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SCHEDE
 
 
 

L’EVOLUZIONE DELLA 1911 ATTRAVERSO I BREVETTI - PARTE SESTA.

L’adozione della M1911 e la concorrenza della FN.
C'è una storia scritta sulle due righe incise sopra al carrello di qualsiasi pistola modello 1911 e 1911-A1 militare. Una storia fatta di tecnologia, talento e idee rivoluzionarie. Sono i brevetti della 1911, e ci portano in un lungo viaggio attraverso il genio di John Moses Browning.
COLT MODEL OF 1911 SPECIAL ARMY E L’ADOZIONE MILITARE.

Il precedente test fallito aveva avuto comunque risvolti positivi, mettendo in luce i punti deboli della pistola; la canna e il fusto erano soggetti a fessurazioni e rotture, le viti delle guancette non resistevano al continuo rinculo prodotto da un prova così lunga, e per lo stesso motivo le labbra del caricatore si piegavano e si deformavano. Per prima cosa vennero modificati i risalti di chiusura della canna. Essi erano ricavati per una semplice operazione di asportazione al tornio, nella zona anteriore della culatta, che era formata da un canotto di diametro maggiorato, per resistere alle pressioni dello sparo. Era proprio in prossimità del recessi, dove lo spessore era ridotto, che si verificavano le rotture. I risalti quindi vennero modificati in modo da essere meno profondi e interessare solo la parte superiore della canna. Un altro punto debole erano le aperture del fusto sotto le guancette, che rendevano l'arma più leggera, ma anche più debole. Le dimensioni di queste aperture venero ridotte, e alla stessa maniera vennero irrobustiti altri punti cruciali del telaio. Le viti delle guance furono rimpicciolite ed incassate, mentre il caricatore venne temprato. Nel marzo del 1911, Colt aveva completato sei esemplari della "Colt Automatic Pistol, Calibre .45, Model of 1911 Special Army”.

Colt Mod. 1911 Special Army
Un esemplare di prototipo di pre-serie utilizzato per la valutazione da parte dell’Esercito.
(Foto: coltautos.com)

Il 3 marzo 1911, il Consiglio di Ufficiali del Dipartimento degli Armamenti fu nuovamente convocato per esaminare le ultime evoluzioni delle pistole Colt e Savage, che erano state sottoposte a miglioramenti da parte delle due aziende. Le prove seguirono lo stesso schema dei precedenti test di Novembre. Le prestazioni del modello 1911 Colt furono quasi impeccabili; la pistola superò brillantemente la prova di durata di 6000 colpi, dopo di che la pistola fu attentamente esaminata senza rivelare alcuna parte rotta o difettosa. Durante lo stesso test la pistola Savage ha subito 31 malfunzionamenti e numerose parti rotte o danneggiate. Alla fine dei test il Consiglio di Ufficiali ha emesso i seguenti risultati, conclusioni e raccomandazioni:

"... Delle due pistole, il Consiglio è del parere che la Colt sia superiore, perché è la più affidabile, la più resistente, si smonta più facilmente quando ci sono parti rotte da sostituire, ed è la più precisa ..."

"... Il Consiglio di conseguenza raccomanda che la Colt calibro .45 Automatic Pistol, del modello presentato al Consiglio per la prova, sia adottata al servizio militare per l'utilizzo da parte delle truppe di fanteria e cavalleria, in conseguenza della sua marcata superiorità, rispetto agli attuali revolver di servizio e ad ogni altra pistola nota, della sua estrema affidabilità e resistenza, e della sua rispondenza a tutti i requisiti militari essenziali ... "

Questo rapporto fu stato redatto il 20 marzo 1911, e venne ratificato dall'Ufficiale Comandante dell’Arsenale di Springfield il 23 Marzo. Il 29 marzo 1911 il Segretario di Guerra approvò l’adozione della Colt Browning come “US. Pistol, Automatic, Calibre .45, Model 1911".

Colt Mod. 1911 Special Army
Il volantino pubblicitario utilizzato da Colt per promuovere l’adozione della pistola da parte dell’Esercito U.S.A.

In totale furono costruiti 15 esemplari, contrassegnati con numeri di matricola da 1 a 15 della pistola “Colt Model of 1911 Special Army” utilizzate nelle varie fasi dell’approvazione da parte dell’Esercito degli Stati Uniti, prima dell’inizio della produzione di serie vera e propria.

Alla fine della primavera, Colt si preparava a produrre il Modello 1911. La maggior parte dei dettagli erano stati risolti entro la fine di aprile, e i funzionari del Dipartimento degli Armamenti di Washington fornirono a Colt i documenti necessari (lettere di intenti e disegni delle specifiche), mentre Colt presentò i dati sui costi e i programmi di consegna previsti. Colt accettò di fabbricare le pistole per 14,25 dollari ciascuna, con caricatori di riserva a cinquanta centesimi l’uno e casse di imballaggio, da 50 pistole, a 6,00 dollari ciascuna. Le fondine per la 1911 sarebbero state fabbricate dal governo presso lo “Equipment and Harness Shops” dell'Arsenale di Rock Island. Dopo che Governo e Colt si accordarono per concedere la produzione della pistola su licenza anche all’arsenale di Springfield, l'esercito emise il suo primo ordine di acquisto il 5 maggio 1911 per 31.344 pistole ed un numero doppio di caricatori di riserva. Pezzi di ricambio, cacciaviti e casse di imballaggio hanno portato il prezzo totale del contratto a 490.000 dollari. Ogni pistola veniva corredata di un caricatore e un particolare cacciavite a forma di “L” per lo smontaggio delle guancette e la rimozione di perni. Sebbene il cacciavite non fosse strettamente necessario, le viti delle guancette potevano essere svitate utilizzando il bordo di un proiettile, e il puntone del cane essere utilizzato come cacciaspine per smontare completamente l'arma, lo strumento a corredo delle pistole facilitava la procedura.

Colt M1911
Uno dei primi esemplari della pistola M1911 di produzione di serie, fabbricato nel 1912.
(Foto: coltautos.com)

Oltre ai marchi Colt standard, il piano richiedeva che il modello 1911 fosse contrassegnato con le scritte “UNITED STATES PROPERTY” sul lato sinistro del fusto e “CALIBRE .45/MODEL OF 1911 US. ARMY", sul lato destro del carrello. Tuttavia l’indicazione del calibro sul lato destro del carrello fu rimossa, e sul lato sinistro del carrello, oltre ai marchi del produttore furono riportate le indicazioni relative ai brevetti “PATENTED APR.20.1897 SEPT.9.1902. DEC.19.1905 FEB.14.1911”. Nel 1914 fu aggiunto il marchio relativo all’ultimo brevetto, “AUG.19.1913”. La pistola con numero di serie 1 del modello M1911 di produzione di serie fu consegnata all'esercito il 4 gennaio 1912.

COLT M1910 CAL. 9,8 M/M
Una piccola pistola contro il gigante belga.

