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AZGUNPEDIA N - O (NAGANT ... OTTURATORE)

L'AZGunPedia è l'enciclopedia delle armi da fuoco e ad aria compressa. Parliamo di Nagant, il famoso revolver a tenuta di gas, unico nel suo genere. Poi è la volta di Nambu, la pistola semiautomatica Giapponese di inizio del '900, e del produttore cinese Norinco. Per l'aria compressa le definizioni di Norconia e Norica Laurona.
NAGANT

Famiglia di armaioli Belgi che iniziò l’attività nel 1859. La fabbrica fu fondata da Leon, mentre il suo socio e fratello Emile Nagant fu il progettista di quasi tutte le armi prodotte dalla società. A lui si deve il modello di rivoltella Nagant del 1895, adottata dall’esercito dello Zar di Russia, famosa per essere l'unica rivoltella funzionante “a tenuta di gas”. Nel 1886 un inventore belga, Nicolas Pipier, brevettò un sistema nel quale il tamburo poteva muoversi in avanti, o la canna indietro, dopo aver compiuto la rotazione necessaria ad allineare la cartuccia alla canna. La palla di questa cartuccia era completamente annegata all’interno del bossolo, il quale, dilatandosi per effetto dello sparo, aderiva così alle pareti della canna, realizzando la tenuta di gas. Stranamente Pipier lasciò scadere il brevetto, e nel 1892, i fratelli Nagant depositarono il loro brevetto di una rivoltella che funzionava allo stesso modo. Nagant, che aveva cooperato per la realizzazione del fucile Moisin-Nagant per l’esercito Russo, aveva le conoscenze giuste per mostrare la sua rivoltella ai Russi, e questi, entusiasti dell’idea rivoluzionaria della tenuta di gas, l’adottarono con il nome di rivoltella Modello 1895. Il calibro era 7,62, e la capacità del tamburo, di 7 cartucce. La pistola era decisamente brutta a vedersi, ma, aveva una robustezza eccezionale, questo nonostante la presenza del particolare meccanismo che consentiva la tenuta dei gas. Il modello 1895 fu prodotto in due versioni; una a singola azione destinata ai soldati semplici, e una in doppia azione per gli ufficiali. I vantaggi di avere una tenuta di gas erano in realtà molto esigui. L’energia del proiettile poteva aumentare al massimo di un 10%. La rivoltella, però, aveva un’interessante caratteristica, ovvero quella di essere l’unica rivoltella in grado di poter essere silenziata, visto che non c’era fuoriuscita di gas tra canna e tamburo. Questa possibilità, che si rivelò utile in futuro, era sconosciuta al momento dell’adozione della pistola da parte dei russi, visto che il primo silenziatore apparve solo nel 1900.

Spaccato Nagant 1895
Uno spaccato della rivoltella Nagant modello 1895. In questa rivoltella, il tamburo, dopo aver ruotato, avanza fino a toccare la canna. Il proiettile ha un lungo bossolo che fuoriesce dal tamburo e si inserisce all’interno della canna, che ha un breve tratto iniziale svasato e ad anima liscia. La palla è completamente annegata all’interno del bossolo. Il tamburo è tenuto premuto da una sorta di otturatore forato, che deve essere completamente attraversato dal percussore, che per questa ragione è molto più lungo di quello dei normali revolver.

Nagant 1895
La rivoltella Nagant modello 1895.

Nagant 1895 con silenziatore
La Nagant è l’unica rivoltella a poter utilizzare un silenziatore.

cartuccia 7,62 Nagant
La particolare cartuccia calibro 7,62 Nagant.

NAMBU
All’inizio del 1900, anche il Giappone iniziò ad interessarsi alle pistole automatiche. Nel 1902 il capitano Kijiro Nambu disegnò una pistola in calibro 8 mm con bossolo a forma di collo di bottiglia appositamente studiata per essa. La pistola “Taisho 4” o “Fourth Year” così chiamata perché adottata dall’esercito nella quarto anno dell’era Taisho, fu prodotta dal 1906 circa, al 1925 quando venne adottata la “Type 14”. La pistola, inizialmente, non fu adottata ufficialmente dall’esercito, ma, solo approvata; agli ufficiali era permesso acquistarla privatamente. Visto l’elevato prezzo d’acquisto, e l’ingombro della pistola, molti ufficiali preferivano però comprare pistole straniere come le Colt 1903 e FN Browning 1910, più semplici, compatte e leggere da portare. Ad affiancare la Nambu, fu quindi introdotta la “Baby Nambu”, in calibro 7mm, una versione ridotta della pistola “Fourth Year”. La prima adozione ufficiale fu quella della Marina giapponese nel 1909, alla quale seguì l’adozione ufficiale da parte dell’esercito nel 1915. A questo punto, però, la pistola aveva già subito qualche lieve modifica che ne semplificava la produzione e ne migliorava la sicurezza. Esternamente, la pistola progettata dal capitano Nambu, somigliava alla Luger, mentre il suo sistema di chiusura era più simile a quello della Mauser. La canna, il suo prolungamento e l’otturatore si muovono all’interno di un telaio solidale all’impugnatura. Il funzionamento è a corto rinculo. La chiusura stabile si ottiene attraverso un blocco di chiusura a forma di martelletto, imperniato all’estensione della canna, la cui testa, quando la pistola è chiusa, si inserisce in un recesso dell’otturatore, e in un alloggiamento ricavato nel telaio. Quando la pistola spara, canna e otturatore arretrano insieme per un breve tratto, fino a quando il martelletto esce dall’alloggiamento del telaio, e spinto in basso da una molla, svincola l’otturatore che quindi completa il ciclo di ricarica, mentre la canna si ferma bloccata dal telaio. La molla di recupero dell’otturatore è posizionata in un tunnel ricavato nel telaio accanto all’otturatore. La pistola funziona a percussore lanciato, ed è quindi priva di cane esterno.

