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Beretta 98FS

BERETTA 98FS

La gemella italiana
La Beretta 98FS, la gemella italiana della 92FS e M9, è sicuramente la pistola semiautomatica più amata dagli Italiani. Il recente acquisto di un esemplare datato ma in ottimo stato, è l’occasione per parlare ancora un po’ dell'italiana più famosa del mondo.
La Beretta 98FS rappresenta ancora oggi l'eccellenza assoluta per quanto riguarda le pistole semiautomatiche moderne. E questa non è una mia opinione, ma una fatto assodato. Alcuni sedicenti esperti considerano il modello 98 FS di casa Beretta, come una pistola di vecchia concezione, oramai superata. Questa invece è un'opinione. Le opinioni si rispettano, ma solo fino a quando non sono smentite da fatti concreti.Ci sono stati dei test, parecchio duri, che lo hanno dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio o discutibile opinione. La Beretta 92FS, e con lei la versione per il mercato italiano 98FS, sono le versioni civili della Beretta M9, l'attuale arma da fianco del più grande esercito del mondo occidentale, l'esercito americano. L'esercito americano è uno di quei pochi eserciti che riserva all'arma corta da fianco un ruolo tutt'altro che marginale; la Beretta M9 viene data in dotazione a tutti i soldati americani, e non solo agli ufficiali, come avviene nella maggior parte degli eserciti del mondo. Il soldato americano fa molto più affidamento sull’arma corta da fianco di qualunque altro soldato al mondo, e la pistola dell’esercito americano deve garantire la massima affidabilità sempre, in qualunque condizione. Questo rende l'arma da fianco adottata dall'esercito americano speciale, rispetto alle altre, per certi versi migliore. L'adozione della M9, la Beretta 92F (federale) avvenne nel 1985, e qualcuno potrebbe affermare che da allora sono passati quasi 30 anni. In effetti la storia dell'adozione della pistola italiana da parte dell'esercito americano fu molto più lunga e travagliata. Dopo aver superato con successo le prove XM9 del 1985 e la relativa consegna dei primi lotti di pistole, l'adozione della Beretta fu osteggiata da più parti negli Stati Uniti. In primis dalla Smith&Wesson, la quale richiese la ripetizione delle prove. Gli ultimi test denominati XM10, tenutisi solamente nel 1989, a seguito di rimandi e reclami, videro nuovamente trionfare la Beretta M9, nella sua ultima incarnazione commerciale denominata appunto 92 FS. Le 30 pistole presentate ai test furono prese a caso dall'ultima fornitura della Beretta. In virtù del risultato dei test di adozione da parte dell'esercito americano, la Beretta M9 è stata sicuramente la migliore pistola militare calibro 9mm Nato, bifilare, dell’epoca. Si sta parlando di un periodo storico, quello durato tutto l'arco degli anni '80, in cui la tecnica costruttiva armiera, e lo studio dei materiali alternativi, avevano già raggiunto l'apice massimo, ma al contempo non era ancora iniziata la frenetica corsa all'abbattimento dei costi di produzione, mediante l'introduzione di materiali sintetici, e lavorazioni semplificate. Detta in parole semplici, la Beretta è stata in assoluto la migliore pistola militare in un periodo in cui le armi le sapevano costruire ancora bene, senza che l’abbattimento dei costi fosse la priorità assoluta. Tutto il resto sono chiacchere da bar. La corsa al risparmio interessò ben presto anche la Beretta; già a partire dal 1992, ovvero solamente 3 anni dopo la sua introduzione commerciale, sui modelli 92 e 98 FS iniziarono a comparire le prime parti realizzate in materiali plastici. Ovviamente le Beretta M9, che dovevano rispettare il rigido capitolato di adozione militare, continuarono ad essere tutte realizzate in solido metallo. Acciaio per canna carrello e le piccole parti, lega di alluminio Ergal per il fusto e il fondello del caricatore. Solo guancette ed elevatore del caricatore, erano e sono tutt’ora, per ovvi motivi, realizzati in materiale plastico.
Beretta 98FS
La Beretta 98 FS all'interno della sua valigetta. L'arma viene venduta con un caricatore di riserva.
Beretta 98FS
Il lato sinistro della pistola.
Ecco quindi che state per leggere l'ennesimo articolo sulla pistola più amata dagli italiani, la Beretta modello 98FS, la gemella civile della Beretta M9. L'esemplare che sono riuscito a procurarmi, è uno di quei vecchi modelli, privo di parti in materiale plastico, meccanicamente del tutto equivalenti alla M9 militare. La pistola è stata bancata nel 1993, per cui si tratta di uno degli ultimi esemplari costruiti completamente secondo le specifiche militari, calibro e scritte a parte, ovviamente. Un'arma di questo genere attualmente (2014) si trova sul mercato dell'usato ad un prezzo che va dai 400 ai 500 euro, a seconda dello stato di conservazione, ma può superare i 600 euro, per esemplari pari al nuovo. Con una cifra tutto sommato modesta potreste trovarvi tra le mani una pistola semiautomatica assolutamente efficiente, affidabile come nessun'altra e molto precisa. Senza contare poi, che si tratta di un mito, che tutti i tiratori italiani prima o poi avranno voglia di possedere.
Beretta 98FS
Il lato destro della pistola.
Beretta 98FS
Inseriti nel caricatore i proiettili in calibro 9x21 IMI.
La pistola, come ho accennato, è il modello originale, quello prodotto dal 1989 al 1992 o giù di lì. Nel 1992 la Beretta iniziò ad introdurre gradualmente sul modello 92FS (e quindi anche sulla 98FS), una serie di accorgimenti atti all'abbattimento dei costi di produzione. Di per se questi aggiornamenti non portarono a nessun genere di decadimento delle prestazioni. Anzi qualcosa di buono nella nuova variante dell'arma c'é. La tacca di mira è stata dotata di due punti bianchi laterali, al posto dell'unico riferimento bianco posto in basso, migliorando così l'acquisizione del bersaglio. Il fusto è stato rinforzato nella zona del dust cover, mediante l'adozione di un profilo inclinato anziché diritto. Le parti realizzate in materiale sintetico, si limitano al guidamolla, il pulsante di sgancio del carictore, le leve della sicura, e il grilletto. Per coloro che avessero allergia per i pezzi in plastica, la Beretta commercializza tutte queste parti in acciaio in un apposito set. Anche se personalmente non ho nulla in contrario all'utilizzo della plastica nelle pistole, quando ho iniziato a cercare una Beretta, ho pensato che ne avrei voluta una del vecchio tipo, con il dust cover diritto, e il guidamolla in acciaio. Mi stuzzicava l'idea di possedere e di sparare con la stessa identica pistola che portano al fianco i Marines americani. Niente di che, per certi versi la pistola nuova è anche più "figa" della vecchia, ma io volevo proprio quella.
Beretta 92FS
Beretta M9
Beretta 92FS
Sopra la Beretta 92/98FS nella versione commerciale odierna. Sotto una M9 militare, equivalente alla 92/98 FS commerciale venduta fino ai primi anni 90, e per ultima una M9 commerciale per il mercato USA. La differente inclinazione del dust cover è la differenza che salta maggiormente all'occhio tra la versione nuova e quella "vecchia". I più attenti noteranno anche una leggera sagomatura dell'elsa dell'impugnatura, del modello più recente, stile CZ75, e una minore sporgenza dell'anello porta corregiolo. Una ulteriore differenza è nella tacca di mira, che adesso ha due punti bianchi laterali, mentre prima aveva un solo punto centrale. Alcune componenti, come guidamolla e grilletto, sono adesso in materiale plastico. La terza fotografie rappresenta la "M9" attualmente prodotta dalla Beretta U.S.A. per il mercato civile in America. Ha il fusto di vecchio tipo, così come la tacca di mira ad un solo riferimento bianco. Le viti che stringono le guancette laterali, con innesto di tipo Allen sono di serie. Sono presenti le componenti sintetiche, come nella 92FS, che erano assenti nei modelli militari e civili molto datati.
Beretta 98FS
La pistola con il carrello aperto. Il caricatore presenta la prima cartuccia allineata alla culatta.
STUPIDARIO BERETTA