Nel 1910 la Colt si trovò a dover gestire una situazione decisamente delicata. Il quel momento Colt aveva i progetti e la struttura per poter costruire e vendere la migliore pistola automatica del mondo, ma questa pistola ancora non soddisfaceva l'Esercito Americano. Dall'altra parte dell'Oceano, in Belgio, anche la FN aveva i diritti per sfruttare i progetti di Browning. Grazie alle pistole prodotte con questi brevetti, l'azienda Belga acquistò forza, tanto da iniziare ad allargare le sue reti di vendita fino al Centro America, minacciando da vicino i mercati di Colt e, di fatto, rompendo l'accordo commerciale che le due aziende avevano stipulato più di un decennio prima.

Il 24 luglio 1896, John Browning aveva deciso di concedere a Colt l'autorizzazione di sfruttamento dei suoi progetti, inerenti le pistole automatiche, per la produzione e la vendita negli Stati Uniti, e i suoi territori annessi, in Gran Bretagna e in Irlanda, in cambio di una royalty di 1 dollaro per pistola. Con un accordo separato il 7 luglio 1897, la Fabrique Nationale (FN) di Herstal, in Belgio, ha ottenuto il diritto esclusivo di fabbricare e vendere le armi progettate da Browning, nella gran parte dell'Europa occidentale e in qualunque paese non già concesso a Colt, a condizione che FN riuscisse a ottenendo un brevetto a nome di Browning nel paese in questione. Nel 1899 le due società hanno inoltre stipulato un accordo di non concorrenza tra di loro, con il quale si impegnavano ad operare esclusivamente nelle loro aree di interesse commerciale. Per dieci anni le due aziende furono effettivamente impegnate nelle loro rispettive aree, senza venire a contatto tra di loro, ma visto il crescente successo delle pistole semiautomatiche, sembrava chiaro che presto o tardi le due aziende si sarebbero scontrate. Nel 1910 Colt cominciò a prestare seria attenzione ai mercati di Sud e Centro America, per cui sentì la necessità di stipulare un nuovo accordo di non concorrenza con FN, estendendolo a nuove aree. Accordo che venne effettivamente stipulato il 2 marzo 1910.

Colt 1910 Experimental cal. 9,8 mm
L’esemplare di Colt 1910 Experimental cal. 9,8 m/m attualmente esposto nel museo dell’Arsenale di Springfield.
(Foto: ww2.rediscov.com)

Il nuovo accordo mantenne la pace tra le due aziende per poco meno di un anno. Il Presidente della Colt C.L.F. Robinson nel Gennaio 1911 annunciò, al consiglio di amministrazione dell'azienda, che FN aveva già contravvenuto all'accordo e che avrebbe interessato della questione lo studio legale di New York per stabilire come agire di conseguenza. Gli avvocati consigliarono di risolvere la situazione per vie diplomatiche, piuttosto che legali, e il consiglio di amministrazione della Colt autorizzò la stipula di un nuovo accordo di non concorrenza con FN. FN, che evidentemente pensava di trattare in una posizione di vantaggio rispetto a Colt, era restia a concedere un nuovo patto, tanto che sei mesi più tardi ancora nessun accordo era stato firmato.

Colt 1910 Experimental cal. 9,8 mm
Ancora un’immagine dell’arma esposta all’Arsenale di Springfield completa di canne di ricambio in calibro .38 ACP e 9,8 mm.

Per fare leva su FN, affinché firmasse un nuovo accordo, la dirigenza Colt decise di minacciare a sua volta i mercati vicini all'azienda belga. Per farlo utilizzarono il prototipo di una pistola che avevano iniziato a sviluppare l'anno precedente, che era stato accantonato, dopo aver vinto l'appalto per la fornitura delle pistole modello 1911 all'Esercito degli Stati Uniti. Con qualche ritocco, quella pistola poteva essere perfetta per ottenere l'attenzione del concorrente europeo.

Nel 1910 Colt collaborò con le aziende UMC e Winchester per sviluppare una nuova cartuccia sperimentale. Presumibilmente l'intenzione era quella di sostituire in calibro .38 ACP con una munizione più performante, e con essa anche le obsolete pistole a funzionamento parallelo. Nell'Agosto del 1910 Winchester ha prodotto una certa quantità di munizioni sperimentali in calibro .38. Si trattava di un "vero" calibro .38 (9,8 mm), non di un calibro .356 (9 mm) come il .38 ACP. Durante l'estate del 1910 la "Modell Room" della fabbrica di Hartfort costruì la prima pistola "Mod. 1910 .38 Caliber Experimental" che venne presentata al consiglio di amministrazione nella riunione del 6 Ottobre 1910. In quel momento la fabbrica era troppo impegnata nello sviluppo della pistola calibro .45, e come già accennato, il progetto per la nuova pistola venne accantonato.

Colt 1910 Experimental cal. 9,8 mm
L’esemplare con matricola numero 1. Come si può notare è assente la sicura al pollice, introdotta in seguito sul modello 1910 in calibro .45 ACP.

Il modello 1910 sperimentale era una pistola in scala ridotta, all'incirca il 10% in meno, della Colt 1910 in calibro .45 ACP. La canna misurava 4 pollici e 11/16 (119 mm), lunghezza totale era di 8 pollici e 1/5 (208 mm), spessore di 11/16 di pollice (17,5 mm) e peso da scarica di 34 once (964 grammi). Tuttavia non si trattava di un modello in scala esatta; molte piccole parti erano intercambiabili con quelle della pistola di maggiore calibro, per cui le proporzioni non erano perfettamente rispettate. Si presume che la produzione fu limitata a soli 5 esemplari. Un prototipo senza numero è attualmente conservato nel Museo dell'Arsenale di Springfield; è possibile che questa pistola sia stata sottoposta a valutazione da parte dei militari, anche se non esiste documentazione in tal proposito. Questa pistola ha il fusto privo di brunitura, e molte delle parti più piccole sono state sostituite da parti prodotte successivamente. All’epoca furono costruite presumibilmente solo 1 o 2 pistole complete e una piccola serie di fusti e carrelli, che in seguito vennero assemblati e immessi nel mercato collezionistico. Al momento sono conosciuti solo gli esemplari con matricola 1, 3 e 4, oltre al prototipo senza numero. Si è anche a conoscenza che l’esemplare con matricola numero 2 fu spedito nel 1922 ad un rappresentante Colt del Sud America. Non si è a conoscenza di altre pistole di questo tipo.

Colt 1910 Experimental cal. 9,8 mm
L’esemplare con matricola numero 3 fu restaurato e gli fu dato l’aspetto di una Government del dopoguerra; vennero incise nuove scritte sul carrello simili a quelle delle Colt dell’epoca.

Poco si sa sull'effettivo sviluppo della pistola. Una serie di manufatti relativi all'arma possono essere di aiuto per capirne lo sviluppo e comprenderne le motivazioni. Esistono due cartucce campione inerti per questa pistola, marchiate rispettivamente "38 COLT AUTOMATIC PISTOL, EXPERIMENTAL" e "9.8 COLT AUTOMATIC PISTOL, MODEL 1910, OCT. 1911". La maggior parte delle cartucce superstiti, prodotte da Winchester, sono datate agosto 1911, e le confezione recano anch'esse la denominazione "9.8 m/m Automatic Colt Cartridges". Il che indica come Colt abbia inizialmente sviluppato l’arma con in mente il mercato anglosassone, mentre che l’anno successivo abbia modificato il progetto per essere maggiormente appetibile nel continente Europeo. Il cambio di nomenclatura da imperiale, .38, a metrico, 9.8 m/m, lascia ben pochi dubbi riguardo alla nuova destinazione commerciale dell'arma. La maggior parte delle cartucce finite sono state preparate nella seconda metà del 1911, proprio in vista di una trasferta dimostrativa nel continente europeo.

