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Anics Skif A-3000

ANICS SKIF A3000

Una pistola semiatomatica "vera" in calibro 4,5 mm in libera vendita, alimentata tramite la solita capsula usa e getta di CO2? Per molti il sogno che si avvera. La Anics Sif A3000 ha l'aspetto di una semiauto moderna, un caricatore da ben 28 colpi ad astuccio nascosto nell'impugnatura, spara diaboli in calibro 4,5 mm, scarrella, anche se solo manualmente, e si smonta come una pistola vera o quasi. I difetti però superano di gran lunga i pregi.
Ho visto questa bella pistola russa per la prima volta cinque anni fa, nell’armeria dove ho acquistato la Walther CP-99. Immediatamente sono stato folgorato da quello splendido oggetto; l’arma aveva l’aspetto e la grinta di una vera semiautomatica. La sua impugnatura, per altro di dimensioni tutto sommato contenute, non solo ospitava la capsula di CO2, ma conteneva anche un vero caricatore da automatica. Altro che tamburini da inserire all’interno del carrello. Completava l’insieme una tacca di mira regolabile, che sembrava proprio di ottima fattura. Quello che non andava era il prezzo, che era di 270 €, un centone in più di quanto costava la Walther. In ogni caso avevo gia deciso di acquistare la Umarex, e la Anics rimase in negozio. Qualche anno dopo, quando il prezzo scese a 200 €, decisi di acquistarla. L’armiere la descriveva come un bell’oggetto, non troppo adatto al tiro a segno, a causa dello scatto troppo duro, e con una precisione tutt’altro che felice. A me, come a tutti del resto, piace colpire il bersaglio. Ma siccome la pistola era molto bella, decisi che meritava comunque l'acquisto.
Anics Skif A-3000
Il lato sinistro della Anics Skif A-3000.

Appena estratta la pistola dalla custodia sono rimasto un po’ deluso dal peso, e dalla sensazione un po' ruvida che il fusto, di materiale sintetico dava al tatto. Un po’ leggerina e molto meno bilanciata della CP-99. Le finiture e i materiali sono decisamente meno accattivanti di quelli della Umarex. A conti fatti, anche se l’aspetto esteriore non può certo competere con quello di una Umarex, la Anics è piuttosto ben bilanciata, e ha un’impugnatura ergonomica che riempie bene la mano.

Anics Skif A-3000
E questo è il lato destro dell’arma. Come potete vedere niente leve posticcie, o sicure aggiuntive. Tutte le leve e i meccanismi hanno funzionalità simili a quelle di un’arma da fuoco.
La Anics Skif A-3000 viene venduta in una valigetta di plastica nera, molto spartana e piccola, sulle cui facce sono stati applicati due adesivi che descrivono le caratteristiche dell’arma. Sulla confezione è riportato che la pistola può essere ritenuta dannosa fino a 300 metri. In realtà, almeno per quanto riguarda il mio esemplare, è piuttosto fiacca a livello energetico; decisamente meno potente dalla Walther CP99, ma anche della Weihrauch HW 40 PCA, una pistola PCA che ha la fama di essere estrememente precisa ma molto poco potente. All’interno della valigetta, trovano posto, oltre alla pistola, un caricatore aggiuntivo, uno strumento per il caricamento dei pellets, una bacchetta di metallo utile per liberare la canna da eventuali pallini inceppati, ed infine il libretto di istruzioni, purtroppo in inglese. Una altro piccolo foglio scritto in italiano, allegato al manuale, ci spiega l’esatta procedura di caricamento dei piombini, operazione tutt'altro che banale.
Anics Skif A-3000
La piccola confezione.
