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SCHEDE
 
 
 

BEDDING PER OTTICA

Abram
Chi legge riviste che trattano armi saprà senz’altro cos’é un bedding. Per chi non lo sapesse è un procedimento di annegamento precisissimo della meccanica nella calciatura, ricavato quasi sempre mediante colatura di resine.
Chi invece si è trovato a sacramentare con ottiche con reticoli disgraziati si è trovato nella situazione di ricorrere a basette inclinate o a spessorare quasi sempre sotto l’anello posteriore degli attacchi per ovviare a una scarsa corsa in alto del reticolo.
In un caso e nell’altro ci sono complicazioni: nel caso della basetta inclinata, costo a parte, si alza necessariamente il centro dell’ottica con il rischio di dover mirare senza appoggio alla pala del calcio e sempre che la basetta sia sufficientemente inclinata; nel caso dello spessoramento si crea un’inclinazione del tubo dell’ottica rispetto al piano degli anelli e si corre il rischio di deformare il tubo quando li stringiamo.
Per la mia BSA XL tactical dovevo procurarmi l’ottica. Su Ebay veniva proposta una ZOS 10-40X50 E-SF, tubo da 30 mm, a un buon prezzo completa di illuminazione, ruota per la torretta del parallasse, coperchi flip-up, paraluce, attacchi. Insomma, di quello che c’era non mancava niente e così l’acquistai pensando di montarla sulla HW977 e girare la BSA 8-32x44 sulla XL Tactical. Però mi procurai anche un attacco serio, un monopezzo con tre viti alla base e 4 viti per anello perché di quelli in dotazione, 1 vite per la scina e 2 per anello, non mi fidavo troppo.
Arrivato tutto l’armamentario, scopro che l’attacco monopezzo non va bene perché il corpo centrale dell’ottica, quello dove ci sono le torrette, è troppo lungo e non ci sta tra gli anelli. Taglio quindi il monopezzo in due pezzi dopo aver fatto altri due fori di fissaggio per la coda di rondine perché dei 3 esistenti ovviamente quello centrale venivo a perderlo.
Pronto al via giro le ottiche e monto la ZOS. Regolo il reticolo al centro corsa e come al solito faccio i primi tiri a 10 m contro un pannello di truciolare da m 1,5x0,5 in modo da evitare incidenti anche se l’ottica fosse montata o regolata male.
Non vi dico lo stupore nel constatare che l’impatto era casualmente centrato in deriva ma basso di una decina di cm. Alla fine della suonata, per collimare correttamente dovevo arrivare ben oltre la scala segnata sulla torretta. Se questa era la posizione per i 10 m, immaginiamoci per i 30, visto che con una depo di solito si azzera sui 12,5-15 m.
Provo anche con gli attacchi originali ma la storia non cambia. Allora decido che se devo intervenire tanto vale farlo pesantemente. Regolo il reticolo sulla 4 riga inferiore delle 6 disponibili e sparo. 15 cm basso. Fatta la debita proporzione 10.000 (distanza bersaglio):150(errore)=120(distanza anelli):X mi salta fuori che devo spessorare 1,8 mm.
Va bene che il tubo è da 30, ma se lo stringo così inclinato rischio veramente di storcerlo. Decido perciò di fare un bedding in modo da allineare l’appoggio degli anelli.
Recupero da uno scatolotto di plastica una linguetta da 1,75 mm di spessore, la taglio larga un cm e, al nastrino, la smusso dal centro sia verso i due estremi che verso un lato, quello che monterò orientato in avanti sull’anello posteriore.
Bedding per ottica
Bedding per ottica
Lo scatolotto con il pezzo mancante e la lamina lavorata. l’unica zona a tutto spessore è quella rimasta lucida.

Ora serve l’allineatore che non può essere che un tondo di ferro (o un tubo, purché non fletta) da 30 mm di diametro. Scaldo la lamina con il termosoffiatore e, usando uno degli attacchi disponibili la stringo sul tondo in modo che prenda la curvatura giusta.

Bedding per ottica
Bedding per ottica
Il tondo e la formatura a caldo della linguetta.

