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SCHEDE
 
 
 

AZGUNPEDIA 0-A (1911 ... ANICS)

L'AZGunPedia è l'enciclopedia delle armi da fuoco e ad aria compressa. Si parte alla grande con la 1911, la pistola ideata da John Moses Browning, che quest'anno (2011) compie ben 100 anni, ma è ancora in forma. Si passa poi al miitico AK47, alla Air Arms azienda britannica di armi ad aria compressa, per finire con l'azienda russa Anics.
1911
La Colt 1911 sviluppata da John Moses Browning per conto della casa di Hartford, appositamente per essere adottata dall'esercito americano, è sicuramente una delle pistole automatiche di maggior successo della storia. Ancora oggi che ha già compiuto il centesimo anno di età è la pistola più prodotta al mondo da una innumerevole quantità di aziende sparse in tutto il mondo. Con il termine generico di “1911” si indica appunto un'arma che si basa sul disegno originale della 1911, o meglio della sua naturale evoluzione tecnica, la 1911-A1. Il modello “1911” è chiamato “Government”, nella sua versione civile full-size, ma esistono anche versioni di taglia ridotta, come la Officer's o la Commander. La Colt identifica la piattaforma basata sulla 1911 come "O frame". Nata per camerare il calibro 45 ACP, oggi la 1911 è prodotta in versioni che utilizzano praticamente tutti i tipi di cartuccia per pistola automatica presenti sul mercato, come ad esempio il 9 mm Parabellum, il 380 Super Auto, il 40 S&W o il 10 mm Auto.
S&W 1911
Un clone di 1911-A1 elaborato per le gare, particolarmente accattivante, prodotto dalla acerrima rivale della Colt, la Smith & Wesson..
2 STAGE TRIGGER
Scatto in due tempi. Si identificano con questo termine i sistemi di scatto che adottano una precorsa, nettamente distinguibile, prima dello sgancio definitivo. Questo sistema è derivato dalle armi militari che adottano uno scatto più lungo per ragioni di sicurezza. Oggi viene utilizzato anche per i sensibilissimi grilletti delle armi da gara, in quanto preferito da molti tiratori. La precorsa è detta "primo tempo" o "primo stadio", mentre la fase che porta allo sgancio vero e proprio è detta "secondo tempo" o "secondo stadio". Per sparare con questo tipo di scatto, il tiratore deve inserire il dito all'interno della guardia e con una minima pressione, annullare la precorsa del grilletto, fino a quando questo non raggiunga un determinato punto, in cui si ferma. Una volta raggiunto il punto di ingaggio del secondo tempo, occorre aumentare progressivamente la forza sul grilletto, in modo da fargli compiere l'ultimo breve tratto, che determina lo sparo. Questo tipo di scatto può essere più o meno regolabile, completamente o parzialmente, a seconda del tipo di arma e dell'utilizzo a cui è destinata. In genere gli scatti delle armi da gara hanno regolazioni complete e molto fini, quelli delle armi sportive hanno solo regolazioni parziali, mentre quelli delle militari o da difesa non hanno nessun tipo di regolazione. La regolazione avviene principalmente tramite tre viti, posizionate in prossimità del grilletto, che permettono di modificare sia il peso di scatto che l'ampiezza della corsa di primo e secondo tempo. Nelle armi da gara esistono anche altre regolazioni, che agiscono anche sulle caratteristiche fisiche del gilletto, angolazione e distanza, oltre che sul meccanismo interno dello scatto.
Two stage trigger
Due tipi di scatto a due tempi di carabine ad aria compressa. A sinistra lo scatto di una carabina PCP Air Arms S410, completamente regolabile nel peso e nella corsa dei due tempi, tramite semplici viti a vista. La vite A regola il peso dello scatto, mentre la vite B modifica la corsa del secondo tempo. La rimanente vite C permette di regolare la corsa del primo tempo. A destra invece troviamo il celebre scatto "Rekord" che equipaggia le carabine springer della Weihrauch. Sebbene si tratti di un pacchetto di scatto molto quotato, il Rekord permette un numero minore di regolazioni, perché è montato su armi meno sofisticate. La grossa vite che spunta da dietro al grilletto serve a modificare il solo peso di scatto. Le altre regolazioni possono avvenire, con una certa difficoltà, solo rimuovendo momentaneamente il ponticello dell'arma.
