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SCHEDE
 
 
 

L’EVOLUZIONE DELLA 1911 ATTRAVERSO I BREVETTI - PARTE QUARTA.

L’arrivo del calibro .45 e le prove di adozione del 1907.
C'è una storia scritta sulle due righe incise sopra al carrello di qualsiasi pistola modello 1911 e 1911-A1 militare. Una storia fatta di tecnologia, talento e idee rivoluzionarie. Sono i brevetti della 1911, e ci portano in un lungo viaggio attraverso il genio di John Moses Browning.
LA QUESTIONE DEL CALIBRO

Sebbene nel 1897, l’anno in cui John Moses Browning e i tecnici della Colt iniziarono a concentrare i loro sforzi per sviluppare una pistola automatica per l’esercito Americano, il calibro .38 sembrasse un’ottima idea, pochi anni più tardi la scelta si rivelò ben poco adatta.

Nel 1999 l’Esercito Americano, che aveva in dotazione revolver Colt M1892, in doppia azione calibro .38 Long Colt, fu impegnato nella Guerra Filippino-Americana. La guerra contro i Filippini fu una conseguenza della guerra Spagnolo-Americana, per il controllo delle Isole. Gli spagnoli furono battuti e dovettero ritirarsi, ma gli Americani erano tutt’altro che intenzionati a lasciare le Isole e a concedere l’indipendenza. Di conseguenza, i Filippini, che avevano affiancato le truppe americane contro gli spagnoli, si riballarono. Sebbene ufficialmente la guerra nelle Filippine durò fino al 1902, la rivolta della tribù dei Moro tenne impegnato l’Esercito Americano per ancora molti anni. Questi guerrieri musulmani, altamente motivati e votati al suicidio, venivano mandati a combattere in preda all’estasi religiosa e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Usavano fasciare il loro corpo con stretti bendaggi di pelle, per proteggere gli organi più esposti e contenere le emorragie causate dalle ferite. In tale maniera erano in grado di resistere anche a numerosi colpi di arma da fuoco. Sebbene questi guerrieri lottassero all’arma bianca, i loro attacchi, continui e inarrestabili, gettavano nello sconforto le truppe americane, che con le armi in dotazione non riuscivano a respingere gli assalti dei ribelli.

Assalto dei ribelli Moros.
Un ufficiale dell’Esercito USA affronta un attacco di rivoltosi Moro armato del revolver d’ordinanza M1892 in calibro .38 Long Colt.

Alla luce di questi fatti, l’Esercito Americano, come immediata contromossa, distribuì alle truppe i vecchi revolver Colt Single Action Army in calibro .45. La cartuccia militare M1887, con il suo proiettile da 230 grani si rivelò decisamente più efficace in quanto a potere d’arresto, rispetto alle piccole cartucce da 150 grani in calibro .357 della munizione più moderna.

All'inizio del 1903, Colt considerò lo sviluppo di una cartuccia calibro .41 (9,8 mm), da utilizzare in una versione opportunamente ingrandita del modello 1902 Military, per rispondere alle lamentele britanniche e americane circa l'inadeguatezza della cartuccia di calibro .38 (9 mm). Il proiettile era basato sulla cartuccia Long Colt .41 ma con bossolo rimless. Esattamente come per il .38, anche in questo caso la misura imperiale di .41 pollici non rispecchiava la reale dimensione del diametro della palla, ma era riferita al diametro esterno del bossolo, in quanto la palla era in realtà di .386 pollici di calibro (9,8 mm). Essa era a sua volta derivata da una vecchia versione in cui il proiettile lubrificato esternamente aveva una spalla che lo portava filo del bossolo; quando la spalla della palla fu abbandonata, rimase comunque l’indicazione numerica del calibro maggiore. Il calibro .41 Automatico fu un progetto di breve durata per due buone ragioni. Per prima cosa, i perni delle bielle di collegamento della canna erano soggetti a numerosi guasti utilizzando la cartuccia di maggior calibro. In secondo luogo, Colt venne a conoscenza che le prove balistiche, che l’esercito USA stava conducendo, erano orientate verso la scelta di un proiettile calibro .45 (11,43 mm). Il progetto fu accantonato, ma il calibro 9,8 mm ritornò nella mente dei progettisti Colt qualche anno più tardi.

Nell'ottobre del 1903 il Generale William Crozier, capo del Dipartimento degli Armamenti delle Forze Armate Stutunitensi, diede l’incarico a due Ufficiali, il Capitano John Taliaferro Thompson della Fanteria e il Maggiore Louis Anatole LaGarde del Corpo Medico di istituire una commissione scientifica intesa ad individuare il calibro per pistola o revolver più adatto all’utilizzo militare. I test, che oggi non faremmo fatica a definire raccapriccianti e tutt’altro che scientifici, furono condotti su animali vivi, perlopiù bovini e qualche cavallo, e anche su cadaveri appesi. Dopo questi test, la commissione arrivò alla conclusione che il potere d’arresto di un proiettile è sempre proporzionale alla sezione trasversale del proiettile, alla resistenza del bersaglio all'impatto e alla quantità del tessuto lesionato. Sulla base delle loro sperimentazioni raccomandarono l’adozione di un calibro non inferiore a .45 pollici, con peso della palla compreso tra i 200 e 230 grani e velocità iniziale di almeno 800 piedi al secondo (243 m/s). Raccomandarono inoltre che i soldati venissero addestrati maggiormente all’utilizzo dell’arma corta, in quanto il corpo umano non offre molti punti di immediata incapacitazione.

Oggi sappiamo che le conclusioni a cui arrivò la commissione Thompson-LaGarde sono state troppo semplicistiche e largamente incomplete, ma all’epoca furono ritenute lo stato dell’arte per quanto riguarda la scienza applicata alla balistica terminale. Il metodo utilizzato non fu omogeneo, gli animali utilizzati erano tutti differenti per peso, età e sesso, e non si capisce bene come la commissione sia potuta giungere ad una conclusione sensata attraverso tali prove. Molti oggi sono portati a credere che i due ufficiali si siano limitati a fornire le conclusioni desiderate e auspicate dai loro superiori, attraverso esperimenti e rapporti di presunta scientificità. Il fatto che raccomandarono un proiettile balisticamente identico al .45 Colt militare (M1887) lascia supporre che i risultati del test fossero già scritti ancora prima di iniziare. Molto probabilmente l’ovvia conclusione fu dettata dal semplice fatto che in quel momento, nelle Filippine i vecchi revolver calibro .45 stavano funzionando benone, là dove i nuovi revolver in calibro .38 avevano fallito. E questo nonostante i nuovi modelli, fossero meccanicamente migliorati e più veloci da ricaricare, rispetto ai vecchi Colt Single Action Army.