Fatto questo la incollo con una goccia di colla cianoacrilica al limite posteriore dell’anello posteriore. A questo punto abbiamo questa situazione:

Bedding per ottica
La linea rossa indica l’inclinazione dell’ottica rispetto agli appoggi degli attacchi.

E’ chiaro che serrando i mezzi anelli sopra, si creeranno delle forze che tenderanno a flettere il tubo tra i due punti di appoggio, cioè lo spigolo anteriore dell’anello anteriore e lo spessore aggiunto a quello posteriore. Inoltre, anche lateralmente non abbiamo più certezza di continuità di appoggio. Ed ecco come facciamo il bedding.
Per ricreare il necessario allineamento dei piani basta ora ricorrere a un prodotto che sia modellabile subito ma che diventi indeformabile una volta polimerizzato. E che abbia il minimo ritiro possibile in fase di asciugatura. In altre parole tutti quei prodotti plastici bicomponenti, come la resina epossidica e i vari stucchi “metallici”, quelli con base e induritore. Io ho usato uno di questi, uno stucco per carrozzeria che avevo disponibile.

Abram
Gli anelli sono montati sulla scina, quindi isolo il cilindro con carta per carrozzeria, tappo i fori filettati che non mi servono, miscelo i due componenti e spalmo abbondantemente lo stucco sugli attacchi.
Sovrappongo due pezzi di isolante, nel caso la carta trasparente dei pacchetti di sigarette ma va benone la pellicola per conservare i cibi, appoggio sui letti il tondo e lo stringo con i semianelli superiori badando che il serraggio sia fatto con la coppia di viti anteriori, in modo da costringere il tondo a posizionarsi nella giusta inclinazione (verso il basso-davanti).
Bedding per ottica
Bedding per ottica
Il bedding in formazione e come risulta ancora grezzo.

Durante l’indurimento è opportuno togliere l’eccedenza di resina che sborda, in modo da ridurre poi il lavoro di rifinitura. Una volta indurito e tolto il tondo noi avremo due semicerchi con piani perfettamente allineati.
Basta ora togliere le eccedenze, colorare in nero (basta un pennarello indelebile) e rimettere a posto gli adesivi antiscivolamento.

Bedding per ottica
Bedding per ottica
Il bedding levigato e i supporti finiti.

Rimontando l’ottica è opportuno stringere prima la coppia di viti anteriori di ogni attacco (non si sa mai) e poi la coppia posteriore, ma, se il lavoro è fatto bene, ci accorgeremo che quando stringeremo anche la due coppie di viti restanti e passiamo al serraggio a croce, anche le viti precedentemente strette le sentiremo leggermente allentate, a dimostrazione che quelle strette dopo non hanno trovato una zona cedevole ma hanno incrementato il serraggio dei semi anelli superiori pinzando ben bene il tubo dell’otticone.

Bedding per ottica

Ora la ZOS fa il suo dovere. Dopo il montaggio il punto d’impatto era ridotto a 1,5 cm sotto, faccenda risolta con una manciata di click. Mi auguro solo che questo benedetto reticolo senta correttamente gli spostamenti, altrimenti ho lavorato per niente.

 

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Commenti

Roberto
29 Dic 2013, 19:33
Grazie. Appena ho un po' di tempo provo...
Alessandro
28 Dic 2013, 10:12
Se l'ottica una zos, devi svitare la ghiera anteriore e toglierla. A questo punto sviti di 1 o 2 giri la parte fielttata, che a sua volta una ghiera su cui fissata la lente frontale. Riavviti la ghiera frontale che avevi rimosso. Fai delle prove e se necesasrio, sviti o riavviti la ghiera interna. Pi sviti e pi si avvicina la messa a fuoco. Perderai la messa a fuoco all'infinito, ovviamente.

Alessandro
Roberto
26 Dic 2013, 23:38
Io invece vorrei riparallasarla perche' la messa a fuoco minima e' circa 12 15 metri vorrei la messa a fuoco da 9 10 ma non so dene come fare senza fare danni irreversibili...
sergio
02 Gen 2011, 15:22
io ho aquistato la stessa ottica e ho incontrato stessi problemi x l'alzo e la deriva....pur mandando a ffine corsa le regolazioni....
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