2011
Con il termine “2011” si definiscono tutti quei cloni di automatica Colt con fusto in materiale sintetico, introdotti dalla STI, che sono la naturale evoluzione del modello “1911”. Questi differiscono dall'originale, oltre che per avere un castello realizzato parzialmente in materiale plastico, per l'adozione di un caricatore bifilare di grande capacità. Questo tipo di armi è prodotto soprattutto in configurazione sportiva adatta principalmente al tiro dinamico, ma ne esistono anche versioni da difesa e per uso militare, tattico o di polizia. La forma del fusto di polimero, privo di guancette staccabili per contenerne l'ingombro, è di fatto diventato uno standard, tanto che le varie parti sono intercambiabili tra modelli di varie marche, esattamente come succede per la vecchia “1911”. Esistono quindi per questo tipo di arma diversi produttori di accessori che permettono il “tuning” dell'arma, a prescindere dal modello e dalla marca della pistola. Nel campo soft-air sono riproduzioni di modelli “2011” le Hi-Capa Tokio Marui e WE, oppure le STI, SV o Infinity marchiate Western Arms.
STI Eagle 5.0
La STI Eagle è un classico esempio di frame 2011. Il castello è formato da una parte superiore in acciaio, unita tramite delle semplici viti Allen ad una impugnatura in materiale plastico. Il ponticello è solidale all'impugnatura.
Matui STI Eagle 2011
Questa STI è in realtà una replica soft-air, prodotta dalla Tokyo Marui ed equipaggiata di tutto punto per la pratica agonistica del tiro dinamico.Come potete notare, sul fusto è stampigliata la scritta 2011.
.22 LONG RIFLE
Il calibro .22 Long Rifle è una cartuccia di tipo orlato (rimmed), a percussione anulare (rimfire). La sua designazione metrica è 5,6x15 mm R. La cartuccia a percussione anulare ha un bossolo privo di sede per l’innesco a capsula. E’ l’intero fondello del bossolo che ha la funzione di innesco, e l’accensione della miscela detonante si ottiene percuotendone l’orlatura. Le cartucce di questo tipo sono caratterizzate da una potenza esigua, in quanto le pareti del bossolo devono necessariamente essere sottili, affinché possa avvenire la percussione. Non essendo in grado sopportare forti pressioni, le cartucce a percussione anulare sono in genere poco potenti.

La nascita della cartuccia calibro .22 Long Rifle risale al 1887, quando l'azienda americana J. Stevens Arms and Tool Company, la mise in commercio. Originariamente la cartuccia aveva un proiettile da 40 grani (2,6 grammi) e una carica di polvere nera da 5 grani (0,32 grammi). La cartuccia è stata realizzata unendo il bossolo della .22 Long, con il proiettile della .22 Extra Long. Le prime cartucce High Speed in calibro .22 LR sono state commercializzate nel 1930 della Remington, con proiettile pieno da 40 grani, o hollow point da 37 grani, entrambi in piombo nudo.

E’ ancora oggi la più diffusa e venduta tra le cartucce per fucile e pistola, a causa del basso costo, delle buone prestazioni balistiche, e della semplicità ed economicità delle armi che la camerano. La sua portata massima è di quasi 1000 metri, quindi le sue prestazioni non sono affatto da sottovalutare. Come indica il nome, Rifle significa carabina o fucile a canna rigata, la munizione è stata originariamente concepita per l’utilizzo con le armi lunghe. Ed infatti per la legge italiana è considerata una cartuccia per pistola, con tutte le limitazioni di detenzione e acquisto che questo comporta.
