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SCHEDE
 
 
 

AZGUNPEDIA C (CADUTA ... CARICATORE)

L'AZGunPedia è l'enciclopedia delle armi da fuoco e ad aria compressa. Si passa alla lettera C, con le definizioni di calciatura, camera di cartuccia, carabina e caricatore. Facciamo la scoperta delle Cap Firing Model Gun, le reproduzione di armi a salve venute dal Giappone caratterizzate da una cura maniacale dei particolari, vediamo cos'è la camiciatura, un cannocchiale di puntamento e un'arma ad aria compressa a canna fissa.
CADUTA
Per effetto della forza di gravità, la traiettoria del proiettile non è affatto tesa, ma presenta una certa "caduta" verticale verso il basso sempre maggiore all'umentare della distanza e al diminuire delal velocità del proiettile. Per questo motivo, i proiettili hanno una traiettoria chiamata "parabola". In inglese la caduta viene detta "Down Range".
CALCIATURA
Con il termine “calciatura”, si intende quella componente di un’arma lunga, su cui viene montata tutta la parte meccanica, e che funziona da interfaccia per il tiratore, consentendone l'impugnatura e l'appoggio. Storicamente la calciatura è realizzata in legno monopezzo e di fatto si può identificare in tutta la parte in legno del fucile. Può essere realizzata in legno, laminato, fibra di vetro o materiali plastici. Nei fucili d’assalto militari e nelle armi sportive moderne, la calciatura è spesso fatta di materiale sintetico o di lega leggera, ed è spesso dotata di appoggi estensibili e regolabili, per migliorarne l’ergonomia.
Weihrauch HW 977
La calciatura di una carabina ad aria compressa. La parte più a sinistra è detta “fusto”, che in questo caso accoglie il “pompante” per l’aria. Al centro la “impugnatura” e più a destra il “calcio”, che termina con il “calciolo” in gomma, per ammortizzare il rinculo.
CALCIO
E’ solo la parte finale della calciatura di un’arma lunga, quella che si estende dall’impugnatura fino alla parte che si poggia alla spalla. Per estensione del concetto, si identifica come “calcio” anche l’impugnatura delle pistole e revolver.
CALCIOLO
E’ una parte staccabile, fissata alla fine del calcio. Nei fucili militari questo era spesso di metallo, utilizzato come semplice rinforzo o a volte come piccolo contenitore per inserirvi alcuni strumenti utili per la pulizia e la manutenzione dell’arma. Nei fucili da caccia o sportivi moderni con calciatura in legno, il calciolo è di solito fatto in gomma morbida e serve per dare un appoggio più comodo alla spalla e assorbire meglio il rinculo. E’ definito anche “calciolo”, il piccolo calcio staccabile che si inserisce nelle pistole o nei revolver e che permettono di imbracciarli come se fossero delle piccole carabine.
CALIBER
Calibro (vedi).
