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SCHEDE
 
 
 

AZGUNPEDIA A (ANIDRIDE CARBONICA ... AZZERAMENTO)

L'AZGunPedia è l'enciclopedia delle armi da fuoco e ad aria compressa. Si prosegue con la definizione di Arma a Gas e qualche cenno storico; lo sapevate che le prime armi ad aria furono introdotte già nel 1500? Si passa poi alla Anschutz, storica azienda produttrice di armi tedesca, alle splendide riproduzioni giapponesi ASG (air soft gun), alle armi ad avancarica per finire con l'azzeramento dell'ottica di puntamento.
ANIDRIDE CARBONICA
L’anidride carbonica CO2 o “biossido di carbonio”, è il propellente solitamente usato nelle armi a gas. Nei modelli moderni di armi a gas destinate al divertimento o al tiro informale, la CO2 è contenuta in capsule “usa e getta” nei formati da 12 grammi, per armi corte e lunghe e in bombole più grandi da 88 grammi adatte solo alle armi lunghe. Sono attualmente ancora presenti in commercio anche armi da gara dotate di bombola ricaricabile di CO2, ma queste stanno per essere soppiantate dalle armi ad aria precompressa in serbatoio (PCP).
ANIMA
E' definita anima la parte interna della canna delle armi da sparo. Questa può essere ad “anima liscia” o ad “anima rigata”, nel caso sia presente o meno una rigatura, che ha il compito di far ruotare il proiettile su se stesso aumentando la precisione del tiro. La rigatura può essere indifferentemente destrorsa o sinistrorsa.
ANSCHUTZ
La Anschutz è una fabbrica di armi tedesca, conosciuta in tutto il mondo grazie alla sua lunga tradizione di trionfi sportivi. Fondata nel lontano 1856 a Zella-Mehlis in Turingia, subì l’espropriazione con conseguente smantellamento della fabbrica nel 1945, e riprese l’attività a Ulm nel 1950, producendo pistole ad aria compressa, ed eseguendo riparazioni di armi, per passare sull’onda dei crescenti successi sportivi a produrre carabine target e Flobert. Nel 2006 l’azienda ha festeggiato il suo 150° anniversario dalla fondazione. La produzione attuale è concentrata soprattutto su carabine di precisione da tiro e da biathlon, in calibro .22 LR o ad aria compressa.
Anschutz 9003 Premium S2 Compressed Air
Aschutz 9003 Premium S2 Compressed Air.
Anschutz 8002 S2 Compressed Air ALU
Aschutz 8002 S2 Compressed Air ALU.
Anschutz 8002A S2 Compressed Air BENCHREST STARTAschutz 8002A S2 Compressed Air BENCHREST START.
ANSCHÜTZ Air-15Molto particolare questa carabina ad aria compressa. La Anschutz AiR-15 è una vera e propria arma PCP da gara monocolpo, inserita all'inertno di una calciatura fatta ad immagine del fucile d'assalto AR15, o se preferite Colt M16-A2.
Anschutz Model 1770 in Caliber .223 Rem
A caccia con la match. Il modello 1770 è una carabina da caccia in calibro .223 Rem.
ANULARE
E' stato il primo tipo di percussione dei proiettili a bossolo metallico ancora oggi utilizzato per cartucce di piccolo calibro come il .22 LR. E' stato messo a punto nel 1845 da Flobert e consiste in un bossolo con un fondello bordato e ripiegato su tutta la sua circonferenza. Il fulminato è inserito direttamente all'interno di questa piegatura del bordo. Questo sistema offre il vantaggio di essere molto economico, rispetto ad una cartuccia con innesco a percussione centrale. Le cartucce costruite con questa tecnica però non possono essere molto potenti perché, per forza di cose, il fondo del bossolo non è molto resistente.
ARCHIBUGIO
Inizialmente, nel 1300-1400 il termine indicava un’arma lunga dotata di un gancio sotto la canna per poter essere vantaggiosamente ancorata ad un muro. Pere che il termine derivi dal tedesco “hackenbüchse” che significa appunto “fucile a gancio”. In seguito il termine è stato genericamente utilizzato per identificare un’arma portatile a canna lunga, 80-100 cm, con cui fosse possibile fare fuoco senza utilizzare una forcella su cui appoggiare la canna. Dopo l’introduzione dell’acciarino a pietra focaia, il termine archibugio ha lasciato il posto ai termini “fucile” e “carabina”.