Cartucce calibro .22 Long Rifle
Cartucce calibro .22 Long Rifle prodotte dalla Fiocchi
9x21 IMI
La 9x21 IMI, detta anche 9x21 o 9x21 Italian, è un cartuccia per pistole a chiusura stabile, nata per aggirare il divieto italiano al calibro 9 mm parabellum per il mercato civile. La 9 mm Parabellum, detta anche 9x19 Nato o 9 Luger, è la cartuccia per pistola semiautomatica più diffusa sull’intero pianeta, ed è la munizione da fianco di numerosissimi eserciti e polizie di tutto il mondo, Italia compresa. Il calibro 9x21 utilizza lo stesso identico bossolo del 9x19, lasciato “più lungo” di 2 millimetri in fase di produzione. Questi due millimetri di ottone in più rendono le due cartucce diverse, ma, ovviamente la munizione più lunga, può essere del tutto sovrapponibile a quella più corta. La 9x21 IMI può usare le stesse cariche, avere le stesse dimensioni, caratteristiche e prestazioni del più piccolo 9x19 Parabellum, Nato o Luger che dir si voglia. Ma non sempre vale il contrario. Alcuni caricamenti al limite, del 9x21, messi a punto per la pratica del Tiro Dinamico Sportivo, non possono essere replicati con il 9x19 perché pericolosi. Il 9x21 è in ogni caso una cartuccia nata per il mercato civile italiano, per cui, dl punto di vista delle munizioni commerciali, viene caricata sempre in maniera del tutto tranquilla, e tenendo conto che il nostro codice pone delle limitazioni al tipo di munizioni effettivamente utilizzabili per la difesa personale. In commercio si trovano sicuramente munizioni nel calibro principe, il 9 Parabellum, con configurazioni più potenti e lesive rispetto alle munizioni commerciali in 9x21. Dal punto di vista pratico, qualunque arma nata per il 9x19 mm può essere adattata con molta facilità al 9x21, e questo ne ha decretato l’immediato successo nel nostro paese. Le armi camerate per il 9x21, possono sparare senza troppi problemi anche il 9 mm parabellum, ma si tratta di una pratica sconsigliata, oltre che vietata. La storia del 9x21 è un po’ travagliata. Lo scopo era appunto quello di trovare una cartuccia in calibro 9 mm, che pur non essendo una 9 Para, permettesse un facile adattamento delle armi camerate per questo calibro. In pratica la maggior parte delle pistole di grosso calibro del mondo, che erano di fatto proibite ai tiratori italiani, o che dovevano essere trasformate pesantemente e con risultati spesso al di sotto delle aspettative. All’inizio degli anni ’80, iniziarono ad arrivare in Italia i primi proiettili calibro 9 per pistola, che prima di allora erano tutti vietati, perché considerati da guerra. Le munizioni calibro 9 permesse, però non si adattavano molto bene come sostitutive del calibro 9 mm per elezione, il 9 mm Parabellum, che rimaneva, ed è tutt’ora, vietato. Almeno per quanto riguarda le pistole semiautomatiche. Il 9 mm Para fu creato all’inizio del secolo appena trascorso da Georg Luger, che prese il bossolo del 7,65 Parabellum, e lo allargò per introdurvi un proiettile da 9 mm. Il 7,65 mm Parabellum, trasformato in 9 mm perse la sua configurazione a bottiglia per diventare quasi cilindrico (in realtà è leggermente conico) e la sua lunghezza passò a 22 a 19 mm. Questa premessa è necessaria per capire meglio la storia del 9 mm nostrano, il 9x21 IMI. Nel 1982 Erasmo Giordano fece la stessa cosa che aveva fatto Georg Luger, allargò il 7,65 Parabellum, solo che lasciò 2 mm di bossolo in più. Partendo al bossolo del 7,65 creò un calibro 9x21 GP, che in pratica era un 9x19 Parabellum con bossolo allungato a 21 mm. L'acronimo GP sta per Giordano e Piscetta. Giordano sviluppò la munizione, e Armando Piscetta, titolare della fabbrica d'armi Jager, realizzò la pistola da presentare alla Commissione, una Colt Commander. La cartuccia non superò la richiesta di catalogazione, con la motivazione che la pistola per essa camerata poteva anche sparare il vietatissimo 9 mm Parabellum. Giordano non si arrese e creò la sua 9x21 partendo dal bossolo del 9x23 Steyr, sviluppando così la 9x21 Jager, che venne accettata. Si trattava di una munizione con il bossolo cilindrico, invece che leggermente conico, e sebbene rappresentasse un’ottima sostituta della 9x19 Parabellum, la cartuccia cadde nel dimenticatoio, in quanto nessuno sembrava interessato a produrla. Fino a che la IMI non iniziò a produrre una munizione calibro 9x21 mm, su richiesta di un importatore italiano, Gianni Benvenuti, della “F.Benvenuti srl” di Firenze, il quale nel 1984, ottenne la catalogazione della IMI Defender, in calibro 9x21 Jager (cat. 4151). Benvenuti, cogliendo il potenziale della 9x21 Jager, contattò la IMI per convincerli a produrre la cartuccia. La IMI rispose che non era economico produrre una cartuccia ex-novo, con bossolo cilindrico, ma che poteva benissimo produrre una cartuccia simile, partendo dal 9x19 Parabellum, tagliando il bossolo a 21 mm invece che a 19 mm, direttamente in fase di produzione. In pratica realizzò la stessa identica munizione che era stata bocciata due anni prima dalla commissione, perché troppo simile alla vietata 9x19 mm. Inaspettatamente la "9x19 lunga" presentata come 9x21 Jager, venne accettata. In seguito la IMI smise di utilizzare la denominazione 9x21 Jager, e iniziò ad utilizzare l'attuale denominazione 9x21 IMI, che poi diventò semplicemente 9x21. La cartuccia gode di ottima popolarità anche in Messico, paese in cui, al pari dell'Italia, il calibro 9x19 Parabellum è vietato.