L’arma si presenta come una classica semiautomatica moderna, con fusto in materiale polimerico, e carrello squadrato simile a quello della H&K USP. Il cane esterno è di tipo combat, con la cresta arrotondata, però pieno, non forato all’interno. Sulla parte superiore del carrello, fa bella mostra di se la tacca di mira regolabile, impreziosita da due punti bianchi, utili nel tiro istintivo, che si accoppiano perfettamente con il punto bianco riportato sul mirino. Il mirino è alto, ben visibile, e sufficientemente stretto da permettere un’acquisizione precisa del bersaglio. Da questo punto di vista le mire sono veramente ottime; ben distanziate, con una scarsa luce tra mirino e tacca, a tutto vantaggio della precisione nel tiro mirato, mentre per quanto riguarda il tiro istintivo i punti bianchi fanno bene il loro dovere. Sempre sulla parte superiore del carrello, troviamo la finta finestra di espulsione dei bossoli, di tipo squadrato, tipica delle armi di nuova concezione, nelle quali ha il compito non solo di permettere l’espulsione del bossolo, ma anche di effettuare la chiusura della culatta. In questo caso, l’apertura non ha nessuna utilità, se non squisitamente estetica. Il carrello è realizzato in metallo, verniciato a fuoco nero. La finitura è lucida, un po’ “bucciata”; personalmente l’avrei preferita opaca e liscia.
Anics Skif A-3000
La tacca di mira, veramente molto bella.
Il fusto invece non ha un aspetto molto professionale; la plastica non sembra essere di qualità, infatti si notano alcune striature dovute ad un impasto non perfettamente omogeneo. Tutto sommato però, l'aspetto opaco, quasi sporco, da l’idea di un oggetto spartano, solido, tipo uno strumento di lavoro. Il grilletto è anch’esso in plastica, ha la forma arcuata tipica di un grilletto di un'arma in doppia azione. Il ponticello è invece di tipo combat, con il dorso zigrinato antiscivolo, utile per l’eventuale appoggio dell’indice della mano debole. La guardia è, sempre per riprendere gli stilemi delle automatiche moderne, decisamente enorme, forse troppo per permettere un comodo appoggio del dito debole, ma si rivela utile qualora si volesse sparare indossando i guanti.
Sopra la generosa guardia ci sono due incavi, uno per lato, all’interno dei quali scorrono due cursori, che una volta abbassati consentono lo smontaggio di campagna della pistola. Particolare mutuato dalla Glock, tanto per citare un esempio nobile. Più indietro, verso l’impugnatura, c’è la leva dell’hold-open, cioè quella levetta che blocca il carrello aperto a fine colpi. Contrariamente a quanto si possa pensare, questa leva è perfettamente funzionante. Per qualche strana ragione, la leva dello slide-stop si solleva automaticamente quando il caricatore non è in sede, e al contrario rimane abbassata quando il caricatore è inserito. Per cui togliendo il caricatore, e scarrellando manualmente, il carrello rimane aperto. Se vogliamo, possiamo vedere questa funzione come un’inutile complicazione tecnica, oppure come un meccanismo che rende l’arma più simile ad un modello da fuoco. Personalmente l’ho trovato utile e comodo per pulire la canna della pistola, e per rimuovere eventuali pallini incastrati tramite lo scovolino, quindi mi piace pensare che la vera funzione della leva dello slide-stop sia quella di agevolare la pulizia della canna.
Anics Skif A-3000
La pistola scarrella solo manualmente, ma l’effetto è ugualmente affascinante.
