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Beretta M9A3

BERETTA M9A3

Sarà la nuova pistola dello Zio Sam?
In caso non abbiate ancora sentito questa notizia, l'esercito Americano è in procinto di indire un concorso per la sostituzione della Beretta M9. Il programma è stato denominato MHS (Modular Handgun Sistem) e prevede l'adozione di un sistema combinato di pistola e munizione che possa offrire maggiore precisione, affidabilità, e prestazioni terminali, rispetto al sistema di arma da fianco attuale.
Recentemente la Beretta ha offerto all'esercito USA, in prolungamento dell'attuale contratto, l'ultimo aggiornamento della M9, denominato M9A3, come proposta di aggiornamento tecnologico ECP (Engineering Change Proposal). La stampa specializzata nazionale ne ha parlato molto brevemente, mostrando alcune foto formato francobollo, scattate alle più famose fiere americane del settore. In effetti la nuova nata in casa Beretta, che attualmente è ancora in corso di valutazione da parte dell'esercito americano, meriterebbe forse una maggiore attenzione.

Il programma MHS è decisamente ambizioso, ma anche piuttosto oneroso, per il bilancio del governo americano. Non è affatto detto che alla fine non possa venire rimandato o addirittura cancellato. La possibilità di aggiornare la "vecchia" ordinanza, anziché sostituirla, alla lunga potrebbe anche essere accettata, tenendo conto che il popolo americano non ha mai tollerato volentieri lo sperpero delle "tasse pagate dai contribuenti". Anche perché l'impianto della Beretta M9 non è affatto così obsoleto come qualcuno vorrebbe fare credere. Beretta ha attinto a piene mani dalla sua vasta produzione commerciale, ed ha modificato il modello 92FS in modo da soddisfare almeno l'80% delle richieste che l'esercito americano ha inserito all'interno del programma MHS.

Beretta M9A3

Avevamo già visto un aggiornamento della M9, la M9A1 presentata nel 2006, dotata di slitta Picatinny integrale, con la quale Beretta ha approvvigionato il corpo dei Marines. La M9A3 propone modifiche ancora più importanti, anche se di base rimane sempre la vecchia e ben riconoscibile Beretta M9. Ma che fine ha fatto la M9A2? La M9A2 farebbe parte della stessa proposta di Beretta, che consisterebbe non solo nella consegna della nuova versione M9A3 per le future forniture, ma anche in un graduale aggiornamento delle vecchie pistole in servizio. Le vecchie pistole aggiornate dovrebbero appunto prendere la denominazione di M9A2.

Lo schema di funzionamento della nuova M9A3 ricalca pedissequamente quello della M9 da cui deriva. La nuova versione continua a rimanere una Beretta serie 92 a tutti gli effetti. Per cui è una pistola semiautomatica a corto rinculo di canna con chiusura a blocco oscillante, con scatto ad azione mista, doppia e singola, cane esterno e carrello aperto anteriormente. Tutti i comandi rimangono al loro posto e la loro operatività è rimasta invariata, salvo qualche piccola differenza.

Beretta M9A3

Sebbene l'enorme e continuato successo riscosso dalle pistole Glock stia spingendo il mercato verso pistole a percussore lanciato, l'azione mista, in combinazione ad una sicura al percussore, è ancora quella che offre le migliore garanzie in termini di sicurezza durante il porto prolungato di servizio. Inoltre la lunghezza e il peso della trazione sul grilletto necessari all'esplosione del primo colpo mette al riparo da spari accidentali anche quando l'arma è già impugnata, imputabili allo stress da combattimento o all'inesperienza. Se per quanto riguarda il settore law enforcement il percussore lanciato è probabilmente oggi da considerarsi la scelta migliore, potrebbe non essere così per un utilizzo militare strettamente inteso, per il quale l'azione mista potrebbe essere ancora preferibile.

L'impianto di sicurezza manuale della Beretta è figlio della moda dell'epoca in cui la pistola nacque, ed in effetti col tempo sono emerse delle criticità. In particolare da sempre è stato messo sotto accusa il poco felice posizionamento delle leve della sicura con abbatticane, che potrebbero essere azionate per errore durante lo scarrellamento. Per ovviare a questo problema, il sistema di sicurezza della Beretta M9A3 è stato congegnato in modo da poter essere facilmente modificato in armeria, per passare dal classico schema con sicura e abbatticane tipo 92FS, a quello con solo abbatticane tipo 92G. Inoltre le due leve sono state montate leggermente più in alto, e quando sono in posizione di sparo puntano leggermente in su. Una eventuale manipolazione accidentale tenderà a far ruotare le alette laterali verso l’alto, anziché verso il basso, diminuendo notevolmente la possibilità di una attivazione accidentale.

