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AZGUNPEDIA D (DAO ... DIABOLO)

L'AZGunPedia è l'enciclopedia delle armi da fuoco e ad aria compressa. Siamo arrivati alla lettera D. Sapete come mai il pallino di un'arma ad aria compressa dalla forma a clessidra si chiama "diabolo" o "diablo"? Oltre a questo le definizioni di decalibrato, delayed blowback, dente di scatto, depotenziata, deringer e deriva.
DAO
DAO è un acronimo usato per il termine inglese “Double Action Only”. Con questa definizione si identifica quella categoria di pistole automatiche funzionanti in sola doppia azione. Questo tipo di armi è stato introdotto solo di recente, per essere utilizzato soprattutto come arma per le forze di polizia e di vigilanza. Dopo lo sparo il cane della pistola funzionante in DAO viene automaticamente disarmato, e per sparare un nuovo colpo, occorre agire sul grilletto, sempre in doppia azione. In nessun caso il cane potrà essere armato manualmente per sparare in singola azione. A tale scopo, i modelli di armi a cane esterno, nella versione DAO hanno il cane tagliato, cioè privato della cresta. Questo accorgimento evita anche che il cane possa impigliarsi negli abiti durante l'estrazione rapida. La corsa lunga del grilletto e la durezza dell'azione, rendono l'arma meno veloce e precisa nell’uso, ma, ne permettono l’utilizzo anche a personale scarsamente addestrato, in quanto un grilletto più duro riduce drasticamente la possibilità di partenze accidentali dei colpi. Molte armi a CO2, economiche, funzionano solo in doppia azione.
DAISY
La “Daisy Outdoor Products” con sede a Rogers, in Arkansas, è una fabbrica specializzata in armi ad aria compressa. L’azienda ha sempre prestato particolare attenzione al mercato dei giovanissimi, producendo molte carabinette, per lo più a canna liscia, appositamente realizzate con finalità propedeutiche al tiro con arma lunga. Non mancano però altre gamme di prodotti, come la “Daisy Powerline”, nella quale è possibile trovare pistole e fucili, di costo più che abbordabile, adatte ad un pubblico adulto, oppure i fucili della serie “Winchester”, o ancora, fucili e pistole di precisione della linea “Avanti”.
Daisy Powerline 008
La Daisy Powerline 008, una accattivante pistola a CO2 a 8 colpi, funzionante con il classico tamburino.
DAisy Powerline 5501
La Daisy Powerline 5501, è invece una Blowback CO2 con caricatore da 15 colpi BB.
DECALIBRATO
Si dice “decalibrato” un proiettile realizzato appositamente in un calibro più piccolo rispetto a quello nominale della canna, contenuto in un involucro di materiale sintetico del calibro giusto, detto “sabot”. Il materiale da cui è formato l’involucro esterno, offre una resistenza allo sfregamento ridotta, rispetto alla normalità, rendendo il proiettile molto più veloce. Inoltre, è possibile realizzare palle con materiali molto duri, come ad esempio l’acciaio, senza che questi rovinino la rigatura della canna. Questo tipo di munizionamento è disponibile oltre che per le armi da fuoco, anche per le armi ad aria compressa che sparano diaboli in calibro 4,5 o 5,5 mm. Il proiettile, generalmente in acciaio, dotato quindi di un alto potere dirompente, è avvolto da un involucro di teflon, che ne garantisce la corretta rotazione guidata dalla rigatura della canna, e al contempo un attrito bassissimo che ne aumenta le proprietà balistiche. In ambito militare, sono stati studiati speciali proiettili decalibrati a forma di piccole frecce, molto micidiali, perché in grado di raggiungere velocità impensabili con le normali palle.
DEFLAGRAZIONE
Si tratta di una combustione rapida, ma comunque controllabile, cioè non così immediata da generare un’esplosione dirompente. Le sostanze esplosive che bruciano in questa maniera, si dicono “polveri da lancio” o “polveri propellenti”, e sono quelle usate nelle armi da fuoco per far partire il colpo. Gli esplosivi usati per accendere le “polveri da lancio”, sono detti invece “detonanti”, e sono contenuti nella sola capsula di accensione.
DEFLETTORE DI BOCCA
Il deflettore di bocca è un dispositivo che si applica alla volata delle armi ed ha il compito di convogliare all'esterno i gas che precedono e che seguono il proiettile, in modo che non provochino turbolenze nel momento in cui lo stesso proiettile lascia la bocca dell'arma. Tali turbolenze spesso sono reponsabili di deviazioni di traiettoria indesiderate, che potrebbero allargare la rosata, peggiorando la precisione dell'arma. Si tratta di un concetto un po' differente da quello di " freno di bocca" (vedi) che ha il compito di ridurre il rinculo, e da quello di "compensatore" (vedi) che invece riduce il rilevamento (impennata) dell'arma. Entrambi i dispositivi, sfruttando la deviazione dei gas prodotti dallo sparo, hanno anche funzione di deflettore di bocca. Ma non è necessariamente vero il contrario. Il concetto di deflettore di bocca è più adatto a descrivere i terminali forati che si applicano alla volata delle armi ad aria compressa, che presentano rilevamento e rinculo virtualmente nulli, e che quindi hanno il solo scopo di limitare le turbolenze causate dall'aria che segue e che precede il proiettile nel momento dello sparo.