Nella primavera del 1904 il Governo degli Stati Uniti, dopo aver ricevuto i rapporti della Commissione Thopson-LaGarde invitò pubblicamente l'Arsenale di Frankford e l'industria privata a sviluppare una cartuccia calibro .45 per pistola che potesse sviluppare un potere d'arresto simile a quello delle munizioni in uso dall'Esercito nei revolver. Alcune fonti attribuiscono all'arsenale di Frankford un certo immobilismo, o comunque una certa lentezza nell'iniziare a sviluppare una munizione in calibro .45 per l'Esercito. Questo potrebbe anche essere vero, ma è altrettanto vero che Colt si mosse in anticipo, ancora prima che il rapporto della Commissione Thompson-LaGarde arrivasse sulle scrivanie dei Generali.

IL BREVETTO DEL 19 DICEMBRE 1905

Colt, che manteneva contatti collaboratori presso l’esercito, venne a conoscenza che la commissione Thompson-LaGarde era orientata verso un proiettile in calibro .45 con un certo anticipo. Ci sono dei documenti che indicano come la UMC (Union Metallic Cartridge Company), fosse a conoscenza dell’orientamento della commissione già nel Febbraio 1904, almeno un mese prima che il rapporto della commissione venisse presentato al Dipartimento della Difesa. Colt, che collaborava attivamente con l’industria delle munizioni, e aveva contatti sia con la UMC che con la Winchester, si attivò immediatamente nello sviluppo di una cartuccia che potesse essere adottata dall’Esercito.

Colt iniziò la sperimentazione basandosi sulla cartuccia militare per revolver calibro .45. Questa cartuccia, contrariamente a quanto credono molti, non era il .45 Long Colt, ma una versione appositamente creata per l’Esercito dall’arsenale di Frankford, denominata “M1887”. L’Esercito americano aveva in dotazione i revolver Colt Single Action Army, ed in quantitativi assai ridotti, anche gli Smith & Wesson Schofield, anch’essi in calibro .45. Sebbene il calibro fosse il medesimo, entrambe le armi sparavano cartucce incompatibili tra loro. Il tamburo dello S&W era più corto e non avrebbe mai potuto ospitare la cartuccia Colt, mentre il fondello della cartuccia S&W aveva un orlatura più larga che non entrava nei tamburi Colt. Inoltre lo Smith & Wesson Schofield aveva il telaio incernierato che permetteva a canna e tamburo di basculare in avanti per essere ricaricato più velocemente. Il telaio apribile non era robusto quanto il telaio chiuso della Colt, e non avrebbe potuto resistere a lungo sparando colpi potenti quanto il .45 Colt. La cartuccia M1887 prodotta dall’arsenale di Frankford per i soli militari, e quindi non disponibile per i civili, era essenzialmente un .45 S&W inserito all’interno di un bossolo .45 Long Colt opportunamente accorciato, in modo da poter essere utilizzato indifferentemente con entrambe le armi. Siccome i due revolver utilizzavano differenti sistemi di estrazione dei bossoli spenti, la cartuccia si adattava perfettamente ad entrambi i modelli.

Il bossolo della cartuccia M1887 era lungo 1.1 pollici (27,9 mm), contro i 1.285 pollici (32,6 mm) del .45 Colt e la palla aveva un peso di 230 grani, contro i 255 grani della cartuccia Colt. Anche le prestazioni erano notevolmente ridotte. Il .45 Colt era la cartuccia per revolver più potente del pianeta, primato che mantenne fino all’arrivo del .357 Magnum. La sua palla da 255 grani veniva lanciata a oltre 1000 piedi al secondo, mentre la cartuccia militare, lanciava la palla da 230 grani a circa 750 piedi al secondo. Tale prestazione si riferiva all’arma principale dell’esercito, ovvero il Colt M1873 Single Action Army, il quale, avendo le camere del tamburo più lunghe rispetto al bossolo, provocava una maggiore dispersione dei gas e forniva alla palla una spinta minore. Sparando con il revolver S&W che aveva il tamburo della misura giusta, la velocità saliva a 800 piedi al secondo. Le prestazioni ridotte della cartuccia militare miglioravano la durata, la precisione e la gestibilità delle armi, e al contempo mantenevano un ottimo potere d’arresto. Il .45 ACP fu sviluppato sulle prestazioni balistiche della munizione militare M1887 (e di conseguenza del .45 S&W Schofield), e non del .45 Long Colt, come molti affermano.

Colt iniziò i test in autonomia modificando il modello 1902 per accogliere una cartuccia calibro .45 militare, modificata con il fondello rimless. La cartuccia, troppo potente, metteva a dura prova la resistenza dell’arma, che si rivelò estremamente fragile. I punti critici furono al solito individuati nelle bielle di collegamento e nei perni che si rompevano e si deformavano. Inoltre il bossolo della cartuccia militare era troppo lungo e provocava diversi inceppamenti. Con queste informazioni Colt attivò John Moses Browning per modificare la pistola. Nel settembre 1904 Colt spedì all’inventore, che nel frattempo si era trasferito in Belgio per lavorare presso la FN, due pistole, per cercare di risolvere i problemi di debolezza strutturale, cosa che puntualmente avvenne. La modifica di Browning fu registrata con il brevetto 808003 del 19 Dicembre 1905.