Ecco alcune delle sciocchezze che si leggono in giro per la rete a proposito della Beretta 92/98FS:

- La Beretta 92 si chiama così perché è formata da 92 pezzi.

La Beretta 92 deve la sua sigla al fatto che si tratta della prima Beretta in calibro 9 mm parabellum, con in caricatore a grande capacità con i proiettili disposti su due file sfalsate. In effetti sembra un po' macchinoso. Storicamente, le sigle che identificavano le armi Beretta, erano contraddistinte da numeri indicanti le date, del brevetto, oppure della messa in produzione. La prima pistola che ruppe questa tradizione fu la Beretta 70. Secondo tradizione si sarebbe dovuta chiamare 60, ma esisteva già un fucile semiautomatico contraddistinto da questa cifra. La pistola che seguì fu quindi la 80, e la successiva la 90, una pistola a chiusura labile poco conosciuta, prodotta dalla "P. Beretta - Armi - Roma S.p.A.", che contrariamente alla tradizione, aveva un carrello chiuso. Continuando in questa maniera il successivo modello sarebbe dovuto essere il 100, ma evidentemente non andò così. Il numero 91 era già occupato da un fucile, mentre il 92, come sigla andava benissimo, perché rappresentativo del calibro della pistola, e del caricatore bifilare. Il resto è storia.