ARMA A GAS O AD ARIA COMPRESSA
Un'arma a gas è un'arma che non sfrutta la forza propulsiva di una miscela esplosiva ma utilizza a tale scopo un gas compresso, generalmente anidride carbonica (CO2) o più semplicemente aria. Le armi ad aria compressa, contrariamente a quanto si possa immaginare, hanno un'origine antica. I primi fucili funzionanti ad aria furono introdotti già nel 1500. Con l'utilizzo di questa tecnologia si tentava di risolvere tutti quei problemi che affliggevano soprattutto i ricchi cacciatori che mal sopportavano il puzzo della polvere da sparo, il fumo, il rumore e la scarsa precisione dei fucili ad avancarica. Utilizzando l'aria compressa infatti era possibile creare facilmente fucili a retrocarica e quindi utilizzare canne rigate, che al contrario avrebbero reso molto difficoltosa la carica del proiettile dalla bocca dell'arma. L'utilizzo della rigatura migliorava, e di molto, la precisione dell'arma. Il problema della precisione invece non era molto sentito in ambito militare, dove le armi da fuoco portatili venivano usate in file compatte, creando così vere e proprie “sventagliate” di proiettili che si abbattevano sulle fila nemiche. Da questo punto di vista, potenza, affidabilità, robustezza (prima o poi il fucile doveva essere usato come una mazza nei corpo a corpo) e autonomia, intesa come capacità di fare fuoco più e più volte, erano sicuramente da preferire alla precisione. Spesso i fucili militari dell'epoca non avevano neppure la tacca di mira perché ritenuta inutile; al soldato era richiesto semplicemente di sparare verso il nemico. Per quanto riguarda il puzzo, il fumo e soprattutto il rumore, erano visti, in campo militare, addirittura come dei vantaggi, perché creavano un forte disturbo per i cavalli nemici. Ciononostante un particolare modello di “fucile a vento”, come venivano definite questo tipo di armi, venne adottato alla fine del 1700 dall'esercito austriaco. Si trattava del fucile inventato da Bartolomeo Girardoni. In questo fucile il serbatoio dell'aria era situato nel calcio ed era fatto di metallo foderato di pelle per garantire la perfetta tenuta dell'aria compressa. Il serbatoio dell'aria staccabile era caricato tramite una pompa esterna. Con più o meno1500 pompate, una mezzora di lavoro circa, l'arma era in grado di sparare ben 30 colpi di potenza variabile. Ogni soldato equipaggiato con tale fucile portava con se due serbatoi di riserva che dovevano necessariamente essere caricati al campo base. Un serbatoio tubolare affiancato alla canna conteneva ben 22 palle. Armando il cane esterno, fatto con una foggia simile a quello dei fucili da fuoco dell'epoca, ma ovviamente dotato di funzionalità completamente differenti, veniva caricata una palla in canna e preparata l'arma a sparare. Premendo il grilletto si apriva, per breve tempo, il condotto dell'aria che faceva partire il colpo, esattamente come succede per le nostre armi PCP o CO2. Il più grande difetto di questo fucile era la sua delicatezza; in caso di corpo a corpo questo non poteva essere utilizzato come mazza perché c'era il rischio concreto che il serbatoio dell'aria compressa potesse esplodere ferendo lo stesso soldato che lo utilizzava.
Le armi a gas si possono dividere in tre categorie: ad aria compressa, ad aria precompressa e a serbatoio di gas. Le armi ad aria compressa (in inglese airguns, termine molto più appropriato) sfruttano un sistema di molla e stantuffo; generalmente si utilizza una leva di armamento, che in molte carabine è rappresentata dalla stessa canna, per comprimere una poderosa molla all'interno di un cilindro. Un capo della molla è solidale ad uno stantuffo e quando il tiratore agisce sul grilletto questa viene rilasciata spingendo con forza lo stantuffo all'interno del cilindro. L'aria così compressa fuoriesce da un forellino collegato ermeticamente alla canna, in cui è presente il proiettile che viene espulso con forza fuori dalla canna. Nelle armi ad aria precompressa (PCA) invece una pompa che fa parte integrale dell'arma comprime l'aria contenuta in un serbatoio. Premendo il grilletto si apre semplicemente una valvola che libera tutta l'aria in pressione. Rispetto alle prime queste ultime hanno il vantaggio di sparare senza dover sopportare fastidiose vibrazioni e contraccolpi dovuti al movimento della molla nel cilindro. Di contro caricare il serbatoio dell'aria può essere molto più faticoso e scomodo che comprimere la molla dei fucili ad aria compressa. La terza categoria è quella delle armi ad aria compressa o gas con serbatoio, nelle quali l'aria o il gas (CO2) sono caricati prima all'interno del serbatoio mediante l'utilizzo di una pompa, o meglio di una bombola esterna. I moderni serbatoi ricaricabili sono molto sofisticati e utilizzano dei manometri per controllare la giusta pressione del gas quando si spara. Un tempo, come abbiamo visto, il serbatoio era di solito contenuto nel calcio, oppure era formato da vistosi serbatoi esterni a forma di ampolla, generalmente posti sopra la canna in prossimità del grilletto. Concettualmente simili a queste ultime sono le relativamente recenti armi a CO2 da divertimento che utilizzano le capsule usa e getta, le quali vanno semplicemente inserite nell'arma al momento dell'uso, e tolte quando scariche. Queste armi hanno di solito un caricatore di colpi per il tiro in sequenza, anche se durante la ripetizione rapida dei colpi bisogna sempre tenere conto della graduale diminuzione della pressione del gas nella capsula che tende a far abbassare il punto di impatto del proiettile.