BREVETTO US 808003

Richiesto il 25 Maggio 1905 e rilasciato il 19 Dicembre dello stesso anno, il brevetto verte su alcune migliorie apportate ad una pistola a caricamento automatico, funzionante tramite sfruttamento dell’energia di rinculo, che al momento dello sparo abbia canna e carrello otturatore saldamente bloccati tra di loro, e che quando essi vengono spinti all’indietro dall’azione del rinculo dello sparo, la canna possa essere svincolata dal carrello tramite un ulteriore movimento in un’altra direzione. Per funzionare al meglio, tale pistola deve avere una massa dell’otturatore piuttosto elevata, in maniera da poter immagazzinare la maggiore inerzia possibile nel brevissimo tempo in cui le pressioni dello sparo agiscono, in maniera da completare affidabilmente il ciclo di ricarica della cartuccia. Di conseguenza, per mantenere pratico l’utilizzo dell’arma e contenerne il peso totale, tutte le altre parti dovranno avere una massa minore possibile, compatibilmente con la funzione che devono assolvere. In particolare la canna, anche per il fatto che essa deve essere trascinata dall’otturatore all’inizio del rinculo, su questa classe di armi non può avere un peso eccessivo. Il contraccolpo dello sparo è troppo elevato affinché la canna, il fusto, e le parti che le collegano, possano assorbirlo completamente senza essere danneggiati. E questo risulta particolarmente vero quando si aumentano il calibro e il peso del proiettile. L'oggetto del brevetto è una miglioria che risolve questa problematica, applicata alla pistola già registrata con brevetto numero 580924, ma l'autore del brevetto intende che possa essere applicata a qualunque tipo di arma che utilizzi un meccanismo simile. Sono presenti altre semplificazioni alla meccanica dell'arma e al suo sistema di smontaggio.

Brevetto Browning US808003
Brevetto Browning US808003
I disegni che accompagnano il brevetto.
E’ possibile ingrandire le immagini cliccandovi sopra.

Figura 1 e Figura 2 mostrano il sistema di assorbimento del contraccolpo tra la canna e il fusto, a pistola chiusa e a carrello arretrato. La pistola è formata da tre elementi principali, il fusto “a”, la canna “b” e il carrello otturatore “c”, il quale è formato da tutta la parte superiore dell'arma da fuoco, e si muove lungo il fusto attraverso guide di scorrimento su entrambi gli elementi. Il movimento del carrello-otturatore, spinto dal rinculo dello sparo, consente l'espulsione del bossolo spento e il riarmo della pistola. L'arma era già provvista di risalti semicircolari superiori “b5” sulla canna, e di recessi “c5” sul carrello-otturatore, i quali consentono ai due elementi di rinculare bloccati assieme per un breve tratto. Tali risalti e recessi vengono replicati anche nella parte bassa della canna “b6”, e del fusto “a6”. Hanno una forma a sezione triangolare che gli permette l'ingaggio graduale durante l'abbassamento della canna, prima dell'effettivo svincolo. Le spalle posteriori di tali recessi fermano con decisione il movimento della canna subito dopo lo sgancio del carrello, scaricando su di essi la forza inerziale della canna, e limitando il contraccolpo sulle bielle di collegamento e sui loro perni.

Nelle Figure 1 e 2 è mostrata la prima variante che semplifica il funzionamento della pistola. La biella di collegamento anteriore e il suo perno vengono eliminati sostituiti da uno zoccolo fissato alla canna “b1” che nella sua parte anteriore forma un piano inclinato che scivola contro un'apertura interna del fusto “a1”. Questo piano inclinato supporta il movimento di svincolo verso il basso della canna, che viene attuato dalla sola biella “b3” incernierata nella parte posteriore della canna sotto la culatta. Eliminando la biella di collegamento anteriore, si semplifica al contempo il disegno del tappo anteriore, che diventa semplicemente il prolungamento della guida della molla di recupero, e che trattiene in sede la piastrina di montaggio e smontaggio.

In Figura 5 viene mostrata la seconda variante al progetto. Anche la biella posteriore di collegamento viene rimossa, sostituita da un ulteriore zoccolo “b4” fissato sotto la canna, che incorpora un piano inclinato, il quale agisce scorrendo sul corrispondente piano inclinato “a4” del fusto. Tramite il rinculo prodotto dallo sparo la canna viene spinta all'indietro dal carrello otturatore, bloccata tramite i risalti superiori “b5”, e costretta ad abbassarsi dall'azione congiunta dei due piani inclinati “b1” e “b4”, che agiscono nelle corrispondenti aperture inclinate del fusto “a1” e “a4”.

La Figura 6 mostra una terza variante. Lo zoccolo anteriore “a1” viene abbandonato, e lasciato solamente il piano inclinato posteriore “b4” che scorre all'interno del recesso “a4” nel fusto. Il centraggio della canna all'interno del carrello quando la pistola è chiusa, viene attuato da un risalto a sezione rettangolare lungo la sommità della canna in prossimità della volata, la cui lunghezza è sufficiente a coprire l'intero movimento del carrello-otturatore. Dopo lo sparo, a causa del rinculo, il carrello-otturatore spinge all'indietro la canna, la quale per effetto del piano inclinato “b4” abbasserà la culatta verso il basso, provocando lo svincolo dei risalti superiori “b5” e “c5”. In questa variante il movimento della canna non è più parallelo, dal momento che è la sola culatta a basculare verso il basso.

LA COLT M 1905

Già nel 1904 Winchester portò a termine lo sviluppo della munizione calibro .45 da utilizzare nella nuova pistola. Il bossolo della cartuccia di partenza venne accorciato alla stessa lunghezza di quello del .38 ACP, che fu preso come modello. Dal momento che il bossolo della vecchia munizione da revolver era stato progettato per l’utilizzo della polvere nera, la sua lunghezza era comunque eccesiva per l’utilizzo della polvere infume. Al fine di ridurre il rinculo, e quindi il martellamento contro le bielle e i perni, il peso dalla palla fu ridotto da 230 a 200 grani, aumentandone al contempo la velocità alla bocca. Probabilmente Winchester fu solamente la prima ad approntare la munizione, in quanto è risaputo che già nell'Aprile del 1905 anche UMC riforniva Colt con la stessa cartuccia per i suoi test. La cartuccia Wincherster WRA M1904 aveva il bossolo lungo .900 pollici (22,86 mm) e montava una palla da 200 grani di forma cilindro-sferica in piombo mantellato in gilding (ottone, con 95% di rame e 5 % di zinco), lanciata a circa 860 piedi al secondo. Sul fondello recava inciso “W.R.A. Co. .45 A.C.” mentre sulla coppetta dell'innesco recava incisa una “W”.