Beretta M9A3

Rispetto alla M9 il mirino è installato a coda di rondine ed è facilmente intercambiabile. Di serie sono montate mire con riferimenti luminosi al trizio, la tacca di mira ha un profilo alto e squadrato, e può essere utilizzata per caricare la pistola in condizioni di emergenza utilizzando una sola mano. Sono previste, per l'ulitizzo militare, mire più alte in maniera da poter essere traguardate con il silenziatore montato. L’irrinunciabile slitta Picatinny STD-MIL-1913 integrale al dust cover, è una versione migliorata rispetto a quella che montava la M9A3. E' compatibile con una grandissima quantità di torce e accessori tattici.

La nuova Beretta M9A3 ha un'impugnatura intercambiabile per adattarsi a mani di diverse dimensioni. Probabilmente siamo lontani dalla modularità pensata e richiesta dal programma MHS, ma si tratta ugualmente di un bel passo avanti rispetto alla grossa e spessa impugnatura della Beretta M9 originale. La M9A3 ha di serie un calcio tipo "Vertec", più sottile, stretto e con il dorso diritto, il quale equipaggia alcune versioni della 92 già presenti da tempo sul mercato. Le guance originali possono essere sostituite da un'impugnatura monopezzo che riporta le dimensioni e la forma del calcio alle dimensioni della vecchia M9, per coloro che preferiscono l'impugnatura spessa e sagomata. Sono presenti zigrinature di presa su back e front strap simili a quelli già apparsi con la M9A1. L'invito per il caricatore è ben smussato per velocizzarne l'inserimento, inoltre il pulsante del caricatore è di tipo maggiorato e zigrinato, lo stesso che equipaggia alcune versioni sportive della 92.

Beretta M9A3

La "vecchia" M9 in passato ebbe un bel po' di problemi con i caricatori e la sabbia del deserto. La colpa non fu della Beretta, in quanto i caricatori da 15 colpi originali che equipaggiano la M9 sono eccellenti per l'utilizzo nelle zone desertiche e sabbiose. E neppure del fornitore terzo, la Checkmate, che vinse l'appalto per rifornire l'esercito USA di nuovi caricatori per la M9 negli anni '90. L'US Army richiese all'azienda caricatori con finitura parkerizzata. Una finitura spessa, robusta e molto ruvida, ottima per trattare la superficie delle armi militari, ma non certo applicata ai caricatori. La Checkmate una volta resasi conto che non si poteva discutere con i militari, accettò a malincuore di produrre decine di migliaia di caricatori che erano vera e propria spazzatura. I caricatori non originali si bloccarono non appena vennero a contatto con la sabbia del deserto.

I nuovi caricatori Beretta contengono 17 colpi, hanno una finitura PVD autolubrificante che li rende particolarmente scivolosi e repellenti alla sabbia. Inoltre sono stati introdotti due canali laterali, i quali riducono al minimo i punti di contatto con le cartucce, e permettono alla sabbia di scorrere ai lati. Saranno in ogni caso disponibili anche caricatori da 15, 20 e 30 colpi.

Beretta M9A3

La possibilità di montare un silenziatore è una delle caratteristiche richieste dal programma MHS. Non si tratta solo di una questione di attutire il rumore per azioni clandestine, ma anche di favorire l'utilizzo della pistola in ambienti angusti e chiusi. Il rumore e il lampo di luce causato dalla vampa possono mettere in seria difficoltà il tiratore, anche più dell'avversario, che dopo l’esplosione del primo colpo potrebbe ritrovarsi temporaneamente accecato e assordato tanto da non poter continuare lo scontro. Si potrebbe erroneamente pensare che, montando una canna filettata e un set di mire più alte, qualunque pistola possa adattarsi all'utilizzo del silenziatore senza problemi. Non è affatto così. Il contrappeso fornito dalla massa del silenziatore, montato sulla bocca della canna potrebbe compromettere in maniera pesante l'affidabilità in tutte quelle pistole con chiusura geometrica tipo Browning, nelle quali la culatta bascula verso il basso durante il ciclo di riarmo. E si tratta della maggior parte delle pistole oggi presenti sul mercato. Il ciclo della Beretta M9, la cui canna rincula lungo il suo asse, non viene assolutamente sbilanciato dalla presenza della massa supplementare del silenziatore, e l'affidabilità non ne risente minimamente. Alcune prove hanno evidenziato come il montaggio del soppressore ha avuto l'unico effetto di spostare il punto di impatto verso il basso di poco più di 5 cm a 50 metri. La canna, con l'anima cromata, ha una filettatura da 1/2 pollice in volata, e una boccola di protezione avvitata su di essa.

