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AZGUNPEDIA COLT 1911 LA STORIA

Ha compiuto 100 anni, la 1911 e ancora non li dimostra. E' stata la prima pistola semiautomatica di grosso calibro moderna. Il suo progetto è talmente moderno che assorbe ancora oggi buona parte del mercato delle pistole di grosso calibro. Il suo sistema di funzionamento è alla base della quasi totalità della pistole prodotte oggigiorno. Una lunga pagina dedicata alla sua storia.
COLT 1911: La storia, John Moses Browning e lo sviluppo della prima pistola semiautomatica moderna.
Alla fine del 1800, in Europa c'era un grande fermento di idee e innovazioni che portarono in breve tempo alla nascita delle prime pistole automatiche. I primi modelli, benché spesso rozzi e scarsamente funzionali, ebbero da subito un buon riscontro commerciale. In America invece, le cose procedevano con maggiore lentezza. Gli americani si dimostravano ancora affezionati ai loro revolver, che in effetti avevano già acquisito da tempo una funzionalità e una affidabilità ineccepibile, caratteristiche che la neonata pistola automatica era ancora ben lontana da raggiungere. L'unico inventore che dimostrava un certo interesse per questo campo, fu il solito John Moses Browning, considerato ancora oggi un vero e proprio genio, in questo campo. In effetti l'inventore mormone aveva già sviluppato una mitragliatrice che era stata adottata dall'esercito americano nel 1895, e in seguito aveva registrato diversi brevetti per realizzare delle semplici pistole a chiusura labile. La Colt, come da tradizione, voleva un modello di grande potenza, quindi funzionante a otturatore chiuso, che fosse adatto in previsione di una eventuale adozione da parte dell'esercito. Perché come diceva spesso lo stesso Samuel Colt, fondatore della fabbrica d'armi più famosa al mondo, “è con le commesse governative che si fanno i soldi”. John Moses, aveva già presentato qualche idea per una pistola automatica che sfruttava i gas di scarico dello sparo per muovere l'otturatore, utilizzando le stesse idee di base che aveva utilizzato per sviluppare per sua mitragliatrice, e già nel 1895 aveva realizzato un prototipo della pistola. In Europa erano già stati presentati diversi prototipi, disegnati da Bayard, Bergmann, Borchardt, Mauser e Schwarzlose, e alcuni di questi, come la pistola Borchardt del 1893 e la pistola Mauser del 1896 furono addirittura prodotte e messe in commercio, in quanto avevano un funzionamento ritenuto più che soddisfacente. Erano tutti modelli dall'aspetto decisamente rozzo e sgraziato, difficili da impugnare e da portare. Erano ben lontani dall’idea che abbiamo oggi di pistola; secondo i canoni odierni, queste potevano essere considerate al più come piccole carabine, abbastanza occultabili. Al contrario, John Moses Browning, già nel suo primo tentativo, aveva realizzato una pistola esteticamente ben fatta, molto vicina ai canoni estetici e operativi delle moderne pistole automatiche, con un'impugnatura ben modellata e giustamente inclinata, e con canna e telaio di dimensioni al porto e all'utilizzo in scenari di veloci scontri ravvicinati.
Primo prototipo di automatica ideato da Browning
Il primo prototipo di pistola automatica creata da John Moses Browning nel 1895.
Browning però, voleva studiare la sua pistola automatica dall'inizio, sviluppando i suoi brevetti per le pistole a chiusura semplice, e siccome la Colt non era interessata a questo tipo di arma, l’inventore decise di trasferirsi in Belgio, dove stipulò un contratto di collaborazione con la FN. Alla Fabrique Nationale de Herstal, Browning cedette i suoi brevetti per iniziare la commercializzazione le sue pistole in Europa. Parallelamente John Moses continuò la sua collaborazione con la Colt nel tentativo di realizzare una pistola di grosso calibro a culatta chiusa. La FN produsse il primo modello Browning già nel 1898, e questa, dopo varie prove, venne adottata dall'esercito Belga nel 1900, nonostante sparasse una cartuccia da 7,65 mm molto leggera e poco potente. Il modello 1900 era una pistola semplice e robusta, e godette immediatamente di un buon successo commerciale.
Esploso FN Browning 1900
L'esploso del modello 1900. Notate la molla di recupero sopra la canna, l'otturatore , fissato al carrello tramite due grosse viti e la finestra d'espulsione sul fusto.
Pur avendo un aspetto molto simile a quello delle pistole automatiche odierne, il suo funzionamento era ancora abbastanza complicato, e la sua produzione costosa. La pistola era alimentata tramite un caricatore posizionato nell'impugnatura, contenente sette cartucce in calibro 7,65x17 mm (7,65 Browning o .32 ACP), aveva un peso di 625 grammi e una canna da 102 mm, dotata di rigatura destrorsa a 5 scanalature.