Il fatto che la pistola sia stata sviluppata prendendo in considerazione più calibri è evidenziato dal ritrovamento di tre tipi differenti di canna. Una camerata per il .38 ACP (9 mm), una per una cartuccia da 9,8 mm semirimmed e l'altra per una 9,8 mm rimless. Alla fine fu scelto il calibro 9,8 mm rimless. La cartuccia montava una palla blindata da 130 grani, con una velocità alla bocca prossima ai 1200 piedi al secondo (circa 355-360 m/s).

Colt 1910 Experimental cal. 9,8 mm
Decisamente più rispettoso è stato il restauro dell’esemplare con numero di matricola 4, apparso in epoca più recente.
(Foto: rockislandauction.com)

La dirigenza Colt aveva già deciso di effettuare una trasferta Europea, con il modello “1911 Special Army” in calibro .45 ACP, per le prove di adozione Britanniche, che si sarebbero tenute a Enfield a fine Settembre. Ora si presentava l’opportunità di rendere ancora più redditizia la trasferta, portando una “baby 1911”, così viene oggi definita la pistola dai collezionisti, in calibro 9,8 mm alle prove per la selezione della nuova pistola d’ordinanza rumena, che erano state programmate per il primo Ottobre a Bucarest.

Il 20 Settembre 1911 il Presidente della Colt Robinson e l’esperto tiratore Eugene Reising partirono per l’Europa con una pistola Colt 1911 .45 ACP, matricola 10 di produzione di serie, e con una modello 1910 Sperimentale calibro 9,8 mm ACP. La loro missione diede risultati immediati; già in Ottobre la FN aveva proposto a Colt un nuovo patto di non concorrenza, nel quale si impegnavano ad uscire dai mercati di Messico e America Centrale, nel caso in cui Colt si fosse ritirata dai Balcani.

Colt 1910 Experimental cal. 9,8 mm
Un raffronto tra le dimensioni della 1911-A1 calibro .45 ACP e la pistola in scala ridotta in calibro 9,8 mm.
Winchester Experimental cal. 9,8 mm
Una confezione di cartucce sperimentali calibro 9.8 mm ACP prodotte dalla Winchester.
(Foto: oldammo.com)

La minaccia del mercato principale di FN aveva messo la Colt in un’ottima posizione contrattuale. Non ancora soddisfatto, Robinson ha riportato ad Hartford le registrazioni del brevetti Rumeni della FN per poter dimostrare la legittimità dell’azione commerciale di Colt nei paesi balcanici, se si fosse reso necessario. La minaccia funzionò, e il 12 Luglio 1912 Colt e FN firmarono un nuovo accordo di non concorrenza della durata di 5 anni. La piccola “baby 1911” aveva fatto il suo lavoro.

Nel 1912 la Colt era troppo impegnata nella produzione delle pistole 1911 per l’Esercito, e il progetto del calibro 9,8 mm venne nuovamente accantonato. La piccola 1911 in miniatura tornò all’attenzione del Consiglio di Amministrazione nel 1913, sebbene questa volta fosse stata adattata per sparare il più tranquillo .38 ACP. Assieme alla piccola 1911 fu presentato il progetto di John Moses Browning per una pistola in calibro .22 LR, quella che sarebbe poi diventata la Colt “Woodsman”. Il Consiglio approvò entrambe le armi, ma alla fine venne installato il solo impianto di produzione per la Woodsman.

IL BREVETTO DEL 19 AGOSTO 1913

Il precedente brevetto del 1911 non copriva le modifiche che furono fatte alla pistola immediatamente prima dell’adozione militare, come ad esempio l’aggiunta della sicura al pollice, o l’introduzione della molla triplice. Inoltre l’inventore continuò a lavorare sui prototipi della pistola anche dopo che questa venne accettata dall’Esercito Americano, ed introdusse alcune migliorie, che non vennero mai introdotte sulla pistola Colt. Parallelamente, in Belgio, Browning stava sviluppando per la FN una versione della stessa arma, per il mercato Europeo, la quale incorporava tutte le migliorie apportate dopo il 1911. Nel 1913 John Moses Browning presentò domanda per un nuovo brevetto che raccoglieva tutte le parti modificate o aggiunte alla pistola.

BREVETTO US 1070582

Richiesto il 23 Aprile del 1910 e rilasciato il 19 Agosto 1911, il brevetto verte su di una serie di modifiche e miglioramenti alla pistola già presentata con il brevetto numero 984519 del 1911.

L’oggetto principale di questa invenzione, è la costruzione di una pistola, per utilizzo militare, robusta e di semplice ed economica costruzione, che non necessita di alcuno strumento per essere completamente smontata e rimontata. La pistola, nei disegni che accompagnano il brevetto, è formata da tre parti principali, dal fusto “a”, dalla canna “b” montata sul fusto, e dal carrello-otturatore “c”, il quale può scorrere avanti e indietro sulle guide del fusto attraverso l’azione del rinculo dello sparo, e della molla di recupero. All’interno dell’impugnatura “a1”, solidale al fusto, è contenuto il caricatore staccabile “x” di usuale costruzione. Il funzionamento dell’arma è lo stesso già descritto con il precedente brevetto numero 984519.

Brevetto Browning US1070582
Il disegno che accompagna il brevetto.
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L’esperienza militare con armi della stessa classe ha dimostrato che la pistola dovrebbe essere sicura nel porto quotidiano, in modo da evitare spari accidentali, ma contemporaneamente pronta all’utilizzo immediato, senza che l’operatore abbia altra necessità che premere il grilletto per fare fuoco. Al fine di soddisfare questa due caratteristiche apparentemente contraddittorie, è stato aggiunto un dispositivo di sicurezza combinato che blocca sia il cane in posizione armata, che il carrello-otturatore, e che si aziona facilmente con il pollice. Tale dispositivo consiste in una piccola piastra “k”, posizionata sul lato sinistro del fusto, dotata di un piccolo movimento rotatorio ottenuto tramite un perno “k1”, lo stesso su cui è incernierata la sicurezza dorsale “w”. All’interno del brevetto tale dispositivo viene definito “slide-lock”, mentre oggi viene comunemente chiamato “sicura” o “sicura al pollice”. La piastrina dalla sicura “k” può essere movimentata, verso l’alto o verso il basso, con un colpo di pollice, per mezzo di una proiezione laterale “k2” che allo scopo è stata opportunamente zigrinata. Ruotando la sicura “k”, il suo angolo superiore si inserisce in un recesso angolare “c3” praticato sul carrello-otturatore, bloccandolo in posizione di chiusura, impedendo qualunque manipolazione involontaria o errata da parte dell’operatore. Nella faccia rivolta all’interno della piastrina “k”, è presente una estensione cilindrica “k3”, la quale si inserisce all’interno del fusto “a” attraverso una apposita apertura nascosta dalla piastrina stessa. La protuberanza “k3” ha una forma cilindrica che presenta un intaglio anteriore tale da intercettare e bloccare il braccio inferiore del controcane “r”, e contemporaneamente bloccare il cane ”q”, inserendosi in un apposito recesso praticato sul corpo circolare interno di quest’ultimo. Quando il cane “q” è nella posizione armata, e la piastrina della sicura “k” si trova nella posizione alzata, il controcane “r” e il cane “q” risultano bloccati e quindi la pistola è impossibilitata a fare fuoco. Quando, al contrario, la piastrina “k” viene abbassata, il controcane “r”, e il cane “q” vengono disimpegnati e la pistola può fare fuoco. Quando il cane è abbassato, la piastrina non può essere sollevata in quanto la sua estensione “k3” è bloccata dal corpo interno del cane.

