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SCHEDE
 
 
 

L’EVOLUZIONE DELLA 1911 ATTRAVERSO I BREVETTI - PARTE SECONDA

La Colt M1900 Parallel Ruler
C'è una storia scritta sulle due righe incise sopra al carrello di qualsiasi pistola modello 1911 e 1911-A1 militare. Una storia fatta di tecnologia, talento e idee rivoluzionarie. Sono i brevetti della 1911, e ci portano in un lungo viaggio attraverso il genio di John Moses Browning.
BREVETTO US 580924

Il secondo brevetto di Browning venne rilasciato, come gli altri, il 20 Aprile 1897 e richiesto il 31 Ottobre 1896. Tratta di una pistola automatica a chiusura stabile, a corto rinculo di canna, con caricatore ad astuccio amovibile posto nell’impugnatura. L’otturatore è tutt’uno con la parte superiore della pistola, avvolge completamente anche la canna, e scorre sul fusto grazie ad apposite guide.

Prototipo Colt Browning M1900
Prototipo Colt Browning M1900
Prototipo Colt Browning M1900
I tre disegni che accompagnano il brevetto.
E’ possibile ingrandire le immagini cliccandovi sopra.

Al momento dello sparo la canna “b” e il carrello-otturatore “c” sono saldamente bloccati tra di loro mediante l’impegno di risalti e recessi semicircolari “b5” e “c8” presenti sulla sommità della canna (b5), immediatamente davanti alla camera di cartuccia, e sulla parete superiore interna del carrello-otturatore (c8). Sotto l’effetto del rinculo dovuto all’espansione dei gas prodotti dall’accensione della polvere da sparo, il carrello-otturatore viene spinto all’indietro, e attraverso i tenoni di bloccaggio trascina con se la canna mantenendo quindi la culatta chiusa. La canna “b” è vincolata al fusto “a” attraverso una coppia identica di bielle di collegamento “b3” e “b4”, delle quali, una situata immediatamente sotto la culatta (b3), e l’altra immediatamente sotto la volata (b4). Queste due bielle di collegamento consentono alla canna solamente un limitato movimento all’indietro, e nel contempo la spingono verso il basso. Quando la canna raggiunge il fine corsa e si adagia al telaio, per effetto dell’abbassamento, i tenoni e i recessi semicircolari di canna e carrello-otturatore sono svincolati tra loro, e il carrello-otturatore è libero di continuare la sua corsa all'indietro, durante la quale, comprime una molla di recupero “e” posizionata nel fusto subito sotto la canna, estrae dalla canna il bossolo vuoto, lo espelle da un’apertura nel carrello otturatore “c7”, arma il cane ”l”, e durante il tragitto di ritorno, richiamato dalla molla di recupero, sfila la prima cartuccia dal caricatore “d” e la inserisce in camera di scoppio. Il breve tratto in cui canna e otturatore sono rimasti bloccati assieme, è stato sufficiente a permettere l'uscita del proiettile dalla volata, e quindi lo smaltimento della pressione dei gas in camera di scoppio.

Dal punto di vista operativo per preparare la pistola al fuoco occorre inserire il caricatore all’interno dell’impugnatura, ed afferrare saldamente con pollice e indice gli appositi intagli di presa del carrello-otturatore, quindi tirarlo indietro fino a fine corsa e rilasciarlo, in modo che possa sfilare la prima cartuccia dal caricatore e spingerla in camera. A questo punto la pistola è pronta al fuoco, il che avviene dopo la pressione del grilletto. Ad ogni pressione del grilletto la pistola spara un solo colpo, e non è prevista alcuna segnalazione di fine colpi.

Il grilletto “n”, incernierato al fusto, agisce su una staffa ad anello “n1”, che scorre all’interno dell’impugnatura attorno al caricatore delle cartucce, ed ha un piccolo grado di libertà verticale. La parte posteriore della staffa “n4” appoggia contro il controcane “m”. Il disconnettore “o” a riposo appoggia sopra ad un risalto della staffa “n2” del grilletto, ed ha la possibilità di un limitato movimento verticale all'interno della sua sede nel fusto. La sua testa protrude dalla parte superiore del castello e si inserisce in un piccolo recesso “c10” del carrello-otturatore. Azionando il grilletto la faccia posteriore della staffa “n4” sposta il controcane “m” all’indietro, lasciando cadere il cane contro il percussore “k”, che a sua volta percuoterà l’innesco della cartuccia provocando lo sparo.