Sicura abbatticane della Beretta 92FS
Un bossolo 9 mm Luger, a sinistra, a confronto con un bossolo 9x21. Altezza a parte, i due bossoli sono identici.
ABBATTICANE
Nelle moderne pistole automatiche in azione mista spesso è presente una leva che ha la funzione di abbattere il cane in sicurezza, senza la necessità di doverlo accompagnare con il pollice dopo aver agito sul grilletto. Spesso è la stessa leva della sicura manuale ad avere anche funzione di abbatticane. In genere il percussore viene sottratto all'azione del cane, prima che quest'ultimo si abbatta su di esso, ma ci sono casi in cui il cane colpisce direttamente la testa del percussore, mentre questo è bloccato dalla sicura automatica al percussore.
Sicura abbatticane della Beretta 92FS
La sicura della Beretta 92 FS ha anche la funzione di abbatticane.
ACCIARINO
Meccanismo della armi ad avancarica a pietra focaia, atto a diffondere il fuoco nella carica di lancio. In un’arma a pietra focaia l’azione sul grilletto libera il cane, il quale tiene stretto tra le sue ganasce un pezzo di selce. La selce va a colpire una martellina in acciaio cementato, e per attrito si formano delle scintille che vanno ad incendiare la polvere da sparo contenuta nello scodellino. A suo volta attraverso il focone, un piccolo foro che mette in comunicazione lo scodellino con la culatta, il fuoco si diffonde alla carica di lancio, facendo partire il colpo. Comunemente con il termine acciarino si identificano anche i sistemi a miccia, a ruota, e poi anche i meccanismi di percussione a cani esterni o interni. L’acciarino a selce lasciò il posto ai sistemi a capsula fulminante, generalmente denominati a “luminello” o a “percussione”.
ACP
ACP è l'acronimo di “Automatic Colt Pistol” ed indica una serie di cartucce per pistole automatiche introdotte dalla Colt. Ad esempio il 32, che corrisponde all'europeo 7,65 Browning, o la famosissima 45 ACP, che è stata la cartuccia adottata dall'esercito degli Stati Uniti fino al 1985 quando è stato sostituito dal 9mm. Recentemente il calibro 45 ACP non più ritenuto un calibro militare ed è stato legalizzato in Italia per l'uso civile.
AIR ARMS
La Air Arms è una azienda britannica che produce carabine e pistole ad aria compressa di eccellente fattura. Air Arms è un marchio che fa capo alla società madre NSP, una azienda di ingegneria meccanica con sede nella contea del Sussex, a circa 100 chilometri dalla capitale Londra. La sua produzione, peraltro piuttosto limitata in quanto a numero di modelli, è iniziata nel 1970, e si concentra soprattutto su carabine springer e PCP. Si tratta di modelli molto rinomati ed apprezzati soprattutto tra chi pratica la disciplina del “field target”, nata in Gran Bretagna e ormai divenuta molto popolare ancheda noi. I modelli proposti dalla Air arms sono nati in collaborazione con i migliori tiratori e preparatori di armi ad aria compressa anglosassoni. Nel 2005 la NSP ha assorbito la Falcon Airguns, altra casa produttrice di armi ad aria compressa britannica di indubbio valore tecnico. Ultimamente anche il distributore italiano, la Domino Guns Srl di Settimo Milanese, sta attivamente collaborando allo sviluppo dei modelli Air Arms.
Air Arms TX-200Mk3
La Air Arms TX-200 Mk3, una carabina springer che non ha eguali, desiderata ed ambita dagli appassionati di tutto il mondo. Nata in concorrenza alla tedesca Weihrauch HW 77, che dominava sui campi di Field Target Britannici, la TX 200 è stata sviluppata con la collaborazione dei migliori progettisti e preparatori del settore. Al suo interno la carabina nasconde scelte tecniche molto sofisticate per essere un prodotto di serie.