CALIBRO
E' il diametro interno della canna di un'arma da sparo e per trasposizione rappresenta anche il tipo di cartuccia. Per le canne rigate il calibro è quello misurato tra i pieni della rigatura, ovvero il diametro minimo dell'interno della canna. E' possibile che venga utilizzato il calibro della canna ricavato tra i vuoti di rigatura, ma in tal caso deve essere specificato. Ci sono molti modi diversi per indicare il calibro. Un metodo antico ancora in vigore per quanto riguarda i fucili da caccia è quello della “libbra”. La libbra è una unità di peso che equivale a 453 grammi. Il calibro derivato dalla libbra è dato dal numero di sfere uguali che si possono ricavare da una libbra di piombo che abbiano lo stesso diametro dell'anima della canna. Ad esempio, il calibro 12 equivale al diametro di 12 sfere uguali ricavabili da una libbra di piombo (18,3 mm), mentre il calibro 10 è il calibro di 10 sfere (19,5 mm). Gli americani indicano il calibro in centesimi o millesimi di pollice; ad esempio il calibro 357, equivale a 9 mm, mentre il calibro 22 è 5,56 mm. Alla stessa maniera gli inglesi usano prevalentemente i millesimi di pollice. Nei paesi non anglosassoni è in uso indicare il calibro in millimetri, spesso arrotondando le cifre al valore intero successivo. Si utilizza anche il termine "calibro" per identificare univocamente il tipo di cartuccia. In questo caso si aggiungono al calibro del proiettile, delle informazioni aggiuntive, quali la lunghezza del bossolo, oppure la carica di polvere, o ancora il nome dell'inventore, del produttore o dell'arma per cui è nata tale munizione. Ad esempio abbiamo i calibri .45 ACP, acronimo di Automatic Colt Pistols, cartuccia americana con calibro espresso in centesimi si pollice, il .455 Webley dal nome del produttore inglese, il cui calibro è espresso in millesimi di pollice, oppure il 9mm Luger, cartuccia europea che prende il nome del suo inventore, con il calibro espresso in millimetri. Il 9 mm Luger è conosciuto anche come 9mm Parabellum dal nome commerciale della pistola che per prima l'ha adottato, o ancora 9x19mm che indica il calibro e la lunghezza del bossolo. Nel campo dell'aria compressa i più diffusi sono il calibro 4,5 mm o .177", il 5,5 mm o .22", il 6,35 mm o .25".
CAMERA DI SCOPPIO o CAMERA DI CARTUCCIA
E' la parte iniziale della canna di un'arma, quella che contiene la polvere da sparo e il proiettile. Più propriamente nelle armi a retrocarica, si parla di “camera di cartuccia”, ed è sagomata in modo da ricevere adeguatamente un solo tipo di munizione. Si divide in “camera del bossolo” e “camera del proiettile”. Spesso la “camera del bossolo” e rigata da scanalature longitudinali, per evitare l'incollaggio delle pareti esterne del bossolo con quelle interne della camera.
CAMICIATURA, CAMICIA
Si definisce con “camicia” un tubo in lamiera o materiale plastico che avvolge la molla di una carabina ad aria compressa "springer", o meglio che aderisce alle pareti interne del pistone, allo scopo di ridurre le differenze di diametro tra l'esterno della molla e l'interno del pistone. Ha lo scopo di permettere alla molla di comprimersi e decomprimersi nella maniera più lineare possibile limitando in questa maniera le fastidiose vibrazioni che la molla trasmette all'intera struttura dell'arma, canna compresa, durante il tiro. Nelle elaborazioni "fai da te" non è raro vedere incamiciato anche il guidamolla.
CANE
Il “cane” è quell’elemento, che provvede a colpire con forza il percussore, allo scopo di accendere l'innesco ed esplodere il colpo. In inglese è chiamato “hammer”, ovvero martello, denominazione che rende perfettamente l’idea della funzione meccanica che assolve questo elemento. Anticamente, quando le armi ad avancarica funzionavano tramite la scintilla provocata da una pietra di selce o pirite che fregava su una parte di metallo detta “acciarino”, il cane aveva un paio di ganasce che tenevano fissata la selce, le quali davano al pezzo una forma che somigliava alla testa di un cane, da cui appunto deriva il nome. Le moderne pistole e revolver possono avere il cane interno, ovvero nascosto, oppure esterno, quindi armabile manualmente. La parte più esterna, spesso zigrinata per favorirne la presa, prende il nome di “cresta del cane”. In alcuni tipi di pistola e revolver la cresta del cane è tagliata, proprio per evitare che questo possa essere armato dal tiratore. In alcuni revolver del passato il percussore era direttamente parte del cane, sotto forma di una piccola appendice appuntita saldata alla sua estremità. In modo analogo, in alcuna armi, dette a percussore lanciato, il cane è del tutto assente, e il grilletto agisce direttamente sul percussore caricato da una molla.
