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Colt Combat Elite

COLT COMBAT ELITE .45 ACP

Immediatamente riconoscibile dalla livrea bicolore, la Colt Combat Elite è basata sulla meccanica XSE, la più moderna incarnazione della classica 1911 prodotta dalla casa di Hartford.
Le pistole tipo 1911A1 in calibro .45 ACP, forse ve ne sarete accorti, sono in assoluto le mie preferite, in special modo quelle marchiate Colt. Il fatto è che non so resistere al fascino di queste meravigliose armi, ed ecco quindi che me ne sono portato a casa un’altra.

Colt Combat Elite
La Combat Elite viene venduta completa di doppio caricatore all’interno della classica valigetta Colt di colore blu.

L’esemplare in questione è un modello “Combat Elite” caratterizzato dalla finitura duotone, fusto inox e carrello brunito, che ricorda un po’ le realizzazioni custom americane di fine anni ’70. Per il resto l’arma non si differenzia molto da un comune modello Government XSE. Una Colt .45 Auto in chiave moderna, con beavertail, mire a basso profilo e sicura automatica al percussore, come dettato dalle odierne esigenze operative.

Colt Combat Elite

DALLA 1911 ALLA XSE L'EVOLUZIONE DELLA COLT GOVERNMENT

Il modello Colt M1911, in calibro .45 ACP, nato dalla sapiente collaborazione tra la fabbrica Colt e John Moses Browning, fu adottata come pistola d’ordinanza dall’esercito americano nel 1911. Nel 1924 l’esercito approvò una serie di modifiche migliorative, ma di importanza relativamente modesta, e la pistola cambiò denominazione in M1911A1, Le modifiche vennero introdotte in maniera definitiva nel 1926. La pistola militare rimase pressoché immutata fino al 1985 quando venne sostituita dalla Beretta M9. In ambito civile la Colt propose le sue versioni della M1911 prima, e della M1911A1 dopo, sotto la denominazione commerciale di “Government model”.

Colt Combat Elite

La produzione commerciale differiva da quella militare per le scritte e per la maggiore cura delle finiture e della scelta dei materiali. Per il resto, almeno dal punto di vista meccanico le “Government Model” non differivano per alcun particolare delle controparti militari M1911 e M1911A1. Nel 1933 la Colt introdusse sul mercato la sua prima variante civile del modello militare, ovvero la versione da tiro della Government; la “National Match Pistol” differiva dalla pistola strettamente di serie per la canna di precisione, per gli accoppiamenti interni curati a mano, per gli zigrini di grilletto e dorsalino portamolla, e per le guance in noce. Ancora oggi le canne montate sui modelli di punta o sportivi della casa di Hartford vengono definite come “National Match”.

Colt Combat Elite
La canna è del tipo National Match.

Dopo una breve interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale, la produzione della Government da tiro riprese, assumendo la denominazione di “Gold Cup National Match”, con delle modifiche minime rispetto alla versione precedente. Dal punto di vista meccanico, le Gold Cup montavano un piccolo meccanismo aggiuntivo sullo scatto per evitare il rimbalzo del cane. Dal 1970 al 1983 la Colt introdusse una ulteriore variazione al modello base, con il modello “Colt MkIV Series 70 Government Model”, caratterizzato da una innovativa boccola di volata, il “collet bushing”, che migliorava la precisione degli accoppiamenti, senza tuttavia aumentare significativamente i costi di produzione.

Colt Combat Elite

Nel 1983 la svolta, che probabilmente contribuì, più di altre, al declino di Colt, in favore di altri produttori di pistole tipo 1911A1. Con la “Colt MkIV Series 80 Government Model” la meccanica della 1911 venne aggiornata, introducendo la famigerata sicura automatica al percussore. L'aggiornamento non venne mai pienamente metabolizzato dal grosso degli appassionati d’oltre oceano. La “vera” Serie '80 continuò a montare la boccola di volata elastica della Serie '70. Il Collet Bushing si rivelò a lungo andare strutturalmente debole, e fu accantonato a partire dal 1988, per ritornare alla boccola piena.

Colt Combat Elite
La modifica maggiormente osteggiata dagli appassionati di tutto il mondo. La sicura automatica al percussore consiste in un pistoncino, che protrude dal carrello, il quale blocca il percussore.
Viene sollevato, per sbloccare il percussore, da quella piccola leva visibile nel fusto, a sua volta attivata da una seconda leva posta più in basso e azionata dalla corsa del grilletto.