fucile ad aria compressa della fine del 1700
Fucile ad aria compressa della fine del 1700.
ARMA AUTOMATICA
Un'arma automatica è quella che scarica in continuo i proiettili fino a che viene premuto il grilletto, ovvero è un'arma che spara a raffica. Funzionano in questa maniera i mitra e i moderni fucili d'assalto. Spesso si identifica il funzionamento automatico dell'arma come “full-auto”, per distinguerlo dal funzionamento semiautomatico, ovvero quello che permette di sparare un colpo alla volta, che invece viene definito semplicemente come “auto”.
ARMA DA FUOCO
Si definisce "arma da fuoco" una macchina termobalistica in grado di espellere un proiettile attraverso la, o le canne, a seguito di combustione di una carica propellente.
ARMA DA SPARO
Si definisce "arma da sparo " una qualunque macchina balistica capace di espellere un proiettile attraverso la, o le canne, qualunque sia la forza propulsiva utilizzata per raggiungere tale scopo. Va da se che il termine generico "arma da sparo" identifica un insieme maggiore di armi, rispetto al termine più specifico "arma da fuoco". Un'arma da fuoco è sicuramente anche un'arma da sparo, mentre non è necessariamente vero il contrario. Un'arma ad aria compressa, ad esempio, è sicuramente un'arma da sparo, ma non è un'arma da fuoco.
ARMA DA SPARO PORTATILE - ARMA DA FUOCO PORTATILE - ARMA LEGGERA
Definisce un'arma da sparo o da fuoco che può essere trasportata ed utilizzata da un solo operatore. In ambito militare si utilizza il termine "arma leggera".
ARMA SEMIAUTOMATICA
Viene definita arma semiautomatica, un'arma in grado di sparare i proiettili contenuti all'interno di essa, uno alla volta a seguito di una singola pressione sul grilletto. A differenza dell'arma automatica, nell'arma semiautomatica ogni volta che si vuole sparare un colpo occorre premere il grilletto, poi rilasciarlo e premerlo nuovamente per sparare il colpo successivo. Le pistole dette “automatiche” sono in realtà armi semiautomatiche. Il termine "automatiche" identifica la capacità di queste armi da pugno di ricaricarsi autmaticamente. Contrariamente a quanto si possa credere il funzionamento semiautomatico delle armi a caricamento automatico, è stato sviluppato successivamente a quello completamente automatico. Il problema incontrato dagli inventori dell'epoca era quello di creare un meccanismo che disinnescasse la catena di scatto non appena premuto il grilletto, per evitare il tiro a raffica, che specialmente nelle armi corte, avrebbe disperso tutti i colpi in aria in brevissimo tempo. Tale dispositivo prende il nome di “disconnettore”.
ARMA A RIPETIZIONE MANUALE
Si tratta di un'arma in grado di contenere più colpi, i quali vengono caricati all'interno della camera di cartuccia, non per mezzo di un automatismo ma attraverso l'intervento del tiratore stesso, il quale, una volta sparato il colpo, deve agire su particolari leveraggi o meccanismi per caricare il colpo successivo. Fanno parte di questa tipologia di armi le carabine con chiusura “bolt-action” o i famosi fucili a leva tipo “Winchester”.
ARMA MONOCOLPO
E' un'arma in grado contenere e sparare un solo colpo alla volta. Una volta partito il colpo per sparare nuovamente il tiratore deve ricaricare l'arma inserendo un nuovo colpo.
