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Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary

Cybergun KWC Colt 1991-A1 100th Anniversary

Non c'é nulla di più realistico di una bella airsoftgun full metal in calibro 6mm BB, per l'allenamento, e per la pratica al maneggio delle armi da fuoco. Questa KWC, importata dalla francese Cybergun, è praticamente identica ad una 1911-A1 militare. I marchi Colt, utilizzati su licenza, la rendono un pezzo interessante anche per i collezionisti.
Il soft air nasce in Giappone all'incirca nel 1980, per soddisfare le esigenze dei molti appassionati di armi che non potevano praticare liberamente la loro passione. Non che in Giappone l'accesso alle armi sia vietato, come spesso si legge in giro. In Giappone si producono e si vendono armi da fuoco come in qualunque altra parte del mondo libero, ma il possesso di armi da parte dei comuni cittadini è in ogni caso osteggiato da leggi che lo rendono complicato se non addirittura impossibile. Siccome i Giapponesi sono mediamente appassionati di modellismo, ecco che vari produttori di modelli in scala iniziarono a proporre alla loro clientela anche repliche di armi in scala 1:1. Spesso tali armi, veramente molto dettagliate, "sparavano" una sorta di colpo a salve di bassa potenza, contenuto in bossoli metallici riutilizzabili. Tale sistema, il plug fire caps, esiste ancora. Un po' alla volta arrivarono i meccanismi che permettevano a queste riproduzioni, rigorosamente in ABS, di sparare proiettili di plastica, e quando il fenomeno iniziò a prendere piede, i principali produttori si riunirono in una associazione e definirono lo standard delle neonate Air Soft Gun (ASG). Standardizzarono, ad esempio, il tipo di proiettile, che sarebbe stato sferico, in plastica per soddisfare le restrittive leggi nipponiche sulle armi, e di 6 mm di diametro (oggi alcuni produttori propongono anche calibri differenti, come l'8 mm).
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
L'interno della confezione.
Benché l'airsoftgun nasca come un fenomeno essenzialmente giapponese, sviluppato in Giappone e, almeno inizialmente, fruibile dai soli Giapponesi, la storia vuole che l'invenzione debba essere invece attribuita agli americani. La Daisy, la famosissima azienda produttrice di armi giocattolo ad aria compressa per bambini, produsse negli anni '70 e '80 pistole giocattolo, con funzionamento molla e pistone, di bassissima potenza, adatte ai bambini più piccoli, le quali sparavano appunto proiettili in plastica tondi. Riportata sulle confezioni era presente la definizione soft-airgun, che distingueva questi giocattoli dalle più serie "airguns", le vere e proprie armi ad aria compressa. IN qualche maniera questi giocattoli giunsero in Giappone, e probabilmente furono di "ispirazione" ai vari produttori di riproduzioni inerti di armi.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Ecco la pistola così come viene venduta. Per legge la volata deve essere colorata di rosso.
Ben presto, il Giappone in quegli anni era già una potenza economica consolidata, la produzione vera e propria si trasferì nella vicina Taiwan. A Taiwan producevano le armi, che poi venivano spedite in Giappone. In Giappone venivano sottoposte ai controlli di qualità, confezionate e vendute con il marchio delle aziende Giapponesi, quali Tokyo Marui, Western Arms, Maruzen e altri. Mentre i grossi marchi Giapponesi si preoccupavano quasi esclusivamente al mercato interno (ed è ancora così), i produttori di Taiwan, sfruttando il know how assimilato dai Giapponesi, iniziarono a produrre in proprio le stesse identiche armi giocattolo. Questi prodotti erano destinati al mercato interno, ma soprattutto all'esportazione nei paesi occidentali. 20 anni fa, quando più o meno iniziai ad interessarmi alle riproduzioni soft-air, nei pochi negozi italiani del settore, si trovavano, accanto alle riproduzioni dei marchi giapponesi più prestigiosi, le equivalenti produzioni Made in Taiwan. Riproduzioni perfette, identiche in ogni dettaglio alle controparti Giapponesi. Tanto uguali che si poteva prendere una qualunque pistola scarrellante marchiata "Omega", e l'equivalente modello originale della Western Arms, smontarle, mescolare i pezzi, e rimontarle a casaccio, senza alcuna difficoltà. Ma anche tanto diverse. Costavano la metà, ma i materiali non erano all'altezza di quelli giapponesi. Tanto per citare due marchi famosi dell'epoca. le riproduzioni Western Arms, giapponesi, pur essendo in ABS, non si rompevano mai, mentre le Omega, prodotte a Taiwan cadevano letteralmente a pezzi dopo pochi colpi. Siccome non aveva molto senso rispettare le estremamente restrittive leggi giapponesi, per dei prodotti destinati ad altri mercati, ad un certo punto i produttori di Taiwan decisero di sostituire l'ABS con la più robusta ed economica lega metallica pressofusa. I produttori giapponesi non potevano farlo perché la legge non lo permetteva. Recentemente venne introdotto anche l’utilizzo, come propellente, della bomboletta seltz di CO2, anch’essa vietata in Giappone.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Ho eliminato il colore rosso per fare le fotografie. Viene via facilmente ed è sempre meglio dei tappi parzialmente occlusivi incollati alla volata che utilizzano alcune altre repliche.
