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LA PULIZIA DELLE ARMI DA FUOCO

Dopo aver abbondantemente trattato l'argomento della pulizia delle armi ad aria compressa, mi sembrava il caso di fare altrettanto con le armi da fuoco. Ecco la mia personale "ricetta" per la pulizia delle pistole, dopo una sessione a fuoco al poligono.
Questo articolo non vuole essere una guida, non nel senso stretto del termine. Quando si parla di pulizia di armi da fuoco ognuno di noi ha la sua ricetta, che nella stragrande maggioranza dei casi va più che benone. Quella che andrò a descrivere è la mia personale ricetta di pulizia. E’ possibile che troviate qualche spunto interessante, che in futuro potreste decidere di adottare, per integrare il vostro sistema di pulizia. Molte armi vengono rovinate da un eccesso di pulizia, esattamente come molte altre si danneggiano per mancanza di regolare pulizia. Personalmente preferisco pulire le mie armi, ogni volta che le utilizzo. Per la pulizia ordinaria in genere mi limito allo smontaggio da campo. Di tanto in tanto, eseguo una pulizia approfondita smontando completamente (per quanto possibile) l’arma.

Per prima cosa i materiali. Utilizzo un comune catino per l’acqua, all’interno del quale smonto e ripongo i pezzi dell’arma. Uno di quei contenitori di plastica piuttosto capienti, che si comprano al supermercato. Sto ovviamente parlando di armi corte, ma in ogni caso il contenitore è utile anche per la pulizia delle armi lunghe, in quanto la sua funzione è essenzialmente quella di raccogliere i solventi utilizzati nella pulizia. Poi occorrono giornali vecchi per coprire il tavolo da lavoro. Come solventi per la pulizia successiva ad una sessione di tiro al poligono, utilizzo Petrolio Bianco, oppure un olio sovente detergente, come il WD-40, il Gun Care o altro. Solventi più aggressivi, come il Diluente Nitro o l’Acqua Ragia, sono spesso utilizzati nella pulizia delle armi, ma hanno delle controindicazioni. Intaccano il legno, quindi le guancette o le calciature vanno rimosse. Inoltre sono molto volatili, quindi non possono agire a lungo per cui non assolvono ad una funzione emolliente degli accumuli dei residui dello sparo, come hanno invece sia il Petrolio Bianco, ma soprattutto il WD-40 e simili. E ovviamente vanno utilizzati in ambienti ventilati. Più che per la pulizia vera e propria, io li utilizzo per un risciacquo dei pezzi appena puliti e asciugati, per rimuovere i residui di solvente e sgrassare bene tutto. In genere li utilizzo solamente quelle poche volte che smonto completamente l’arma per pulirla più a fondo. Di tanto in tanto, oltre alla pulizia ordinaria, va fatta anche quella straordinaria.
Pulizia armi
Gli scovoli e la bacchetta di pulizia.
Servono non solo per pulire l’anima della canna, ma possono essere usati come spazzolini per pulire tutto il resto. I più duri hanno le setole in ottone. Si riconoscono perché hanno le setole dure, disposte in eliche ordinate. Poi ci sono quelli in bronzo solforoso, più teneri, che vanno benissimo per pulire anche l’esterno delle parti in acciaio inox. Vi assicuro che non lo graffiano, e tolgono bene lo sporco, perché hanno setole molto più sottili e fitte, rispetto a quelli in ottone. Non mi fiderei troppo ad utilizzare questi scovoli per la pulizia delle bruniture, ma so di gente che li usa. Per le parti brunite preferisco utilizzare quelli con setole sintetiche, che sono quelli più morbidi e che si utilizzano per rimuovere i residui di sporco già distaccati dagli scovoli metallici. Gli scovoli per aria compressa o calibro .22 sono ottimi per pulire i fori dei percussori e altri recessi difficilmente raggiungibili da scovoli e spazzolini più grandi. Esistono poi scovolini in lana per la pulizia finale dell’anima della canna. La bacchetta formata da più pezzi innestabili la utilizzo solo per gli scovoli. Non amo particolarmente l’innesto porta pezzuole, ed in effetti non ne possiedo neppure uno. Per le pezzuole preferisco utilizzare il filo.
Pulizia armi
Il filo porta pezzuole.
Si tratta di filo sottile in rame ricoperto di gomma, ricavato da un cavo di rete per il computer. I fili all’interno del cavo sono intrecciati a due a due. Si taglia un pezzo di filo doppio, lungo più del doppio di quanto occorre, lo si piega in due per la lunghezza e lo si intreccia lasciando un’asola in testa dove si inserisce la pezzuola. A questo punto si fora un bastoncino di legno lungo 10 cm circa, e lo si fissa al filo in maniera salda per formare il manico. Solitamente utilizzo il filo con il manico per pulire l’anima della canna delle pistole e del revolver, quando ho bisogno di passare una pezzuola che prema con forza tra le rigature in modo da pulirle più a fondo. Il filo privo di manico lo uso per le camere del revolver, e quando devo solo asciugare le canne con una pezzuola di carta assorbente. Il filo senza manico è più veloce da utilizzare, mentre quello con il manico permette di tirare con più forza. Le pezzuole si possono acquistare già pronte, oppure si possono ritagliare vecchie camice o stracci che ormai non usiamo più. In linea puramente teorica sarebbe preferibile che non facciano fili, ma se le utilizziamo per pulire la canna delle armi corte, è indifferente. La canna corta delle pistole è facilmente ispezionabile, e una passata con uno scovolo sintetico asciutto può eliminare facilmente ogni possibile filo rimasto in canna. Per asciugare e rimuovere l’olio, si può passare il filo con una pezzuola ricavata da un rotolo di carta assorbente per la casa.