FN Browning 1900
La FN Browning modello 1900.

Il nuovo modello di pistola apparve sotto il nome di modello 1903 o “Modèle de Guerre”, e si può considerare a tutti gli effetti la prima pistola automatica moderna, nella sua forma più semplice e funzionale. Questa è formata da 3 parti distinte; la canna, il carrello e il fusto. Canna, fusto e carrello otturatore sono tenuti assieme attraverso tre tenoni di chiusura ricavati sotto alla camera di cartuccia, che si avvitano a dei corrispondenti risalti presenti nel fusto. In questa maniera, canna e telaio sono rigidamente solidali tra loro, mentre il carrello otturatore è libero di muoversi scorrendo su guide ricavate su di esso e sul telaio. Una robusta molla di richiamo, posizionata sotto la canna, si occupa di fare tornare in batteria l'arma dopo lo sparo. E' alla resistenza esercitata da questa, e alla massa stessa dell'otturatore, a cui viene affidata la temporanea chiusura dell'arma al momento dello sparo. Questa chiusura, denominata “semplice”, “labile”, “a massa” o più comunemente “blowback”, risulta sufficientemente robusta da scaricare una cartuccia da 9 mm, chiamata 9 mm Browning Long. La cartuccia era di forma simile alla 9 mm Parabellum, solo con palla arrotondata e carica di lancio ridotta, ed era stata studiata dallo stesso Browning per essere la più potente possibile utilizzabile in tutta sicurezza da una pistola con chiusura labile. Il caricatore, che era posizionato come al solito all'interno dell'impugnatura, conteneva sette cartucce, la pistola pesava 930 grammi ed era lunga 208 mm di cui 128 erano di canna rigata.

FN Browning 1903
La FN Browning 1903.
L'arma si smontava facilmente nei suoi tre componenti, per eseguire normali operazioni di manutenzione e pulizia, semplicemente arretrando leggermente il carrello, e bloccandolo sollevando la leva della sicura su di un intaglio posto a metà carrello. In questa maniera la canna risultava parzialmente esposta, e una volta fatta ruotare di circa 90 gradi, la si poteva svincolare dai tenoni di blocco ricavati nel fusto. Quindi bisognava sbloccare il carrello abbassando la leva della sicura, e far scivolare il complesso canna/carrello in avanti, separandolo dal fusto. Era presente un cane, ma questo, tenendo fede all’idea che una pistola automatica dovesse limitare al minimo indispensabile le azioni da far compiere al tiratore, era nascosto all’interno del carrello. Per preparare la pistola all’uso, occorreva caricare il caricatore con le cartucce, quindi inserirlo all’interno dell’impugnatura, afferrare con forza il carrello all’altezza degli intagli di presa, tirarlo all’indietro fino a quando non si fosse fermato a fondo corsa, e subito dopo rilasciarlo in modo che tornasse automaticamente al suo posto. In questa maniera, la prima cartuccia presente all’interno del caricatore veniva inserita all’interno della camera di scoppio, e il cane armato e pronto allo sparo. Se a questo punto si desiderava portare la pistola in sicurezza, occorreva spostare in alto la leva della sicura, presente nella parte finale del fusto, bloccando in tale modo sia la catena di scatto che il carrello. Per sparare bisognava, al momento dell’estrazione dell’arma, disinserire la sicura, e poi premere il grilletto. In ogni caso, sebbene la leva della sicura fosse posizionata in modo che venisse naturale appoggiarvici sopra il pollice, subito dopo l'estrazione, e opportunamente zigrinata per favorirne la presa, era anche piuttosto piccola e piatta, e il suo azionamento poco agevole. Al momento dello sparo, il carrello otturatore veniva spinto con forza all’indietro, mentre l’unghia estrattrice trascinava con se il bossolo appena sparato, il quale colpendo l'espulsore, veniva deviato con forza fuori dalla finestra presente sul lato destro del carrello. Intanto che il carrello arretrava, la molla di recupero si comprimeva. Una volta giunto a fondo corsa, il carrello veniva richiamato in avanti dalla molla di recupero, e durante la sua corsa di ritorno, trascinava con se una cartuccia dal caricatore, se questa era presente, e la portava all’interno della camera di scoppio. Nel caso non ci fossero più cartucce nel caricatore, lo stesso elevatore delle cartucce del caricatore, faceva sollevare una leva, alloggiata sul lato destro del castello, la quale ingaggiava un apposito incavo ricavato nel carrello, bloccando l’otturatore in apertura e segnalando al tiratore che la pistola era scarica. Per far ritornare il carrello in chiusura occorreva tirare all’indietro il carrello, dopo aver rimosso il caricatore, o dopo averne inserito uno carico. Quella che in futuro sarebbe diventata la leva dello "slide-stop ” infatti, anche se era esterna, si trovava sul lato destro della pistola, ed era completamente piatta e priva di intagli che ne permettessero un qualche tipo di azionamento manuale.