DEHORNING
Operazione che consiste nella smussatura di tutti gli spigoli vivi di una superficie. Vengono smussati gli spigoli taglienti di quelle armi da fianco, generalmente pistole, destinate al porto (carry), specie se occulto. L'arrotondamento di tutte gli spigoli netti riduce notevolmente la possibilità che la pisola possa impigliarsi negli abiti e nella stessa fondina, durante l'astrazione. Sebbene si tratti in genere di una modifica personalizzata, alcune case produttrici di armi realizzano delle versioni apposite, adatte appunto al porto in borghese, con gli spigoli già smussati.
DELAYED BLOWBACK
E’ un tipo di chiusura, per armi automatiche o semiautomatiche, nella quale, l'apertura dell'otturatore in piena sicurezza non avviene facendo rinculare canna e otturatore in maniera solidale, per un più o meno breve tratto, ma, si ottiene ritardando l'apertura dell'otturatore, rispetto alla canna, che è di tipo fisso. Di solito, il sistema di “ritardo” dell’apertura dell’arma, si ottiene tramite un sistema a “presa di gas”, o a “sottrazione di gas”, che sfrutta i gas stessi della combustione della polvere propellente. Un vantaggio di questo sistema, oltre ad avere la canna fissa, è una certo smorzamento del rinculo, visto che parte della forza che spinge indietro l’arma è utilizzata per sbloccare canna e culatta. Uno svantaggio, invece, è rappresentato dal fatto che una scarsa manutenzione, potrebbe bloccare l’otturatore, causando l’inceppamento totale, oppure bloccare il sistema di chiusura, impedendo così il ritardo di apertura dell’otturatore. Tra le armi che utilizzano il sistema a “presa di gas” segnalo molti fucili d’assalto moderni, come l’M16 o lo Steyr AUG, mentre tra le pistole, la più famosa è senza dubbio la IMI (oggi IWI) Desert Eagle. Si vedano anche i termini “chiusura”, “chiusura labile”, “chiusura stabile” e “Gas operated”.
Desert Eagle
La IMI (oggi IWI) Desert Eagle, è un tipico esempio di funzionamento “Delayed Blowback” che utilizza una presa di gas per ritardare l’apertura dell’otturatore.
DENTE DI SCATTO
Si tratta di un dente presente nella parte finale della leva di scatto, o leva di rinvio del grilletto, che si aggancia al corrispondente dente nel cane o del percussore, e che ne determina lo sgancio.
DENTIERA
E’ un particolare situato nella parte posteriore del tamburo. E’ un rilievo circolare sul quale sono ricavati i denti che, impegnati dal “bocciolo” permettono la rotazione del tamburo quando si arma il cane.
Dentiera di un revolver
La dentiera di un moderno revolver.
DEPO - DEPOTENZIATA
Con i termini “depotenziata”, o, più semplicemente “depo” si intendono quelle armi ad aria compressa che, per rientrare nei termini della legge italiana (Art. 11 Legge 526/1999) sulle armi liberalizzate, subiscono modifiche meccaniche al sistema di propulsione del pallino, rispetto ai modelli originali. Le corrispondenti armi ad aria compressa a piena potenza, che necessitano del porto d'armi per essere acquistate, vengono invece denominate “full”. Il sistema di depotenziamento delle armi AC, atto a diminuire l'energia cinetica del proiettile misurata alla bocca, che per la legge italiana non deve superare i 7,5 Joule, viene effettuato quasi esclusivamente su carabine springer. Sistemi PCA e PCP, destinati ad un utilizzo agonistico, difficilmente superano i limiti previsti dalla legge italiana, anche se non mancano armi PCP, soprattutto lunghe, in grado di raggiungere energie altissime. Stessa cosa dicasi per le armi da divertimento funzionanti tramite capsule di CO2 e le pistole a molla, per ovvi motivi dimensionali. Il depotenziamento di una carabina springer segue due filosofie distinte; nella maggior parte dei casi, il produttore, o l'importatore, si limita a sostituire la molla con una dotata di un minore numero di spire, tagliata o comunque meno potente. In alternativa a questo metodo, alcuni produttori praticano un piccolo foro sulla testa del pistone, in modo da far defluire parte dell'aria compressa e limitare la portata dell'aria che andrà a spingere il pallino. Questo sistema è utilizzato principalmente dalle spagnole “Gamo” e “Norica”. Nel linguaggio comune l'uso del termine “depo” si è allargato a qualunque arma ad aria o gas che rientri nei limiti della legge sulla liberalizzazione, anche se molte di queste armi non hanno affatto subito un processo di adeguamento della potenza, nascendo già con energia non superiore a 7,5 Joule.