Oggi le ASG giapponesi continuano ovviamente ad essere un punto di riferimento in fatto di progettazione, sono ancora perfette in quanto a accuratezza della riproduzione, funzionamento, materiali e finiture. Ma per rispettare la normativa, continuano anche ad essere costruite essenzialmente in ABS, o al più in leggero alluminio, e il gas propellente continua ad essere il 134a, ecologico, ma caratterizzato da un alto costo e una bassa energia di propulsione. La produzione vera e propria si è spostata da Taiwan alla Cina, la quale ha in breve iniziato a proporre anch’essa un suo catalogo per il mercato internazionale, così come aveva fatto Taiwan decenni prima. In Europa, se si parla di pistole scarrellanti, il prodotto giapponese è diventato più che altro di nicchia. Solo le pistole della Tokyo Marui sembrano avere un buon mercato, probabilmente più per merito della fama che l'azienda si è guadagnata con la sua linea di fucili elettrici, che non per il prodotto in se. A farla da padrone sono di sicuro le ASG prodotte a Taiwan e in Cina, alimentate a Green Gas o a CO2, e realizzate completamente in metallo. La plastica è utilizzata solo dove è prevista anche sull’arma originale. Pur rispettando il limite imposto di 1 joule di energia, più che sufficiente a divertirsi in un ambiente domestico, queste riproduzioni, garantiscono l'estremo realismo, un rinculo potente e deciso, sono tutte in metallo, hanno la consistenza e il peso delle pistole vere, comandi e componenti praticamente indistinguibili da quelli delle vere armi da fuoco.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
La pistola finalmente priva della colorazione rossa.
In questo panorama di clonatori la KWC si è sempre distinta per un certa originalità dei propri prodotti. Sebbene il principio generale di funzionamento non si discostasse mai troppo da quello utilizzato dai giapponesi, le armi prodotte dalla KWC hanno sempre avuto dei particolari differenti, che probabilmente gli hanno permesso di non infrangere (almeno non troppo) le leggi sul copyright. Probabilmente è uno dei motivi per cui l'azienda Taiwanese collabora attivamente con colossi occidentali del calibro di Umarex, e Cybergun. La Colt 1911-A1 militare, della seconda guerra mondiale, descritta in questo articolo, viene commercializzata con il marchio Cybergun, e presenta di sicuro delle particolarità inedite nel campo delle pistole soft-air alimentate a CO2.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Oltre alla pistola e al caricatore, nella confezione sono presenti una chiave a brugola per serrare la capsula di CO2, un foglio di istruzioni e una scatolina di pallini da 0,20 grammi.
La pistola viene venduta all'interno della solita scatola di cartone, al cui interno troviamo gli alloggiamenti preformati in polistirolo espanso, che ospitano l'arma, il caricatore, una chiave a brugola per l'inserimento della capsula di CO2, una confezione di pallini sferici calibro 6 mm BB in plastica da 0,20 grammi, e uno striminzito foglio di istruzioni. E' da notare come la pistola entri a fatica all'interno del suo alloggiamento nella confezione in polistirolo, per via della staffa porta correggiolo che protrude dalla base del calcio.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
La pistola è molto realistica.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Il lato destro del pulsante di sgancio, presenta un intaglio che va ruotato con un piccolo cacciavite, per separarlo dal fusto. Al posto del cacciavite si può utilizzare uno dei tre rebbi della molla a lamina. La 1911 militare è stata progettata per poter essere completamente smontata senza necessità di attrezzi, ma utilizzando gli stessi pezzi già rimossi come cacciaviti e cacciaspine.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
La sicura dorsale classica. Il suo azionamento è leggero, tanto che difficilmente ci accorgeremmo della sua presenza. Blocca comunque lo scatto in maniera molto efficace, quando non è premuta.