FN Browning 1903
Il lato destro della FN Browning 1903. Notate la leva che blocca il carrello aperto a fine colpi. Questa è posizionata sul lato destro anziché sul sinistro, ed è completamente piatta, quindi praticamente inutilizzabile. In effetti, per riportare il carrello in posizione era necessario tirarlo indietro, dopo aver tolto o sostituito il caricatore.
L’arma era semplice da produrre, facile da usare, perfetta come dimensioni ed ergonomia, di facile smontaggio e manutenzione, ma soprattutto era, nonostante sparasse una cartuccia non troppo potente, adattissima all’uso militare. Tanto che il Belgio la adottò per sostituire il modello del 1900, e lo stesso fece l’esercito svedese, che continuò a fabbricare la pistola fino al 1941. In effetti con questa pistola, John Moses Browning creò quella che, a tutti gli effetti, diventò “LA” pistola automatica moderna, sia per dimensioni, peso, aspetto esteriore, funzionamento, operatività, disposizione dei comandi, e portabilità. Tutte le pistole automatiche odierne, sono in effetti molto simili a questa. Non stupisce che, anche per disegnare il suo modello a culatta chiusa per la Colt, Browning volle mantere l’impostazione generale che aveva studiato per questa pistola. La FN produsse e vendette milioni di queste pistole, e si calcola che per ogni FN modello 1903 originale prodotta, ne furono costruite almeno 20 esemplari “pirata”, fabbricati perlopiù in Spagna, nazione che aveva una particolare legislazione riguardante i brevetti. Copiare la semplice e funzionale pistola creata da Browning diventò ben presto una vera e propria manna, per la piccole fabbriche artigianali spagnole, che fino a quel momento producevano rivoltelle economiche e di scarsa qualità. Soddisfatto del proprio lavoro, John Moses Browning tornò ad occuparsi a tempo pieno del progetto che stava portando avanti parallelamente oltreoceano; la creazione di una pistola di grosso calibro per la Colt, da vendere all’esercito degli Stati Uniti. Il suo progetto, riuscì talmente bene, che ancora oggi la quasi totalità delle pistole di grosso calibro, hanno l’aspetto, l’organizzazione meccanica generale e il tipo di funzionamento della pistola che creò per l’esercito americano. Quella pistola è la mitica Colt 1911.
Esploso FN Browning 1903
Un esploso della pistola Browning modello 1903. Si noti l’organizzazione meccanica della pistola, la stessa che ancora oggi è alla base di ogni pistola automatica moderna.
Già nel 1897 Browning aveva disegnato una pistola a chiusura stabile, che venne effettivamente prodotta dalla Colt con il nome di modello 1900. La pistola aveva la classica operatività pensata dall’inventore, ovvero un telaio con caricatore inserito all’interno del calcio e un pesante carrello otturatore formato da tutta la parte superiore dell’arma, che scorreva su guide sopra al telaio per completare le operazioni del ciclo di sparo, che consistevano nell'espulsione del bossolo spento e nel camerare un nuovo proiettile. Rispetto ai semplici modelli a rinculo prodotti per i belgi, questo modello però non poteva avere la canna semplicemente incernierata al castello, ma doveva avere un sistema che permettesse a canna e otturatore di rinculare in maniera solidale e ben bloccata, giusto il tempo necessario a permettere l'apertura della culatta in tutta sicurezza, e poi lasciare libero l’otturatore di completare il ciclo di ricarica della pistola.
Disegno Browning 1897
Il modello di pistola disegnato da Browning nel 1897 e prodotto da Colt nel 1900, rappresenta il primo passo verso la Colt 1911, la mitica pistola in calibro 45 ACP, rimasta in servizio fino al 1985, quando fu sostituita dalla nostra Beretta 92 FS.