Immediatamente dietro all'hold-open, c’è una sicura manuale a leva, azionabile con il pollice della mano destra. Penso che questa sicura non abbia altra utilità che quella di assolvere gli eventuali obblighi di legge che impongono almeno un dispositivo di sicurezza manuale. Queste armi vengono esportate e vendute in tutto il mondo; in alcuni paesi le armi ad aria compressa devono necessariamente avere una sicura manuale, sebbene in molti altri paesi, Italia compresa, non sia obbligatorio. La sicura risulta essere completamente inutile. E' inseribile solo a cane disarmato, ovvero solo quando è assolutamente impossibile che la pistola possa sparare. Quando il cane è armato, e quindi proprio nell’unica condizione per cui sia possibile uno sparo accidentale, la sicura risulta bloccata e non è inseribile. Una ulteriore sicurezza automatica impedisce alla pistola di sparare se il caricatore non è all’interno della sua sede. Risulta impossibile togliere il caricatore con il cane armato, per cui spesso a seguito di un inceppamento del caricatore, è necessario smontare l'arma. L’impugnatura, come da tradizione per una pistola automatica, contiene il caricatore. Questo si sgancia tramite una leva ambidestra a bilanciere veramente molto dura, abbastanza da rendere quasi impossibile il cambio veloce del serbatoio dei colpi. La maggior parte della spazio dell’impugnatura è occupato dalla bomboletta del gas propellente. Questa si inserisce premendo il pulsante posto sul retro dell’impugnatura. Per inserire la bomboletta, occorre premere questo pulsante, la quale libera il tenditore verso il basso. Quindi si inserisce la capsula nel foro, e assicurandosi che la vite di regolazione sia più alta possibile, si preme verso il basso la prima parte del tenditore. Una volta che questo è chiuso, occorre agire sulla vite, fino ad ottenere il bloccaggio della capsula all’interno del fusto. A questo punto è sufficiente chiudere anche la seconda metà del tenditore, per bucare la capsula e chiuderla sulla guarnizione di gomma.
Anics Skif A-3000
L’inserimento della capsula di CO2.
Il caricatore rappresenta il vero fulcro di tutta la realizzazione tecnica. La Anics, ha infatti trovato il modo di utilizzare qualunque tipo di diabolo, realizzando al contempo un sistema di alimentazione dei colpi molto simile a quello di una pistola automatica. In realtà il sistema di funzionamento della pistola, è sempre paragonabile a quello di un revolver. Solo che in questo caso, invece di far ruotare un tamburo interno, dal numero molto limitato di colpi, si fa ruotare una catena formata da tanti alveoli ogniuno dei quali contiene un pallino. Ce ne sono ben 28 per ogni caricatore. Potrebbero essere paragonati ai bossoli di un’arma da fuoco. Una volta sparato il proiettile, il bossolo vuoto, lascia il posto a quello successivo carico, solo che, in questo caso, invece di perdersi all’esterno della finestra di espulsione, viene semplicemente spinto in basso da quello carico. Ancora oggi, questo accorgimento tecnico rappresenta l’unica alternativa all’utilizzo esclusivo del pallini BB, per realizzare pistole a CO2 con caricatori simili a quelli delle vere pistole. La pistola può essere smontata, per le normali operazioni di pulizia e manutenzione, esattamente come accade per le vere armi da fuoco. Bisogna dare atto alla Anics di aver creato un prodotto, sotto questo aspetto, veramente all’avanguardia. Le uniche viti che si vedono all’esterno dell’arma sono quelle per la regolazione della tacca di mira. Tutti i particolari principali dell’arma si incastrano tra di loro, senza bisogno di viti o bulloni. Tanto per fare un esempio, le armi Umarex, sicuramente un punto di riferimento per quanto riguarda i materiali e le qualità balistiche, sono semplicemente costruite con due semigusci di metallo avvitati tra loro. Subito dopo l’acquisto, prima di sparare con questa arma, consiglio di effettuare alcune prove di smontaggio, e di caricamento dei pallini nel caricatore. Si tratta infatti di uno strumento molto particolare, delicato se vogliamo, dal funzionamento complesso, che dovremo cercare di conoscere al meglio, per evitare di danneggiare l’arma effettuando qualche manovra inappropriata. In particolare, durante le prime sessioni di tiro, potrebbero verificarsi numerosi inceppamenti dei pallini nel caricatore. Inceppamenti, che molto spesso dovranno essere risolti con uno smontaggio al volo dell’arma. E' importante non insistere nel premere il grilletto se questo è bloccato; il caricatore è di plastica, e un pallino incastrato nella finestra di caricamento lo romperebbe di sicuro. Per smontare la A-3000 occorre, per prima cosa, abbassare entrambi i cursori laterali posti immediatamente sopra la guardia del grilletto. Quindi bisogna tirare il carrello fino al fondo corsa, e una volta giunto alla massima apertura spingerlo con forza verso l’alto. Le prime volte questa operazione può risultare molto difficoltosa, ma vi assicuro che è assolutamente necessario imparare ad eseguirla correttamente, qualora non si voglia ricorrere al centro d’assistenza ogni qualvolta che il caricatore resti incastrato nel fusto, a causa di un pallino fuoriuscito dal proprio alveolo. Fate particolare attenzione quando smontate l’arma con il caricatore inserito, a causa di un inceppamento, perché in queste condizioni non è possibile inserire la sicura manuale. Quando smontate la pistola per la pulizia, assicuratevi quindi di rimuovere prima il caricatore.
