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SCHEDE
 
 
 

AZGUNPEDIA C (CARRELLO ... COLT)

L'AZGunPedia è l'enciclopedia delle armi da fuoco e ad aria compressa. Ancora lettera C, con carrello, cartella, cartuccia, cilindro, coefficiente balistico. Vediamo la differenza che corre tra la chiusura di un'arma corta semiautomatica, che può essere labile o stabile, ed infine introduciamo la descrizione della Colt, la fabbrica di armi americana più famosa al mondo.
CARRELLO
Nelle pistole automatiche il “carrello” è quella slitta superiore che scorre sulle guide del fusto, e che ha la funzione di otturatore dell’arma. Questo ha il compito di chiudere posteriormente la camera di scoppio della canna, quindi di aprirsi espellere il bossolo spento ed infine inserire il nuovo colpo in canna prima di richiudersi sulla canna.
CARTELLA
E’ quella piastra d'acciaio, che serve a tenere unite le varie parti che compongono il meccanismo di scatto. Il termine militare di questo elemento è “piastra”, e si dice quadra se la sua superficie esterna è piana e tonda se la superficie è bombata.
cartella Snider Nepalese
La cartella di un fucile ad avancarica.
CARTUCCIA
La cartuccia è l’insieme di bossolo, polvere, innesco e proiettile. Il nome cartuccia, deriva da “carta”, perché anticamente identificava quei piccoli pacchettini di carta che contenevano la giusta quantità di polvere da inserire nelle bocca delle armi ad avancarica. Anche le prime cartucce per le armi a retrocarica erano fatte di carta. Il percussore, dalla particolare forma ad ago, forava la carta fino a raggiungere l'innesco che era posizionato sul fondo del proiettile.
Colt 1911-A1 con Winchester .45 ACP
Una confezione di cartucce Winchester calibro .45 ACP. Si tratta di cartucce di tipo “centerfire” (vedi)
CASSA
La cassa di un fucile è l’intelaiatura metallica dentro la quale si trovano tutti i meccanismi che formano lo scatto. Spesso è usata come sinonimo di “calciatura”, ma in realtà è tutta la parte interna alla calciatura.
CASTELLO
E' la parte dell'arma che contiene tutti i meccanismi, di armamento, scatto e alla quale è collegata la canna. Nelle pistole automatiche, nel castello sono presenti anche le guide di scorrimento del carrello. Nella armi corte spesso il termine “castello” è utilizzato come sinonimo di “fusto”, in quanto il castello è in genere solidale all'impugnatura.
CENTERFIRE
Con questo termine si identificano le cartucce a bossolo metallico, che hanno l'innesco costituito da una capsula posta al centro della fondello del bossolo.
CHIUSURA
Si identifica con il termine “chiusura” il meccanismo atto a bloccare la canna con la culatta in maniera solidale durante lo sparo, in un'arma a retrocarica. In un’arma che sfrutta il munizionamento a cartuccia metallica a retrocarica, la canna e la culatta non posso essere saldate tra di loro, ma al contrario devono potersi aprire, per permettere la ricarica della cartuccia. Nelle armi a caricamento manuale la chiusura viene movimentata direttamente dal tiratore quando carica un nuovo proiettile in canna. Nelle armi a caricamento automatico, i meccanismi di chiusura e apertura tra la canna e la culatta/otturatore rappresentano il fulcro del funzionamento, ed avvengono in maniera automatica.
CANNA