- Il calibro 9x21 IMI fu sviluppato dalla Beretta congiuntamente al modello Beretta 98FS.

Questa affermazione si commenta da se. A parte il fatto che il modello 98 nasce prima del 9x21, ma se il 9x21 fosse stato effettivamente sviluppato da Beretta, perché l'avrebbero chiamato IMI?

- La differenza tra la Beretta 98F e la Beretta 98FS è il calibro; la 98F è in calibro 7,65 Parabellum, e la 98FS in calibro 9x21.

Anche questo è falso. Molto più semplicemente la 98F è la versione per il mercato civile italiano del modello 92F, in calibro 9x19 Parabellum, calibro tutt'ora vietato ai civili in Italia, mentre la 98FS è il modello successivo, la versione italiana della 92FS. La storia del modello 98, nato appositamente per il mercato civile italiano, inizia nel 1982, con il modello 98SB (sicura bilaterale) equivalente al modello 92SB del 1980 adottato dalle forze dell'ordine italiane in sostituzione del precedente modello 92S adottato nel 1977. La Beretta 98SB fu prodotta solamente in calibro 7,65 parabellum, per il semplice motivo che il 9x21 IMI ancora non esisteva. In seguito molti esemplari, tra i quali anche dei modelli 92SB dismessi dalle forze dell'ordine, furono ricalibrati in 9x21 IMI, per cui è possibile trovare degli esemplari di Beretta 98SB in calibro 9x21 Imi, ma la pistola non fu mai originariamente fabbricata in questo calibro. In quegli anni fu prodotta anche la Beretta 99, sempre in calibro 7,65 Parabellum, equivalente del modello "92SB Compact Type M", versione a canna corta e caricatore monofilare da 8 colpi. Nel 1984 il calibro 9x21 Imi, così come lo conosciamo oggi, superò le maglie della commissione consuntiva per il controllo delle armi, mascherato da 9x21 Jager. Il 9x21 Jager era un calibro nato 2 anni prima e caduto subito nell'oblio. Molto simile al 9x21 IMI odierno, era già stato approvato dalla commissione, e poi dimenticato. Il 9x21 Jager era cilindrico, ottenuto per accorciamento del 9x23 Steyr, mentre il bossolo del 9x21 Imi è leggermente conico, e nasce direttamente dal vietatissimo 9x19 Parabellum. La differenza tra i due bossoli, veramente minima, passò inosservata. Giusto per dovere di cronaca, un calibro formalmente identico al 9x21 IMI, il 9x21 GP, era stato rifiutato della commissione, perché le pistole adatte a camerarlo, potevano tranquillamente sparare anche il vietato 9x19 Para. Il successivo 9x21 Jager, nato dalle ceneri del 9x21 GP, divenne inconsapevolmente il cavallo di Troia per l’approvazione del 9x21 IMI, dimensionalmente identico al 9x21 GP. Così l'Italia ebbe il suo bel calibro 9mm per utilizzi civili. Nel 1985 arrivò la Beretta 92F (Federale) e con lei la 98F, camerata inizialmente per il solo calibro 7,65 Parabellum. Non appena il calibro 9x21 IMI prese piede, la Beretta iniziò a produrre il modello 98F anche nel nuovo calibro, e a poco a poco abbandonò il 7,65 Parabellum ormai caduto in disgrazia. Nel 1989 arrivò la Beretta 92FS (Full Security). Rispetto alla "vecchia" 92F era stata aggiunta una sicura che impediva l'extra corsa del carrello all'indietro, in caso di rottura. Esteticamente, i modelli 92F e 92FS sono identici (a meno di non sapere esattamente dove e cosa andare a cercare), e la modifica poteva essere facilmente riportata anche sui precedenti modelli 92F e 92SB. Le pistole in dotazione alle forze dell'ordine italiane, furono ad esempio richiamate e aggiornate. Ovviamente il modello 98F, per il mercato civile italiano, lasciò il posto al modello 98FS, camerato esclusivamente in calibro 9x21 Imi, in quanto il 7,65 Parabellum era già stato abbandonato.
Beretta 98FS
La pistola con il cane armato
Beretta 98FS
Vediamo prima di tutto la finitura. La pistola in esame presenta la finitura superficiale pressoché intatta. La canna, che è in acciaio al carbonio spazzolato e brunito, presenta degli evidenti, ma non troppo estesi, segni dovuti allo scarrellamento, nei punti di maggiore contatto. Il carrello aperto lascia la canna quasi completamente in vista; solamente una piccola porzione di essa, in prossimità della volata, è coperta dal carrello, che è necessariamente chiuso per il fissaggio del mirino. Ed è proprio in questo punto che la brunitura si è consumata maggiormente. Altre leggere abrasioni sono presenti sempre sotto la parte chiusa del carrello, quando questo è in posizione di apertura. Il carrello invece è trattato con uno speciale rivestimento a base di teflon denominato Bruniton. Il Bruniton ha resistito