Anics Skif A-3000
Fig. 7 – Lo smontaggio di campagna della pistola è quanto di più realistico si possa pretendere da una replica CO2.
La prima capsula la sprecherete tra inceppamenti e taratura della tacca di mira, operazione meno banale di quanto credevo. Il grilletto, tremendamente duro in doppia azione, e abbastanza duro anche in singola, non favorisce certo la precisione, ma dopo un po’ ci si abitua. Per armare il cane, è necessaria una forza erculea, praticamente si è costretti ad utilizzare entrambi i pollici, rendendo impossibile sparare in singola azione, e nel contempo mantenere l’arma puntata sul bersaglio. Le rosate, nonostante lo scatto tremendo, sono piuttosto strette, perché la pistola eroga il gas in maniera sempre ottimale. Anche doppiando velocemente i colpi, il tiratore non avverte mai un netto calo di prestazioni, e il pallino impatta più o meno sempre nello stesso punto. Bisogna sparare ben più di 2 caricatori interi da 28 colpi, prima di iniziare a sentire un vero calo di potenza, e anche giunti al terzo caricatore, la potenza cala solo verso la fine dei colpi. La pistola l’ho comprata a Novembre, mese decisamente poco indicato per la CO2, eppure l'arma ha sparato perfettamente sempre almeno 3 caricatori interi. In quelle condizioni avverse, la mia fedele CP-99 fa una magra figura; dopo 40 colpi non spara praticamente più. Paradossalmente, nel periodo estivo, che dovrebbe garantire prestazioni più elevate, a causa della pressione interna del gas, la valvola fa fatica ad aprirsi, e l'arma perde molta della sua energia. Inoltre, a causa della meccanica interna interamente realizzata in plastica, la precisione è decaduta dopo pochissimo tempo dall'acquisto. Negativo è anche il suono dello sparo; veramente debole. Gli inceppamenti sono sempre molto frequenti, soprattutto se si toglie il caricatore, per controllare quanti colpi rimangono da sparare, e poi lo si rimette in sede. Eseguendo questa operazione è praticamente matematico che si verifiche un inceppamento. Se non si procede alla lubrificazione degli alveoli, dopo qualche mese di utilizzo, il caricatore si blocca completamente. Per la lubrificazione, consiglio di usare del grasso, e di evitare l’olio. Gli alveoli del caricatore, infatti, partecipano attivamente alla fase di sparo, anzi, a dirla tutta, l’alveolo stesso si comporta da percussore della valvola del gas, e quindi se si lubrifica con abbondante olio il caricatore, ben presto questo si diffonderà nella canna. Ho accennato che l’alveolo funziona, oltre che come camera di proiettile, anche da percussore. Adesso quindi andiamo ad analizzare lo strano funzionamento della pistola. Armando il cane, si nota immediatamente l'assenza di un percussore. In effetti, il cane, è “quasi” finto; quel “quasi”, dipende dal fatto che il cane, è semplicemente una leva esterna, che serve ad armare il vero cane interno, nel caso si desideri sparare in singola azione. Se decidessimo di sparare solo in doppia azione, potremmo tranquillamente rimuoverlo del tutto. In maniera semplice, basta rimuovere un perno, renderemo lo scatto in doppia azione un poco più leggero. Nella figura, si vede chiaramente che, la bocchetta di fuoriuscita del gas, verso la canna, è l’unica “sporgenza” della valvola. E' facile immaginare che questa, abbia la doppia funzione di valvola battente e di trasfer port. Il vero cane della pistola, è in effetti la canna.