Brevetto Browning US1070582
Il funzionamento della sicura al pollice. Il colore verde rappresenta il nottolino interno della sicura, il magenta il controcane e il verde il cane. Le parti rosse sono le interferenze sul fusto che impediscono alla leva della sicura di fuoriuscire dal fusto, se non quando viene portata volontariamente in una posizione intermedia tra le due posizioni estreme.
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Al fine di impedire il movimento involontario della piastra di sicurezza al pollice “k” è stato introdotto un sistema formato da un tubo di piccole dimensioni “l”, fissato sopra la guancia sinistra “y”, il quale contiene al suo interno due pistoncini “l1” e “l2” caricati da una molla “l3”. Il pistone “l1” spinto dalla molla “l3” preme contro lo spigolo della leva della sicura al pollice “k”, e nelle due posizioni estreme, quella di blocco e quella di fuoco, si inserisce all’interno di due appositi recessi della leva “k”, determinando il passaggio sicuro da una posizione all’altra senza possibilità di ingaggio involontario. Il pistoncino “l2”, che fuoriesce dal lato opposto del tubo, preme contro la leva del comando di blocco carrello a fine colpi “j”. Questa costruzione sostituisce il complesso molla e pistone inserito all’interno della leva dello slide-stop “j” che era presente nella precedente invenzione, che pertanto viene eliminato. Il pistoncino “l2” ha un diametro ristretto in prossimità della punta, che interferisce con la spalla interna del tubo “l”. La molla “l3” ha le due estremità fissate ai due pistoncini, e presenta una piegatura centrale, la quale forzando con le pareti del tubo, impedisce al complesso molla e pistoncini di schizzare fuori.

Molla e pistoncini sono quindi bloccati all’interno del tubo dalla presenza della leva della sicura “k”. L’apertura del fusto, dove si inserisce la protuberanza “k3” del comando della sicura, è configurata in modo tale da consentire la rimozione del comando della sicurezza al pollice solamente quando esso è portato dall’operatore in una posizione intermedia, impedendone la fuoriuscita involontaria, e contemporaneamente permettendone la rimozione senza utilizzare alcun attrezzo specifico. Il posizionamento involontario della sicura al pollice in posizione intermedia è impossibilitato dalla pressione del pistone “l1”, che costringe la leva a posizionarsi sempre in una delle due posizioni estreme. Una volta rimossa la sicura dal fusto è possibile estrarre i pistoncini e la sicura dorsale “w”, in quanto il perno della sicura al pollice “k1” funziona anche da perno di rotazione per la sicurezza dorsale “w”. Quindi si possono estrarre anche il perno del cane “q2”, e il perno del controcane e disconnettore “r1”, utilizzando uno dei due pistoncini per spingerli fuori dal fusto, e di conseguenza l’intero meccanismo di scatto può essere facilmente separato dal fusto della pistola. Il tutto senza bisogno di attrezzi, solamente attraverso l’estrazione della leva della sicura al pollice.

Viene semplificato anche il dorsalino porta molla del cane “u”, che contiene la molla “v”. In questa nuova costruzione la molla non è più vincolata al suo contenitore “u”. Il perno passante “u1” che assicura il contenitore al fusto viene fermato nella sua sede dalla forza della stessa molla del cane, attraverso due recessi centrali posizionati alla stessa distanza del diametro dell’ultima spira della molla, come mostrato in fig. 5 del brevetto. Il puntone del cane “q1” non è più fissato al cane attraverso un perno separato, ma agganciato attraverso un inserto orizzontale integrale alla testa del puntone stesso. Per separare il cane dal puntone non è più necessario utilizzare alcun attrezzo, ma i due pezzi si possono facilmente sganciare tra loro una volta che sono stati rimossi dalla pistola. La testa opposta del puntone del cane adesso ha la forma di un piccolo pistone per comprimere la molla del cane, essendo stato eliminato il pistoncino interno prigioniero al dorsalino portamolla. La punta arrotondata può essere utilizzata come cacciaspine per proseguire nello smontaggio della pistola.

Come mostrato nelle figure 4 e 9 le molle a lamina di grilletto e disconnettore “t2”, del controcane “r2” e della sicura dorsale “r3”, pur avendo lamine sparate sono ricavate da un corpo unico. La parte inferiore della molla triplice ha una piegatura che, inserendosi dentro ad un apposito alloggiamento interno del calcio della pistola, la mantiene in sede. Questa viene poi bloccata e compressa dall’inserimento del dorsalino contenitore della molla del cane “u”. La molla del controcane “r2“ ha anch’essa una piccola piegatura che gli assicura di essere sempre correttamente introdotta nella sua sede, sopra la parte inferiore sinistra del controcane.

I pannelli delle guancette “y” sono assicurati al calcio attraverso due prigionieri “y1”, come mostrato nelle figure 1 e 5. Ciascuna piastra contiene all’interno due ritagli per l’inserimento all’interno dei due perni a “T” fissati al fusto, rispettivamente nella parte alta e bassa ai due lati del calcio. Tali ritagli permettono il passaggio delle teste ingrossate dei perni, ma quando si fanno scorrere i pannelli verso l’alto bloccano le teste dei perni al loro interno. Nell’angolo inferiore posteriore di entrambi i pannelli delle guance è presente un recesso semicircolare all’interno del quale si inserisce la testa del perno di fissaggio del contenitore della molla del cane “u1”, il quale, quando è inserito nella sua sede, vincola i pannelli alla loro sede, impedendogli di scivolare verso il basso. Grazie a questa costruzione l’intera arma è completamente smontabile senza che sia necessario utilizzare alcun attrezzo.

Brevetto Browning US1070582
I particolari delle guancette, del cane e del suo puntone, del dorsalino porta molla del cane e della molla triplice.
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Colt M1910
Questo prototipo di M1910, con numero di matricola 3, appartenuto personalmente a John Moses Browning, monta guancette senza viti, simili a quelle disegnate nel brevetto.
(Foto: www.firearmsforum.com)

COLT M1911 e M1911A1

Nel Giugno del 1911, l'esercito ordinò altre 4.000 pistole, e a Luglio la marina ne chiese 7.000. I funzionari del governo erano ansiosi di procurarsi 50.000 pistole Colt in modo che potessero iniziare la propria produzione del modello 1911 a Springfield. L’accordo per la produzione su licenza della M1911 nell’Arsenale Governativo di Springfield prevedeva appunto l’acquisto di almeno 50.000 pistole da Colt, prima di poter iniziare la produzione in proprio, oltre al pagamento di 2 dollari di royalty per ogni esemplare prodotto. Un altro ordine dell'Esercito a metà Novembre portò il totale a 51.344 pezzi, aprendo la strada alla produzione dello Springfield Armory. Un primo ordine di 11.285 pistole all’Arsenale di Springfield fu emesso dal Colonnello Thompson già nel Dicembre 1912; le pistole furono completate e consegnate nel Gennaio del 1914.

