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SCHEDE
 
 
 

SHOOTING CHRONY BETA RECENSIONE E TEST COMPLETO

La descrizione e la prova completa del famoso shooting Chrony, il cronografo balistico che si apre come un libro. Un approfondito test per valutare l'affidabilità delle misure ottenute utilizzando questo strumento.
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PRECISIONE O AFFIDABILITA'?
Un cronografo funziona in maniera tutto sommato semplice: ci sono due fotosensori, applicati alle due estremità dell’apparecchio. Questi fotosensori rilevano il passaggio di una pallottola, quando questa passa sopra di loro, reagendo al momentaneo cambiamento della quantità di luce che ricevono. Il raggio d’azione di questi fotosensori è amplificato da una coppia di lenti, che rendono meno difficoltosa la “cattura” del passaggio del proiettile. Non appena il proiettile passa sopra la prima fotocellula, un circuito attiva il contatore di un cronometro elettronico al quarzo, e quanto lo stesso proiettile viene intercettato dal secondo sensore, tale cronometro viene fermato. A questo punto, la velocità viene semplicemente calcolata applicando la ben nota formula : v = d / t dove d è la distanza tra i sensori, e t è il tempo misurato dal cronometro. La velocità così calcolata, in metri al secondo, o in piedi al secondo, viene visualizzata sul display. Tenendo conto che un qualunque strumento di misura, anche il più sofisticato e costoso, è soggetto ad un errore, più o meno grande, dovremo abituarci all’idea che il valore misurato non sarà mai perfettamente uguale alla velocità assoluta del proiettile, e che comunque, anche se lo fosse, non avremo mai modo di saperlo con sicurezza. L’unica cosa che si può pretendere, nei limiti del possibile, è che lo strumento sia affidabile, ovvero che l’errore strutturale commesso sia percentualmente sempre il medesimo, che sia piccolo rispetto alla grandezza misurata e che non intervengano fonti di errori casuali, maggiori di quelli strumentali dichiarati dalal casa. In questo caso, più che le velocità assoluta del proiettile, all’appassionato interessa fare confronti di velocità, per lvalutare la costanza, la precisione e il rendimento dell'arma. Va da sé che quello che si chiede ad un cronografo, più che la precisione assoluta, è l’affidabilità dei risultati, ovvero che l’errore commesso sia quanto più possibile indipendente da cause esterne fortuite e casuali, che le misure siano quanto più ripetibili, e che i valori ottenuti in diverse sessioni di misura siano confrontabili tra loro. Le principali fonti di errore casuali o fortuite, e bene dirlo, dipendono principalmente dal fattore umano, ovvero dalla maniera con cui si utilizza lo strumento e dal modo con cui si raccolgono i dati. Difficile pensare che la moderna elettronica possa essere poco affidabile o poco precisa, che i sensori si attivino casualmente o che il cronografo interno possa commettere errori significativi. Chiarito questo punto, non posso fare a meno di esprimere una perplessità che ho sempre avuto riguardo ai cronografi di tipo tradizionale. Alla fine, l’unica variabile sulla cui affidabilità mi sento poco tranquillo, è la semplice e banale misura della distanza percorsa dal proiettile. La prima perplessità riguarda proprio il fatto che i Chrony si aprono a libro, per favorirne il trasporto; la distanza tra i sensori dipende quindi non solo dalla maniera in cui si apre il cronografo, ma anche dalle tolleranze di montaggio e dalla robustezza delle cerniere. Diciamo però, che se evito di urtare o danneggiare l’involucro dello strumento, e mi assicuro sempre di aprire il cronografo completamente, la distanza tra i sensori dovrebbe essere sempre la stessa, e di conseguenza la misura dovrebbe risultare, se non precisa, perlomeno coerente, che poi è quello che interessa maggiormente. Però non è affatto detto che la distanza tra i sensori, corrisponda alla lunghezza del tratto effettivamente percorso dal proiettile. Se il proiettile dovesse compiere una strada più lunga, per passare sopra ai fotosensori, la velocità calcolata dallo strumento risulterà essere inferiore a quella reale, perché il calcolo viene fatto in base alla distanza tra le cellule di rilevamento, non in base alla reale distanza percorsa dal proiettile, che è impossibile da misurare in maniera semplice. Sappiamo che la traiettoria del pallino è una parabola, e non un retta, ma per il tratto di soli 12 pollici (30,5 cm) analizzato dal cronografo, si può tranquillamente considerare la traiettoria come una retta, certi di non commettere alcun errore. Ma se ad esempio, l’arma venisse posizionata leggermente in diagonale, rispetto alla linea retta ideale che unisce i sensori, la distanza effettivamente percorsa del proiettile risulterebbe essere effettivamente maggiore rispetto a quella misurata tra le fotocellule. Alla stessa maniera se la canna venisse puntata con un discreto alzo, la traiettoria del proiettile punterebbe verso l’alto, e ancora una volta lo strumento calcolerebbe una velocità inferiore a quella vera.