La finitura esterna dell'arma è un mix tra Cerakote, anodizzazione e Brunitron a seconda delle parti. Come prima il fusto è costruito in lega di alluminio aeronautico Ergal, mentre canna e carrello sono in acciaio. Se necessario lo schema di colori potrà essere abbinato a seconda delle specifiche missioni. Fin'ora Beretta ha mostrato esemplari con finiture opache colore Desert e terra scura. Le fondine in dotazione, fino ad oggi utilizzate con la M9, come la Serpa in uso dai Marines, possono essere utilizzate anche con la M9A3.

Beretta M9A3

Le maggiori critiche alla nuova M9A3 sono sempre le stesse; la prima, che sinceramente continua ad essere sempre più stupida, è che la Beretta non è una Colt 1911. Personalmente adoro le pistole tipo 1911, ma gli americani dovrebbero mettersi il cuore in pace. Neppure la pistola che uscirà del programma MHS sarà una 1911! La seconda critica riguarda il calibro; il contratto in essere è quello della M9, per cui la cartuccia d'ordinanza rimarrà il 9mm Nato, con palla ogivale blindata da 115 grani. Munizionamento che molti americani giudicano insufficiente.

Su questo punto Beretta non può fare nulla, la pistola non è nata per partecipare al programma MHS e le forniture di munizionamento non sono oggetto della proposta. Resta il fatto che, se la ECP di Beretta dovesse essere accettata, l'esercito americano dovrà necessariamente acquistare munizioni in calibro 9mm adatte ad essere utilizzate su un'arma silenziata. Al contrario il silenziatore sarebbe ben poco utile.

Beretta M9A3

Il programma MHS prevede di valutare un sistema combinato di arma e munizioni, le quali potranno anche essere di differente tipologia, per adattarsi al meglio a differenti scenari operativi. Al giorno d'oggi c'é una grande offerta di munizionamento diversificato in 9mm Parabellum, che risulta essere molto più efficiente rispetto alla versione Nato della cartuccia. Per questa ragione non è affatto detto che la cartuccia che uscirà dalle prove MHS non possa essere nuovamente una 9x19mm. Anzi è molto probabile, tenuto conto che i moderni proiettili JHP in 9mm sviluppano un adeguato potere d'arresto, e che la piccola cartuccia europea sembra quella che trova sempre maggiore giovamento dal continuo sviluppo tecnologico nel campo delle munizioni.

E' notizia relativamente recente che l'FBI ha deciso di abbandonare il calibro .40 S&W. L'FBI in America è un riferimento, così quando negli anni '90 decise di adottare il .40 S&W numerosi corpi di polizia americani la seguirono a ruota. C'è da scommettere che molti seguiranno nuovamente l'FBI nell'abbandonare la cartuccia in questione. Il .40 S&W nasce dal desiderio di riuscire a coniugare la grande capacità dei caricatori e il basso rinculo, tipico del 9mm parabellum, con il grande potere d'arresto del .45 ACP. Oggi ci si è resi conto che le promesse del calibro intermedio non sono mai state pienamente mantenute. Gran parte del personale armato trova difficile sparare con lo scorbutico .40 S&W e necessita di maggiore addestramento, con conseguente aumento della spesa necessaria alla loro formazione. E nonostante questo aumento di spesa è molto probabile ritrovarsi ugualmente con agenti impreparati che non sono in grado di rispondere adeguatamente di fronte ad una minaccia armata, perché non riescono a gestire il rinculo dell'arma di servizio. Senza contare che il potere d'arresto del .40 con palla blindata è comunque insufficiente rispetto a quello del .45.

Beretta M9A3

Le armi camerate per il pestifero .40 S&W adatte al law enforcement sono perlopiù le stesse identiche versioni in 9mm, con piccole modifiche per adeguarle al calibro. La dieta supervitaminica a base di .40 mette alla frusta i telai di queste pistole, aumentandone l'usura. Il mantenimento nel tempo delle prestazioni è uno dei requisiti richiesti dall'esercito americano per l'adozione, e le attuali pistole camerate in .40 non sono in grado di soddisfarlo, perché si usurano troppo in fretta. Utilizzare telai più grandi e robusti farebbe perdere alcuni dei vantaggi del .40 rispetto al vecchio .45 ACP. Dopo la rinuncia dell'FBI al calibro .40 c'é da scommettere che ben pochi produttori proporranno armi in .40 S&W al concorso MHS. Per cui la probabilità che il nuovo calibro possa essere nuovamente un 9x19 mm sono molto alte, a meno che l'esercito USA non opti per un improbabile ritorno al .45 ACP (come vorrebbero molti) o che si affidi ad un esotico calibro meno conosciuto, ipotesi ancora meno probabile.