CANNA
La “canna” rappresenta il cuore di un'arma da sparo. E' quell'elemento cilindrico in cui avviene l'esplosione della polvere da sparo, o nella quale viene iniettato il gas in pressione, e che successivamente accelera il proiettile e lo lancia nella giusta direzione. La canna può essere ad anima liscia o rigata. La rigatura della canna, consiste in una serie di solchi paralleli, di andamento a spirale, nei quali si impegna il proiettile durante il suo percorso all'interno della canna, e che imprimono a quest'ultimo un moto rotatorio attorno al proprio asse, stabilizzandone la traiettoria ed aumentandone la precisione.
CANNA FISSA
Il modo più semplice ed economico per comprimere la molla di una carabina springer è quello di utilizzare la stessa canna come leva di armamento. Nella armi a molla più prestigiose e precise, però si preferisce utilizzare una leva apposita, che può essere posizionata sotto la canna (underlever) o di lato (sidelever). Questo tipo di armi viene detta a "canna fissa". Il sistema più efficace e preciso è quello di utilizzare un cilindro scorrevola azionato dalla stessa leva di armamento, che permette di camerare il pallino direttamente in culatta. In altenativa, per ridurre peso e costi, si utilizza un sistma a ghigliottina, o un sistema a rubinetto (tap loader) ormai in disuso.
CANNOCCHIALE
Il cannocchiale è utilizzato come sostituto degli organi di mira tradizionali, tacca di mira e mirino, al fine di garantire una maggiore precisione nel tiro da lunga distanza. Le lenti del cannocchiale, che spesso è definito semplicemente come “ottica”, permettono ingrandimenti che vanno dal fattore 1x fino al 50x o oltre, a seconda dell'impiego a cui sono destinati. Molti cannocchiali sono dotati di ingrandimenti variabili ottenibili semplicemente ruotando una apposita ghiera. Con il fattore più piccolo si identifica il bersaglio da colpire e via via lo si ingrandisce per averne una visione più accurata. Il punto di impatto del proiettile è individuato dal cosiddetto “reticolo”, che nella maggior parte dei casi è costituito da una semplice croce incisa in una della lenti. Se il reticolo è di tipo graduato, come ad esempio il reticolo “mildot”, può essere utilizzato per determinare la distanza del bersaglio e per effettuare correzioni di alzo o deriva. Maggiore è l’ingrandimento e maggiore è la possibilità di commettere il cosiddetto “errore di parallasse” dovuto all’errato allineamento tra reticolo, lenti e occhio del tiratore. Per questo motivo molti cannocchiali hanno la possibilità di regolare la “parallasse”, la quale non è altro che la “messa a fuoco” dello strumento ottico. Per allineare il reticolo all’effettivo punto di impatto del proiettile occorre tarare lo strumento alla distanza di tiro prescelta. L’operazione di taratura è detta “azzeramento” e si esegue ruotando due torrette poste al centro del cannocchiale. Una serve per regolare l'alzo e l'altra per la deriva. Recentemente la tecnica ha permesso di realizzare cannocchiali ad uso venatorio o militare dotati di visione notturna all’infrarosso, o più semplicemente dotati di reticoli luminosi per poter tirare in condizioni di scarsa luminosità. I cannocchiali di puntamento di dividono in cannocchiali adatti ad armi lunghe, a "corta distanza focale", o per armi corte, a "lunga distanza focale". La focale è la distanza che deve avere l'occhio per eseguire una corretta messa a fuoco. Per quanto riguarda l'uso con carabine è fucili, la corretta distanza dell'occhio con l'oculare va dai 5 ai 7 centimetri e quindi si parla di "corta focale". I cannocchiali per pistola per poter essere utilizzati convenientemente, ovvero per non costringere il tiratore a posizioni scomode, devono permettere la corretta visione del bersaglio anche se tenuti a grande distanza dall'occhio e per questo vengono detti a "lunga focale". Questo tipo di cannocchiali sono solitamente ad ingrandimento fisso, con basso fattore di zoom e privi di correttore di parallasse, in quanto utilizzando l'arma corta vanno sicuramente privilegiati gli aspetti di facilità e velocità d'uso, piuttosto che quelli di precisione e di acquisizione del bersaglio a lunghe distanze.