Shooting Chrony Beta
La velocità misurata dallo strumento dipende dall’allineamento della canna rispetto ai sensori.
Si prenda come esempio la figura riportata sopra; a sinistra si vede il modo corretto di allineare la canna al cronografo. La traiettoria del proiettile, che per quel breve tratto possiamo considerare rettilinea, rappresentata dalla linea tratteggiata blu, interferisce con l’area di azione dei sensori, il cui punto di intersezione è rappresentato dalla crocetta rossa, alla stessa altezza e in linea perfettamente retta. Il proiettile ha percorso esattamente la stessa distanza che esiste tra i due sensori, quindi la misura della velocità, che ricordo viene calcolata, non misurata direttamente, sarà la più precisa possibile. Nel secondo caso, il proiettile interseca il raggio di azione dei sensori viaggiando sia in diagonale che verso l’alto. La distanza che percorre è decisamente superiore alla distanza tra i sensori, per cui il tempo misurato dal cronografo sarà maggiore, e la velocità calcolata in base alla distanza tra le fotocellule, risulterà inferiore. Detta in parole più semplici, il perfetto allineamento della canna dell’arma con i sensori, è quella che garantisce la più alta misura della velocità. In tutti gli altri casi si commetterà un errore, sempre per difetto, che andrà a sommarsi a quello prodotto dallo strumento. Per fare in modo di minimizzare questo errore, o perlomeno di renderlo costante, occorre allineare meglio possibile arma e strumento, e fare in modo che la loro posizione reciproca non cambi durante la prova. Questa ultima condizione diventa un po’ un’utopia, soprattutto utilizzando un’arma ad aria compressa monocolpo, che necessita di essere caricata ogni volta. Il modo migliore di ottenere questa costanza è quello di sparare da una posizione fissa, con la carabina o la pistola posizionata su un rest, possibilmente dotato anche di appoggio posteriore, il cronografo montato su un treppiedi da fotografo, e operare mentre si spara ad un bersaglio fisso. Per rendere la prova ripetibile e confrontabile anche con altre prove ottenute in tempi differenti, non è più sufficiente che le condizioni rimangano costanti durante lo svolgimento della singola prova, ma bisognerà fare in modo di poter ripetere queste condizioni anche durante le misurazioni future, ovvero bisognerà trovare un sistema comodo per allineare la canna dell'arma allo strumento, sempre nella stessa maniera. Il manuale, consiglia di tenersi almeno 10 o 15 cm (4 o 5 pollici) sotto la traiettoria del pallino e ad almeno 1 metro (3 piedi, circa 92 cm) di distanza dalla volata, per armi poco potenti a percussione anulare inl calibro .22. La distanza dovrà aumentare in caso si utilizzino armi con una vampa di volata piuttosto consistente. Per quanto riguarda la armi ad aria compressa, siano esse springer, PCA, PCP o Gas Ram, tale distanza può essere ridotta anche a pochi centimetri. Per le armi a CO2, che emettono un nube nebulizzata con addirittura goccioline di CO2 in forma ancora liquida dalla volata, la distanza di 1 metro andrebbe sempre rispettata, se non addirittura aumentata. Per quanto riguarda le prove che seguono, le ho eseguite alla distanza di soli 20 cm dalla volata dell'arma, in quanto lo scopo principale era quello di verificare l'affidabilità dello strumento, anche e soprattutto in base a quanto si riesca a rispettare l'allineamento con la canna, e quindi volevo una distanza che mi permettesse di spostare facilmente il cronografo pur rimanendo nell'area di rilevazione dei fotosensori.