Fondello .45 A.C. vs .45 A.C.P.
Nella fotografia a confronto la gola per l'estrattore del fondello del bossolo della cartuccia .45 Colt Auto da 200 grani (a destra) in confronto con quello della successiva calibro .45 ACP da 230 grani (a sinistra). La gola di estrazione fu ingrandita per meglio alloggiare l'unghia dell'estrattore, che venne allungata e inclinata per favorire l'alimentazione singola del colpo.
(Foto: unblinkingeye.com)

Nessuno dei differenti prototipi che Browning aveva disegnato per i brevetti fu stato effettivamente prodotto. Per accelerare i tempi, i tecnici di Colt si limitarono a modificare la canna e il telaio aggiungendo i relativi risalti di rinforzo inferiori. Alla Colt desideravano proporre all’esercito una pistola di produzione di serie, ed anche il mercato civile sembrava pronto per una pistola di calibro maggiore. La pistola funzionava ancora con movimento parallelo a due bielle di collegamento; in pratica era un modello 1902 militare allargato e ingrandito per ospitare la cartuccia di maggiori dimensioni. La canna fu accorciata a 5 pollici, e fu introdotto un estrattore esterno. Il sistema di blocco carrello a fine colpi venne migliorato, eliminando il taglio elastico nella barretta, sostituendolo con una piccola molla a lamina.

L'8 Giugno del 1905 un esemplare della pistola fu spedito all'Arsenale di Frankford affinché potessero eseguire i test sulle cartucce che l’Arsenale stava sviluppando per conto del Dipartimento Militare degli Armamenti. I militari acquistarono un secondo esemplare della pistola a Settembre per ulteriori test. Poteva essere anch'esso un prototipo, o più probabilmente una delle prime pistole commerciali prodotte, dal momento che la produzione di serie iniziò giusto a fine Settembre o inizio Ottobre dello stesso anno. La spedizione della prima serie di pistole commerciali avvenne il primo Dicembre 1905.

Colt mod. 1905
La Colt 1905 prima tipo con cane arrotondato.
(Foto: www.coltautos.com)

Colt mod. 1905
Un modello tardivo, con cane a sperone.
(Foto: www.coltautos.com)

Colt mod. 1905
L'esploso delle parti.
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La pistola aveva un peso di 32.5 once (920 grammi), variabile da esemplare ad esemplare per via del montaggio e delle rifiniture manuali. La lunghezza totale ammontava a 8 pollici (203 mm), mentre la canna era lunga 5 pollici (127 mm). Il caricatore aveva la capacità di 7 colpi in calibro .45, la finitura superficiale veniva ottenuta attraverso una brunitura molto fine e profonda, mentre per le guance fu abbandonata l'ebanite in favore di una coppia di più eleganti prese in legno zigrinate, con il classico disegno a losanga attorno alle viti. L'anello porta correggiolo fu abbandonato, nel modello commerciale, e aggiunto solamente sugli esemplari destinati alle prove militari. Ancora una volta Colt e Browning non cedettero alle richieste dell'Esercito, lasciando la pistola priva di un qualunque tipo di sicurezza attiva, mentre l'unica sicurezza passiva consisteva nel percussore inerziale che evitava lo sparo in caso di caduta dell'arma. Fu prodotta in soli 6210 esemplari fino al 1911, ma le vendite continuarono fino almeno al 1918. La cartuccia .45 Auto, con palla da 200 grani, sebbene fosse stata scartata dall'esercito, rimase sul mercato civile fino al 1930 circa, affiancando le cariche Hardball con palla da 230 grani introdotte nel 1911.

Il carrello della pistola recava inciso “AUTOMATIC COLT CALIBRE 45 RIMLESS SMOKELESS”, oltre ai soliti marchi del produttore e dei brevetti, senza alcuna indicazione riguardo la denominazione commerciale dell’arma. Quasi nessuna delle modifiche o innovazioni proposte dai militari durante i test furono riportate sul modello commerciale messo in vendita al pubblico. La versione militare, generalmente identificata come Mod. 1907, dall'anno delle prime prove ufficiali, mantenne uno sviluppo separato dalla pistola civile, la quale restò all’incirca sempre la stessa durante tutti gli anni in cui rimase in produzione.

Colt mod. 1905
I marchi impressi sulla pistola. (Foto: www.coltautos.com)

Colt mod. 1905
La pistola con il carrello aperto. La piccola piastrina di montaggio e smontaggio era l'unica barriera che impediva al carrello di schizzare contro il volto del tiratore. (Foto: www.coltautos.com)

Colt mod. 1905
La pistola completa di calciolo-fondina. Solo poco più di 400 esemplari ne furono equipaggiati. (Foto: www.coltautos.com)

I primi esemplari, fino al numero di serie 3600 circa, montavano il cane di tipo arrotondato, il quale fu in seguito sostituito dal cane con cresta a sperone zigrinata, di tipo basso, che fu poi montato anche sul modello 1902 Military. Su alcune rare pistole con matricola tra 3800 e 4000 fu montato un cane di tipo differente, sempre con cresta a sperone, ma più sottile, lo stesso che fu montato sul modello 1907 su richiesta dell'Esercito. Circa 440 esemplari di pistola avevano due intagli a coda di rondine sul fondo del dorso posteriore dell’impugnatura, i quali consentivano l'innesto di un particolare calciolo-fondina, che trasformava la pistola in una piccola carabina. Si trattava di una modifica che fu presentata all'Esercito per una valutazione, ma immediatamente respinta. I fusti già prodotti con questa modifica vennero riutilizzati su un piccolo lotto di pistole commerciali, ed almeno 400 di queste pistole fu effettivamente venduta completa di calciolo-fondina.

I TEST DI ADOZIONE del 1907.