Royal 6-24x56 mildot
Un cannocchiale adatto per carabine ad aria compressa.
CAP FIRING MODEL GUN
Le Cap Firing Model Gun sono riproduzioni di armi funzionanti a salve nate in Giappone. Queste riproduzioni anziché funzionare con le potenti e rumorose cartucce a salve classiche, utilizzano delle capsule fulminanti in tutto simili a quelle usate per le armi giocattolo destinate ai bambini. Queste capsule sono inserite all’interno di bossoli di ottone che replicano in maniera del tutto fedele le cartucce sparate dall’arma vera. L’insieme della cartuccia è detto “Plug Fire Cartridge”. Spesso queste armi vengono chiamate “PFC Model Gun”, mentre in Italia sono state vendute anche con la denominazione di “mini salve”. L’esplosione generata da questi piccoli fulminanti è sufficiente a far funzionare gli automatismi dell’arma, come ad esempio l’arretramento del carrello delle pistole semiautomatiche o l’otturatore dei fucili d’assalto, ma data la scarsa potenza e rumorosità, permettono l’utilizzo di queste repliche anche in ambienti chiusi. Essendo questi prodotti progettati in Giappone, il loro funzionamento è impeccabile, e il realismo assolutamente impressionante. Questo tipo di repliche, vengono prodotte da MGC, Shoei, Hudson, Marushin, Tanaka Works, CMC.
Hudson AK-47
Due AK-47 prodotti dalla Hudson.
Beretta 92FS MGC
Questa Beretta 92 FS è prodotta dalla MGC (Model Gun Company). Notate come la pistola sia assolutamente identica a quella vera. Solo i materiali sono differenti.
Browning HP Marushin
Di Marushin, invece è questa riproduzione della famosa Browning HP modello “Vigilante”. Le capsule fulminanti si inseriscono all’interno del finto proiettile.
Desert Eagle Hudson
Non poteva mancare la mitica Desert Eagle, riprodotta dalla Hudson in calibro .50 AE. Nella foto la vediamo a carrello aperto con il proiettile pronto ad entrare in camera di cartuccia.
Glock 18 Tanaka Works
Questa Glock 18 è invece firmata “Tanaka Works”. In modalità full auto, la pistola spara un caricatore in un paio di secondi, con tanto di bossoli che volano e fiammate che escono dalla bocca della pistola.
Ingram M11 MGC
Anche questo Ingram M11 della MGC ha una cadenza di fuoco veramente impressionante.
CAPSULA
La capsula o “innesco” è un piccolo cilindretto di rame o ottone, chiuso alla base, contenente il materiale innescante, ovvero una miscela di stifnato di piombo o fulminato di mercurio. Questa capsula affacciandosi sul fondello del bossolo, viene colpita con forza dal percussore che ne provoca l'innesco, il quale a sua volta causa l'accensione della carica di polvere contenuta nella cartuccia.
CARABINA
Il termina carabina ha assunto un duplice significato a seconda che ci si trovi in ambito militare o civile. In ambito militare si identifica con il termine "fucile" il normale fucile che equipaggia le truppe di fanteria, mentre con “carabina” una versione di dimensioni più compatte dello stesso fucile, più maneggevole e più curato a livello di precisione, destinato ai reparti speciali ed in passato alle le truppe a cavallo. Nell'esercito italiano storicamente si è sempre utilizzato il termine "moschetto" al posto di "carabina". In ambito civile si identifica come "fucile" l'arma lunga a canna liscia e munizionamento spezzato, tipicamente utilizzata per la caccia, e con il termine "carabina" quella a canna rigata.