Shooting Chrony Beta
La postazione di tiro deve garantire di mantenere l’arma in posizione fissa, per quanto possibile. Un rest fisso con un tavolo è l’ideale.
LE PROVE
Con questi pensieri in mente ho realizzato una serie di prove al fine di valutare sia lo strumento, che la maniera migliore di utilizzarlo; quanto incide l’allineamento dell’arma sulla misura? E’ necessario operare con la massima diligenza, o gli eventuali errori che si commettono sono trascurabili? Quale è il modo migliore di operare con il Chrony per ottenere risultati affidabili, ripetibili, e di volta in volta confrontabili? Per fortuna ho a disposizione il piccolo, e spesso vituperato, cronografo balistico “Combro Cb-625 Mk 4”, grazie al quale ho potuto fare dei confronti. Il Combro non ha problemi di allineamento alla canna, in quanto è autocentrante, e durate questa prova si è dimostrato preciso ed affidabile, oltre ad essere molto più semplice da utilizzare rispetto al Chrony. Quello che il Chrony perde in facilità d'uso lo guadagna in versatilità, ma del confronto tra i due cronografi, parlerò più avanti.
La prima prova l’ho appunto svolta in combinazione con il Combro. Nelle mie intenzioni avrei dovuto allineare il Chrony alla canna operando ad occhio, sparare una prima serie di 10 colpi, quindi spostarlo, riallinearlo e sparare una seconda serie. Il bersaglio è un cartoncino 14x14 con 5 centri, su ognuno dei quali solitamente sparo serie di 5 colpi.
Bersaglio 5 centri
Il bersaglio usato, ha 5 centri. Nel passare da un centro all'altro si modifica allineamento tra la traiettoria del tiro e il cronografo. Quanto inciderà sulla misura?
Cambiando il centro, in maniera naturale avrei modificato l’allineamento della canna con il Chrony. Quindi confrontando i risultati ottenuti dai due cronografi nelle due serie, avrei valutato se, e quanto, possa incidere la variazione di allineamento tra l’arma e il cronografo tradizionale.
Shooting Chrony Beta
La prova di confronto tra lo Shooting Chrony Beta e il Combro Mk4.
Shooting Chrony Beta
I risultati della prima prova.
Shooting Chrony Beta
Come si vede dla grafico, i risultati sono stati incoerenti. Spostando anche di poco la posizione dello strumento o del bersaglio, i due cronografi danno risultati contrastanti. I grafici si intersecano in più punti. A volte è il Combro a registrare le velocità maggiori, altre volte è in Chrony. Curando meglio l'allineamento del Chrony, ed evitando di muoverlo durante la prova, i due grafici dovrebbero diventare molto simili e soprattutto non intersecarsi.
All’inizio è il Combro a segnare i valori di velocità maggiori, anche se tutto sommato i risultati sono simili. Dopo il colpo 8, il Chrony mi ha segnalato un messaggio di errore “err 2”, dovuto ad un cattivo allineamento. Quindi ho dovuto spostarlo prima di finire i 10 colpi. A questo punto è il Chrony che fa registrare le velocità maggiori. Continuo la prova, e a metà della seconda stringa di 10 tiri, cambio bersaglio. Il colpo seguente, il sesto della seconda stringa, mette ancora una volta in evidenza un cattivo allineamento del Chrony, in quanto il Combro misura un valore maggiore. Ancora una volta allineo lo strumento, e la situazione torna normale, con il Chrony che misura velocità leggermente maggiori. Alla fine della prova ho spostato ben 2 volte lo strumento, e questo ha inciso in maniera abbastanza evidente sull’omogeneità dei risultati; notate come i valori di Deviazione Standard siano decisamente più bassi nelle stringhe di tiri registrate dal Combro, rispetto a quelle misurate con il Chrony. In questa prova il Chrony non ha dato risultati molto affidabili e significativi, anche se a dire il vero, ripetendo le statistiche sull’intera sequenza di 20 colpi, i risultati ottenuti con i due strumenti si allineano maggiormente. Questo significa che lo strumento non va mosso durante la prova, per ottenere risultati affidabili, in quanto l'allineamento incide in maniera comunque avvertibile sulla misura. In ogni caso, maggiore è il numero di colpi rilevato, e minore è l'incidenza dell'allineamento sull'errore medio.