Nel 1992 la Colt rivoluzionò il proprio catalogo, introducendo la Enhanced Series 80, più in linea con l’ormai consolidato mercato di pistole tipo 1911A1 Custom. Per la clientela più tradizionalista, nacque la “1991 Series”, che manteneva una linea vecchio stile, pur presentando gli ultimi aggiornamenti meccanici, tra cui l’ormai irrinunciabile sicura automatica. Le nuove Colt .45 Auto avevano un aspetto più in linea con il mercato dell’epoca, con una sicura dorsale maggiorata e mire più grandi installate a coda di rondine. Purtroppo per Colt gli americani accolsero freddamente le modifiche. A livello personale ho sempre pensato che le Colt Series 80 Enhanced Model siano in assoluto le più brutte Colt Government mai prodotte dalla casa di Hartford.

Colt Combat Elite

Una modifica poco nota riguarda il Barrel Hood, l’appendice rettangolare di chiusura della canna contro la faccia dell’otturatore, che nelle nuove pistole è più stretta di circa un millimetro, rendendo di fatto le nuove canne non più intercambiabili con le vecchie. Una ulteriore modifica meccanica consistette nell'abbandono della mezza monta del cane con funzione di blocco dello scatto, in favore di una più comune monta di sicurezza.

Colt Combat Elite

Nel 1998 la serie “XS” sostituì la Enhanced, che nel frattempo aveva fatto registrare il crollo delle vendite. Al nuovo modello non andò affatto meglio, e la “XS” venne sostituita dalla “XSE” già a partire dal 1999. La “XSE Series” è quella attualmente in catalogo, e anche se nel tempo anch'essa fu oggetto di una serie di aggiornamenti, perlopiù estetici, non venne modificata la denominazione. L'unico aggiornamento di un certo rilievo introdotto in questi ultimi anni, è stato l'invito di alimentazione della camera, che ha assunto una particolare configurazione a “doppia rampa”.

Colt Combat Elite
La particolare conformazione della rampa di alimentazione della canna contraddistingue l’attuale produzione Colt.

Rispetto ad una M1911A1 militare tradizionale, le nuove Colt della serie “XSE” propongono alcuni accorgimenti costruttivi che ne migliorano affidabilità ed ergonomia. Particolari che ritroviamo in toto anche sulla Combat Elite descritta su queste pagine, che a tutti gli effetti è una Colt Government XSE.

Colt Combat Elite

LA COLT COMBAT ELITE

La pistola in oggetto è stata fabbricata ed importata in Italia nel 2012. A certificarlo il punzone "IT 2012", sul lato destro del fusto, oltre al sito ufficiale Colt, che permette una comoda ricerca dell’anno di produzione della propria pistola Colt, inserendo il numero di serie. Un esemplare abbastanza recente, quindi, che appartiene alla nuova generazione di pistole Colt prodotte facendo largo uso di macchine a controllo numerico.

Colt Combat Elite

Da proprietario di un'altra Colt moderna, ma di produzione meno recente, ho apprezzato molto la finitura, sia interna che esterna, di questa Colt Combat Elite. Non si notano segni visibili di lavorazione, neppure nelle parti interne più nascoste. Stesso discorso vale per le tolleranze in generale. Fusto e carrello scorrono senza giochi eccessivi, mentre l'accoppiamento canna, bushing e carrello, è preciso pur non essendo estremo. Le tolleranze sono ancora rivolte maggiormente verso l'affidabilità, piuttosto che alla precisione, ma mentre in precedenza la realizzazione generale sembrava più che altro frutto di una scarsa manodopera, adesso l’idea che se ne ricava è quella di una precisa scelta costruttiva.

Colt Combat Elite

In un mondo di pistole costruite con polimeri, leghe leggere e microfusione, le pistole tipo 1911 rappresentano l’archetipo delle “belle pistole”, armi di pregio, realizzate con cura e fatte per durare. Al contrario, però, quando la 1911 nacque, rappresentò un chiaro esempio di pistola militare, rozza ma estremante affidabile. D’altro canto, nel mondo di allora, le poche pistole semiautomatiche presenti sul mercato, perlopiù di origine europea, erano sofisticati gioielli di meccanica di precisione, che richiedevano stretti accoppiamenti realizzati a mano. Oggi, quelle pistole si trovano tutte conservate nei musei, mentre la 1911 ha resistito egregiamente alla prova del tempo, tanto che oggi sta addirittura vivendo il suo periodo di massima diffusione tra gli appassionati di tutto il mondo. Colt ha sempre cercato di mantenere fede alle origini della 1911, mentre altri produttori hanno puntato su lavorazioni più spinte.