Tecnicamente si tratta di una pistola soft-air calibro 6 mm, blowback, alimentata a CO2, full metal, dotata di sistema di stabilizzazione del pallino denominato BAXS System. Il peso totale da scarica è di 900 grammi, contro i 975 grammi riportati sulla confezione. La pistola priva di caricatore pesa 750 grammi, e quindi il solo caricatore ne pesa 150. L'energia misurata alla bocca è di 1 joule pieno, utilizzando pallini da 0,25 grammi, per cui l’arma raggiunge il limite massimo esprimibile per legge. L'autonomia di una singola capsula di CO2 è di 50 colpi o poco più. Il sistema di funzionamento "ricorda" da vicino quello utilizzato dalla Tokyo Marui, ma la componentistica è invece più simile a quella delle pistole blowback prodotte dalla Western Arms. Questo connubio funziona egregiamente, a parte qualche piccolo particolare, come vedremo più avanti.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
A sinistra l'arma vera, a destra la replica a CO2. Manca la testa dell'estrattore. E' uno dei particolari che saltano immediatamente all'occhio.
La Colt 1911-A1 militare, della seconda guerra mondiale è stata replicata in maniera molto, ma molto soddisfacente. Qualunque appassionato di armi, specialmente se appassionato della mitica 1911, non potrebbe che essere d’accordo. La finitura superficiale ha lo stesso colore della parcherizzazione grigia utilizzata nel modello originale. In questo caso si tratta ovviamente di una verniciatura grigia, che oltretutto, se osservata da vicino, risulta essere leggermente metallizzata. In realtà l'originale è piuttosto opaco e grezzo, ma la vernice metallizzata rende abbastanza bene l'idea della "ruvidità" delle superfici fosfatate delle 1911-A1 prodotte durante la seconda guerra mondiale. Unica pecca è che tale vernice tende a graffiarsi facilmente. Nei punti di sfregamento questo scolorimento superficiale produce un buon effetto realistico. Così come è realistico il peso. L'originale 1911-A1 pesa più o meno 1050 grammi. La replica in questione ne pesa 150 in meno, ma impugnandola si fa fatica ad accorgersene. Tolto il caricatore, e tolti quindi altri 150 grammi, la differenza di peso, rispetto all’originale, si fa sentire. Il caricatore delle soft-air è sempre massiccio e molto pesante. In questo caso, dovendo replicare un caricatore monofilare, il peso non è eccessivo, per cui la pistola mantiene un'ottima consistenza anche dopo averlo estratto dal suo alloggiamento, ma non abbastanza da ingannare un esperto. Il buon peso della replica è dovuto alla costruzione, interamente in metallo. Si tratta di una lega di zinco pressofusa, e non certo di un ben più nobile e robusto acciaio al carbonio, ma in ogni caso sia l'occhio che il tatto rimangono più che appagati dall'utilizzo del matallo al posto della plastica. Anche il bilanciamento è ottimo, molto differente da quello delle soft-air in ABS, il cui peso è quasi completamente concentrato all’interno del calcio.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
La 1911-A1 con cane armato e sicura inserita.
Le scritte sul lato sinistro del carrello sono quelle originali della Colt 1911-A1 di ordinanza. Purtroppo non sono rullate sul metallo, ma semplicemente riportate in bianco con il laser. Non è proprio una tecnologia adatta ad un’arma di 70 anni fa, ma il cavallino rampante della Colt è sempre un bel vedere. Soprattutto perché l'alternativa proposta dalla concorrenza, che non ha la possibilità di sfruttare in marchi in licenza, e quella di lasciare un tristissimo carrello liscio, privo di qualunque marchio o scritta. IN questi casi marchi e scritte di fantasia, sarebbero sicuramente preferibili. Ottimi i comandi; il grilletto ha una corposità del tutto credibile. Sgancio del caricatore, sicura, cane e arretramento del carrello rendono il maneggio della replica assolutamente realistico. Lo scarrellamento manuale è decisamente più agevole rispetto a quello di una 1911 vera, a causa delle molle di recupero necessariamente più leggere, ma anche quello di questa KWC oppone una piacevole resistenza, specialmente quando il cane è disarmato.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Il carrello arretrato e bloccato dalla leva dell'hold-open.