Il sistema ideato da Browning, già molto simile a quello che poi diventò definitivo con il modello del 1911, consisteva in una canna incernierata tramite due biellette al telaio, una disposta in prossimità della volata, e una sotto la camera di cartuccia. La chiusura con il carrello otturatore era ottenuta grazie ad una serie di risalti semilunari ricavati sopra la canna, immediatamente sopra la camera di cartuccia. Questi tenoni, si incastravano perfettamente all’interno di corrispondenti incavi semicircolari ricavati dal pieno nella parete superiore del carrello otturatore, assicurando che i due elementi fossero ben saldi tra di loro al momento dello sparo. L’apertura, ovvero la separazione tra canna e carrello, avveniva grazie all’arretramento del sistema canna/carrello, dovuto al rinculo. Durante la sua corsa retrograda, le due biellette, che fissavano la canna al telaio, ruotando, costringevano la canna via via ad abbassarsi, fino al liberare i risalti della canna dai corrispondenti incavi del carrello. Quando questo avveniva, la canna urtava sul telaio fermandosi, mentre il carrello libero di continuare la sua corsa, espelleva il bossolo “spento”, armava il cane, e una volta giunto anch’esso a fine corsa, ritornava indietro, “colpiva” la prima cartuccia del caricatore, se essa era presente, e la spingeva in canna, in modo che la pistola fosse nuovamente pronta allo sparo. Operativamente il modello Colt 1900 non differiva affatto dal modello FN 1903; per caricare la pistola, dopo aver inserito il caricatore, occorreva scarrellare manualmente l’arma per inserire una cartuccia carica in canna e armare il cane. Le uniche differenze erano dovute al fatto che in questo caso, il cane era esterno. Questa pistola poteva essere portata carica, sia con il cane armato e la sicura inserita, sia con il cane abbassato, che in questo caso doveva essere necessariamente armato con il pollice prima di esplodere il primo colpo. Il cane esterno era preferito dai militari americani, perché in questa maniera era possibile rendersi conto immediatamente se la pistola fosse pronta o meno allo sparo. In questo modello non era previsto che il carrello rimanesse aperto a fine colpi. Rispetto al semplice modello a chiusura di massa, la Colt era però piuttosto difficile da smontare per eseguire una corretta manutenzione, anche se il suo funzionamento era già ritenuto molto affidabile se confrontato con le pistole di grande potenza costruite in Europa. La pistola sparava una cartuccia calibro .38 creata appositamente, denominata 38 ACP. Il caricatore era capace di contenere sette colpi. La pistola fu prodotta in circa 12000 esemplari, dei quali 210 andarono all’Esercito e 70 alla Marina degli Stati Uniti, che la valutarono in previsione di una adozione ufficiale.
Colt 1900
La Colt modello 1900, fu la prima pistola automatica a chiusura stabile prodotta da Colt. Il calibro era il 38 ACP, che era ritenuto troppo piccolo dall’Esercito Americano.
I militari riscontrarono alcuni difetti, quali il porto non sicuro dell’arma con il cane abbassato su una camera di cartuccia carica, e la mancanza di una segnalazione di fine colpi. La Colt produsse quindi il modello 1902, variando leggermente il 1900. Venne introdotto il percussore inerziale, eliminando così il difetto del porto non sicuro della pistola carica con il cane abbassato. In effetti nel modello del 1900, il percussore fuoriusciva dal telaio, e spinto dal cane in posizione abbassata, premeva contro la cartuccia che era in camera. Il percussore ad inerzia, era invece più corto del precedente, e in condizioni di riposo non spuntava affatto dal telaio della pistola. Dato che il cane durante lo sparo spingeva con forza il percussore, esso colpiva ugualmente la capsula di accensione del proiettile, per inerzia, provocando l’innesco, e immediatamente dopo ritornava indietro, richiamato dalla sua molla, all’interno del telaio. La pistola fu inoltre dotata di un piccolo fermo esterno, azionato dall'elevatore delle cartucce, che bloccava il carrello in posizione aperta nel caso fossero finiti tutti i colpi all'interno del caricatore.
Colt 1902 Military model
La Colt 1902 military model, a carrello aperto.
Il modello 1902 era un’ottima pistola e rimase in produzione fino al 1929. La pistola era lunga 229 mm, con una canna rigata di 152 mm, e pesava 1077 grammi. L’esercito Americano si dimostrò interessato ma non l’adottò. Il proiettile .38 ACP, non era all’altezza del più performante 9 mm Luger in uso in Europa. L’esercito degli Stati Uniti, dopo alcuni studi portati a termine dalla famosa commissione Thompson-La Garde, decise che nessun calibro inferiore al .45 sarebbe stato preso in considerazione per una adozione militare. L'esercito americano era a quel tempo impegnato nelle Filippine a sedare la rivolta della tribù dei Moro. I guerrieri di questa tribù, armati solamente di lance e lunghi coltelli, sotto l'effetto di droghe, in estasi religiosa, e fasciati con stretti bendaggi che proteggevano gli organi vitali e fermavano le emorragie, erano in grado di resistere a numerosi colpi di arma da fuoco, prima di cadere. Le rivoltelle calibro .38 Long Colt, e i fucili Krag calibro .30, in dotazione ai soldati americani, si erano rivelati drammaticamente inadatti a respingere le furiose cariche di questi guerrieri, tanto che l’esercito era dovuto correre ai ripari rifornendo i suoi battaglioni con i vecchi revolver “Single Action” in calibro 45 a polvere nera.
Disegno Colt 1902
Un disegno dell’epoca mostra il funzionamento del modello 1902.
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