Prototipo Colt Browning M1900
La pistola è pronta al fuoco. Il disconnettore “o” si appoggia al risalto della staffa del grilletto “n2”.
Prototipo Colt Browning M1900
Premuto il grilletto, il retro della staffa “n4” sposta il controcane “m” e sgancia il cane. Il cane colpisce il percussore e provoca lo sparo della cartuccia.

Non appena il carrello-otturatore arretra, spinto dallo sparo, la nicchia “c10” ricavata su di esso si allontana dalla testa del disconnettore e questo viene spinto verso il basso dalla superficie inferiore dell’otturatore. Il disconnettore, agendo sulla sporgenza “n2” spinge verso il basso la staffa del grilletto sottraendo così il controcane dall’azione del grilletto, ancora premuto dal dito del tiratore. Il controcane ritorna quindi in posizione originaria, spinto dalle due lamine laterali della molla a tre rebbi posizionata all’interno dell’impugnatura, in modo da poter intercettare e bloccare la monta del cane non appena questo viene armato dall’arretramento del carrello-otturatore. Il disconnettore e la staffa del grilletto rimangono abbassati, bloccati saldamente sotto al controcane, e si sollevano in posizione di fuoco solamente quando il grilletto viene rilasciato, spinti dalla lamina centrale della molla a tre rebbi. Questo può accadere solamente quando il carrello-otturatore è già tornato in piena batteria, in modo che la testa del disconnettore possa sollevarsi, accomodandosi all’interno della nicchia ricavata nel carrello-otturatore. Nel caso il carrello-otturatore non fosse ritornato nella sua posizione di batteria piena, la pistola sarebbe impossibilitata a sparare un nuovo colpo, in quanto il disconnettore non potrebbe sollevarsi e trascinare con se la staffa del grilletto, rimettendola in posizione di sparo.

Prototipo Colt Browning M1900
Il disconnettore si abbassa sotto la spinta del carrello-otturatore e, sottratto dall’azione del grilletto, il controcane aggancia il cane non appena questo viene armato dal carrello-otturatore.

Il cane è provvisto di una tacca di sicurezza di mezza monta, che imprigiona il controcane, bloccando in questo modo anche la corsa del grilletto. Questo sistema funziona da dispositivo di sicurezza consentendo di portare la pistola carica con il colpo in canna. In queste condizioni la pistola è impossibilitata ad esplodere il colpo e, per renderla operativa, è sufficiente armare il cane con il pollice, in maniera simile a quanto avviene utilizzando un revolver a singola azione.

Il cane è spinto da una molla a lamina “l1” che si appoggia ad un perno antifrizione, come già visto nel precedente brevetto. Alla stessa maniera tale molla è regolabile tramite vite. Grilletto, controcane e disconnettore sono spinti da una molla a tre rebbi, la quale agisce anche sulla leva che blocca il caricatore all’interno del calcio, la quale protrude leggermente dalla parte inferiore dell’impugnatura, in modo da poter essere azionata dall'operatore

Prototipo Colt Browning M1900
A sinistra la mezza monta del cane. Al centro la molla a tre rebbi che agisce su disconnettore, controcane e grilletto. A destra si vede come sono alloggiate le molle all’interno dell’impugnatura.

L’estrattore esterno, caricato da una piccola molla elicoidale, è situato in alto sul carrello, mentre l’espulsore è solidale allo stesso caricatore, formato da due appendici rettangolari situate sul prolungamento delle labbra di alimentazione della cartuccia.

Una ulteriore molla “e3” contenuta all'interno del guidamolla cavo, si occupa di ammortizzare contraccolpo del rinculo del carrello-otturatore, nell'ultimo tratto della sua corsa.