Pistone depotenziato Gamo
Il pistone di una Gamo CF-20 “depo”. Si noti il foro presente sulla faccia anteriore, il cui scopo è quello di far defluire perte dell'aria compressa. Tale foro è ovviamente assente nella versione “full” della stessa carabina.
DERINGER - DERRINGER
Henry Junior Deringer, armaiolo statunitense, di Philadelphia. Famoso nel 1800 per le sue pistole ad avancarica, tascabili, di piccole dimensioni, tanto che il nome “Deringer” è nel tempo diventato il sinonimo di “piccola pistola”. Deringer non ha mai costruito armi a retrocarica, ma, ci pensarono altri, a costruire piccolissime pistole a retrocarica, solitamente dotate di due canne, e a dargli, il suo nome, per aumentarne le vendite. Il nome commerciale venne storpiato, per ovvie ragioni legali, aggiungendovi una “R”. I modelli “Derringer”, diventarono ben presto molto più famosi degli stessi “Deringer”, e questo nome fu così utilizzato da molte fabbriche di armi, anche famose, quali Colt e Remington, per identificare le proprie pistole tascabili, a due canne sovrapposte, generalmente caricabili inclinando le canne verso l’alto.
Deringer
Una coppia di pistole ad avancarica “Deringer”.
Derringer
Sfruttando il nome di “Deringer” alcuni armaioli costruivano delle pistole tascabili a retrocarica, a due canne, dandogli il nome di “Derringer”. Questa è una rara Remington Derringer calibro .41
DERIVA
Con il termine “deriva” si intende lo scostamento laterale del proiettile, rispetto alla linea di mira ideale. La deriva di un proiettile è influenzata dalla rotazione terrestre, dal moto rotatorio che il proiettile assume per effetto della rigatura (effetto Magnus) e dal non perfetto allineamento del suo baricentro con l’asse della canna. Questi fenomeni portano ad una deviazione laterale della traiettoria del proiettile che andrà a sommarsi alla ben più consistente deviazione dovuta all'azione del vento. Il vento non influenza la traiettoria del proiettile in ragione della sola deriva, come si potrebbe ingenuamente pensare, ma anche per quanto riguarda l'alzo. Ovviamente la deviazione causata dal vento non è quantificabile in misura fissa, ma va valutata di volta in volta, a seconda della velocità e della direzione del vento. Occorre molta esperianza di tiro a lunga distanza per compensare adeguatamente l'influenza del vento sul tiro. Il tiratore esperto riesce a "leggere" l'azione del vento dal modo in cui interagisce con l'ambiente circostante.
La "regolazione della deriva" è la regolazione dello scostamento laterale dell'organo di mira. Un organo di mira regolabile è generaralmente registrabile sia in alzo che appunto in deriva. In inglese si indica con il termine "windage".
DETONAZIONE
Si tratta di un’esplosione molto rapida, con effetto dirompente, inadatta al lancio del proiettile, ma molto utile per innescare l’accensione delle polveri contenute nelle cartucce. Le sostanze “detonanti”, sono quindi contenute all’interno delle capsule di accensione dei moderni proiettili metallici.
DIABOLO - DIABLO
Vengono definiti così i pallini calibro 4,5 e 5,5 mm specifici per aria compressa a causa della loro forma che ricorda vagamente appunto un “diabolo” o "diablo". Il diablo è uno strumento da giocoleria che ha una forma geometrica simile ad una clessidra formata da due semisfere unite tra di loro per i poli. Generalmente i “diabolo” sono lunghi, svasati al centro, con la parte posteriore cava, che migliora la spinta dall’aria, e un’ampia gonna che si impegna nella rigatura dell’anima della canna. La parte anteriore può indifferentemente essere di tipo piatto (wadcutter), a punta (pointed), a punta cava (hollow) o semisferica (round nose o domed).
Dynamit Nobel Geco
Una confezione di “diabolo” a testa piatta per armi ad aria compressa calibro 4,5 mm.
Il diablo moderno è un attrezzo da gioco che è l'evoluzione dell'antico yo-yo cinese, che anticamente aveva la parte centrale più lunga. Nel diablo occidentale la parte centrale sparisce quasi completamente e i due dischi sono stati sostituiti da 2 semisfere. La parte centrale forma una gola che scorre su di un cordino di circa un metro, che il giocoliere controlla tramite l'uso di due bastoncini legati alle sue due estremità. Muovendo sapientemente le bacchette si realizza la rotazione dell'attrezzo e si eseguono diverse figure ed esercizi.
Dynamit Nobel Geco
Il gioco del Diablo.

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