Colt M1911
L'esploso delle parti di una Colt Government Commerciale, ricavata da un vecchio manuale d'uso.
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La produzione iniziale delle pistole militari subì una serie di aggiustamenti e piccole modifiche. Alcune di queste possono essere considerate rilevanti solo per i collezionisti, come ad esempio marchi e punzoni di controllo che vennero di tanto in tanto modificati o spostati. Di seguito citerò solo le modifiche che ritengo di un certo interesse. La testa delle viti delle guancette venne aumentata di spessore per renderle più resistenti ai ripetuti smontaggi. A partire del numero di matricola 600 venne modificata la molla a tre lamine aggiungendo una piccola piegatura nella parte terminale della foglietta sinistra, per impedire che, a seguito di un suo errato posizionamento in fase di montaggio, la pistola potesse sparare accidentalmente, o a raffica. Questa modifica è presente anche nei disegni che accompagnano il brevetto del 19 Agosto 1913. Quindi venne modificato il nottolino del pulsante dello sgancio del caricatore; questo inizialmente aveva un piccolo foro utile per lo smontaggio. Per smontare il pulsante di sgancio del caricatore, occorreva, a caricatore rimosso, premere il pulsante e contemporaneamente premere la testa del nottolino con il puntone del cane dal lato opposto, fino a quando la parte più larga del pezzo non fosse fuoriuscita dal lato destro del fusto abbastanza da poter essere ruotata di circa 180 gradi, ed essere estratta. Questo sistema tendeva a graffiare e rovinare il fusto in prossimità del foro destro del pulsante di sgancio, ed inoltre era ritenuto difficoltoso e poco pratico dall'Esercito. Sulla testa del nottolino fu quindi ricavato un intaglio simile a quello di una comune vite, mentre sul corpo del comando di sgancio fu aggiunta una piccola fresatura laterale lungo il tunnel dentro al quale agivano molla e nottolino. Con questo meccanismo modificato era sufficiente premere leggermente il comando di sgancio, e contemporaneamente ruotare il nottolino in senso antiorario, in maniera che il risalto del nottolino, dopo la rotazione, potesse alloggiare e rimanere imprigionato all'interno dell'intaglio laterale, senza più interferire con il fusto. L'intero comando di sgancio, poteva quindi essere comodamente sfilato fuori dall’impugnatura, compresi molla e nottolino che rimanevano imprigionati all’interno del pezzo. Per ruotare il nottolino si poteva utilizzare la piccola piegatura della foglietta sinistra della molla triplice; in tale modo anche dopo la modifica, la pistola poteva ancora essere smontata senza l'ausilio di alcun attrezzo. I nottolini forati già prodotti ma non ancora montati vennero comunque utilizzati, e l’intaglio a vite fu eseguito direttamente sopra al foro.

Colt M1911
Il nottolino del pulsante di ritegno del caricatore del primo tipo, che l’Esercito volle modificare.
(Foto: www.coltautos.com)
Colt M1911
Un nottolino ibrido, nel quale l’intaglio a croce per lo smontaggio fu sovrapposto al foro, sui pezzi già costruiti ma non ancora montati.
(Foto: www.milsurps.com)
Colt M1911
Il nuovo comando di sgancio del caricatore, a sinistra, in confronto con quello vecchio a destra. Il nuovo pulsante fu montato a partire dal numero di matricola 3189.
(Foto: www.cylinder-slide.com)

La testa sinistra del perno di ritenzione del dorsalino portamolla del cane divenne concava nel Gennaio 1912. In seguito ad un serio infortunio accorso ad un dipendente dell’Arsenale di Springfield durante lo smontaggio di una pistola, venne praticato un intaglio sulla superficie laterale anteriore del tubo reggispinta della molla di recupero, in modo che la prima spira della molla potesse esservi avvitata dentro, evitando che il pezzo potesse schizzare via in fase di smontaggio. L’intaglio in questione aveva dapprima una forma squadrata, per poi diventare tondo come è ancora attualmente. Tale modifica fu introdotta a partire dal numero di serie 6000. A tal proposito va detto che Browning aveva già previsto che questo tappo potesse schizzare via ed essere smarrito; per questo motivo lo fece dello stesso diametro di un bossolo in calibro .45 ACP, in maniera che potesse essere facilmente sostituito con un bossolo di risulta, in caso di necessità. Ma non aveva pensato che un soldato potesse ferirsi durante lo smontaggio dell’arma.

Nel 1913 fu modificato il profilo esterno della tacca di mira, da curvo a piatto. La vecchia tacca di mira con il suo profilo esterno curvo rendeva complicata la valutazione dell’alzo quando si allineavano le mire. Nello stesso anno venne allungato leggermente il pistoncino che premeva sulla leva dello slide-stop, e sulla superficie della leva stessa, nel punto di contatto con il pistoncino, venne scavato una leggera depressione orizzontale, per evitare che la leva stessa potesse accidentalmente traslare verso l'esterno del fusto della pistola.

Colt M1911
La vecchia mira della 1911, a sinistra, a confronto con la tacca di mira più moderna, in questo caso si tratta di una 1911-A1.
(Foto: www.cylinder-slide.com)

Nel 1914 venne leggermente modificata la superficie del comando della sicura al pollice, in maniera da minimizzare la possibilità di uno sgancio involontario durante l'estrazione dalla fondina. In una nota, il Dipartimento degli Armamenti, specificò che il ricorso al porto della pistola armata e bloccata, doveva ritenersi occasionale, esclusivamente durante o in prossimità di un’azione, e che per nessun motivo l'arma andava abitualmente portata carica, in quanto ritenuta una pratica pericolosa ed inefficiente. La nuova sicura venne introdotta a partire dal numero di serie 89597. Quindi venne allungata la cresta del cane, per facilitarne la manipolazione, e l'anno successivo, nel 1915, venne smussata la sua parte terminale al fine di limitare il pizzico del cane sulla mano durante il fuoco. Venne inoltre modificata la molla del cane, che passò da 19 a 22 spire, per fornire maggiore spinta al cane, adesso più pesante per via della cresta allungata. Nel 1918 fu richiesto l'aumento della curvatura inferiore della piastrina di blocco del percussore, per facilitare lo scarrellamento della pistola quando il cane era abbassato. Quindi fu modificata la curvatura dell'incavo anteriore del carrello, che passò da semicircolare all'attuale forma ovale allungata.