Prototipo Colt Browning M1900
La particolare forma del caricatore, che funziona anche da espulsore, grazie a due prolungamenti rettangolari fissati alle labbra superiori.

Carrello-otturatore e fusto sono trattenuti assieme da una piastrina di bloccaggio a sezione rettangolare posizionata tra i due elementi in prossimità della volata, immediatamente dopo il perno della biella anteriore. Essa, attraverso una rientranza, è bloccata nella sua sede dalla testa della guida della molla di recupero. Per estrarre la piastrina di blocco, e procedere allo smontaggio dell’arma, è presente un piccolo forellino nel fusto, sotto al prolungamento anteriore, all’interno del quale si deve inserire un piccolo attrezzo, come ad esempio un cacciaspine o una graffetta da ufficio, dopo aver arretrato leggermente il carrello. In tale maniera si bloccano il guidamolla e la molla in posizione leggermente avanzata, sottraendo la piastrina alla loro spinta. A questo punto la piastrina si rimuove facilmente, quindi il carrello può essere spinto all’indietro, e fatto scorrere fuori dal fusto.

Prototipo Colt Browning M1900
La pistola è tenuta assieme dalla piastrina “c5”, che può essere rimossa dopo aver tolto la tensione della molla, inserendo un piccolo attrezzo dentro il forellino “a7”. La stessa idea viene sfruttata oggi per lo smontaggio delle pistole tipo 1911 con guidamolla lungo e canna conica. Un’altra caratteristica spesso utilizzata anche oggi, è la piccola molla ammortizzatrice di rinculo “e3” presente all’interno del guidamolla.

LA PISTOLA COLT MODELLO 1900 E
LA CARTUCCIA .38 ACP

Pochi oggi si rendono conto che John Moses Browning con questo brevetto inventò il carrello, o “slide”, come lo chiamano gli anglosassoni. Ancora meglio, ha inventato la pistola con il carrello, ovvero quella disposizione meccanica che praticamente la totalità delle pistole semiautomatiche utilizza ancora oggi.

La pistola oggetto di questo brevetto è a tutti gli effetti la vera progenitrice della M1911, e fu quella su la Colt puntò definitivamente. Nonostante funzioni ad otturatore chiuso, si tratta di una pistola dalla meccanica decisamente semplificata rispetto alla precedente pistola a gas. John Browning, tra il 1896 e il 1897, produsse ben 3 prototipi di questa pistola. I primi prototipi del 1896, erano alimentati con una cartuccia in calibro .38 simile a quelle utilizzate dai revolver. In realtà si trattava di un calibro 9mm; la misura imperiale di .38 pollici (9,65 mm) si riferiva al diametro esterno del bossolo, un’usanza tutta americana introdotta a partire dal calibro .38 Long Colt e mantenuta fino alla nascita del .357 Magnum.

Prototipi Colt M1900
I due primi prototipi della pistola, conservati nel museo di Browning. Si riconoscono facilmente per avere la finestra di espulsione sulla sommità del carrello, come nei disegni del brevetto.
(Foto: www.thefirearmblog.com)

Browning e i tecnici Colt lavorarono assiduamente al prototipo della pistola tra la fine del 1896 al 1898, periodo durante il quale Browning sviluppò anche la cartuccia calibro .38 ACP.

Pochissimo si sa riguardo allo sviluppo del proiettile. La scelta del calibro .38 era ottima in quel momento, per almeno due motivi. Il primo era che l’esercito americano aveva già in dotazione revolver dello stesso calibro. Anche se qualche anno più tardi il calibro .38 fu considerato inadeguato come potere d’arresto, nel 1897 era ritenuto più che valido, e in quel momento era di sicuro la scelta più logica su cui investire in un nuovo progetto. In secondo luogo va considerato che, in Europa, negli stessi anni, le pistole automatiche, o meglio, le pistole a caricamento automatico, venivano tutte sviluppate attorno a cartucce di calibro 7,65 mm con bossolo a bottiglia, derivate da quella sparata dalla Borchardt prodotta dalla DWM, la prima pistola che ebbe un discreto successo commerciale. Tale calibro diventò quindi il punto di riferimento anche per gli altri progetti. Il 9 mm della Colt-Browning era un grande calibro, se messo a confronto con i 7,65 mm europei.