Anics Skif A-3000
La canna della SKIF, è mobile. In realtà funziona anche da cane interno.
Quando premiamo il grilletto, la canna avanza verso la volata, comprimendo la molla che la circonda. Quando il meccanismo di scatto la sgancia, questa torna indietro con forza, battendo sull’alveolo, il quale a sua volta trasferisce l'impulso alla valvola battente, che immediatamente eroga la CO2 necessaria a far partire il colpo. Quindi è la canna stessa che ha il compito di effettuare la battuta sulla valvola del gas. In una foto, si vede chiaramente la placca metallica elastica che permette all’alveolo di ritornare al suo posto, all’interno del caricatore, dopo lo sparo. Tutto il meccanismo che permette il movimento della canna è di plastica. Quando l’arma è nuova, la canna trasla perfettamente in linea retta, garantendo una precisione adeguata, ma dopo un certo periodo, i giochi tra le parti in movimento aumentano, e la precisione intrinseca degrada rapidamente. Inoltre l’impatto della canna sull'alveolo, è ovviamente violento, e di sicuro, subito dopo il colpo la canna inizierà a vibrare e a muoversi, proprio nel momento in cui è attraversata dal pallino. Potete quindi ben immaginare gli effetti nefasti sulla precisione di tutte queste forze applicate alla canna, già in condizioni normali. Quando i vari elementi, a causa dell’usura, non risultano più perfettamente accoppiati tra loro, l'effetto è tragico.
Anics Skif A-3000
Lo strano funzionamento della Anics. Notate come la canna all’inizio sia in posizione arretrata. Quindi avanza comprimendo la molla (nel riquadro rosso, nella prima immagine si vede la bocca della canna, nella seconda immagine no), per poi tornare indietro, e colpire l’alveolo del pallino (assente nella foto per poter mostrare il movimento della canna).

Se appena uscita dalla scatola, sparando da 10 metri in appoggio, si infilano tutti i colpi nel nero del bersaglio, dopo 6 mesi, ho notato che almeno il 50% dei colpi finivano invece nel bianco. Dopo un anno, il 50% del colpi non finiva neppure nel raccoglipallini standard, che misura la bellezza di 14x14 cm. Inoltre devo segnalare che dopo soli 6 mesi di utilizzo, la valvola del gas ha iniziato a perdere tutta la CO2 contenuta nella capsula. Per risolvere l’inconveniente, ho dovuto smontare la valvola, e lubrificare con grasso al silicone gli o-ring interni. Insomma questa arma, che è stata, e che forse è tuttora, l’oggetto del desiderio di molti, si è rivelata con il tempo un vera e propria delusione. La stessa innovazione tecnica, che la rende così desiderabile e realistica, rappresenta pure il suo più grande difetto. Una meccanica così sofisticata, alla lunga si dimostra inaffidabile e grossolana. In effetti non è neppure sbagliato l’entusiasmo che ha suscitato questa pistola tra le riviste specializzate, i siti internet e gli appassionati, che come me l’anno acquistata. Quando è nuova, il suo funzionamento è ineccepibile. Peccato che, dopo un periodo di funzionamento, anche relativamente breve, sparare con questa pistola diventi decisamente frustrante. Appesa ad un muro, o esposta in una vetrina fa un vero figurone. Ma allora è molto meglio spendere la metà e acquistare una pistola a salve, almeno ci si fanno i botti di capodanno. Meglio ancora, acquistare una soft-air scarrellante full-metal, che è meccanicamente molto più simile ad un’arma vera, e che può essere usata tranquillamente in casa, soddisfacendo nel contempo l’occhio, il portafogli e il divertimento.

Alessandro (2009)


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