CARICA DI LANCIO
La “carica di lancio” è la quantità di polvere da sparo contenuta nel bossolo, di un'arma a retrocarica, o nella camera di scoppio di un'arma ad avancarica. Questa fatta incendiare dall'innesco, provoca una deflagrazione e sprigiona una grande quantità di gas dovuti alla combustione. Questi gas provocano un improvviso aumento della pressione all'interno della camera di scoppio, determinando la veloce avanzata del proiettile verso la bocca della canna.
CARICATORE
Viene comunemente indicato con il termine “caricatore” il serbatoio che contiene i colpi di un’arma automatica, semiautomatica o a caricamento manuale. Generalmente il caricatore di una pistola automatica è contenuto all’interno del calcio, mentre in un fucile d’assalto è posizionato o davanti alla guardia del grilletto, oppure subito dietro all’impugnatura (vedi Bull Pup). In alcuni fucili, come ad esempio i Winchester, il caricatore dei colpi è formato da un tubo che scorre sotto la canna. In generale, però il caricatore è costituito da un astuccio metallico, chiuso alla base, all'interno del quale è posizionata una molla che agisce su un elevatore, che ha il compito di sollevare le cartucce in modo da presentarle, una alla volta, alla camera di cartuccia. In realtà utilizzare il termine “caricatore” per indicare il serbatoio dell’arma è improprio. Con “caricatore” si intende in effetti un sistema o un elemento che permette il caricamento dei colpi all’interno del serbatoio dell’arma. Ad inizio secolo, era d’uso caricare i colpi all’interno delle armi, agganciandoli in file per mezzo una piastrina metallica, che prendeva appunto il nome di “caricatore”. Ancora oggi, in inglese, si identifica con il termine “magazine”, ovvero “serbatoio” il contenitore dei colpi, mentre con il termine “loader”, cioè caricatore, un sistema di caricamento dei colpi. I “loader” sono ancora in uso oggi nel campo dei revolver. Storpiando il termine inglese, il “caricatore”, viene spesso indicato in Italia con il termine “magazzino”.
caricatore Sig-Sauer P-239
Il caricatore di una Sig-Sauer P-239

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Commenti

Alessandro
19 Ott 2013, 09:34
Nel Kit C5 la camiciatura è prevista, ed è consegnata assieme al kit. Quindi lasciala. Ti assicuro che chi ha realizzato il kit ne sa molto ma molto di più di quelli che dicono che non serve. Se lo spazio tra la molla e l'interno del pistone lo permette, la camiciatura è sempre meglio metterla. Smorza, e di parecchio le vibrazioni. Le carabine più economiche cambiano addirirttura rumore dello sparo. Sula HW 977 non ci si accorge di nulla, a livello sonoro, ma anche solo con una camiciatura ben fatta, senza nessun kit, le rosate si restringono. E con il kit è ancora meglio. Quelli che ne parlano male, non sono del tutto onesti, lo affermano solo per partito preso per dare contro a qualcuno.

L'anellatura in rame o in polimero è molto differente da quella proposta su questo sito fatta con il rame adesivo. E' più complicata, ma anche più definitiva. Se ti procuri il rame adesivo puoi comunque provare a farla, ma poi dovrai controllare abbastanza spesso che non si stacchi o che non si frammenti. Secondo me non è immediatamente necessaria. Puoi però sicuramente fare una anellatura sull'esterno del cilindro, in modo che quando scorre non si graffi. Quella è una cosa che mi sento di consigliare comunque, perché da lì il rame non si stacca e non si frammenta di sicuro, perché non è sottoposto a stress meccanico.

ciao
Alessandro
ENRICO
18 Ott 2013, 10:39
Gentile Alessandro,a proposito della camiciatura di una springer leggo nei tuoi appunti che in caso di kit non è neccessaria,ho una hw77 depo con kit C5,ho sentito pareri discordimeglio lasciare come è?E a proposito dell'anellatura di rame?Leggo che è operazione complicata,ma mi sembra abbastanza semplice,credi dovrei farla al mio kit?Grazie.Enrico.
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