Il 31 Gennaio 1906 il Capo del Dipartimento degli Armamenti delle Forze Armate Statunitensi, il generale William Crozier inviò una lettera ai principali produttori ed inventori di armi, invitandoli a partecipare ad una serie di prove da tenersi presso l’arsenale di Springfield il 12 Settembre dello stesso anno. Le pistole presentate dovevano sparare una cartuccia sperimentale U.S.A., sviluppata dall’arsenale governativo di Frankford, con l’aiuto di Colt, UMC e Winchester in calibro .45.

Il bando di concorso specificava che le cartucce per i test sarebbero state fornite a spese del dipartimento degli Armamenti, ma che piccoli lotti di queste cartucce sarebbero state disponibili per prove preliminari al prezzo di 2.86 dollari per 100 pezzi. Le prove furono fissate per 12 Settembre 1906 presso l’Arsenale di Springfield, Massachusetts, e tenute da un consiglio di Ufficiali. Le armi da sottoporre alla prova dovevano essere consegnate entro le ore 12 dello stesso giorno. Alle prove potevano partecipare sia rivoltelle che pistole semiautomatiche, e ogni produttore era libero di presentare più modelli di entrambe le classi. Le cartucce per pistola e rivoltella differivano tra di loro esclusivamente per il fondello, rimless per le pistole e rimmed per i revolver. Le cartucce avevano una palla da 230 grani, spinte da una dose di circa 5,3 grani di polvere infume, ad una velocità di circa 800 piedi al secondo.

La fornitura di cartucce fu consegnata nel Giugno 1906, in tempo per i test di Settembre. Le munizioni sviluppate dal Frankford Arsenal erano basate sulle munizioni .45 Colt commerciali, ma montavano una palla da 230 grani round nose spinta alla velocità di 800 piedi al secondo da una dose di circa 5,3 grani di polvere. Tuttavia le due munizioni non erano intercambiabili, in quanto la cartuccia governativa aveva un bossolo lungo .918 pollici (23,32 mm). Quel mezzo millimetro in più di bossolo costrinse ad allungare leggermente la camera di cartuccia delle pistole Colt. Il fondello del bossolo era marchiato “F A 4 06”, dove 4 e 06 erano il mese e l’anno di produzione.

Evoluzione cartuccia .45 ACP
L'evoluzione della cartuccia calibro .45 attraverso il susseguirsi delle varie consegne di munizioni per le prove da parte dell'Esercito.
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Confronto .45 ACP
Una cartuccia .45 FA 406, sopravvissuta del lotto di cartucce consegnate dal Frankford Arsenal nel 1906, a confronto con una successiva .45 ACP militare e con la stessa cartuccia ma ricaricata. Si noti la differente lunghezza del bossolo, e la forma della palla più tondeggiante.

I test furono spostati più volte, 29 Ottobre, 3 Dicembre, fino a fissare la data definitiva al 15 Gennaio 1907. I ritardi furono causati dai rappresentanti delle aziende estere, principalmente Luger, che non riuscirono a completare le pistole in tempo. Anche se il 15 Gennaio alcuni produttori non erano ancora pronti, L’Esercito era intenzionato a procedere, ma dovette nuovamente posticipare i test, a causa della qualità delle cartucce consegnate dall’arsenale governativo, che subito dopo l’inizio delle prove a fuoco, fu giudicata talmente insoddisfacente da costringere l’Esercito a sospendere i test. Risolti i problemi delle cartucce, e consegnato un ulteriore lotto di 4000 munizioni, le prove finalmente poterono iniziare, ma intanto si era arrivati al 19 Marzo 1907.

Durante le prove vennero valutati numerosi esemplari di pistole provenienti da tutto il mondo. Alcune di queste furono scartate immediatamente, a seguito della sola analisi visiva. Accanto alle pistole erano presenti anche tre revolver, Colt, Smith & Wesson e il revolver automatico inglese Webley-Fosbery.

Particolare la vicenda che interessò la pistola Knoble. Venne presentata, ma non era presente nessun rappresentante del costruttore. Dopo la valutazione iniziale e lo smontaggio, nessuno dei presenti fu più in grado di rimontarla, e l’arma non sparò alcun colpo. La pistola Bergman, una versione opportunamente ingrandita della Bergman-Bayard, che stava avendo un certo successo di vendite in Europa, tanto da essere stata anche adottata da alcuni eserciti, non riuscì a far funzionare l’automatismo che nessuna delle cartucce provate. Venne provata addirittura con cartucce a carica maggiorata, realizzate espressamente allo scopo, ma la pistola non ne volle sapere di funzionare. C'è da dire che Bergmann denunciò il fatto che le proprie cartucce provenienti dalla Germania, con le quali, a suo dire, la pistola funzionava perfettamente, furono bloccate alla Dogana per ben due volte, e non riuscirono a raggiungere l'arsenale di Springfield per le prove.

Pistole Knoble
Pistola Knoble
Pistola Bergman-Bayard
Pistola Bergman-Bayard

La White-Merrill era una interessante pistola espressamente progettata per poter essere azionata con una sola mano, con in mente l’uso da parte della cavalleria, tramite una leva che permetteva di azionare l’otturatore con la stessa mano che impugnava la pistola. Purtroppo per essere adattata al poderoso calibro .45, la molla dell’otturatore fu potenziata a tal punto da rendere di fatto impossibile questa operazione. Dopo 211 colpi la prova fu interrotta perché la pistola iniziava a cadere a pezzi. Il revolver automatico, Webley-Fosbery, funzionò egregiamente, ma venne scartato perché non offriva alcun vantaggio rispetto ai comuni revolver, anzi, a causa del caricamento automatico fu considerato meno sicuro.

Pistola White-Merril
Pistola White-Merril

Revolver automatico Webley-Fosberry
Revolver automatico Webley-Fosberry

Le uniche pistole che l’Esercito ritenne degne di attenzione furono le pistole di Colt, Savage e Luger. Quest’ultima fu quella che il Consiglio testò maggiormente e con la quale vennero sparati il maggior numero di colpi, 1022 in totale. Nel complesso ebbe un minor numero di inceppamenti rispetto a Colt, e un numero inferiore di mancate percussioni rispetto a Savage. Però fu testata soprattutto con munizioni appositamente preparate dallo stesso Luger, ben 746, le quali utilizzavano un tipo di polvere non disponibile negli Stati Uniti. In generale il Consiglio diede parere negativo a causa del funzionamento incerto della molla di recupero, preferendo le pistole di Colt e Savage.