Il calibro “.38 Rimless Smokeless” chiamato anche .38 Auto o .38 ACP a dispetto della denominazione ufficiale, era una cartuccia con bossolo tipo semi rimmed. Non va confusa con il successivo e meno potente calibro .380 ACP, detto anche 9mm Corto. Nella sua versione commerciale montava palle da 115, 125 e 130 grani con velocità rispettivamente di 1150, 1100 e 1040 piedi al secondo. Pare che inizialmente la sua carica fosse maggiore, ma che sia stata in seguito ridimensionata perché la pistola non reggeva la potenza della munizione. La cartuccia di servizio americana dell’epoca, la .38 Long Colt spingeva un proiettile da 130 grani a 770 piedi al secondo, per cui è chiaro come la cartuccia sviluppata da Browning la superasse ampiamente in prestazioni.

Rispetto al disegno del brevetto, la pistola definitiva, prodotta a partire dal 1900, non utilizzò il particolare caricatore con espulsore incorporato, che fu sostituito da un comune espulsore solidale al fusto. Venne mantenuta la molla ammortizzatrice di rinculo, anche se non fu inserita all'interno del guida molla, come nel progetto originale, ma posizionata immediatamente dopo alla molla di recupero. Il grilletto non era incernierato al fusto come nei disegni, ma traslante, con la staffa fissata saldamente ad esso. Quindi anche il disconnettore dovette essere modificato. Il disconnettore funzionava da collegamento tra il controcane e la staffa del grilletto, i quali non erano più a contatto diretto tra di loro. Arretrando il carrello, anche di poco, il disconnettore veniva costretto verso il basso interrompendo la continuità tra i due elementi dello scatto, esattamente come accade ancora oggi sulle pistole tipo 1911. Venne introdotto anche un particolarissimo sistema di sicura integrale alla tacca di mira. Spingendo la tacca di mira verso il basso il percussore veniva bloccato, mettendo in sicurezza l'arma.

Prototipo Colt M1900
Un altro prototipo iniziale; la finestra d’espulsione è spostata di lato, ma il carrello ha ancora le spalle laterali basse. La tacca di mira è ancora di tipo tradizionale.
(Foto: www.thefirearmblog.com)

Un consiglio di ufficiali dell'esercito degli Stati Uniti nel 1898 fu chiamato a ridiscutere l'idoneità del Revolver Colt New Model Army calibro .38 e di considerare l'eventuale adozione di pistole automatiche. Gli Ufficiali del consiglio si recarono alla fabbrica di Colt ad Hartford l'11 novembre, dove ebbero l'opportunità di testare il prototipo con numero di serie 02 della pistola di Browning. Meno di un anno prima Hans Tauscher fece duna dimostrazione della pistola Borchardt C93 presso l’Arsenale di Springfield. Le prove dirette con le pistole indicarono al Consiglio degli Ufficiali come la pistola automatica fosse una tipologia di arma che meritava ulteriori studi. Sulle pistole a caricamento automatico gli Ufficiali scrissero le seguenti osservazioni:

“... Il consiglio ritiene, sulla base di un attento esame delle pistole a caricamento automatico Borchardt, Mannlicher, Mauser, Colt e Bergmann, che lo sviluppo di questo tipo di pistola non abbia ancora raggiunto un livello tale da giustificare l'adozione in servizio in sostituzione del revolver; e in caso di adozione di una simile arma in futuro, il consiglio ritiene che non sarebbe conveniente permettere che sostituisca la carabina. ...”