Colt M1911
In alto lo scasso in volata della 1911 originale, mentre sotto quello più moderno. La modifica fu fatta a partire dal 1918.
(Foto: www.cylinder-slide.com)
Colt M1911
Il raggio della curvatura inferiore della piastrina di fermo del percussore fu aumentato per facilitare lo scarrellamento a cane abbassato, sempre nel 1918.
(Foto: www.cylinder-slide.com)

I caricatori subirono differenti modifiche. Già nel 1912 venne modificato l'attacco dell'astuccio con il fondello. Quindi si intervenne per risolvere un problema di frequenti rotture degli angoli posteriori delle labbra, praticando, nella parte superiore del lato posteriore dell'astuccio, un intaglio a forma di foro di serratura, in modo da aumentarne l'elasticità. Con il tempo Colt risolse il problema studiando differenti materiali, e tale intaglio non fu più necessario. Quindi venne modificato il processo di tempra e brunitura, per effetto del quale i caricatori assunsero la caratteristica finitura a due tonalità. Per finire, nel 1915 fu abbandonato l'anello per il cordino fissato sotto la piastra del fondello.

Colt M1911
Caricatore del primo tipo con intaglio “keyhole”. Questa finestra sul lato posteriore del caricatore fu eseguita per prevenire le fratture degli spigoli delle labbra.
(Foto: www.milsurps.com)

Quando gli Stati Uniti entrarono nella Prima Guerra Mondiale il 6 aprile 1917, Colt e Springfield Armory avevano prodotto un totale di 143.050 pistole M1911. Colt ne aveva prodotte 112.255, mentre l’Arsenale di Springfield, 30.795. Colt fabbricò circa 513.600 pistole entro la fine del 1919 e lo Springfield Armory ne fabbricò altre 45.000 nel 1918. Inoltre, per far fronte alla richieste di pistole in tempo di guerra, il Governo stipulò dei contratti di produzione della M1911 ad aziende esterne. Di queste solamente lo stabilimento Remington-UMC, riuscì ad ultimarne qualcuna prima della fine della guerra, che terminò da lì a poco, e consegnò 21.625 pistole. Savage, un’altra delle aziende che ricevette un contratto, terminò solamente un centinaio di carrelli, i quali vennero consegnati alla Colt che li assemblò su pistole di sua produzione. La Canadese North American Arms produsse solamente una serie pilota di meno di 100 pistole, prima che il contratto fu rescisso nel 1919. Dal 1912 al 1919, il totale della produzione fu di circa 723.275 pistole.

Oltre alla produzione militare per il Governo Americano, Colt spedì pistole M1911 agli Eserciti di Russia, Argentina, Canada, Gran Bretagna e Francia. Si trattava di pistole prese direttamente dalla produzione commerciale. A parte un piccolo lotto spedito velocemente, le pistole Inglesi furono camerate per il calibro .455 Eley, lo stesso della pistola Webley-Scott adottata dal Regno Unito nel 1912. Colt intravide un possibile e fertile mercato destinato agli Ufficiali Britannici, i quali, per carenza di pistole di servizio, spesso erano costretti ad acquistare personalmente la propria pistola. Nel 1914 il governo Norvegese adottò la pistola, negoziando con Colt e FN, che deteneva i diritti dei brevetti di Browning relativi al mercato europeo, la produzione in proprio delle pistole. Le "Norvegian Model 1914", prodotte nella fabbrica di Kongsberg si distinguono dalla M1911 Americane per l'adozione di un particolare tipo di leva dello slide-stop che si estende verso il basso, e per le minuterie della pistola, che recavano punzonate le ultime tre cifre del numero di matricola. Ne vennero prodotte 20.000, per le forze armate norvegesi, dal 1914 al 1930, e altre 10.000 furono prodotte per gli occupanti nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Kongsberg 1914
La Kongsberg 1914 una copia quasi fedele della 1911 costruita su licenza in Norvegia. Si noti la particolare leva dello slide-stop, e le ultime tre cifre della matricola punzonate su tutti i pezzi dell’arma.
(Foto: www.icollector.com)

Dopo la prima guerra mondiale un Consiglio della cavalleria decise di studiare alcuni accorgimenti per migliorare il modello 1911. Nel 1920 l’Ufficiale Capo della Cavalleria propose di modificare la cresta del cane e la parte sporgente dell’elsa della sicura dorsale per minimizzare gli effetti del pizzico del cane sulla pelle tra l’indice e il pollice del tiratore. Nel 1922 L’Arsenale di Springfield raccomandò che le future versioni della M1911 incorporassero un grilletto più corto, un dorsalino contenitore della molla del cane arcuato e un’elsa della sicura dorsale allungata. Nel 1923 Colt preparò una serie pilota di pistole con incorporate le modifiche richieste, le quali vennero accettate, quindi Colt iniziò la produzione delle pistole con le nuove specifiche. Contemporaneamente venne deciso di aumentare l’altezza dei pieni di rigatura della canna della pistola. Il 17 Maggio 1926 la Commissione degli Armamenti decise che le nuove pistole costruite secondo le nuove specifiche, e le vecchie pistole convertite, dovessero assumere la denominazione ufficiale di M1911A1. Le nuove specifiche prevedevano: a) parte terminale dell’elsa della sicura dorsale allungata, b) ritagli anatomici nel fusto immediatamente dietro al grilletto, c) grilletto corto con faccia zigrinata, d) mainspring housing arcuato e zigrinato, e) mirino allargato, f) pieni di rigatura leggermente più alti, g) guancette completamente zigrinate prive di losanghe attorno alle viti. Oltre a queste, vennero apportate altre modifiche alle pistole prodotte durante la Seconda Guerra Mondiale, al fine di velocizzare e rendere più economica la produzione; le guancette furono prodotte dapprima in gomma dura e poi in plastica, le zigrinature delle parti in acciaio diventarono semplici rigature, la finitura passò dalla brunitura alla parcherizzazione, ed infine fu eliminato l’allargamento della cresta del cane.

Colt M1911A1
Una Colt M1911A1 del periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale; la pistola è brunita e le guance sono in legno di noce.
(Foto: www.icollector.com)
Colt M1911A1
Una M1911A1 della seconda guerra mondiale prodotta da Remington Rand. La finitura è parcherizzata e le guance sono in plastica marrone.
(Foto: www.gunauction.com)