DWM Parabellum cal. .45
La DWM Parabellum in calibro .45 sviluppata da Luger che partecipò alle prove del 1907.

Colt presentò pistole modello 1905 opportunamente modificate, che non facevano parte della produzione di serie. Montavano un anello per il correggiolo sotto la guancetta sinistra, una delle due pistole montava un cane a sperone, mentre l’altra aveva il classico cane arrotondato della produzione di serie. Sebbene Colt fosse l’azienda che aveva studiato la cartuccia calibro .45 da più tempo, sorprendentemente la pistola ebbe una buona dose di problemi, non risultando affatto superiore alle altre. Nonostante questo l’Esercito aveva ancora un occhio di riguardo per l’azienda, di cui aveva già adottato in passato numerosi revolver, e da cui riceveva spesso piena collaborazione. Probabilmente, dallo svolgimento delle prove, i militari americani si resero conto di come le pistole automatiche europee, che pure vendevano parecchio sul mercato civile, fossero del tutto inadatte per il servizio militare. Per gli eserciti Europei le pistole erano diventate uno status symbol, e di fatto avevano preso il posto della sciabola nell’uniforme degli Ufficiali. Poco importava se fossero realmente funzionanti ed efficaci. L’Esercito Americano, al contrario, voleva un vera arma da combattimento, affidabile e potente, da distribuire alle sue truppe. A quel tempo forse solo Colt pareva avere l'interesse e le risorse per costruire una pistola simile.

La Colt fu apprezzata per le dimensioni compatte e lo spessore inferiore alle concorrenti, che oltre alla pulizia delle superfici ne favorivano il porto. Inoltre l’otturatore era facile da manovrare. Fu criticata per l’inadeguatezza dei sistemi di sicurezza, il comando di rilascio del caricatore, giudicato troppo lento e che necessitava di due mani per essere azionato, così come non piacquero il grilletto e la forma del cane.

Colt Trial 1907 cal. 45
La Colt che partecipò ai test del Marzo 1907 presso l’arsenale di Springfield.

La vera sorpresa fu la pistola Savage. L’azienda era stata fondata solo 13 anni prima, e non aveva mai fornito armi all’Esercito, sebbene avesse partecipato ad una gara d’appalto per un fucile nel 1892. La pistola progettata da Elbert H. Searle, fu terminata appena in tempo per i test, e sebbene fosse la prima pistola costruita dall’azienda, si comportò decisamente bene. Il progetto iniziale fu particolarmente indovinato, probabilmente più di quello Colt-Browning, che nonostante gli aggiornamenti era pur sempre una pistola progettata a fine ‘800. Al contrario la Savage apparteneva già alla seconda generazione di pistole automatiche. Il risultato fu una bella pistola, elegante e ben rifinita, definita da alcuni come un perfetto esempio di stile art-deco.

Era formata da soli 34 pezzi, 9 in meno rispetto a Colt, si smontava più facilmente, e a differenza di tutti i concorrenti non montava molle a lamina, ma solamente molle elicoidali. Era alimentata con una caricatore a file leggermente sfalsate in grado di contenere ben 8 cartucce. Fu lodata anche per il bilanciamento, il sistema di espulsione del caricatore e la facilità con cui l’otturatore poteva essere arretrato per caricare l’arma. Era più precisa della Colt e superò il test della sabbia in minor tempo. Di contro aveva subito un maggior numero di inceppamenti e mancate accensioni rispetto alla Colt. Inoltre furono rilevati sistemi di sicurezza inadeguati, la presenza di guancette in metallo anziché in legno, e il mirino migliorabile e fissato in maniera poco convincente. Funzionava attraverso un meccanismo di chiusura che svincolava il carrello otturatore dopo una brevissima rotazione della canna, tanto breve da poter essere definita quasi una delayed-blowback. Per questo motivo i soldati lamentarono sempre un eccessivo rinculo della pistola.

SAvage Mod. 1906 cal. 45
La Savage modello 1906 che partecipò ai test di adozione. Come si può notare, il caricatore è bifilare e ha capacità di 8 colpi.

Il Consiglio richiese lo svolgimento ulteriori prove per le pistole Colt e Savage in condizioni di servizio. Raccomandò inoltre che le pistole venissero modificate in maniera da avere un’espulsione del bossolo verticale, un indicatore di camera carica, un dispositivo di sicurezza automatico, cane a sperone, e un comando di espulsione del caricatore che potesse essere azionato con una sola mano. Non convinto che la pistola automatica fosse al momento la migliore scelta per la Cavalleria, il Consiglio raccomandò al Capo dell'Ordnance, come misura immediata, di acquistare i nuovi revolver Colt in doppia azione nello stesso calibro .45 che avevano partecipato alle prove, per armare le truppe dislocate nelle Filippine.

Con un annuncio pubblico emesso il 6 maggio 1907 il Governo approvò la spesa per l’acquisto dai 200 pistole Colt e 200 Savage, con espulsione verticale, indicatore di cartuccia in camera e sicurezza automatica soddisfacente, pezzi di ricambio e 100.000 colpi in calibro .45 con palla da 230 grani e velocità alla bocca di almeno 800 piedi al secondo, al prezzo di 25 $ a pistola. Fu lasciata fuori dalla specifica la richiesta per un comando di ritegno del caricatore azionabile con una sola mano, probabilmente perché Colt non era in grado di montarne uno sulla sua pistola in tempi brevi. Colt accettò immediatamente di produrre le sue 200 pistole per le prove dell’Esercito, e dichiarò che sarebbero state disponibili entro 4 mesi.

Inaspettatamente Savage rifiutò l’ordine. La motivazione principale fu che l’azienda stava preparando una versione più piccola della sua pistola per il mercato civile, in calibro .32 ACP, e non poteva quindi impegnare i suoi impianti per produrre solo 200 pistole senza avere la certezza che ci sarebbero stati successivi ordini. Abbastanza sconcertati del rifiuto di Savage, i militari dovettero incassare anche il rifiuto di DWM, quando girarono all’azienda tedesca la proposta acquisto di 200 pistole per le prove sul campo. Le tre Parabellum che parteciparono ai test del 1907 rimasero quindi le uniche Luger in calibro .45 mai prodotte, il che le ha trasformate nelle armi più desiderate in assoluto dai collezionisti.