ARMALITE
Divisione della azienda statunitense Fairchild Engine & Airplane Corporation, fondata nel 1954 da George Sullivan, allo scopo di creare nuove armi portatili facendo largo uso di materiali leggeri utilizzati nell'industria aeronautica. L'ArmaLite produsse una serie di fucili d'assalto basati sui progetti di Eugene Stoner. Il massimo sviluppo di queste innovative armi si concretizzò con il modello AR-15, ottenuto modificando e alleggerendo il modello AR-10, in calibro 7,62 Nato, fucile d'assalto che aveva ottenuto l'adozione non ufficiale di alcuni reparti non americani, tra i quali l'italiano COMSUBIN. L'AR-15, camerato in calibro 5,56 Nato fu adottato dall'esercito Statunitense, con la denominazione ufficiale di M16. Fu prodotto dalla Colt in base ad un accordo con la stessa ArmaLite, la cui struttura produttiva non era in grado di fare fronte alla richiesta dell'esercito americano.
fucile ad aria compressa della fine del 1700
Armalite AR-10 fucile d'assalto in calibro 7,62 Nato, progettato da Eugene Stoner. E' servito come base per lo sviluppo del modello AR-15, adottato dall'esercito U.S.A. con la denominazione ufficiale di M16.
ASG
ASG è l’acronimo per indicare una Air Soft Gun, ovvero un’arma soft air. Queste armi sono considerate giocattoli per la legge italiana, e quindi sono liberamente utilizzabili nei giochi “combat”, purché vengano rispettate alcune elementari norme di sicurezza e di ordine pubblico. Le armi soft air sparano proiettili sferici in plastica di calibro 6 o 8 mm, e per legge la loro energia, misurata la bocca dell’arma, non deve superare 1 Joule. Le ASG nascono in Giappone per venire incontro alle esigenze dei molti appassionati di armi, i quali, a causa delle restrittive leggi di quel paese, non possono praticare liberamente la propria passione. La maniacale cura per i dettagli e per la tecnica, tipica del popolo del Sol Levante, ha permesso di produrre dei veri e propri gioielli tecnologici che replicano in maniera pressoché perfetta le funzionalità e l’estetica delle vere armi da fuoco. Spesso se non si fa troppo caso ad alcuni piccoli particolari, come ad esempio la valvola di introduzione del gas sul fondello del caricatore, è quasi impossibile distinguere una di queste repliche dalla corrispondente arma vera. Siccome la maggior parte della aziende giapponesi utilizza fabbriche di Taiwan o cinesi per produrre le proprie ASG, il mercato occidentale è stato letteralmente sommerso di repliche air soft gun prodotte in questi paesi. Le repliche prodotte a Taiwan o Cina, hanno prezzi decisamente più abbordabili rispetto ai corrispondenti prodotti giapponesi, e possono utilizzare materiali metallici, vietati in Giappone.
Walthe P99 Maruzen
Questa Walther P99 è prodotta dalla giapponese Maruzen. Il livello di dettaglio è talmente alto da replicare anche il sistema di chiusura Browning semplificato. Notate come la canna si piega realisticamente verso l'alto quando la pistola è scarrellata.
Sig P210 Marushin
Una Marushin Sig P210. Si tratta di un raro caso di ASG in calibro 8 mm.
Browning HP 35 Tanaka Works
La Browning HP 35 prodotta dalla Tanaka Works, in smontaggio di campagna. Notate l’assoluta fedeltà con l’originale modello da fuoco.
Desert Eagle Hard Kick Marui
La Desert Eagle, prodotta dalla Tokyo Marui. In questo caso, il particolare da notare è la bocca d’uscita del gas, perfettamente mascherata all’interno del finto otturatore rotante.
Wilson Combat Western Arms
In questa rapida rassegna di armi corte non poteva mancare il marchio giapponese più prestigioso, ovvero la Western Arms. Le armi prodotte da questa azienda, sono in genere le più costose. Il perché lo si capisce osservando questa stupenda Wilson Combat.
Caolt Defender Western Arms
Sempre dalla WA questa splendida Colt Defender. La Western Arms ha un catalogo ricchissimo di repliche basate sul modello della mitica 1911-A1. Il sistema di funzionamento adottato da questa azienda è detto “Magna Blow-Back”.
H&K MP7-A1 Marui
Quando si parla di ASG elettriche, il punto di riferimento non può che essere la Tokyo Marui. Questa è una replica perfetta dello H&K MP7-A1.