Colt Combat Elite

La canna inox, tipo National Match, ha le superfici interne lucidate a specchio, e garantisce un'eccellente precisione, per altro tipica della piattaforma 1911A1. Il vivo di volata non sembra adeguatamente protetto da urti o cadute, non essendo presente alcuna lavorazione di svasatura verso l’interno della corona. Particolare la lavorazione dell’invito di alimentazione della camera di cartuccia. Si tratta di un brevetto esclusivo di Colt, che per il momento nessun altro produttore ha adottato, rivolto a favorire l’affidabilità di alimentazione. Al centro della svasatura della canna, è presente una ulteriore rampa più piccola, che ha lo scopo di facilitare l’introduzione del colpo in canna, minimizzando la porzione non protetta del bossolo. Premendo con forza sopra la culatta esposta dalla finestra di espulsione, si può notare un minimo gioco. Si potrebbe eliminare montando una biella leggermente più alta, ma questo lieve gioco non sembra avere ripercussioni negative sulla precisione, mentre di contro montare una biella più alta potrebbe dare luogo ad altri tipi di problemi. In effetti, come vedremo più avanti la pistola è estremamente precisa.

Colt Combat Elite
La corona del vivo di volata non sembra adeguatamente protetta dagli urti. Forse da un marchio prestigioso come Colt ci si dovrebbe
aspettare una cura maggiore per i dettagli.

Come già accennato il carrello è in acciaio al carbonio, ovviamente ricavato dal pieno. Ben lavorate le parti interne con superfici lisce e segni di lavorazione praticamente inesistenti. La finitura superficiale consiste in una spessa brunitura nera, con le superfici laterali piatte spazzolate, e le altre aree satinate opache. Gli intagli di presa sono inclinati e duplicati anche nella parte anteriore del carrello. Si tratta di intagli a sezione rettangolare, correttamente distanziati e leggermente incassati rispetto alla superficie laterale del carrello. Consentono una presa salda e sicura. La finestra di espulsione è, come si conviene ad una pistola tipo 1911A1 moderna, giustamente abbassata ed allargata. E’ anche sagomata in modo da ridurre al minimo i contatti con il bossolo espulso.

Colt Combat Elite
Gli intagli di presa sono replicati anche nella parte anteriore del carrello. Ottimo e ben definito il mirino Novak.

Le mire Novak di tipo fisso a tre punti bianchi, sono innestate a coda di rondine. La tacca di mira è a basso profilo per ridurre la possibilità di impigliamento durante l’estrazione. In generale si tratta di mire nette e ben acquisibili, con una giusta luce tra il mirino e i lati della finestra della tacca di mira, ben sfruttabili sia nel tiro lento mirato che nel tiro rapido. Il mirino in particolare, nonostante la presenza del punto bianco di riferimento, per via degli spigoli netti e puliti, risulta essere eccellente anche per il tiro lento meditato, permettendo di sfruttare al meglio la precisione intrinseca della pistola. L’azzeramento è quello tipico da difesa, per il quale occorre mirare al centro del bersaglio, cosa abbastanza usuale per un’arma destinata al tiro action. Il taglio della coda di rondine è Novak standard, per cui è sempre possibile sostituire senza grossi problemi la tacca fissa con una regolabile, in caso si volesse destinare la pistola alla pratica del tiro a segno più classico.

Colt Combat Elite
La robusta tacca di mira fissa Novak, a basso profilo. L’azzeramento è quello tipico del tiro difensivo.

L’estrattore scorre sciolto all’interno della sua sede, tanto che credevo fosse necessario rimetterlo in tensione. Inaspettatamente garantisce una presa molto salda sul fondello del bossolo, ed è bloccato con una certa forza dalla piastrina di ritegno posteriore. In ogni caso mi sono preoccupato di verificare che il tunnel di alloggiamento dell’estrattore avesse le quote giuste, inserendovi un altro estrattore, ed è risultato tutto nella norma. L'estrattore funziona bene, anche se è stato necessario fare ricorso ai soliti due o tre colpetti di lima per fargli digerire tutti i tipi di proiettile.