Nambu Taisho 4 e baby Nambu
La Nambu “Taisho 4” e la “Baby Nambu”.

Il caricatore ad astuccio, monofilare capace di 8 cartucce, è posizionato all’interno dell’impugnatura. Nel 1925 l’originale Nambu fu sostituita dal modello “Type 14”, una versione modificata e semplificata. Tuttavia la pistola appare ancora troppo complicata da produrre. Esteriormente manca il tunnel laterale che alloggiava la molla di recupero; le molle ora sono due e scorrono direttamente in due recessi ricavati nell’otturatore stesso. La sicura automatica sull’impugnatura è sparita, sostituita da una leva della sicura più convenzionale, detta “Manchurian”, molto ampia, ma posizionata sulla parte anteriore del telaio, quindi manovrabile solo con l’aiuto di entrambe le mani, e che va ruotata di ben 180 gradi per essere disattivata. La tacca di mira posteriore era diventata fissa, e l’impugnatura più sottile.

Nambu type 14La Nambu Type 14 o “14th Year Type” fu largamente usata dall’armata Giapponese. Si può notare il proiettile 8 mm a collo di bottiglia. La particolare forma del ponticello è dovuta a una modifica introdotta per permettere l’uso della pistola con i guanti.

Nel tentativo di ridurre i costi di produzione della “Type 14” e al contempo ridurre le dimensioni dell’arma (la Type 14 era più grande della Colt 1911-A1), il Colonnello Nambu decise di apportare delle modifiche. Dopo questo processo, l’arma anziché migliorare, peggiorò, e addirittura risultò più costosa da produrre della precedente. Nel 1934 entrò in produzione la Nambu “Type 94” (il 1934 era il 2594 secondo il calendario giapponese). La pistola era decisamente brutta e sgraziata, con un’impugnatura scomoda, e secondo molti, addirittura pericolosa, perché, per un difetto di progettazione era molto probabile la partenza di colpi accidentali.

Namby type 94 e type 14Le pistole Nambu “Type 94” e “Type 14”.

Dal punto di vista funzionale la pistola era molto diversa dalle precedenti Nambu, che avevano praticamente tutte lo stesso sistema di chiusura stabile. Canna e otturatore erano tenuti assieme da un piccolo perno d’acciaio. Quando canna e otturatore rinculavano, il perno di chiusura cadeva in una piccola rientranza del telaio, bloccando la canna e liberando l’otturatore che completava le operazioni di caricamento del nuovo colpo. Quando tornava indietro, l’otturatore spingeva in avanti la canna, che trascinava con se il perno, rimettendolo al suo posto. La Type 94 fu un disastro commerciale, e molto spesso è descritta come la peggiore pistola d’ordinanza mai costruita. La sua produzione si limitò quindi al solo ambito militare.

Nambu type 14 smontata
La “Type 14” smontata. Si possono vedere l’otturatore con le due molle di recupero, la canna con il suo prolungamento, il sistema di chiusura a martelletto e il lungo percussore di tipo lanciato.

NON REGOLATA
Vedi “autoregolata
NORCONIA
La Norconia GmbH Germany è un importatore di armi prodotte in Cina, soprattutto dalla “Norinco” che le commercializza in Europa con il proprio marchio. Nel suo catalogo sono presenti soprattutto repliche di armi da fuoco, come pistole 1911-A1, Sig-Sauer 226 e CZ-75, carabine, fucili da caccia, armi ad aria compressa, sia lunghe che corte e accessori come binocoli o ottiche. In Italia godono di discreto successo le carabine ad aria compressa di libera vendita, che esteriormente riprendono in maniera più o meno velata le carabine Weihrauch. I prezzi di vendita di queste carabine sono tra i più bassi in assoluto della categoria.