In effetti la Beretta M9A3 soddisfa pienamente i requisiti che l'US Army desidera per la nuova pistola d'ordinanza, ad eccezione del calibro. Ma se dopo le prime prove l'esercito dovesse rendersi conto che non esistono alternative valide al 9x19, allora ecco che la Beretta sarebbe già adeguata, affidabile, rodata, e con costi di sostituzione molto più vantaggiosi rispetto all’adozione di un'arma completamente nuova. Sarebbe sufficiente indire un concorso per le nuove munizioni.

Beretta M9A3

Anche l'ultima critica è già stata sentita più volte, ed è rivolta al carrello della pistola, che anche nella M9A3 rimane di tipo aperto. Il carrello aperto è accusato di fare entrare troppa sporcizia e corpi estranei. Beretta continua ad assicurare che i vantaggi di un carrello aperto superano gli svantaggi. Con il carrello aperto la pistola è più affidabile, e pesa circa un 20% in meno. Inoltre i corpi estranei e lo sporco, così come potrebbero entrare più facilmente, possono anche uscire più facilmente, rispetto ad una pistola con carrello chiuso. L'attuale M9 è stata scelta grazie a test durissimi che hanno messo fuori gioco quasi tutta la concorrenza dell’epoca. Aveva il carrello aperto quando è stata adottata, ed ha sempre funzionato in maniera eccellente. La pistola è ancora oggi in grado di superare gli attuali standard militari anche con parti scambiate a caso da altri esemplari.

La proposta della Beretta non va confusa con un tentativo di rispondere alle specifiche della gara di appalto MHS. Le M9A3 e M9A2, dovrebbero colmare il vuoto temporale necessario affinché la pistola vincitrice del contratto MHS possa entrare in servizio attivo. In effetti la scelta della M9A3, così come l'aggiornamento in M9A2 delle circa 80.000 pistole attualmente in servizio, potrebbe ricadere all'interno dell'attuale contratto M9 e semplificare (o rallentare se non addirittura cancellare) l'entrata in servizio della nuova MHS. La Beretta in ogni caso è stata categorica nell'affermare che la Beretta M9A3 non è in gara per partecipare al concorso MHS.

Beretta M9A3

Anche se l'esercito americano è probabilmente quello che, rispetto ad altri, ha da sempre attribuito molta importanza alla pistola di servizio, mettendola a disposizione di ogni soldato e ufficiale, va ricordato che dal punto di vista militare la pistola assume un ruolo di secondaria importanza, in quanto raramente utilizzata sul campo di battaglia. Questo non significa che le pistole siano inutili, soprattutto vista l'attuale situazione di lotta al terrorismo che potrebbe spostare i campi di battaglia in scenari sempre più ristretti e urbani. Attualmente però la maggior parte del personale che porta la pistola non è proficuamente addestrato al suo utilizzo in battaglia. L'esercito americano potrebbe tenere bene a mente questo fattore, prima di sostituire la Beretta M9, una pistola attorno alla quale ha già concentrato risorse economiche e addestramento del personale.

Per il momento l'US Army si è dimostrato indifferente alla proposta della Beretta di aggiornare l'attuale pistola d'ordinanza, ma potrebbe cambiare idea. Dopo un primo rifiuto, l'esercitò U.S.A. ha precisato che la proposta di Beretta è da considerarsi ancora in stato di valutazione. L'US Army ha spesso preferito aggiornare le proprie armi individuali portatili, piuttosto che sostituirle, come ad esempio è accaduto con i fucili d’assalto M16 e M4, e non è affatto detto che la stessa sorte non possa toccare anche alla pistola d'ordinanza. Al momento in cui scrivo Beretta ha annunciato che la M9A3 è già in consegna negli U.S.A. presso i rivenditori autorizzati, per i clienti dei settori law enforcement, e militare. Il prezzo negli States è di 1099 dollari.

Alessandro (2016)

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Commenti

Alessandro
31 Gen 2016, 16:49
Grazie mille, sei molto gentile, come sempre.

PS. Anche io a suo tempo ho letto e collezionato GUN. Pensa che ho anche scansionato tutti i volumi, per una rapida lettura sul PC.

Ciao
Alessandro
Einar Paul
29 Gen 2016, 10:58
E' dai tempi della mitica enciclopedia "GUN - Il mondo delle armi leggere" che non leggo un articolo così accurato ed appassionante.
Bravissimo Ale!

Un abbraccio.

Einar
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