ASTA GUIDAMOLLA
E' l'asta su cui scorre la molla di richiamo del carrello in una pistola automatica. Di solito tale molla e la relativa asta sono posizionati al di sotto della canna. Molto raramente questi particolari trovano posto sopra alla canna. L'asta guidamolla può essere di tipo lungo ovvero essere completamente avvolto dalla molla di richiamo e quindi fuoriuscire dalla parte anteriore dell'arma a carrello arretrato, come ad esempio sulla Beretta 98FS, oppure di tipo corto, che rimane completamente nascosta all'interno della pistola, come nel caso della Colt 1911 o della CZ 75. Nelle pistole sportive l'eventuale asta guidamolla di tipo corto è spesso sostituita da una di tipo lungo che garantisce una funzionalità più precisa, e anche un leggero appesantimento della volata. In pistole molto potenti, quali la Desert Eagle, possono esserci due molle di recupero e di conseguenza due aste guidamolla destinate al recupero del carrello.
ASTINA o ASTA
E' la parte anteriore della calciatura di un'arma lunga, quella che generalmente è situata sotto la canna, o il tubo della molla nel caso di una carabina ad aria compressa, e che offre la presa della mano debole durante lo sparo. Si chiama così perché è all'interno di questa che si trovava l'alloggiamento per l'asta di caricamento dei fucili ad avancarica. Può assumere differenti forme ; sottile e tondeggiante all'inglese, piatta e sottile alla belga, a coda di castoro, a becco d'anatra, piatta e squadrata per il bench rest, e tante altre forme, a seconda della funzionalità o del semplice gusto estetico.
ASTRA
Storico marchio facente capo alla società spagnola Unceta Y Cia con sede a Guernica. Ha prodotto una innumerevole serie di pistole e revolver spesso basati su meccanica ispirata dai più grandi produttori mondiali, come Smith&Wesson, Colt o Sig-Sauer. I prodotti della Astra sono sempre stati considerati con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo, e hanno rappresentato per decenni la migliore espressione dell’industria armiera spagnola. Augusto Unceta-Barrenechea, ultimo proprietario e manager della Astra, morì ucciso dall’ETA nel 1977. Nel 1998 la ASTRA si fuse con la STAR Bonifacio Echevveria S.A., creando la ASTAR.
Nel 2008 una società di armi da fuoco Svizzera, con sede a Sion, ha rilevato marchio e simbolo della ASTRA. La nuova Astra Arms S.A., produce una linea di pistole tipo 1911-A1, e di fucili tipo AR-15, di alto livello e qualità.
Astra 357
Revolver Astra 357 in calibro .357 Magnum
Astra A-75
Revolver Astra 357 in calibro .357 Magnum
Astra Daytona
L'astra Daytona è una lussosa pistola tipo 1911-A1 tipo match, di stile classico, con una profonda brunitura d'altri tempi. E' prodotta in Svizzera dalla nuova Astra Arms che ha rilevato il marchio della Astra spagnola.
AUTOMATICA
Nel gergo comune, una pistola automatica viene indicata spesso con il solo termine “automatica”. Vedi “pistola” e "arma semiautomatica".
AUTOREGOLATA
Viene detta “autoregolata” un’arma ad aria precompressa in bombola serbatoio (PCP) che non dispone di un dispositivo in grado di produrre una pressione regolata dell’aria in uscita dalla valvola erogatrice. Un’arma di questo tipo si dice “autoregolata” in quanto la quantità di aria, spillata direttamente dal serbatoio dalla valvola erogatrice ad ogni sparo, si regola autonomamente grazie all’equilibrio che si crea tra la forza di percussione della massa che apre la valvola, e la pressione residua interna al serbatoio che si oppone all'apertura. Detta in parole semplici, man mano che il serbatoio si svuota, la pressione diminuisce e con essa la portata di aria che esce, ma la valvola trova meno resistenza ad aprirsi e rimane aperta per più tempo, per cui la quantità di aria che viene erogata rimane costante. Questo fenomeno, in cui si ha costanza di prestazioni, avviene in un intervallo ben preciso di pressione interna del serbatoio, che va identificato caso per caso, mediante l’ausilio di un cronografo. Con la pressione interna massima, la massa del cane non riesce ad aprire la valvola per il tempo necessario ed erogare la giusta quantità di aria, e l’energia dell’arma risulta essere minore di quella ottimale. Via via che il serbatoio si svuota, l’energia aumenta, raggiungendo ad un certo punto il valore ottimale. Valore che da questo punto in poi rimane abbastanza costante per un certo numero di colpi. Quando però la pressione residua si abbassa sotto un certo limite, la maggiore apertura della valvola non riesce più a compensare la diminuzione di portata, per cui l’energia erogata dall’arma diminuisce costantemente. Per l’utilizzo ottimale di tali armi occorre quindi identificare l’intervallo di pressione, massima e minima, all’interno del quale l’energia sviluppata dal pallino rimane pressoché costante, ed effettuare il rifornimento di aria nel serbatoio non appena si giunga alla pressione minima di tale intervallo, avendo cura di non superare il limite superiore dell’intervallo stesso. Vedere anche "Regolatore di pressione" e "Unregulated"
Air Arms S410 Xtra FAC
La Air Arms S410 Xtra Fac di grande potenza, come molte carabine anglosassoni destinate alla pratica venatoria è di tipo non regolato. La costanza di tiro è comunque considerata molto buona.