La “canna” rappresenta il cuore di un'arma da sparo. E' quell'elemento cilindrico in cui avviene l'esplosione della polvere da sparo, o nella quale viene iniettato il gas in pressione, nelle armi a gas, e che successivamente accelera il proiettile e lo lancia nella la giusta direzione. La canna può essere ad anima liscia o rigata. La rigatura della canna, consiste in una serie di solchi paralleli, di andamento a spirale, nei quali si impegna il proiettile, durante il suo percorso all'interno della canna, e che gli imprimono un moto rotatorio attorno al proprio asse, stabilizzandone la traiettoria ed aumentandone la precisione.
CHIUSURA A MASSA O LABILE
E' il tipo di chiusura per le pistole automatiche più semplice. Il carrello e la canna al momento dello sparo, sono tenuti uniti solo dal peso del carrello otturatore, dalla forza della molla di richiamo, e dalla forza praticata dal cane che batte contro l'otturatore. Questo tipo di chiusura è adatto solo per sparare munizioni di scarsa potenza, ovvero che sviluppino, al momento dello sparo, basse pressioni all'interno della camera di scoppio. Se si sparassero munizioni molto performanti, quali il 9 mm parabellum o il 45 ACP con un'arma a chiusura labile, la fiammata dovuta allo sparo, i frammenti della polvere, e frammenti di bossolo, uscirebbero immediatamente e con forza eccessiva dalla finestra di espulsione, mettendo a rischio l'incolumità del tiratore e dell'arma stessa.
FN Browning BDA
Una pistola automantica di piccolo calibro, solitamente, funziona mediante una semplice chiusura labile.In questo caso si tratta di una FN Browning BDA in calibro 9mm corto.
CHIUSURA GEOMETRICA O STABILE
Per poter sparare un munizionamento potente ed adeguato con un'arma automatica, è necessario trovare un sistema efficace e robusto, per ritardare l'apertura tra la canna e l'otturatore, in modo che la pressione all'interno della camera di cartuccia sia diminuita entro certi livelli ritenuti sicuri. L’apertura tra canna e culatta, è necessaria per permettere il caricamento automatico della munizione. Generalmente, tali meccanismi prevedono che la canna e il carrello, spinti dalla forza di reazione dello sparo, rinculino assieme per un certo tratto, e che poi si separino, per permettere il completamento del ciclo di ricarica, quando ormai la pressione all'interno della camera raggiunga il livello di sicurezza. I vari sistemi di chiusura stabile o geometrica di un’arma automatica o semiautomatica, possono determinare un funzionamento detto “a corto rinculo di canna” o a “lungo rinculo di canna” a seconda della lunghezza del movimento della canna rispetto al carrello otturatore. C'è da dire che la quasi totalità delle armi moderne funzionano a “corto rinculo di canna”. Il sistema meccanico atto a realizzare la chiusura, determina in maniera univoca il funzionamento dell'arma, soprattutto per quanto riguarda le pistole automatiche. I sistemi più usati sono, la chiusura “Browning” adottata dalla Colt 1911 e relativi cloni, il “Browning modificato”, adottato dalla FN HP 35, e poi praticamente da quasi tutte le pistole moderne che non fossero cloni della 1911, il sistema Petter, che presenta solo modifiche marginali rispetto al Browning, adottato dalla Sig P210 e dalla CZ 75, oppure, sistemi più originali, quali, il sistema a blocchetto oscillante “Walther”, adottato dalla Beretta 92FS o il sistema a canna rotante della Beretta 8000.
Glock 17
Lo svincolo della chiusura di una Glock 17. Il movimento della canna avviene da destra a sinistra. Superiormente la canna è bloccata tramite la finestra di espulsione che si incastra alla camera di cartuccia. Muovendosi indietro, verso sinistra, la canna si abbassa seguendo il profilo di quel perno squadrato di colore chiaro.
CILINDRO
Nei revolver è sinonimo di “tamburo” (vedi).

