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AZGUNPEDIA M (MARUZEN ... MUZZLE BRAKE)

L'AZGunPedia è l'enciclopedia delle armi da fuoco e ad aria compressa. Ancora lettera M, e ancora soft-air giapponese con Maruzen e MGC. Mauser e Maxim rappresentano di certo la storia della armi da fuoco. Le definizioni di Molla, Moly e Montecarlo completano una pagina sicuramente interessante.
MARUZEN

La Maruzen è probabilmente la più antica azienda giapponese produttrice di ASG (Air Soft Gun). Essa iniziò producendo molte armi a molla, che, verso la fine degli anni ’80 vennero convertite per sparare in automatico attraverso l’utilizzo di serbatoi di gas esterni (Bullet Valve). Oggi la produzione Maruzen prevede una serie di Shotgun, pistole e pistole mitragliatrici scarrellanti alimentate a Gas.

Maruzen SMG Heckler & Koch MP5KA4
Una SMG Heckler & Koch MP5KA4 a gas.

Maruzen Walther P99
Walther P99 in confezione denominata Tactical III contenente la slitta per il montaggio del punto rosso, un attacco per torcia e un silenziatore.

Maruzen CZ V-61 Scorpion
Una mitraglietta CZ v-61 Scorpion.

Maruzen M870 a pompa
Il fucile a pompa M870.

MAUSER
La Mauser-Jagdwaffen GmbH di Oberndorf, Germania, è una storica fabbrica di armi attualmente ancora attiva sul mercato. Fu fondata da Peter Paul Mauser (1838-1914) assieme al fratello Wilhelm nel 1972. Il primo brevetto di Peter Paul fu datato 1867, e da questo, scaturì nel 1871 un fucile monocolpo, adottato dall’esercito Prussiano, in cui era già presente il celebre otturatore girevole-scorrevole che ancora oggi è ritenuto molto valido. Tra le armi famose prodotte da Mauser ci sono il famoso fucile modello 1998 a ripetizione con serbatoio a pacchetto e la pistola semiautomatica C96.

Mauser 98K
La carabina Mauser 98K.

Mauser C96
La pistola semiautomatica Mauser C96.

MAXIM
Hiram Stevens Maxim (1840-1916), ingegnere statunitense, costruì nel 1884, la celebre mitragliatrice che porta il suo nome. Si trattava di un meccanismo rivoluzionario per l’epoca, che aprì la strada verso le armi a caricamento automatico. Per riarmarsi, la mitragliatrice, faceva muovere canna e otturatore sfruttando l’energia prodotta dal rinculo dello sparo. Il tutto funzionava in modo assolutamente automatico. Date la alte temperature che si raggiungevano a causa dell’elevata cadenza di tiro, la canna della mitragliatrice era montata all’interno di un manicotto di ottone pieno di acqua.

Mitragliatrice Maxim
Hiram Maxim ritratto assieme alla sua Machine Gun. La mitragliatrice aveva un selettore che le permetteva di sparare a colpo singolo, a bassa cadenza di tiro o a 500 colpi al minuto.

MGC
MCG è l’acronimo di Model Gun Company, Azienda Giapponese produttrice di Soft-Air. La MGC è conosciuta soprattutto per la propria linea di pistole, ma, produsse anche fucili d'assalto e SMG come M16 e MP5KA4 funzionanti con un sistema ibrido di alimentazione a gas con meccanismo elettrico. La MGC produce molte pistole disegnate dal famoso Airsoft designer Tanio Kobayashi, prima che questo si mettesse per conto proprio. Attualmente la MGC è attiva soprattutto nel campo delle “Cap Firing Gun”.

MGC Heckler & Koch P7M13
La Heckler & Koch P7 M13 scarrellante prodotta dalla MGC, disegnata da Tanio Kobayashi che fondò poi la Tanio Koba.

MGC Heckler & Koch VP70
Questa Heckler & Koch VP70 è una “Cap Firing Gun”, a differenza della versione Tanio Koba che è una soft air.

MGC Ingram M11 Cap Firing Gun
Un Ingram M11 “Cap Firing Gun”. La velocità della raffica di questa riproduzione è impressionante; in pochi attimi il caricatore è scaricato e i bossoli vuoti volano dappertutto.

MGC Luger Cap Firing Gun
Una “Luger” P08 d’ordinanza tedesca della seconda guerra, con il ginocchiello aperto.

MGC Beretta M9 Cap Firing Gun
Una Beretta M9 con carrello aperto e bossolo pronto per entrare in camera di cartuccia.