Durante la Prima Guerra Mondiale non esistevano dime per l’ispezione finale delle M1911, così nel 1932 il Dipartimento degli Armamenti ordinò che venissero create delle dime campione basate sui disegni ufficiali di accettazione della pistola. Quando queste furono completate, paradossalmente ci si rese conto che proprio le pistole prodotte da Colt non rispettavano le quote originali, e i loro componenti non erano quindi completamente intercambiabili con quelli delle pistole prodotte dallo Springfield Armory e da Remington. Nuove dime compatibili con i componenti Colt vennero commissionate e vennero modificati disegni e documenti governativi ufficiali, basandosi sulle quote delle pistole effettivamente prodotte ad Hartford. I disegni ufficiali per la produzione e l’ispezione delle pistole furono terminati nel 1935. Questi disegni assicuravano l’intercambiabilità delle parti delle pistole M1911 e M1911A1, e servirono come base per la produzione e l’ispezione delle pistole fabbricate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1939 quando ormai la guerra incombeva sull’Europa, Il Dipartimento degli Armamenti Americano decise di procedere con una serie di ordini formativi (educational orders), a diverse aziende in vista di un impegno futuro in guerra. Otto compagnie vennero individuate per una eventuale produzione di pistole M1911A1. Tra queste Singer e Harrington & Richardson vennero scelte per produrre un lotto di prova di 500 pistole ciascuno. Harrington & Richardson consegnò un piccolo lotto che venne rifiutato dall’Esercito, mentre Singer, la nota fabbrica di macchine per cucire, consegnò tutte le sue 500 pistole di prova. L’azienda preferì in seguito occuparsi di altri contratti militari, più adatti alle sue competenze specifiche nella meccanica di precisione, e rifiutò il successivo ordine per la produzione di altre pistole. Le 500 pistole M1911A1 prodotte dalla Singer sono oggi tra le pistole più ricercate dai collezionisti. I suoi macchinari vennero trasferiti alla Ithaca Gun Company, che fu la prima compagnia a ricevere un ordine consistente per la produzione di M1911A1 nel periodo bellico. Il primo test sull’intercambiabilità delle parti fu avviato nel Dicembre 1942. Vennero provati esemplari Colt, Remington Rand e Ithaca con eccellenti risultati, ma questo era dovuto al fatto che i primi esemplari consegnati dai due nuovi produttori esterni venivano messi a punto a mano dal personale. Nel Febbraio del 1943 venne ripetuto il test con pistole di grande serie, e questa volta vennero evidenziati alcuni problemi di compatibilità; vennero revisionati i disegni e le procedure di ispezione, e nel Novembre del 1943 l’intercambiabilità delle parti fu garantita. Ithaca produsse dal 1943 al 1945 369.000 pistole, Remington-Rand Inc. di Syracuse, New York, un’azienda produttrice di macchine da scrivere, fu il fabbricante più prolifico, e ne produsse 1.032.000. Colt, tra il 1940 e il 1945 ne produsse 520.316 e la Union Swich and Signal Company di Swissvale in Pennsylvania nel 1943 ne costruì 55.000. C’è da dire che Remington-Rand e Union Swich and Signal non producevano in proprio le canne delle pistole, le quali venivano fornite dalla High Standard, una fabbrica di armi abbastanza nota per le sue pistole calibro .22. Dopo la fine della guerra l’Esercito Americano aveva un surplus di pistole .45 Auto. Alcune vennero cedute a forza armate alleate, altre vendute sul mercato civile, mentre molte furono semplicemente perse durante la Guerra o trattenute dai soldati come “souvenir”. Secondo molte fonti l’Esercito non acquistò più altre pistole M1911A1 da Colt, mentre altri sostengono che alcuni lotti di M1911A1 furono acquistati durante le guerre di Vietnam e Corea.

Si stima che in totale furono prodotte più o meno 2 milioni di pistole M1911A1 per le forze armate statunitensi. Impossibile quantificare la produzione militare totale, considerando che la pistola fu prodotta, con o senza licenza, in moltissimi paesi. Il paese più prolifico, dopo gli USA, fu sicuramente la Spagna, di cui è d’obbligo citare le produzioni della Star e della Llama (Gabilondo) sia per i mercati civili che militari. Le due aziende costruivano versione semplificate della 1911, alcune delle quali ebbero successo anche sul mercato civile U.S.A. come alternativa economica alla Colt Government. Nei mercati balcanici, il modello A della Star, basato sulla 1911, veniva fornito di fondina/calciolo staccabile e selettore per il tiro a raffica, in concorrenza con la Mauser C96. In Argentina, dopo alcuni iniziali acquisti di pistole direttamente dalla Colt, la M1911A1 venne prodotta su licenza per l’Esercito dalla H.A.F.D.A.S.A., la quale dopo breve tempo ne ricavò una versione semplificata, la Ballester-Molina. Va sicuramente citata anche la Messicana Obregon, la quale, pur essendo basata sulla struttura Colt-Browning adottava un sistema di chiusura Krnka, a canna rototraslante tipo Steyr.

Obregon
La pistola Messicana Obregon in smontaggio da campo. E’ basata sulla meccanica Colt-Browning, ma il sistema di chiusura è a canna rototraslante. Interessante la lunga leva dello slide-stop che funziona anche come sicura al pollice.
(Foto:www.gun.com)

Particolare menzione spetta alla M15, una variante della M1911A1 detta anche “General Officer’s”, con canna da 4 pollici e ¼. Era prodotta dall’Arsenale di Rock Island per gli Ufficiali Superiori con il grado di Generale, modificando le normali M1911A1. L’accorciamento di canna e carrello non era la sola caratteristica speciale della pistola; ogni singolo esemplare veniva accuratizzato con tolleranze ridotte, la canna costruita appositamente, grilletto e mire sostituiti, mentre le superfici esterne erano tirate a specchio, esclusa la parte superiore del carrello che riceveva una sabbiatura antiriflesso, e quindi le pistole ricevevano una bella e profonda brunitura. Le guancette in noce recavano una placca con incise le iniziali del Generale a cui era destinata.

General Officer's
Una variante militare della M1911A1, la lussuosa General Officer’s costruita dall’Arsenale Governativo di Rock Island, destinata ai Generali dell’Esercito.
(Foto: www.icollector.com)

Verso la fine degli anni ’70 l’Esercito americano decise che era giunta l’ora di sostituire la M1911A1. Nel 1985 la pistola d’ordinanza fu ufficialmente rimpiazzata dalla Beretta M9 in calibro 9mm parabellum. Liberata dalla divisa, la carriera della 1911 proseguì nel mercato civile, dando vita ad un successo che ancora oggi pare inarrestabile.

Quando nel 1916 Colt terminò la produzione iniziale di 80.000 pistole per l’Esercito, iniziò a dedicarsi a tempo pieno alla produzione commerciale civile. La produzione commerciale della 1911 iniziò già nel 1912, ma le poche pistole commerciali prodotte in quei primi anni, furono quasi completamente assorbite dai mercati esteri, principalmente Gran Bretagna e Sud America, all’interno dei quali Colt sperava di assicurarsi altre lucrose commesse militari. La versione civile della 1911 venne denominata “Government Model”, e a parte scritte, trattamento degli acciai e finiture esterne ricalcava pedissequamente la versione militare. Nel 1924, quando fu adottata dall’Esercito la M1911A1, la versione commerciale Government venne semplicemente adeguata alle nuove specifiche, senza subire altri cambiamenti.