Nella armi ad aria compressa funzionanti a molla (springer), il cilindro è quel grosso tubo generalmente contenuto nell'astina e affiorante nella sua parte superiore, che, al suo interno contiene il sistema molla-pistone. Siccome nella maggior parte di queste armi, il cilindro assume anche le funzione di telaio esterno, su di esso sono ricavati i vari attacchi per la canna, il sistema di scatto ed eventualmente il montaggio di un’ottica di puntamento. Il cilindro è ovviamente cavo all’interno nella sua parte anteriore è presente un foro dal quale si sfoga l’aria compressa, che verrà quindi incanalata all’interno della canna per spingere il pallino. Questo foro è detto “transfer port” (vedi)

Cilindro e transfer port Weihrauch HW 977
Il cilindro di una carabina a canna fissa. In questo caso, il cilindro scorre all'interno del tubo principale, che assume quindi la sola funzione di telaio. Si noti il transfer port con relativa guarnizione in materiale sintetico.
CLASSIC ARMY
Classic Army è il nome commerciale della Yick Fung Industrial International Ltd, azienda di Hong Kong produttrice di air soft gun. E’ attiva soprattutto nel campo delle repliche elettriche, cloni praticamente fedeli delle Tokyo Marui, destinate al combat. Dopo un inizio decisamente incerto, le ASG Classic Army sono oggi considerate delle accettabili alternative alle più costose Tokyo Marui. Il catalogo Classic Army è ricchissimo, ed è quasi esclusivamente formato da repliche elettriche, con pochissime eccezioni, come alcune pistole a gas, tra le quali Colt 1911-A1 e Glock 26. I prodotti Classic Army sono apprezzati soprattutto per essere realizzati in metallo, e perché montano di serie caricatori a capacità maggiorata.
Steyr AUG 2 Classic Army
La Classic Army è molto attiva nel campo dei fucili d’assalto, e offre una scelta ampissima di modelli. Questa è la replica dello Steyr AUG 2.
CA 249 Classic Army
Il modello CA 249 è invece una mitragliatrice, dotata di un caricatore dalla capacità di ben 3000 colpi.
M14 Match Walnut Classic Army
Questo M14, invece è una replica di un fucile “sniper” monocolpo con sistema di chiusure “Bolt Action”, perfettamente riprodotto.
M15 A4 RIS Carbine Classic Army
Ricchissimo è anche il catalogo relativo alla serie M15 della “Armalite”, azienda statunitense. La CA produce questi fucili con licenza, e questi recano incisi i marchi originali.
Mp5 K Classic Army
La pistola mitragliatrice MP5K.
SA M-7 Classic Army
E non poteva certo mancare una riproduzione di un Kalashnikov.
COEFFICIENTE AERODINAMICO
Il coefficiente aerodinamico Cx, misura la resistenza che un oggetto oppone all'aria, quando è in movimento. Il suo valore, dipende, ovviamente dalla forma, peso e volume dell'oggetto. Tanto più l'oggetto è aerodinamico, ovvero tanto meno oppone resistenza all'aria, tanto minore sarà il suo CX. Nel linguaggio comune siamo abituati a parlare di CX, soprattutto in campo automobilistico. Il CX è importante per valutare il coefficiente balistico, o il fattore di forma di un proiettile. Sperimentalmente, per i diaboli si hanno all'incirca i seguenti valori:

Diabolo a testa piatta Cx = 0,55
Diabolo appuntito Cx = 0,375
Diabolo a punta tonda Cx = 0,46
Pallino sferico di piombo Cx = 0,44

COEFFICIENTE BALISTICO

Misura la maggiore o minore attitudine del proiettile ad attraversare l'aria. Più grande è il suo valore e migliore è il comportamento del proiettile in volo. Il coefficiente balistico è un valore introdotto per poter realizzare colcoli balistici, con una certa approssimazione, utilizzando le leggi generali di resistenza dell'aria. Risultati precisi per diversi tipi di proiettile, si possono ottenere solo su base sperimentale, ovvero verificando nella realtà quale sia l'effettivo comportamento balistico del proiettile in esame. Questo è particolarmente vero quando si parla di aria compressa, in quanto i valori delle grandezze in gioco, quali peso e velocità del proiettile, sono al limite delle leggi aerodinamiche utilizzate nelle formule di balistica. Il coefficiente balistico, per un proiettile reale, si calcola conoscendo calibro e peso del proiettile, nonché un "coefficiente", o "fattore di forma", che tiene conto della forma reale del proiettile. Il "fattore di forma" (vedi), è un dato difficile da calcolare, in quanto varia al variare della velocità. Il coefficiente balistico, come il fattore di forma, si può calcolare approssimativamente conoscendo la perdita di velocità del proiettile relativa ad una data tratta. In balistica il calcoli sono perlopiù basati su dati ottenuti sperimentalmente, che in passato erano contenuti all'interno di apposite tabelle. Oggi questi dati sperimentali sono più comodamente utilizzati all'interno di programmi per computer.