molto bene; si è formato solamente un piccolissimo sbuffo bianco, sotto la volata della canna, dove il carrello scorre all'interno del fusto. Sotto al carrello, si notano ovviamente dei segni di scolorimento, nei punti dove scorrono i vari meccanismi interni. Alcune minuterie, come ad esempio le leve delle sicure, presentano una leggera scoloritura nei punti più esterni, quelli che sono stati a contatto per tutti questi anni con il fondo della valigetta in cui l'arma veniva risposta. La cosa che mi stupisce maggiormente è lo stato dell'anodizzatura nera del fusto. Il fusto della Beretta 98FS, ormai lo sanno anche i sassi, è realizzato in Ergal, una speciale lega di Alluminio e Zinco utilizzata in aeronautica. Il fusto in lega leggera ha permesso il contenimento del peso, su una pistola che ha dimensioni veramente molto generose. In effetti la pistola è molto leggera, più leggera, ad esempio, di molti dei “giocattoli” che la riproducono. L’anodizzatura nera del fusto ha resistito completamente. Solamente smontando la pistola si possono notare piccolissimi segni bianchi nei punti su cui scorre il carrello. Le guide di scorrimento di fusto e carrello sono quasi completamente nere, e questo nonostante le tolleranze siano abbastanza strette, per un'arma militare. La pistola nel suo insieme ha le superfici esterne trattate in tre maniere differenti; brunitura tradizionale per canna, Bruniton per il carrello, e anodizzatura per il fusto. Per non contare delle guancette di plastica rigida. Il colore dominante è il nero opaco. Nelle fotografie le Beretta 98FS, specie quelle nuove, danno l'idea di essere di colore grigio scuro opaco. In realtà le superfici sono di un nero molto intenso, sicuramente opaco, nel senso che non riflettono la luce, ma si tratta di un nero molto ma molto più intenso e profondo di una normale brunitura. Sicuramente l'arma in oggetto ha sparato, i segni sulla parte esterna della canna, dovuti al ciclo di ricarica, lo dimostrano. Magari non eccessivamente, la cromatura interna della canna è ancora perfettamente integra, ma ha sparato un bel po’. Il precedente proprietario l'ha tenuta 4 anni, durante i quali ha praticato una normale frequentazione al poligono, senza mai portarla in fondina. Afferma che l'arma era nuova quando l'ha presa in armeria, quindi immagino che potesse provenire da una collezione. Ma anche in questo caso, in 21 anni di vita, la pistola sarà stata maneggiata parecchio. Stupisce quindi la perfezione delle superfici esterne, documentata anche da alcune fotografie che accompagnano l'articolo. L'impugnatura non presenta alcun segno di maneggio e nessuna perdita di intensità del colore superficiale. Una tenuta dell’integrità delle superfici veramente molto notevole. D’altro canto la pistola ha superato test di resistenza molto duri.
Beretta 98FS
La volata della pistola.
Beretta 98FS
L'estrattore ha una parte sporgente colorata di rosso, che funziona come avvisatore di colpo in canna.
Il funzionamento a corto rinculo di canna della Beretta 98FS, ricalca quello ideato da Barthelmes, già utilizzato nella vecchia Walther P38. La chiusura stabile a corto rinculo di canna consiste nel vincolare temporaneamente canna e carrello in modo che questi rinculino assieme per un breve tratto, spinti dai gas prodotti dalla combustione della polvere da lancio contenuta all'interno della cartuccia. Gli stessi gas che spingono il proiettile lungo la canna, spingono il bossolo all'indietro, e con questo anche canna e carrello otturatore, che sono meccanicamente incastrati tra di loro. Percorso un breve tratto di pochi millimetri a ritroso, quando ormai il proiettile ha lasciato la bocca dell'arma, e le pressioni interne alla camera di combustione sono scese a livelli di sicurezza, il vincolo meccanico tra canna e carrello viene a mancare, e mentre la canna si ferma, bloccata dal telaio della pistola, il carrello otturatore continua a muoversi all'indietro, per completare il ciclo di ricarica della successiva cartuccia. Funzionano così tutte le armi da fuoco a corto rinculo di canna; quello che cambia è la maniera di creare il legame meccanico temporaneo tra canna e carrello.
Beretta 98FS
Le guancette originali della Beretta, secondo alcuni offrono poco grip.
Beretta 98FS
Sono disponibili guancette che hanno un grip maggiore, ma solitamente aumentano lo spessore della già abbondante impugnatura.
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Commenti