Manca il "click" della mezza monta del cane, ma questo compare miracolosamente dopo aver inserito una capsula di CO2 carica, a causa del particolare funzionamento del sistema blowback, che prevede un percussore “flottante” nel fusto. Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte alle guancine in plastica marrone, ma quelle della 1911-A1 militare, per una questione di abbattimento dei costi, erano proprio fatte così. Oltretutto non sono neppure brutte, e si accostano a meraviglia alla percherizzazione grigia della pistola, sia che si tratti dell’arma vera, che della replica a CO2. Insomma la pistola è assolutamente realistica, e sia a vederla che a toccarla fa proprio un figurone.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
I proiettili che si vedono in foto sono veri colpi in calibro .45 ACP.
Un genio si valuta dall’impatto e dalla durata della sua opera. Nel mondo delle armi da fuoco c’è stato un progettista, un uomo, il cui lavoro ha cambiato le cose, e perdura fino ad oggi. Il suo nome è John Moses Browning, e durante la sua attività ha progettato praticamente ogni tipo di arma da fuoco portatile. Ancora oggi le sue armi sono in produzione e il loro design è ancora oggi piacevolmente moderno. Una di queste è stata la Colt 1911. La Colt 1911 è "LA" pistola semiautomatica per eccellenza. Progettata in un periodo in cui il concetto di "ergonomia" ancora non esisteva, la 1911 ha dimensioni e peso "giusti" per un’arma da pugno. Le pistole semiautomatiche prodotte in seguito ne hanno mantenuto forme dimensioni e pesi, se non addirittura copiato di sana pianta il sistema di funzionamento. Le pochissime che non l’hanno fatto sono oggi pezzi da museo. Le sue quote sono in grado di mettere d’accordo esigenze di servizio militare e di precisione. l'impugnatura della 1911 è ancora oggi una delle migliori viste su una pistola semiautomatica. La disposizione e la funzionalità dei comandi è assolutamente perfetta. Un'arma in grado di adattarsi alla perfezione ad ogni mano, e che si gestisce in maniera del tutto naturale. Non stupisce il fatto che nel tempo, la 1911 si sia conquistata un posto d'onore anche e soprattutto come arma sportiva, e non solo come arma di servizio. Queste ottime doti naturali le troviamo riportate tali e quali sulla riproduzione a gas compresso CO2, in calibro 6 mm prodotta dalla KWC.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
C'è un piccolo pallino che si intravede all'interno dello scasso dove si innesta la sicura manuale. Il particolare è assente nell'arma vera.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
La sicura manuale inseria con il cane armato. Purtroppo la sicura funziona in maniera totalmente anomala, tanto da essere pericolosa.
Si tratta ovviamente di una versione militare, e come tale priva di tutte gli aggiornamenti presenti nelle versioni più recenti, sportive e tattiche, dell’immortale pistola proggettata da John Moses Browning. Il che tradotto in linguaggio soft-air, significa principalmente che la pistola è dotata di mire fisse dal profilo abbastanza ridotto, che la rendono leggermente più difficile da gestire rispetto a pistole, sempre basate sull’impianto 1911, di concezione più moderna. Tutti gli altri aggiornamenti presenti sulle 1911 prodotte di recente, assenti su questa replica per ragioni storiche, pur rappresentando un effettivo miglioramento dell'arma da fuoco, non hanno il minimo impatto sulla versione soft-air. La stessa KWC produce numerose altre repliche 1911, basate sulla stessa identica meccanica, di derivazione più moderna. Il loro funzionamento è assolutamente identico, e valgono in linea di massima le stesse considerazioni e valutazioni fatte per questa Colt 1911-A1 militare.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
Lo smontaggio da campo della pistola. Si noti la molla di recupero supplementare che avvolge la canna, assente nell'arma vera.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
La canna porta alcuni segni. Sono provocati perlopiù dalla seconda molla di recupero.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
La pistola con i componenti principali. Ingrandendo l'immagine si può intravvedere la rotellina di regolazione dell'hop-up, sotto la culatta.