Norconia B23-HF
La Norconia B23-HF una carabina a canna basculante dalle ottime caratteristiche.

Norconia QB88
Il Norconia QB88 è una carabina a canna fissa, con leva di caricamento laterale.

Norconia B2
La Norconia B2 è la carabina più economica presente sul mercato italiano. La si può trovare a circa 65 € ottica compresa. Somiglia vagamente alla Weihrauch HW 35.

Norconia QB6
Il Norconia QB6 Una carabina AC dal design molto particolare, con un calcio ripiegabile metallico che le dona un aspetto molto “militaresco”.

NORICA LAURONA
La Norica è una storica casa spagnola produttrice di carabine ad aria compressa. Fondata nel 1917 a Eibar, nel 2006 acquistò la Laurona, una azienda produttrice di fucili da caccia, fondando così il Norica-Laurona Group. Nel suo catalogo troviamo fucili da caccia ed Express, carabine ad aria compressa e PCP, pistole a salve, pellets per aria compressa e accessori quali ottiche, binocoli e coltelli. Le carabine Norica si distinguono per avere una estetica particolarmente curata.

Norica Quick
Norica Quick una carabina monocolpo ad aria compressa calibro 4,5 a canna fissa.

Norica Krono
Il modello Krono, invece è a canna basculante.

Norica Massimo
Il Norica-Laurona Massimo, sempre ad aria compressa calibro 4,5, ha una bindella ventilata sopra la canna, e una cartella metallica sopra lo scatto, che lo fa assomigliare ad un fucile da caccia automatico.

Norica Pradera
Il Pradera è invece una carabina PCP con serbatoio dell’aria posizionato sotto la canna. Come potete vedere si tratta di un'arma venduta priva di mire metalliche.

Norica-Laurona Vulcano
Il Norica-Laurona Vulcano Sporting è un sovrapposto in calibro 12.

NORINCO
La Norinco Armsports Co. con sede a Beijing, Cina, è un’azienda produttrice di armi economiche e ben costruite. Essa produce perlopiù repliche, come le Colt 1911A1 con finitura militare, il Winchester M97, il famoso fucile d’assalto sovietico AK (ovviamente solo semiautomatico) o il Mauser 98K. l’azienda produce anche armi originali sia lunghe che corte.
ORING
L'oring, "o-ring", "o ring" oppure semplicemente "OR" è un anello di sezione tonda realizzata in gomma, tipicamente nero. Viene usato principalmente come guarnizione per condutture idriche o di gas, ma a volte è anche utilizzato per semplici scopi meccanici. Viene largamente usato all'interno di armi PCP, PCA, CO2 e in tutte le soft air.
ORLO o ORLATURA
L'orlo o orlatura è quella parte sporgente del fondello del bossolo metallico che serve per venire agganciata dall'estrattore. Nelle armi a caricamento automatico, per agevolare il corretto posizionamento delle cartucce all'interno del caricatore, si preferisce usare i più moderni bossoli “rimless”, ovvero senza orlo. La funzione dell'orlo di presa, viene realizzata grazie ad una scanalatura anulare ricavata immediatamente prima del fondo del bossolo all'interno della quale si aggancia l'unghia dell'estrattore.
OTTICA DI PUNTAMENTO
Dispositivo ottico di puntamento, generalmente utilizzato in alternativa ai normali dispositivi di mira meccanici. Può essere un comune cannocchiale di puntamento, oppure un dispositivo red-dot con ologramma a punto rosso o verde.
OTTURATORE
E' quella parte che serve a chiudere la culatta, di un'arma a retrocarica, in modo che questa possa sopportare le pressioni dello sparo, oppure ad aprirla, per eseguire le operazioni di espulsione del bossolo scarico e l'inserimento di uno carico. Nelle armi a caricamento manuale, la chiusura della culatta tramite l' otturatore, avviene generalmente seguendo due tipologie distinte; a “blocco”, che può essere “cadente”, “rotante” o “basculante”, e a “cilindro” che può essere “scorrevole” o “scorrevole-girevole”.
 

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Commenti

Alessandro
08 Gen 2013, 07:15
Il distributore italiano GB Verrina. Puoi andare sul suo sito e contattarlo, anche telefonicamente, per sapere come avere la carabina.

ciao
Alessandro
Ettore
08 Gen 2013, 02:03
Sapete dirmi quale armeria marchigiana o emiliana vende la carabina norconia p1? Grazie.
Alessandro
02 Ago 2012, 17:47
Dall'importatore, trovi i dati sulla scheda, o in armeria.

ciao
angelo
02 Ago 2012, 14:49
salve sapete dirmi a chi devo rivolgermi per un otturatore della mia carabina ada aria compressa gamo c.n.214 grazie
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