Colt Combat Elite
La testa dell’estrattore interno protrude dalla faccia posteriore del carrello otturatore.

Il fusto è in acciaio inox forgiato, completamente ricavato da pieno per successive lavorazioni. Anche in questo caso le lavorazioni sono molto buone, persino nei punti meno accessibili. Rispetto al fusto di una tradizionale pistola tipo 1911A1 è stata apportata una piccola modifica, a prima vista di poco conto. Nel tentativo di migliorare l’ergonomia generale dell’arma è stato ricavato un piccolo incavo sotto la guardia del grilletto, in modo da inserirvi il dito medio della mano forte, e alzare ulteriormente la presa rispetto ad una Government tradizionale. In questa maniera il rilevamento percepito dal tiratore durante il fuoco si riduce, e il ritorno in punteria viene velocizzato. Come tutti i tipi di appendici o incavi anatomici, può risultare gradito o meno a seconda del tipo di mano che si possiede. Personalmente non ho ancora deciso se mi piace o no. Durante il fuoco non mi ha mai dato fastidio, e forse l’incavo permette effettivamente di alzare la presa. Di contro, l’appoggio della falange del dito sotto alla parte piatta sembra meno comodo rispetto alla rotondità della classica impugnatura della 1911.

Colt Combat Elite
L’incavo anatomico sotto al ponticello.

Ho trovato ottima la bella sicura dorsale tipo beavertail. Permette una presa realmente alta, e pur proteggendo completamente la mano non risulta essere molto più spessa della classica sicura dorsale stretta tipo 1911-A1, non aggiungendo quindi rilevanti aumenti alla distanza del grilletto. Il “ricciolo” dell'elsa è conformato in maniera tale che il cane, in posizione armata, vi affondi all'interno in maniera consistente. Esteticamente l'accoppiamento risulta molto gradevole. Il generoso “memory bump”, il risalto che fuoriesce dalla parte inferiore della sicura dorsale garantisce comunque una facile disattivazione anche con prese deboli o poco ortodosse.

Colt Combat Elite
La sicura dorsale maggiorata beavertail consente una presa alta e sicura. Il cane in posizione armata affonda letteralmente dentro all’elsa. Il risalto inferiore facilita il disinserimento della sicura anche con prese deboli.

La sicura manuale maggiorata con la leva rigata è d’obbligo su un’arma di questo tipo. Lo scopo, oltre a velocizzare l’operazione di disimpegno della sicura, è quello di offrire un naturale e ampio appoggio per il pollice durante il fuoco. Per qualche strana ragione la smussatura del bordo posteriore della sicura manuale si interrompe prima di arrivare allo spigolo posteriore. Sembrerebbe un particolare voluto, forse per costringere coloro abituati a sparare tenendo il pollice sotto la sicura, a mantenere una posizione più bassa del pollice, ed evitare che questo possa inavvertitamente sollevare la leva della sicura stessa durante il fuoco. Come conseguenza, tenere appoggiato il pollice sopra la sicura, come è giusto che sia, risulta scomodo e fastidioso, soprattutto durante il fuoco, proprio a causa della presenza dello spigolo posteriore non raccordato. Una scelta abbastanza incomprensibile, un dettaglio di poco conto che rovina un po’ quella che sarebbe stata altrimenti un’eccellente impugnatura.

Colt Combat Elite
La sicura manuale maggiorata e rigata. Mi lascia perplesso lo
smusso che si interrompe prima della piega posteriore,
rendendone scomoda la presa.

Il dorsalino porta molla, (mainspring house) è di tipo diritto, come vuole la moda attuale. Pur essendo realizzato in materiale plastico, il colore è quello giusto, e si accoppia perfettamente con il fusto a livello estetico. Personalmente non ho nulla contro il mainspring house in plastica, funziona esattamente come quello in matallo e non da problemi di alcun tipo, ma in questo caso devo fare un piccolo appunto. La sua superficie posteriore è rigata, ma essendo appunto il pezzo in plastica, non avrebbe certo comportato una spesa superiore farlo zigrinato anziché rigato. Ne avrebbe guadagnato sia l’estetica che la stabilità della presa.

Colt Combat Elite
Mainspring House in plastica.
Si noti il fondello del caricatore con inciso il marchio Colt.
  Seguente

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