Il livello di dettaglio è veramente superlativo, ci sono pochissimi particolari esterni che differiscono rispetto all'originale arma da fuoco. Se escludiamo il fondello del caricatore, che deve necessariamente ospitare un meccanismo per l’inserimento e la foratura della capsula di CO2, la pistola è praticamente indistinguibile da quella vera. Solo una persona veramente esperta noterà alcune lievi differenze. L'unico particolare, in grado di indispettire un vero esperto, è la mancanza della testa dell’estrattore che spunta dalla faccia posteriore del carrello. Questo particolare mi lascia un po’ disorientato, in quanto è presente su molte altre riproduzioni soft-air, anche di minor pregio. Le mire non sono ricavate direttamente sul carrello, ma fissate al carrello come quelle vere, o almeno in maniera simile. Il mirino è rivettato, mentre la tacca di mira è innestata a coda di rondine, e bloccata tramite due vitine a croce interne al carrello, quindi non accessibili dall'esterno. Per accedervi è necessario rimuovere il meccanismo del polmone blowback, bloccato da una vite a brugola, che in qualche maniera “simula” la presenza del percussore della pistola vera. La finestra della tacca di mira è molto stretta, e la luce laterale, quando si acquisisce il mirino, è veramente ridotta al minimo. Mire così strette favoriscono il tiro mirato, a discapito tiro rapido. Ma anche il tiro mirato è ostacolato dalla forma e dalla finitura traslucida della rampa del mirino, che rifrange la luce.
Cybergun KWC Colt 1911-A1 100th Anniversary
La 1911 in calibro .45 ACP, è stata la pistola d'ordinanza degli Stati Uniti per più di mezzo secolo. Negli anni '80 fu sostituita dalla Beretta M9.
La finestra d'espulsione è come l’originale, piccola e stretta; le 1911 di recente produzione hanno la finestra d'espulsione maggiorata e svasata, per favorire l'espulsione del bossolo esausto. A noi importa ben poco, visto che non ci sono bossoli da espellere. In questo modo la veridicità storica della riproduzione è salvaguardata, senza penalizzarne l’affidabilità. Dalla finestra si intravede una culatta del tutto credibile, anch'essa "parcherizzata", come l'intera canna. Manca la scritta incisa relativa al calibro ".45 AUTO", presente invece sull'arma vera. Ancora una volta un osservatore estremamente pignolo potrebbe notare come la culatta, e quindi l’intera canna della riproduzione soft-air sia decisamente più orizzontale, rispetto a quella dell’arma vera, che al contrario punta decisamente verso il basso. In realtà quella che si vede dall’esterno non è la vera canna della pistola, ma solamente un copricanna, che replica alla perfezione, o quasi, le forme della vera canna di una 1911. La vera canna, ad anima liscia, in ottone, che permette al modello di sparare i proiettili tondi in calibro 6 mm, è nascosta all'interno di questo copricanna. Il copricanna è basculante, e riproduce, per quanto possibile, il movimento della vera canna della 1911, la quale si svincola verso il basso durante la prima fase di rinculo. La vera canna interna, invece è fissa. Questa complicazione, apparentemente inutile, permette di mantenere il massimo realismo, preservando comunque una certa precisione di tiro. Tutto ciò per il solo piacere di vedere la canna rinculare assieme al carrello, come nell'arma vera. Che poi se dovessimo fare un sondaggio nei poligoni italiani scopriremmo che il 90 percento dei tiratori neppure lo sa, che la canna della loro pistola rincula assieme al carrello.
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Commenti

Alessandro
26 Mag 2016, 10:22
Immagino che per riuscirci ci riesca. Se poi li spari o li sputi un'altro discorso.

Ciao
Alessandro
Federico
23 Mag 2016, 17:25
Buonasera, ho questo modello e mi trovo molto bene.... volevo sapere se riesce a sparare pallini in metallo 6 mm da 0,80 gr.
Grazie
Alessandro
14 Mar 2016, 06:01
Bisogna tirare via il perno usando un paio di pinze. Ti dico gi che io non ci sono riuscito, secondo me facile che si rompa, per nei forum dicono che il sistema quello.

Ciao
Alessandro
Pino
13 Mar 2016, 20:19
Buona sera.
Volevo sapere come posso dividere,la canna interna con quella esterna della colt 1911 KWC,per sostituirla con una di precisione grazie .

Pino
Eraldo
02 Nov 2014, 21:57
Grazie Alessandro, cortese come sempre.
Alessandro
02 Nov 2014, 15:20
Basta strofinarla con un po' di wd40.

Ciao
Eraldo
02 Nov 2014, 14:04
Com' popssibile ripulire la volata della colt 1911 nella recensione? Grazie. Eraldo
Peter Lambert
16 Dic 2013, 13:12
Hi. Can you Please advise on ANY Dealers that have spare parts for: Air-Match 600 & CMS Mr6 pistola's..

Thank you..
Peter
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