Shooting Chrony Beta
I risultati della seconda prova.
La seconda prova l’ho realizzata senza l’ausilio del Combro. Ho puntato la carabina al bersaglio centrale, poggiata sul rest in modo che rimanesse ferma in punteria, quindi ho allineato il Chrony usando le bacchette dei diffusori, e non l’ho più toccato. Ho in ogni caso continuato a sparare serie di 5 colpi su diversi centri del bersaglio. Il cronografo ha misurato una velocità media maggiore, rispetto al primo esperimento, il che significa che l'allineamento era migliore che in precedenza. Il valore di DS è decisamente migliorato, per cui le misurazioni sono state più omogenee. La prova conferma in maniera piuttosto convincente che l’allineamento del tiro risulta essere fondamentale per ottenere risultati affidabili. I pallini, i classici JSB Exact da 4,51 mm, sono stato lavati e lubrificati con WD40. Si tratta di una serie particolarmente fortunata, in quanto la costanza, e la velocità risultano essere veramente eccezionali. Vi assicuro che non tutte le scatoline sono uguali. Con questa serie di pallini ho sempre avuto una DS tra 0,5 e 1, e una velocità sempre al limite dei 170 m/s, mentre con altre serie i risultati sono generalmente inferiori.
Per le prove successive studio un semplice sistema, facilmente ripetibile per allineare la canna al cronografo. Utilizzo un filo da pesca legato ad un magnete. Prima di tutto ho piazzato il bersaglio a 25 metri, e ho allineato la carabina, posata sul rest, al centro del bersaglio, in modo che rimanesse in punteria senza toccarla. Quindi ho applicato il magnete in prossimità della culatta, e ho tirato il filo in modo che risultasse allineato alla canna in tutta la sua lunghezza, e che al contempo toccasse entrambi i sensori del cronografo, aiutandomi con il piccolo scasso presente in prossimità del centro del secondo sensore. A questo punto ho abbassato il cavalletto di 10 cm circa, in modo da assicurarsi che il proiettile passi distanza di sicurezza dal sensori. Il filo incollato al magnete si è rivelato un sistema comodo, efficace, non rovina la canna e occupa poco spazio, tanto che lo si può conservare direttamente dentro al Chrony.
Shooting Chrony Beta
Per migliorare la qualità delle misurazioni, ho allineato la canna della carabina ai sensori del cronografo, utilizzando un filo da pesca e un magnete.
Ancora una volta ho deciso di sparare al bersaglio con 5 centri, per verificare quanto lo spostamento della linea di tiro incidesse sulla misurazione, e se fosse possibile tollerare questo minimo errore.
Shooting Chrony Beta
La terza prova; il valore della Deviazione Standard è migliorato molto rispetto alla prima prova, ed è in linea con i risultati ottenuti nella seconda prova, ottenuti allineando il cronografo con le bacchette. Il sistema del filo funziona, è semplice e non rovina la canna.
La prova realizzata utilizzando il solo Chrony ha dato risultati piuttosto omogenei, con valori di DS decisamente buoni. A prima vista non sembra che la differenza di allineamento quando si spara al bersaglio cartaceo con più centri, incidano in maniera significativa. Per assicurarmene, decido di confrontare ancora una volta i risultati con quelli ottenuti con il Combro, mediante una prova che ho eseguito immediatamente dopo.
Shooting Chrony Beta
Shooting Chrony Beta
Quasi ci siamo: i due grafici, sebbene spostati tra loro, sono molto simili. In alcuni punti ancora però si intersecano. Posso migliorare la situazione sparando sempre e solamente al bersaglio centrale, anziché spostare la mira sugli altri bersagli. Lo spostamento della linea di mira, sebbene minimo, potrebbe incidere.
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