la guarnizione originale delle Weihauch ( di cui sono un grande fan ) era quasi dello stesso diametro, leggermente piu’ piccola di qualche decimo, rispetto alla scanalatura dove solitamente l’ o-ring vi alloggia. Quindi senza indugio usando uno spillo tolsi quella originale per sostituirla con una in teflon HW. Dopo un piccolo sforzo riusci ad infilarla, e con il successivo utilizzo della carabina si adattò perfettamente al suo posto, successive misurazioni della velocita’ , mi confermarono che questa semplice sostituzione aveva avuto successo, nella foto sottostante potete vedere come il tutto si presenta adesso…..credo un pochino piu’ carino da vedere rispetto alla sua configurazione originale…che ne pensate ?:
Diana F20
Sniper70

Vi mostro adesso un po di foto ( inserite in maniera cronologica per capire gli interventi estetici e colorativi da me effettuati ), ho fatto uso di uno stucco specifico che si usa con induritore, per cambiare la forma della calciatura originale e renderla un po piu' piacevole.....poi come al solito l'ho resa mimetica...........( una mania professionale di cui riconosco di essere affetto ma che …..non riesco a liberarmi ).
Ecco come si presentava in configurazione quasi…..originale ( nel senso che gia’ avevo iniziato a fare qualche ritocchino di make-up ) :

Diana F20
Come potete vedere da questa e dalla prossima foto, il calcio era privo di montecarlo , tra l’ altro tendeva a “ scendere “    come profilo in direzione dell’ appoggia spalla …dando qualche  problema  con l’allineamento dell’ ottica.
Diana F20
Attaccai nella parte finale del calcio un appoggia spalla della Beretta , in gomma morbida che miglioro’ non poco la sensazione di conforto sulla stessa e nel suo insieme.
Aggiunsi anche sulla canna uno dei miei primi compensatori, come potete vedere dalle foto si tratta solo di un tubo di ferro semplicemente infilato sulla canna e facendo uso di nastro isolante interposto tra la canna appunto ed quest’ ultimo. Lo scopo era quello di appesantirla per ridurre in parte il cosiddetto muzzle flip (una sorta di rilevamento, cioè la tendenza dell'arma ad impennarsi). Il copricanna/compensatore, non e' altro che un pezzo di tubo zincato ( di quelli che si trovano nei negozi di accessori per fontaniere , li trovate di diverse lunghezze ed hanno solitamente le estremita' filettate, possono essere da 3/4 o 1 pollice ) rifinito ai due estremi al tornio da me, da un lato ( quello in direzione del tiratore) e' stato rastremato a forma conica per un motivo estetico, dall' altro lato e' stata lasciato aperto trattandosi di una delle prime prove fatte su questi accessori. In quelli che ho fatto successivamente ho anche saldato una rondella all’ estremita’ in direzione della volata e ricavate un certo numero di luci.
Queste luci/fessure (che realizzo utilizzando una sega a colonna ad “acqua” per ferro), possono essere fatte perpendicolarmente al tubo o inclinate in direzione del tiratore di una certo angolo,dovrebbero servire a eliminare una parte dell’ aria in eccesso che si ha nel delicatissimo momento in cui il pallino lascia la volata e che ne destabilizza in alcuni casi il corretto volo , conseguentemente possono variare il raggruppamento e quindi la precisione finale .
Non sono totalmente sicuro di essere riuscito ad eliminare questo “ problemino “ , anche se in generale il risultato sul bersaglio e’ leggermente migliorato , una delle cause di questo miglioramento potrebbe essere imputato al solo appesantimento della canna che ne migliora la reazione al completamento del ciclo di sparo (Considerate anche che dopo tutti gli interventi descritti nel presente articolo il peso e’ passato dai 2500 grammi a 3200 grammi , escluso ottica.)
Con l’uso , come scrivevo sopra, di uno stucco specifico per modificare le impugnature dopo qualche esperimento e tanta carta vetrata ed in aggiunta ad un totale riverniciatura per coprire appunto lo stucco , il risultato fu il seguente ( creai un appogiaguancia tipo Montecarlo e modificai l’ angolazione originale dell’Impugnatura):
Diana F20
Dotai il calcio a pistola , che dopo questo primo intervento risulto’ piu’ marcato, di una specie di base/elsa su cui appoggiare il palmo della mano, allo scopo di migliorare la stabilita’ nella presa……..in realta’ si dimostro’ molto scomodo ed in seguito lo eliminai dopo aver fatto un po di prove piu’ approfondite allo scopo di capire se cambiava qualcosa nel suo insieme, ecco un'altra foto:
Diana F20
A questo punto come mi succede spesso, non essendo molto soddisfatto dell’ estetica non mi piacque piu’ il colore originale, quindi colto …nuovamente …dalla mania che mi perseguita…….di mimetizzare tutto, cambiai colore…….indirizzandomi verso una colorazione mimetica stile……desertica….., qui di seguito potete vedere i risultati:
Diana F20
Diana F20
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