Il riferimento del Consiglio ad un possibile utilizzo della pistola in sostituzione della carabina era dovuto al fatto che all’epoca, la pistola automatica era effettivamente ancora acerba, anche come concetto stesso di tipologia di arma. Le prime pistole, come la C93 Borchardt della DWM o la C96 della Mauser, erano grandi ed ingombranti, ed in genere erano equipaggiate di un calciolo staccabile che le trasformava in piccole carabine. Alcune di esse avevano un funzionamento completamente automatico, oppure erano dotate di un selettore per il tiro a raffica. Anche Browning studiò un prototipo completamente automatico della sua pistola, ma fu immediatamente scartato perché la raffica fu giudicata impossibile da controllare.

Il giudizio del Consiglio lasciava comunque aperto uno spiraglio in vista di successive prove.

“... Le automatiche sono chiaramente promettenti, se permettessimo ai progettisti di maturare le loro armi e se le nuove pistole venissero impiegate in ruoli che potrebbero ricoprire ragionevolmente. ...”

Prototipo Colt M1900
Un prototipo successivo; le spalle laterali del carrello sono più alte, ed è già presente la tacca di mira con la sicura incorporata.
(Foto: www.cruffler.com)

Nel settembre dell’anno successivo fu richiesto a Colt di inviare un altro esemplare per ulteriori prove. Il Consiglio desiderava confrontare tra loro le pistole Mauser, Colt e Mannlicher. Nel frattempo l’azienda americana si stava preparando alla produzione in serie della pistola per il mercato civile, e non fu in grado di consegnare l’arma all’Esercito fino a metà Gennaio del 1900. A causa dell’assenza del rappresentante Mannlicher, il Consiglio fu costretto a provare le pistole separatamente, iniziando dalla pistola Mauser, la prima che si rese disponibile.

Il test della Mauser iniziò alla fine di novembre ed è continuato fino al 5 dicembre. Il Consiglio è stato nuovamente convocato il 6 febbraio, quando sono state avviate le prove sulla Colt Browning. A metà Febbraio gli Ufficiali del Consiglio provarono la pistola Mannlicher.

La pistola di Mauser, che era già in produzione da due anni, si comportò abbastanza bene nei test a fuoco, ma fallì completamente la prova della ruggine. Dopo averla sottoposta ad ossidazione in un bagno di Sali di ammoniaca, la pistola era diventata un solido ammasso di ruggine. Dovettero tenerla parecchie ore a bagno d’olio per riuscire a smontarla a suon di martellate, e anche dopo averla smontata, riparata, rimontata e lubrificata, fu afflitta da parecchi malfunzionamenti durante la prova a fuoco. Inoltre l’arma fu ritenuta scomoda, ingombrante, eccessivamente costosa da produrre, ed il suo calibro, 7,63 mm troppo piccolo.

Inizialmente la pistola Colt-Browning non funzionò bene, a causa di un difetto nel meccanismo di scatto che rese necessario l’intervento di un tecnico dell’azienda per sostituire le parti difettose. Dopo la riparazione sparò senza grossi problemi tutti i colpi rimanenti della prova di durata, circa 300 su 500 colpi totali previsti dalla prova, più altri 150 per compensare i colpi sparati prima della riparazione. L’esercito sparò inoltre altre 350 cartucce a bassa velocità, per testarne il comportamento con una cartuccia differente da quella con cui la pistola era stata messa a punto. Superò inoltre la prova della camera sporca di sabbia, e venne quindi sottoposta alla prova della ruggine indotta forzatamente. Dopo l’ossidazione forzata, la pistola fu congelata in maniera da bloccare il carrello, ma bastò un colpo deciso sul banco per riuscire a caricarla. Dopo il primo colpo il carrello non ritornò in batteria, ma una volta spinto a mano, l’arma terminò la prova senza problemi.

Colt M1900
Un modello 1900 del primo tipo.
(Foto: www.rockislandauction.com)

La pistola Mannlicher 1894, l’ultima provata, ruppe la canna dopo 281 colpi sui 500 previsti. Visti i numerosi malfunzionamenti, l’esercito decise di interrompere la prova. Fu elogiata per la sua costruzione semplice, ma il Consiglio giudicò il suo sistema di caricamento "molto tedioso e lento", e quasi impossibile da effettuare per un uomo a cavallo.