MIRINO
E’ il punto di riferimento anteriore con il quale prendere la mira di un’arma da sparo. Generalmente funziona in accoppiata con la tacca di mira posteriore, all’interno della quale il mirino va traguardato per allineare la canna dell’arma al bersaglio. Il mirino può essere una semplice lamina metallica saldata alla canna, fino ad arrivare ai sofisticati mirini regolabili delle armi da tiro. Nella armi corte, il mirino è spesso dotato di riferimenti colorati o luminescenti (trizio o fibra ottica) che ne permettono la rapida acquisizione anche in condizioni di luce scarsa.
MITRA
Il mitra è un’arma automatica posta a metà strada tra il fucile e la pistola, e che generalmente utilizza le cartucce di quest’ultima. Il primo mitra moderno si può considerare il tedesco Bergmann MP18/1 ideato da Hugo Schmeisser.

Bergmann MP 18/1
Un mitra Bergmann MP 18/1

MITRAGLIATRICE
La mitragliatrice è un’arma pesante a ripetizione a tiro rapido. Le sue origini risalgono addirittura al ‘600, quando si costruivano unendo tra loro più canne, in grado di sparare una alla volta o tutte assieme. Fu solo con l’introduzione di modelli meccanici sviluppati da Gatling a partire dal 1851 che la mitragliatrice divenne un’arma efficace. Verso la fine del 1800, Maxim rese la mitragliatrice completamente automatica, sfruttando l’energia del rinculo per completare le operazioni di caricamento.

Browning M1919A4
Una mitragliatrice Browning M1919A4.

MOA
Acronimo di “minute(s) of angle”. Un minuto di angolo corrisponde ad 1/60 di grado. Si tratta di una unità di misura angolare utilizzata per indicare la precisione di un'arma. Trasformando la misura angolare in uno scostamento del punto di impatto sul bersaglio risulta che 1 MOA corrisponde a d uno scostamento 1 pollice a 100 yarde (1,048 per l'esattezza), o se preferite a 3 cm a 100 metri (in realtà 2,91 cm). Dire che un'arma ha una precisione di 1 MOA, significa che essa garantisce uno scostamento angolare della traiettoria del proiettile di 1/60 di grado, ovvero uno scostamento di 3 cm a 100 metri del punto di impatto del proiettile. In pratica un'arma che abbia una precisione di 1 MOA è in grado di produrre una rosata di 3 cm a 100 metri, 6 cm a 200 metri e così via. Alla stessa maniera si utilizza il MOA per indicare lo spostamento del reticolo di mira che si ottiene agendo sulle torrette di regolazione degli strumenti di mira ottici. I valori più rappresentativi di regolazione sono di ¼ o di 1/8 di MOA a click. Il che significa che per ogni click, il punto di impatto sul bersaglio si scosta di ¼ di MOA, ovvero di circa 6 mm a 100 metri) o di 1/8 di MOA, cioè di circa 3 mm, sempre a 100 metri.
MOLLA
Numerose sono le molle presenti nelle armi da fuoco o ad aria compressa. Generalmente questi elementi elastici vengono utilizzati negli scatti, per dare energia al cane e provocare l’innesco dello sparo, o per completare il ciclo di ricarica delle armi a caricamento automatico, solo per citare alcune applicazioni di questi indispensabili organi meccanici. Particolare importanza assume la molla per il funzionamento di armi ad aria compressa denominate “springer”, nelle quali le propulsione del proiettile avviene appunto grazie all’energia rilasciata da una molla precedentemente compressa. Una molla è identificata dalle seguenti dimensioni; il diametro del filo, il diametro esterno, il numero di spire e la lunghezza totale, che vanno dimensionati correttamente in base alle dimensioni degli altri elementi. Molta importanza hanno inoltre altri parametri, che determinano univocamente l’energia erogata dalla molla, quali i materiali con cui è costruita, i trattamenti termici e meccanici a cui è stata sottoposta e la sua finitura, come la lucidatura o la corretta innestatura (vedi) degli estremi.
MOLY
Viene detto così il grasso a base di Bisolfuro di Molibdeno, indispensabile per la corretta lubrificazione delle carabine ad aria compressa. Si tratta di una grasso ad alte prestazioni, di colore grigio scuro o nero, ed è indicato soprattutto per lubrificare parti metalliche che scorrono a contatto ad alta velocità. Vista la sua tendenza a sporcare molto le mani, e ad entrare nei pori della pelle, va utilizzato con cautela, indossando sempre i guanti. Si utilizza principalmente sulle guide e, in quantità molto ridotta, sulla guarnizione di testa del pistone. La lubrificazione delle carabine ad aria compressa, soprattutto quelle di grande potenza, che, nel nostro paese necessitano di porto d’armi, è un argomento molto delicato da affrontare. La compressione del cilindro di una springer avviene nella “fase di combustione”, del combustibile presente all’interno del cilindro, esattamente come se fosse un motore diesel. Ovvero, i vapori di combustibile, a causa dell’aumento della pressione, bruciano, facendo aumentare la temperature, e di conseguenza la stessa pressione dell’aria, aumentando così anche la pressione, quindi la potenza dello sparo. Un eccesso di lubrificante, significa un aumento di sostanza combustibile all’interno del cilindro, con conseguente fenomeno di “detonazione” invece che la semplice combustione. Questo fenomeno, conosciuto con il termine “effetto diesel” o “dieseling”, provoca, oltre ad un aumento eccessivo della velocità di uscita del pallino, a volte addirittura superiore a quella del suono con conseguente “botto” e odore di bruciato, un eccessivo aumento delle temperature interne, che possono avere ripercussioni negative sulla guarnizione, che può bruciarsi, fondersi, deformarsi o addirittura rompersi. L’effetto diesel, a causa delle basse energie in gioco non deve preoccupare i possessori di carabine di libera vendita depotenziate, ma, è comunque buona norma eseguire la lubrificazione della guarnizione di testa, utilizzando le stesse precauzioni che si prenderebbero effettuando il “relube” su un’arma a molla “full power”.
MONTECARLO
Il “montecarlo” è la parte posteriore e superiore rialzata, della pala del calcio di un’arma lunga. Le armi con montecarlo molto pronunciato, sul quale il tiratore appoggerà la guancia, sono le più adatte per l’utilizzo di un’ottica di puntamento, soprattutto de questa viene montata tramite attacchi alti. Infatti il montecarlo crea un appoggio per la guancia orizzontale parallelo con lo strumento di mira. Invece le calciature da caccia o all'inglese, più adatte alle mire tradizionali, propongono quasi sempre una linea inclinata verso il basso. Sebbene l'utilizzo principale della pala del calcio sia quello di appoggio per la guancia del tiratore, in gergo si dice che la calciatura è dotata di "poggiaguancia" o più semplicemente "guancia", solo quando la parte laterale della pala presenta un chiaro pronunciamento verso l'esterno, atto a favorire l'appoggio della guancia del tiratore da quel lato. Molti confondono i due termini, "poggiaguancia" e "montecarlo". Un calcio può essere quindi dotato di montecarlo e poggiaguancia, oppure di solo montecarlo o di solo poggiaguancia.