Particolari Air Arms TX-200Mk3
A canna fissa con caricamento underlever. Oltre ad avere delle eccezionali caratteristiche tecniche, la TX-200 ha anche un calcio in faggio splendidamente rifinito ed intagliato.
Air Arms S-400 MPR FT
La S-400 MPR FT, Multi Purpose Rifle Field Target, una versione della classica S-400 creata appositamente per il field target. Si tratta di una monocolpo PCP con serbatoio dell'aria precompressa posizionato sotto la canna. Il caricamento del pallino avviene tramite un manettino bolt action. Come potete vedere, il montecarlo è regolabile e il compensatore di volata ha la stessa finitura silver della manetta di caricamento.
Air Arms S-410 Carbine
Un particolare della S-410 Carbine la versione corta della S-410. Il modello si differenzia dalla S-400 per la presenza di un caricatore amovibile a tamburo da 10 colpi che permette il rapido doppiaggio dei colpi, Il caricatore, che si intravede in foto sotto l'ottica, costa da solo come una economica carabina springer cinese. Sempre nella foto si nota il manometro per misurare la pressione dell'aria compressa.
Air Arms ProSport
La Pro Sport è una elegante carabina a molla, del tutto simile alla TX-200, ma con la leva di caricamento sapientemente nascosta all'interno dell'astina del calcio.
CZ S200
La CZ S-200 è una PCA sviluppata in collaborazione con la CZ. Più semplice e decisamente meno elegante e rifinita della S400, si propone come una alternativa più economica a quest'ultima.
AIRGUN
Arma a gas (vedi)
AK-47, AKM e AK-74
L'Avtomat Kalashnikova obrazka 1947 goda, ovvero il fucile automatico Kalashnikov modello 1974, meglio conosciuto come AK47 o più semplicemente come Kalashnikov, è il fucile d'assalto adottato dall'esercito russo nel 1951 e sviluppato da Michail Kalashnikov. Il funzionamento è a presa di gas e il calibro originale è il 7,62x39. Le varie evoluzioni dell'AK-47 arma semplice da costruire, affidabile, robusta e praticamente priva di rinculo, hanno armato almeno una cinquantina di eserciti regolari. La sua grande semplicità d'uso che non necessita di alcun addestramento specifico, lo ha reso il fucile ideale di un numero imprecisato di eserciti irregolari, o di semplici fuorilegge. In realtà l'AK-47 ha avuto un travaglio un po' difficile; nell'idea originale di Michail Kalashnikov il fucile doveva essere prodotto quasi interamente in lamiera per diminuirne i costi di produzione. Per problemi legati alla robustezza e al peso ridotto, che rendeva l'arma difficile da gestire, i tecnici russi dovettero necessariamente ricavare il fusto dell'AK-47 dal “pieno” aumentando così costi e tempi di produzione. Solo più tardi con l'introduzione del modello semplificato, denominato “AKM”, costruito in lamiera stampata, il “Kalashnikov” divenne veramente l'arma semplice, economica ma allo stesso tempo estremamente efficiente, che era da sempre stata nella mente del suo progettista. Per diminuire il rilevamento del modello AKM, molto più leggero dell'AK-47, è stato escogitato un semplicissimo freno alla bocca dell'arma, che consisteva nella volata tagliata in oblicuo, in modo che i gas dello sparo si sfogassero parzialmente verso l'alto, crendo una spinta che compensava efficacemente il rilevamento dell'arma. Questo espediente ha dato origine alla cosiddetta “canna a fetta di salame” che è da sempre la caratteristica più riconoscibile dell'arma. Recentemente il fucile ha subito delle modifiche piuttosto sostanziali con l'introduzione del modello AK-74 in calibro 5,45x39mm, dotato di estrattore migliorato, ma soprattutto di un nuovo freno di bocca decisamente più efficace del precedente. Questo nuovo modello si distingue dal precedente, per il caricatore in materiale plastico colorato di rosso mattone. La colorazione si è resa necessaria per evitare che, nella foga della battaglia, i due caricatori contenenti un diverso tipo di munizionamento potessero essere scambiati per errore.
AK 74
L'AK-74, si riconosce a prima vista dall'AK-47 per il caricatore di colore rosso mattone.