AVANCARICA
E' il funzionamento di un'arma a culatta chiusa che deve quindi essere caricata dalla bocca della canna, inserendo in successione la polvere da sparo, un sistema di tenuta della polvere, spesso rappresentato da un semplice straccetto di stoffa, o di carta detto “borra” e per ultima la palla di piombo. Le armi ad avancarica furono del tutto soppiantate dall'introduzione della cartuccia a bossolo metallico. Nel caso di revolver ad avancarica, ad essere caricate sono le bocche delle camere di cartuccia del tamburo. Per questo motivo la canna poteva essere ad anima rigata e non necessariamente liscia come per le armi ad avancarica monocolpo. Nei revolver ad avancarica, vista la vicinanza della camere di scoppio tra di loro, particolare attenzione doveva essere messa nel sistema di tenuta della polvere da sparo all'interno del tamburo, per evitare che una scintilla potesse incendiare anche la polvere contenuta nelle camere non allineate alla canna. Il metodo migliore per sigillare le camere di scoppio era quello di chiuderle con della “pappa” di semolino.
Pistole e fucili ad avancarica.
Pistole e fucili ad avancarica.
AZIONE
Definisce il meccanismo principale di un'arma da sparo, l'insieme meccanico che le consente di effettuare lo scatto, il completamento del ciclo di sparo, il caricamento e lo scaricamento.
AZIONE MISTA (ARMA AD)
Un'arma si dice ad azione mista quando il suo meccanismo di sparo le consente di far partire i colpi indifferentemente in singola azione, cioè con il cane armato, o in doppia azione, ovvero con il cane inizialmente disarmato che viene progressivamente alzato facendo pressione sul grilletto. Nelle pistole automatiche ad azione mista è possibile sparare il primo colpo in doppia azione, mentre i successivi saranno in singola, a meno che non si provveda a disarmare il cane agendo sulla sicura “abbatticane”. Nei revolver ad azione mista è sempre possibile sparare in doppia azione, semplicemente agendo sul grilletto dopo ogni sparo. Per sparare in singola azione, invece è necessario armare il cane con il pollice. Vedere anche “doppia azione”, “singola azione” e “DAO”.
AZZERAMENTO
Con il termine “azzeramento” si intende l'operazione di taratura dell'organo di mira a seconda della distanza dal bersaglio. Spesso l'azzeramento dell'organo di mira è dichiarato dal produttore dell'arma. E' il caso soprattutto di armi provviste di mire fisse. Ad esempio, per una pistola a mire fisse l'azzeramento è tarato di solito per il tiro a 25 metri. Nel caso in cui il tiratore acquisti separatamente organi di mira regolabili, soprattutto nel caso di ottiche per armi lunghe, sarà cura del tiratore stesso provvedere all'azzeramento.

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Commenti

Paolo
13 Mar 2013, 14:12
Buongiorno. vorrei sapere se c'e qualcuno che conosce il revolver della asg cal. 357 co2 con canna da 2,5, nichelata visto che sarebbe mia intenzione acquistarla vorrei sapere se qualcuno l'ha acquistata per sapere come si trova alcune informazioni che mi interessano. 1 potenza- 2 canna liscia ho rigata, i bossoli si possono acquistare oltre a quelli che ci sono nella confezione? 3 peso dell'arma- 4 velocita di uscita del pallino sferico. grazie di cuore a chi mi vorra' dare queste informazioni. (Paolo)
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