Alessandro
23 Apr 2016, 20:22
Su quella americana ci sono le scritte americane tipo "Beretta USA corp. Ackk, Md" sul lato destro del carrello.

Ciao
Alessandro
RICCARDO
23 Apr 2016, 18:37
Ciao bell'articolo. Sulla scatola originale c' scritto "Made in Italy by Fabbrica di armi P. Beretta spa - 25063 GARDONE VALTROMPIA BRESCIA - - ITALY" 98FS IX 9X21 G ST 2CAR15C ST ed una persona mi ha detto che stata fabbricata negli stati uniti da cosa si deduce quello che questa persona mi ha detto?. ti ringrazio volevo darla via per prendere la 92M A1 compact ma penso mi tenga la mia. Grazie se tu puoi rispondermi per chiarire ulteriormente.
Aliosha
01 Lug 2015, 10:48
Bravissimo, bella recensione. Ho appena acquistato una 98fs del 1990 e attualmente possedevo gi una 98fs del 2008. Le differenze da te descritte sono esattamente quelle che avevo notato. Nella mia modesta opinione essendo un p "tradizionale", preferisco di gran lunga la vecchia 98fs con le specifiche militari dell'm9. Ho anche un caricatore della m9 americana, cambiano solamente le scritte, perfettamente identico a quelli nostri italiani.
Alessandro
20 Giu 2015, 07:19
Le varianti della 92/98, dopo quasi 40 anni di commercializzazione si sprecano. Quelli che hai citato sono solo una piccola parte. Alcuni sono modelli molto costosi solo per collezionisti, come la recente Centennial o la fusion.

Anche la Billenium che citi tu un modello speciale a tiratura limitata. Tutto in acciaio inox, anche il fusto, con finiture particolari, come la presa sul carrello, che di tipo rinforzato, tipo quello della Brigadier o Elite II. Lo scatto in sola singola azione, la sicura sul fusto e non ha la funzione di abbatticane.

Molto simile la Steel I, forse meno rifinita, presenta caratteristiche analoghe, con la differenza della canna pi corta, che non sporge dal carrello, e l'impugnatura diritta, tipo quella della Vertec.

La Inox e la Stainless Golden sono semplicemente versioni in aciaio inox della versione base, della quale condividono le caratteristiche. La Golden ha scritte riportate in oro. Ovviamente il fusto sempre in lega, anodizzata di colore grigio chairo.

ciao
Alessandro
Luigi
19 Giu 2015, 14:39
Buongiorno
Ho trovato l'articolo estremamente interessante ed esaustivo. Mi chiedo, dato il mio essere in procinto di acquisto, se pu indicare le differenze tra modelli della 98FS; mi riferisco a:
98FS INOX
98FS Steel 1
98FS Golden
98FS Billennium
Sarebbe una ciliegina sulla torta
Grazie comunque
Alessandro
20 Mar 2015, 11:16
Non conosco il mercato collezionistico, quindi non ho idea se la 98F possa valere pi o meno quanto una 98FS. Operativamente la differenza sta nell'assenza di una sicurezza passiva che ha un'importanza limitata, per cui volendo venderla come normale usato, i prezzi si aggirano tra i 400 e i 500 euro. Se avesse un interesse collezionistico il valore potrebbe aumentare. Sicuramente un'armeria seria dovrebbe darti delle indicazioni precise.

Ciao
Alessandro
Gianfranco
19 Mar 2015, 18:45
ciao Alessandro, sempre un piacere leggere le tue recensioni... possiedo una 98F, comprata nel '90 sparati solo 100 colpi; nel mercato dell'usato quanto valgono? non ne trovo nemmeno una in rete...trovo solo 98FS. grazie mille per la risposta
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