ALETTE DI CHIUSURA
Sporgenze ricavate sull’otturatore di un’arma a ripetizione manuale o automatica. Tali alette si inseriscono all’interno di appositi recessi ricavati nella culatta, determinando la chiusura dell’otturatore per consentirne lo sparo. Per aprire l’otturatore e caricare un nuovo colpo, lo si fa ruotare, svincolando le alette dai recessi della culatta, in modo da poterlo arretrare. Un tipico esempio di alette di chiusura sono quelle ricavate sulla testa dell’otturatore dei sistemi ad otturatore manuale girevole scorrevole tipo Mauser, oppure quelle dell’otturatore dei fucili d’assalto tipo AR15-M16, il cui movimento è automatico, ottenuto attraverso lo sfruttamento i gas di sparo.
ALZO
L'alzo è l'inclinazione che deve avere l'arma per colpire un bersaglio posizionato ad una certa distanza. A causa della traiettoria parabolica del proiettile occorre inclinare in maniera differente l'arma a seconda della distanza del bersaglio da colpire. Per fare questa operazione è necessario sollevare o abbassare l'elemento posteriore del sistema di mira, lasciando fisso quello anteriore, in modo che quando i due organi di mira risultino allineati l'arma sia leggermente inclinata verso l'alto. L'alzo è quindi l'elemento che permette di determinare l'inclinazione verso l'alto dell'arma. Con il termine di "alzo" si identifica l'elemento posteriore dei dispositivi di mira classici che è generalmente accoppiato ad un elemento anteriore, posto in prossimità della bocca della canna, chiamato più semplicemente “mirino”. L'elemento posteriore è detto anche “ritto”, "diottra" o “tacca di mira”, a seconda di quale forma assuma. L'alzo può essere fisso, come nel caso di pistole destinate alla difesa o al tiro istintivo, oppure registrabile per adeguarsi alle diverse distanze di tiro. In alcuni casi la tacca di mira è assente del tutto, ad esempio su armi molto compatte destinate al porto occultato, su armi di precisione nate appositamente per essere utilizzate tramite un dispositivo di mira ottica, o ancora su antichi fucili ad avancarica destinati alla truppa, alla quale veniva chiesto semplicemente di rivolgere l'arma verso il nemico e fare fuoco. La tacca dell'alzo è in genere formata da una lamina dotata di un intaglio centrale che va allineato al mirino prima di fare fuoco. A volte l'alzo è formato da na diottra, ovrero un piccolo forellino anziché da una tacca. Negli strumenti di puntamento ottici l'alzo si regola agendo sulla apposita torretta in genere posizionata sulla parte superiore dello strumento.
Alzo Mauser M96
L'alzo di un Mauser M96.
Vari tipi di alzo
Alcuni tipi di alzo: 1 Americano Whinchester, 2 Inglese Enfield, 3 Francese, 4 Austriaco Lorentz, 5 Americano Zuave, 6 Svizzero Federale 1851.
ANICS
L’ Anics Group di Mosca è un’azienda russa produttrice di armi ad aria compressa o CO2. Recentemente si è messa in evidenza per aver prodotto una serie di pistole CO2 dotate di un rivoluzionario caricatore di grande capacità. Una di queste pistole, la “Beretta 9000S Thundercat” è stata prodotta su licenza originale per la casa italiana. Rispetto alla concorrente più illustre, la tedesca Umarex, la Anics offre prodotti decisamente meno accurati, sia come costruzione che come materiali usati.
Anics Beretta 9000S
L'Anics Beretta 9000S costruita su licenza della casa madre.
Anics Skif A3000
La Anics Skif A 3000, il best-seller della casa russa, tristemente nota per l'eccessiva durezza dello scatto. La linea della A 3000, sebbene ricalchi quella delle moderne pistole automatiche, è del tutto originale. Il caricatore della A 3000 contiene ben 28 colpi.

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Commenti

Stu
09 Mag 2014, 11:36
Hi, I have a co2 anics beretta a9000,do you sell parts for these. Please,thank you.
Alessandro
04 Feb 2013, 18:28
Dal distributore:

Armi Sport - via Milano 2, 25020 Azzano Mella (Bs) - www.armisport.com

Oppure nelle armerie che la vendono.
Andrea
04 Feb 2013, 18:15
dove posso trovare un caricatore per una Anics a112??
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