COLLET BUSHING

La boccola di volata elastica (collet bushing, letteralmente boccola a collare o ad anello) introdotta a partire dalla Series 70 MkIV della Government, la versione civile della 1911-A1, consiste in 4 lamelle elastiche (fingers ovvero “dita”) che avvolgono la canna e la stringono con una certa forza. La canna montata su queste pistole è caratterizzata da un leggero aumento di diametro esterno, a partire dal vivo di volata, per circa mezzo pollice all'indietro, per cui la pressione di queste lamine aumenta quando la pistola è in chiusura, e si allenta quando il carrello è in posizione arretrata. L'accoppiamento è talmente stretto che, per separare il bushing da canna e carrello, durante lo smontaggio da campo è necessario utilizzare la chiave, anche dopo aver rimosso il tappo reggispinta, oppure arretrare il carrello di 1 pollice circa in modo da ridurre la pressione delle pinze elastiche. Vedi bushing.

SA M-7 Classic Army
A sinistra un bushing di tipo standard. A destra un “collet bushing”, la boccola elastica introdotta a partire dalla serie '70 della Colt Government, la versione civile della 1911-A1
COLT
Samuel Colt (1814-1862) è stato il famoso fondatore della omonima fabbrica di armi statunitense, la “Colt Patent Fire Arms Manifacturing Co” con sede ad Hartford nel Connecticut. A Samuel Colt viene riconosciuto il merito di aver inventato il revolver, così come lo conosciamo oggi. Nel 1835 registrò in Inghilterra un brevetto per un'arma a tamburo, che a differenza di quelle già esistenti, presentava l'innovazione di far ruotare il tamburo sfruttando l'armamento del cane. Tale revolver unito al sistema di accensione a capsula garantiva un volume e una celerità di fuoco impensabile per l'epoca. Fu costruito e commercializzato in America con il nome di “Paterson”, dal nome della città dove fu fondata la prima fabbrica di Samuel Colt. Contrariamente a quanto si possa pensare, il Paterson non ebbe successo, e la prima fabbrica di armi Colt fallì. Quindi, seguendo i consigli del capitano Samuel Walker, Colt modificò il progetto della sua rivoltella, dandogli quelle caratteristiche di solidità e affidabilità che mancavano al modello precedente. Trovati i capitali necessari, Samuel Colt, fondò una nuova fabbrica ad Hartford, dove produsse il modello “Walker”, e dove furono partorite tutte le mitiche armi Colt che lo seguirono, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Colt Single Action Army
Un paio di esemplari della mitica Colt Single Action Army, modello 1873.
Samuel Colt morì giovane, a soli 48 anni e non riuscì a vedere i modelli più rappresentativi nati nella sua fabbrica, come il modello 1873 “Single Action” detta anche “Peacemaker”, o la “Government” modello 1911. Queste pistole però, non sarebbero mai state create, se Samuel Colt non fosse riuscito a dare alla sua fabbrica un'impostazione industriale veramente innovativa per l'epoca, sfruttando moderne e sofisticate lavorazioni meccaniche, controllando le tolleranze di lavorazione, scegliendo con cura i materiali e le finiture. Questa impostazione industriale moderna, che era un concetto assolutamente rivoluzionario per i tempi, ha permesso alla Colt di sopravvivere senza grandi problemi alla scomparsa del suo fondatore, e di produrre armi di prestigio, sempre innovative e all'avanguardia.
Colt 1911-A1
Ancora oggi il modello di pistola Colt 1911-A1 è il più copiato al mondo.
Colt Paterson
Il modello “Paterson”, il primo revolver costruito da Colt nella sua fabbrica situata appunto nella cittadina di Paterson. La pistola non ebbe il successo sperato, e la fabbrica di Paterson dovette chiudere i battenti. Notare il grilletto privo di guardia, completamente nascosto nel castello. Il grilletto fuoriesce dalla sua sede, ed assume una posizione adatta allo sparo, solo a cane armato.

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