COLT Mod. 1907

Colt mise al lavoro tre dei suoi migliori progettisti, per implementare sulla pistola un indicatore di camera carica e un dispositivo di sicurezza sull’impugnatura. James Peard si occupò del segnalatore di camera carica che fu posizionato in alto sul carrello a sinistra subito dietro la finestra di espulsione. Alla sicurezza di presa lavorarono George Tansley, e Carl Ehbets, i quali idearono due sistemi di sicurezza distinti che agivano bloccando e sottraendo all’azione del cane il percussore. L'idea di Ehbets era meccanicamente più complessa e più costosa da un punto di vista produttivo, ma aveva il vantaggio di bloccare anche il controcane. Sulle pistole del contratto militare del 1907 fu adottato un meccanismo di sicurezza ibrido, con un blocco alla leva di scatto simile a quello ideato da Ehbets e il fermo del percussore come quello disegnato da Tansley.

Brevetto James J. Peard
Il brevetto 891438 richiesto il 14 Novembre 1907 da James J. Peard e rilasciato il 23 Giugno 1908, per l’avvisatore di camera carica.
E’ possibile ingrandire le immagini cliccandovi sopra.

Brevetto George H. Tansley
Il brevetto 891510 richiesto il 14 Novembre 1907 da George H. Tansley e rilasciato il 23 Giugno 1908 per una sicura dorsale. Il percussore viene diviso in due parti, e la parte posteriore, a riposo alloggia completamente all’interno del carrello in una posizione irraggiungibile dal cane, e saldamente bloccata. Impugnando l’arma la parte posteriore del percussore viene sbloccata, quindi fatta arretrare diventando raggiungibile dall’azione del cane.
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Brevetto Carl J. Ehbets
Il brevetto 917723 richiesto da Carl J. Ehbets il 14 Novembre 1907 rilasciato il 6 Aprile 1909. La sicura sull’impugnatura agisce sul percussore bloccandolo e sottraendolo all’azione del cane.
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La finestra di espulsione fu ampliata verso l’alto per permettere l’espulsione verticale, e l’estrattore fu allungato o modificato per lo stesso scopo. Un prototipo della pistola fu presentato al Dipartimento dell’Esercito nel Settembre 1907 per l’approvazione. La pistola di prova aveva l’attacco a coda di rondine dietro all’impugnatura per l’attacco del calciolo, che fu ritenuta non necessaria. Come già accennato i fusti già costruiti con questo particolare vennero utilizzati per il mercato civile. La produzione delle pistole del contratto militare del 1907 iniziò ad Ottobre. L’intero ordine delle duecento pistole fu spedito il 17 Marzo del 1908. Le armi furono consegnate ai soldati del 2°, 4° e 10° Cavalleggeri presumibilmente a Settembre o Ottobre del 1908. La pistola non ebbe mai una denominazione ufficiale, ma è conosciuta semplicemente come Mod. 1907.

Per quanto riguarda la fornitura della cartucce, Colt e Browning svilupparono, in collaborazione con UMC,. munizioni in calibro .45 con palla da 230 grani, ospitate in un bossolo di misure compatibili con la munizione commerciale da 200 grani. La cartuccia prodotta da UMC aveva un bossolo lungo .898 pollici (22,8 mm) e sul fondello recava il marchio "U.M.C. .45 A.C.P.". Venne consegnata all’esercito nel 1907.

Nel frattempo l’Esercito ritornò alla carica con Savage, che nell’Ottobre del 1907 venne finalmente convinta a produrre le sue 200 pistole per la cifra di ben 65 $ l’una. Per fare un raffronto, Colt vendeva i revolver M1909 a 13 dollari ciascuno, e le pistole calibro .38 a 20 dollari. Savage accettò il contratto all’incirca quando Colt stava iniziando la produzione delle 200 pistole. Il prototipo campione della pistola Savage per la valutazione arrivò all’Esercito non prima di Novembre 1908, dopo che Colt aveva già prodotto e spedito tutte le sue 200 pistole, anzi addirittura dopo che l’Esercito le aveva già consegnate agli Ufficiali sul campo per la valutazione. Fin dall’inizio fu chiaro che quella tra Savage e Colt era una battaglia impari; da una parte c’era una giovane azienda quasi completamente priva di esperienza, mentre dall’altra un gigante del settore. Savage non aveva le risorse tecniche e finanziarie per una lunga competizione, al contrario Colt le aveva.

Fin dall'inizio, il contratto di Savage fu afflitto da problemi. I 65 dollari a pistola, nonostante si trattasse di un costo spropositato rispetto alla concorrenza, non riuscirono a coprire il reale costo delle armi. Savage aveva costruito un numero molto minore di caricatori calibro .45 rispetto a Colt. Uno dei problemi principali fu quello di riuscire a sparare le munizioni di prova, che erano state fornite dalla UMC di Bridgeport. Sebbene rispondessero alle specifiche militari, con palla da 230 grani e velocità di 800 piedi al secondo, Savage ebbe sempre difficoltà a sparare le cartucce UMC, tanto che, proprio per questo motivo, il pagamento delle munizioni fu ritardato fino al Gennaio 1909.

Savage ebbe anche altri problemi. Persero documenti e subirono il furto di alcune armi. Inoltre non riuscirono costruire le pistole con parti intercambiabili tra di loro e dovettero ottenere dall’esercito una rinuncia per questa caratteristica. Le prime pistole prodotte vennero rispedite indietro perché mancanti delle indicazioni della posizione di fuoco e di blocco sul comando della sicura. Le 200 pistole arrivarono a Springfield il 15 dicembre 1908. Nel Marzo 1909 finalmente le truppe ricevettero anche le pistole Savage modificate secondo le specifiche richieste dall’Esercito. Sebbene fosse giudicata potente e precisa, i soldati lamentarono numerosi malfunzionamenti e un rinculo eccessivo, che Savage cercò di risolvere tramite modifiche successive.