A metà Febbraio, dopo i test comparativi con le altre pistole, il Consiglio aveva deciso di effettuare ulteriori prove con la Colt-Browning. Gli Ufficiali furono così impressionati dall’arma da ritenerla idonea al servizio, ma allo stesso tempo erano desiderosi di scoprire quali criticità sarebbero emerse da un uso intenso e prolungato, e scoprire inoltre quale potesse essere la reale vita utile dell’arma. Il principale fattore limitante per l’esecuzione di ulteriori test fu la disponibilità di munizioni, in quanto la cartuccia Colt Browning calibro.38 ACP era ancora prodotta in quantità limitate.

Il 19 febbraio 1900, il Consiglio ha sparato con la Colt Browning 900 colpi, fermandosi per raffreddare la pistola dopo ogni serie di 50 colpi. Il 2 Marzo, il Consiglio degli Ufficiali richiese nuovi fondi per l’acquisto di ulteriori munizioni. L’arma stava ancora funzionando con ottimi risultati, ma il Consiglio voleva utilizzarla "finché non si fosse consumata". La nuova fornitura di cartucce arrivò il 22 marzo e il test fu ripreso. Furono riscontrati problemi al meccanismo di scatto, risolti semplicemente smontando l’arma. Dopo 800 colpi il perno della biella posteriore si ruppe, danneggiando anche la canna che venne sostituita da un armaiolo della Colt. Dopo la riparazione, la prova riprese il 5 Aprile, e dopo circa 600 colpi si ruppe nuovamente il perno della biella posteriore, quindi dopo aver ripreso a sparare, si ruppe il perno della biella anteriore. I test si interruppero definitivamente quando terminarono le munizioni. In totale la pistola sparò 5800 volte, durante i quali gli unici problemi riscontrati furono riconducibili alla debolezza dei perni delle bielle di collegamento.

Il Consiglio nella sua relazione scrisse:

“... Il test a cui è stata sottoposta questa pistola è in ogni modo più severo di quello a cui sono stati sottoposti i revolver, e la resistenza di questa pistola sembra essere maggiore di quella del revolver di servizio.
Possiede ulteriori vantaggi come riportato di seguito:
Costruzione molto semplice.
È facile da usare.
Non è soggetta a guasti.
È in grado di mantenere una cadenza di fuoco molto alta.
Può essere comodamente caricata con una mano.
Dà un'alta velocità iniziale e una traiettoria tesa:
È più precisa di un revolver.
L'impianto per la sua fabbricazione è stato completato e, in caso di necessità, le pistole potrebbero essere acquistate velocemente e in quantità.

Ha, in comune con le altre pistole automatiche testate, lo svantaggio di una pallottola leggera che manca quindi di "potere di arresto" del revolver. Riducendo la velocità, tuttavia il peso del proiettile può essere aumentato di conseguenza, oppure, si può anche aumentare il calibro, e i produttori dichiarano di essere pronti a costruire una pistola automatica di calibro 0.41 pollici, la quale è, in tutti gli altri aspetti, identica a quella testata.

Secondo l’opinione del Consiglio, questa pistola è un’arma adatta all’utilizzo nell’U.S. Service e possiede numerosi vantaggi rispetto alla rivoltella. ...”

Il 15 Febbraio 1900 Colt inviò ad A.C. Gould, redattore della rivista “Shooting and Fishing” un esemplare di produzione di serie della pistola per una prova. L’articolo uscì nel numero di Aprile dello stesso anno. Ai redattori ci volle un po’ di tempo per abituarsi all’arma. Provarono la pistola sparando 1000 colpi, durante i quali riscontrarono solo due mancate accensioni a causa dell’innesco difettoso delle cartucce. Rimasero impressionati dalla potenza, precisione e velocità di fuoco. Il giudizio fu più che positivo. A Marzo la Colt iniziò la distribuzione commerciale della pistola. La pistola è universalmente nota come “Colt Model 1900”, anche se sul carrello venne semplicemente incisa la scritta “AUTOMATIC COLT CALIBRE 38 RIMLESS SMOKELESS”.

Colt M1900
L’esploso della parti tratto dal manuale di istruzioni.