Pulizia armi
Spazzolini e pennelli.
Gli spazzolini da denti che non utilizziamo più vengono bene per pulire le armi. Anche i pennelli, vanno benissimo per un risciacquo di solvente prima dell’asciugatura, in modo da rimuovere lo sporco rimosso da spazzolini e spatole. Un pennellino da pittore è ottimo per la lubrificazione finale, prima del rimontaggio.
Pulizia armi
Spatole metalliche.
Il modo più semplice per realizzare una spatolina in ottone, è quello di recuperare un bossolo calibro .223 Remington, e di appiattirne la bocca con delle pinze, come in fotografia. La spatolina in ottone è comoda e utile per rimuovere i residui più resistenti che si attaccano al metallo, e per pulire le guide di carrello e fusto delle semiautomatiche. In particolare la spatola rimuove con facilità i residui dalla faccia dell’otturatore, e nei dintorni del cono di forzamento dei revolver. In questi ultimi l’accumulo, specialmente negli spigoli del telaio sopra al cono di forzamento e sopra allo scudo dell’otturatore, è molto consistente ed evidente anche dopo aver sparato solo poche centinaia di colpi.
Pulizia armi
Per una pulizia ordinaria, dopo una sessione di tiro, effettuo lo smontaggio da campo dell’arma e ripongo i pezzi all’interno del contenitore. Verso in maniera abbondante e uniforme il petrolio, oppure come in questo caso, spruzzo su tutta la superficie dei pezzi una generosa dose di WD-40. Lo lascerò agire per un po’ di tempo.
Pulizia armi
Con lo spazzolino pulisco accuratamente ogni punto dell’arma.
Pulizia armi
Raschio accuratamente via dalla faccia dell’otturatore tutti i residui neri, utilizzando la spatola ricavata dal bossolo in ottone. Se l’arma è brunita i residui non si notano molto, ma sono comunque presenti e vanno rimossi.
Pulizia armi
Sempre utilizzando la spatola pulisco la gola delle guide di carrello e fusto. In questo caso mi aiuto con una pezzuola, perché non mi aspetto di trovare morchie, ma solo un po’ di sporco.
Pulizia armi
Una volta terminato, spruzzo o verso un altro quantitativo di solvente e spazzolo via lo sporco che ho rimosso, utilizzando un pennello.
Pulizia armi
Per una pulizia veloce della canna, a volte utilizzo una schiuma che rimuove i residui di rame, tombacco e piombo. In realtà di tratta di una pulizia molto superficiale, che va bene solo se ho sparato solo pochi colpi. I residui, soprattutto quelli che si accumulano immediatamente dopo la camera di cartuccia, nella parte iniziale della rigatura, non vengono minimamente rimossi dalla schiuma.
Pulizia armi
Lascio agire la schiuma per il tempo indicato dal produttore, e quindi la rimuovo passando una o più pezzuole, fino a quando non escono pulite.
Pulizia armi
Per una pulizia della canna più approfondita, utilizzo WD-40 e scovolo. Ho trattato la canna a parte, perché dicono che il petrolio bianco, solvente che a volte utilizzo al posto del WD-40, potrebbe intaccare lo scovolo in bronzo solforoso. Per questo motivo non utilizzo mai il petrolio, ma sempre il WD-40.
Pulizia armi
Dopo aver lasciato l’olio agire per un po’ di tempo, passo lo scovolo in bronzo, oppure per una pulizia più approfondita, lo scovolo in ottone. Per rimuovere i residui più resistenti, dovuti ad un eccessivo accumulo a causa di una scarsa pulizia, è preferibile lasciare agire l’olio per una notte intera. Quando eseguo la pulizia ordinaria la canna è il primo pezzo a cui spruzzo il WD-40, ed è l’ultimo che pulisco, in modo che il solvente contenuto nell’olio agisca più a lungo.
Pulizia armi
Quindi passo filo e pezzuole per rimuovere lo sporco che ho raschiato via con gli scovoli metallici.
Pulizia armi
Con lo spazzolino pulisco l’esterno della canna, la rampa di alimentazione e la stella di annerimento del vivo di volata.
Pulizia armi
Se lo sporco fosse troppo resistente posso utilizzare lo scovolo in bronzo, oppure uno spazzolino con qualche goccia di Sidol, un prodotto che lucida il metallo, che si compra al supermercato o dal ferramenta.
  Seguente

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Commenti

Alessandro
24 Set 2015, 18:48
Assolutamente no, vai tranquillo. il polimero con cui sono fatte le armi da fuoco pi inattaccabile dell'acciaio. Il WD-40 in ogni caso innocuo per le plastiche e i legni.

ciao
Alessandro
Roberto
24 Set 2015, 18:05
Ciao volevo chiederti se il wd40 non rovina un'arma in polimero, grazie
Roberto
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