Anche le pistole consegnate da Colt furono afflitte da un certo numero di problemi durante le prove. I primi rapporti degli Ufficiali risultarono impietosi. Il problema più ricorrente era la rottura del controcane che non era stato adeguatamente temprato. L’Esercito richiese da Colt una fornitura di controcani migliorati che furono pronti prima della fine del 1908, i quali furono montati direttamente dagli armaioli militari. Altri problemi riferiti, meno generalizzati, erano la tendenza a sparare quando si sbloccava la sicura dorsale con eccessiva forza e le rotture del percussore e del segnalatore di camera carica. In particolare però, gli ufficiali denunciavano la tendenza della pistola ad incepparsi di continuo; secondo alcuni rapporti ogni singola pistola si inceppava più volte durante l’addestramento, addirittura alcuni esemplari si inceppavano almeno una volta per ogni caricatore sparato. L’inceppamento più frequente consisteva nell’incastro della punta del proiettile tra la camera a il carrello, durante la fase di alimentazione che i soldati risolvevano spingendo la punta della cartuccia verso il basso con un dito. Non mancavano anche inceppamenti dovuti all'estrazione e all’espulsione del bossolo. Inoltre fu genericamente riferito di come i soldati non si fidassero delle sicurezza dell’arma, sebbene fu anche riferito che non si verificò alcun incidente durante le prove. Mentre il timore che i bossoli espulsi potessero infastidire i cavalli risultò infondato.

Colt Mod. 1907
Tre viste della Colt modello 1907 militare. Fu costruita in soli 207
esemplari per le prove militari. Si notino la sicura dorsale, e
l’indicatore di camera carica. Questi aggiornamenti meccanici non
furono mai montati sulle pistole M1905 commerciali.
(Foto: www.rockislandauction.com)

Sempre nel 1908 furono richieste nuove forniture di cartucce. Colt si affidò sia a UMC che a Winchester. Le due aziende produssero praticamente la stessa identica cartuccia, con la differenza che quella di Winchester aveva una cannula attorno alla superficie del bossolo. Ad entrambe fu richiesto un allungamento della gola di estrazione per lasciare più posto all’unghia dell’estrattore, che era stata modificata. Anche l’arsenale di Frankford consegnò, nel 1908, lotti di cartucce per le prove delle pistole. Queste munizioni, marchiate “F A 11 08” sul fondello, erano praticamente identiche a quelle già consegnate nel 1906 per le prove, con la sola differenza che era assente la cannula circolare a metà del bossolo, ed avevano ancora la gola di estrazione stretta. Su alcuni testi si legge che l’arsenale preparò le cartucce nella speranza di una adozione, ma questo risulta ovviamente poco credibile. L’arsenale di Frankford era una struttura governativa, e come tale non ambiva ad alcun contratto di adozione, ma si limitava semplicemente a rifornire l’Esercito delle cartucce che gli venivano richieste. In particolare va detto anche che la pistola Savage funzionava molto meglio con le cartucce dell’Arsenale, piuttosto che con quelle prodotte dalla UMC, che evidentemente furono sviluppate appositamente per la pistola Colt.

Colt Mod. 1907
Il particolare della levetta di sgancio del caricatore.
(Foto: Coltautos.com)

Colt Mod. 1907
La parte superiore del fusto, dove si nota l’espulsore, la testa del disconnettore e il piccolo dente che fa funzionare la sicura dorsale.
(Foto: Coltautos.com)

Colt Mod. 1907
La parte inferiore del carrello, dove si vede la leva che blocca e ritrae il percussore, azionata dalla sicura dorsale.
(Foto: Coltautos.com)

Colt Mod. 1907
La faccia dell’otturatore con il perno dell’indicatore di camera carica.
(Foto: Coltautos.com)

Nel Giugno del 1909 Colt presentò la richiesta all’Ufficiale Capo del Dipartimento degli Armamenti, Generale Crozier per richiamare dal servizio le 200 pistole di prova per apportarvi modifiche e aggiornamenti, al fine di risolvere i numerosi malfunzionamenti evidenziati dai rapporti dei soldati. Le pistole vennero spedite a Luglio. Colt aumentò le quote della finestra di espulsione, installò un cane più sottile e con una differente piega, quindi allungò l’elsa della sicura dorsale, in maniera che alzando il cane fino a fondo corsa la sicura sull’impugnatura venisse automaticamente depressa, consentendo così il disarmo del cane con una sola mano. Le pistole modificate funzionarono meglio rispetto a prima, e gli stessi Ufficiali, nei loro rapporti, evidenziarono questo miglioramento, ma Browning e Colt erano ormai già passati a studiare un modello successivo. In ogni caso continuavano a prestare assistenza per le vecchie pistole, al fine di capire e risolvere le principali criticità in modo da evitare che anche il nuovo modello ne fosse affetto. Queste pistole furono provate duramente senza alcune pietà, e criticate dai soldati ferocemente. Questo, e la concorrenza di Savage, che iniziava a muoversi anche a livello politico, furono le molle che spinsero Colt e Browning a dare il meglio di loro per migliorare la pistola. In totale furono prodotte 207 pistole modello militare 1907; oltre alle 200 consegnate per le prove, l’Esercito ne acquistò ulteriori 5 da utilizzare come premio per le competizioni di tiro riservate ai militari, e due per motivi sconosciuti. Le relazioni finali sulle prove del modello 1907 furono scritte solo nel 1910, quando ormai erano già stati realizzati i prototipi del 1909 e del 1910. Questo ci rimanda alla prossima puntata della serie.

Alessandro (2017)

Riferimenti:

- www.sightm1911.com

- Google Brevetti

- unblinkingeye.com

- www.rockislandauction.com

- www.coltautos.com

- Wikipedia

- www.tactical-life.com

- www.thehandgun.net

- www.ssusa.org

- warfarehistorynetwork.com

- www.landofborchardt.com

- rangehot.com

- Colt 1911 di Vittorio Balzi (allegato a Diana Armi n.4 Aprile 1987)

- Colt 1911 e 1911 A1 di Roberto Allara (editoriale Olimpia)

- Pistole Militari di Jan W. Hogg (Fratelli Melita Editori 1992)

- Handguns of the World di Edward C. Ezell (Stackpole Books)


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