HW 660 Match
Questa HW 660 Match ha un calcio dotato di montecarlo regolabile.

MULTISHOT
Arma funzionante tramite caricatore a più colpi.
MUZZLE
E' il termine inglese che sta ad indicare la volata dell'arma, ovvero la parte finale della canna verso la bocca. Lettaralmente significa "museruola". (vedi "volata")
MUZZLE BRAKE
Freno di bocca (vedi).
 

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Commenti

Alessandro
18 Set 2014, 11:01
Dovrebbero rientrare nella categoria delle armi a salve, se non ricordo male negli strumenti ad emissione acustica riproducenti armi. Secondo la normativa devono avere la canna parzialmente occlusa e riportare un tappo rosso parzialmente occlusivo.

Ne comprai un esemplare molti anni fa in una armeria Italiana e aveva queste caratteristiche. Adesso non credo siano più importate. Se hanno un tappo rosso direi che non essendo armi, si possono comprare anche all'estero. L'argomento armi è comunque spinoso ed è probabile che questi oggetti siano potenzialmente fonte di guai.

Ciao
Alessandro
Mauro
18 Set 2014, 10:35
Salve, una curiosità, ma le repliche MGC Cap Firing Gun sono legali in italia? Non essendo molto reperibili bisognerebbe farsele spedire dall'estero ma il mio dubbio è se sia legale o meno. Grazie
Alessandro
21 Mag 2012, 21:03
I ricambi si possono ordinrare in qualunque armeria. Oppure c'è il solito Chambers.

http://www.gunspares.co.uk

ciao
nicola
21 Mag 2012, 19:09
vorrei aquistare una molla per la mia c arabina norica come posso farlo vi prego di informarmi o mandarmi un link.grazie
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