Solo nel 1929 venne introdotta sul mercato la versione in calibro .38 Super Auto, che fu la prima variante civile a discostarsi dal modello militare, mentre l’anno successivo toccò alla versione da allenamento in calibro .22 LR. Nella sua lunga carriera sono state realizzate varianti della 1911 in praticamente tutti i calibri per pistola esistenti. Colt realizzò versioni della 1911, oltre che in calibro .45 ACP, in .455 Webley, .38 Super Auto, .22 LR, .380 Special WC, 9x19, 10mm Auto, .40 S&W, e specificatamente per il mercato italiano anche in 7,65 Parabellum, 9x23 Steyr, e .45 HP. Al momento in cui scrivo manca ancora una Colt in calibro 9x21, ma in questo calibro esistono versioni della 1911 prodotte da diverse altre aziende, come Kimber, STI, Armscor e Norinco. A partire dalla Government Series 80 Enhanced, vennero modificati l’elevatore e la molla del caricatore, e la capacità del caricatore standard passò da 7 a 8 colpi. Colt ha commercializzato, oltre alla Government con canna da 5 pollici, versioni di dimensioni compatte della 1911, come le Lightweight Commander con fusto in lega leggera, e la Combat Commander, con fusto in acciaio, entrambe con canna da 4 pollici e un quarto. La Officer’s ACP con canna da 3 pollici e mezzo, e la ancor più compatta Defender, con canna da 3 pollici, entrambe con capacità del caricatore ridotta di un colpo. Furono commercializzate anche versioni di dimensioni ibride, con canna e carrello Officer, montati su fusti Commander in lega. Per finire occorre citare anche la piccolissima Mustang, la Government .380 ACP, versione estremamente tascabile della 1911, la quale utilizza un sistema di chiusura stabile leggermente differente, privo di biella di collegamento sotto la canna, sostituito da un’asola passante simile a quella della Sig P210. Altre aziende hanno realizzato versioni da tiro con canna da 6 pollici e carrello allungato, mentre sono sicuramente da citare le riproduzioni in scala, circa l’80% dell’originale, recentemente proposte dalla Browning, in calibro .22 LR e .380 ACP.

Difficile stabilire l'esatta quantità di pistole tipo 1911 prodotte nel mondo. Scaduti i brevetti, praticamente ogni produttore di armi del mondo ha realizzato la propria versione della pistola, più o meno fedele all’originale. Le pistole tipo 1911 ancora oggi sono tra le più apprezzate ed utilizzate al mondo per la pratica sportiva o l’uso difensivo.

FN GRAND BROWNING cal. 9,65 mm Browning

Già nel 1910, con l'intenzione di sviluppare una pistola di grande potenza basata sui brevetti Browning, la Belga FN costruì 3 esemplari prototipo di una pistola in calibro .45 ACP, che altro non era che la copia pressoché conforme della Colt 1910. L'anno successivo, in piena guerra commerciale con Colt, l'azienda Belga fabbricò fino a 20 esemplari della pistola, come contromossa al tentativo di espansione di Colt nell’area Balcanica.

Le minacce di entrambi i contendenti ebbero il loro effetto, e un nuovo accordo di non concorrenza tra le due aziende fu firmato nel Luglio 1912. Per effetto di questo nuovo patto, Colt abbandonò l’area Balcanica e FN il Centro America. Venendo a mancare la concorrenza di Colt, ma anche la possibilità di espandersi nei mercati americani, FN non sentì più la necessità di portare avanti un progetto in calibro .45 ACP, e si dedicò allo sviluppo di una cartuccia in calibro inferiore, e maggiore velocità. Caratteristiche che l'azienda Belga riteneva più adatte al mercato europeo. Come base di partenza fu utilizzata proprio la stessa munizione calibro 9,8x23 mm ACP sperimentale sviluppata da Colt e Winchester, che tanti grattacapi aveva dato alla dirigenza FN. Potendo sfruttare i brevetti di Browning tanto quanto Colt, la FN si trovò con la gran parte del lavoro già fatto.

FN Grand Browning cal. 9,65 mm
Il lato destro della FN Grand Browning il calibro 9,65 Browning.

Gli sforzi dell'azienda Belga si concretizzarono con la cartuccia 9,65x23 Browning. Pochissimo si sa di questa munizione, ma la maggior parte degli esperti sono concordi nel ritenere che si trattasse della stessa identica cartuccia sviluppata da Colt e Winchester, a cui venne semplicemente cambiata la denominazione. Secondo altri il peso della palla fu ridotto da 130 a 115 grani e di conseguenza aumentata la velocità alla bocca, ma nulla più di questo. In ogni caso il calibro del proiettile era il medesimo della cartuccia americana; la misura utilizzata da FN si riferiva presumibilmente al diametro di foratura della canna, piuttosto che al calibro effettivo del proiettile.

Anche della pistola si sa molto poco. Le poche fotografie che sono rimaste della “Grand Browning” in calibro 9,65 Browning lasciano intendere che le dimensioni fossero le stesse della M1911, e che quindi non si trattasse un modello in scala ridotta, come il prototipo che aveva precedentemente sviluppato Colt, utilizzante la medesima cartuccia. La Grand Browning differiva dalla Colt per il sistema di fissaggio delle guancette, e per alcuni piccoli particolari interni. I due pannelli delle guancette si inserivano nella loro sede facendole scorrere dal basso verso l’alto, all'interno di due perni prigionieri, quindi erano bloccati in sede dalla testa del perno dell’alloggiamento della molla del cane, esattamente come descritto nel brevetto del 1913, con la differenza che la testa del prigioniero superiore rimaneva in vista, anziché nascosta dalla superficie delle guancette. Le altre, poche modifiche, rispetto alla M1911, sono presumibilmente quelle illustrate nel brevetto del 1913, e avevano tutte lo scopo di favorire lo smontaggio completo senza l’ausilio di attrezzi di alcun genere. Lo sviluppo della pistola fu effettivamente completato, ma la produzione in serie della “Grand Browning” fu impedita dall’invasione Tedesca del Belgio nel 1914.

FN Grand Browning cal. 9,65 mm
Il lato destro della pistola.

Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, il progetto della Grand Browning calibro 9,65 mm fu rispolverato; nel 1921 furono costruiti altri 12 esemplari della pistola, corredati di 100.000 cartucce, mentre l’anno successivo la linea di produzione era quasi stata completata. Parallelamente, John Moses Browning e la FN, stavano lavorando allo sviluppo della “Grand Rendement”, una pistola in calibro 9mm parabellum, con caricatore bifilare di grande capacità, basata sulle specifiche richieste dall’Esercito Francese. Si trattava di uno dei primi prototipi di quella che in seguito sarebbe diventata la HP35. Il prototipo del 1922 della nuova pistola fu sottoposto a giudizio della commissione francese per la scelta di una nuova pistola d’ordinanza; i risultati furono talmente incoraggianti da decretare la fine della Grand Browning, e del calibro 9,65 mm. La FN decise di accantonare definitivamente il progetto della Grand Browning, e di concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo della nuova pistola.

La Grand Browning, di fatto, rappresenta l’ultimo sviluppo della M1911 progettata da John Moses Browning, ed incorpora le ultima migliorie introdotte nel brevetto del 19 Agosto 1913.

Alessandro (2018)

John Moses Browning
John Moses Browning

Riferimenti:

- Google Brevetti US1070582

- Weaponsman.com

- americanrifleman.org

- www.cylinder-slide.com

- Colt's "Baby" Model 1911 di William H. D. Goddard (American Rifleman 1 Giugno 1988)

- Browning HP 35 la pistola di Salvatore Giuliano di Vittorio Balzi

- Colt 1911 di Vittorio Balzi (allegato a Diana Armi n.4 Aprile 1987)

- Colt 1911 e 1911 A1 di Roberto Allara (editoriale Olimpia)

- Pistole Militari di Jan W. Hogg (Fratelli Melita Editori 1992)

- Handguns of the World di Edward C. Ezell (Stackpole Books)

- The Colt 1911 Pistol di Leroy Thompson (Osprey Publishing)

- Colt 1911 & Early Prototypes di Gurard Henrotin (H&L Publishing)


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