Il modello 1900 montava una canna da 6 pollici (152 mm), aveva una lunghezza complessiva di 9 pollici (230 mm), un peso di 35 once (990 g), le superfici erano finite con una brunitura nera lucida ed inizialmente montava guancette in legno di noce lisce. Siccome era lucidata a mano, tra un esemplare e l’altro, ci potevano essere differenze di peso di circa un’oncia, e di profondità di incisione dei marchi. I caricatori da 7 colpi erano nichelati, e portavano sul fondello l’incisione del brevetto, “PAT’D SEPT 9 1884”.

Fu prodotta in 4274 esemplari, dal 14 Febbraio 1900 al 27 Maggio 1903. Durante la produzione vennero apportate modifiche e miglioramenti, in base ai suggerimenti forniti dagli ufficiali dell’esercito che le avevano in dotazione, le quali portarono al modello 1902. L’ultima pistola modello 1900 aveva inciso la matricola 4274, mentre il primo esemplare di quello che viene definito “modello 1902 Sporting”, recava stampigliato il numero di serie 4275. Va detto che, per quanto riguarda Colt, si trattava sempre dello stesso identico modello; la distinzione è più che altro ad uso dei collezionisti. Queste pistole erano chiamate in gergo “Parallel Ruler” per via del movimento parallelo della canna, azionato dalle due bielle di collegamento.

Colt M1900
Una pubblicità dell’epoca. La pistola ritratta è dell’ultimo tipo; la sicura sulla tacca è stata rimossa, gli intagli di presa sono stati spostati nella parte anteriore del carrello e il cane ha la cresta arrotondata.

Dopo le prime prove l’Esercito americano autorizzò l’acquisto di 100 pistole Colt per ulteriori prove sul campo, richiedendo, agli Ufficiali che le ricevevano, di compilare minuziosi rapporti sui risultati delle loro prove, accompagnati da commenti, suggerimenti e critiche alla pistola. Le pistole vennero consegnate tra il 12 Maggio e il 1 Giugno, per un prezzo unitario di 25 dollari, mentre le munizioni vennero fornite a 18,53 dollari per 1000 cartucce. Le 100 pistole furono ispezionate dal Capitano John T. Thompson, che applicò su di esse il proprio punzone di approvazione. Con grande disappunto della Colt, l’Esercito acquistò anche 1000 Luger Parabellum, le famose “American Eagle”, che dopo essere state testate furono messe in vendita sul mercato civile. Il 15 Settembre dello stesso anno, Colt ricevette anche un ordine dalla Marina di 250 pistole M1900, che furono consegnate entro il 29 Ottobre.

Le 100 pistole consegnate con il primo ordine furono destinate agli ufficiali di istanza nelle Filippine, Cuba e Puerto Rico, dove ricevettero numerosi apprezzamenti, ma anche altrettante critiche. 50 pistole furono spedite a Manila, 25 all’Avana e 25 a San Juan. Dai rapporti degli Ufficiali, l’Esercito identificò alcuni difetti, e stilò una serie di richieste di miglioramento per la pistola. L’impugnatura era troppo corta e la parte finale del calcio arrotondata non aiutava la presa. Se fosse stata più lunga e diritta, oltre a migliorare la presa, avrebbe potuto contenere un caricatore con un colpo in più. La volata era troppo pesante, e il calibro troppo piccolo. Le guancette lisce non garantivano un’adeguata presa, ed era necessario un anello nell’impugnatura per il correggiolo. Sarebbe stato preferibile spostare gli intagli di presa nella parte anteriore del carrello, in quanto la manipolazione poteva interferire con la sicura. Per finire fu richiesto un sistema di smontaggio che non richiedesse attrezzi. In generale gli Ufficiali criticarono la scarsa sicurezza della pistola, dubitando che potesse essere adatta al grosso delle truppe. In particolare misero l’accento sul fatto che, portando la pistola in piena sicurezza, ovvero con la camera vuota, la pistola necessitasse di entrambe le mani per essere caricata, e che quindi fosse pronta al fuoco in maggiore tempo rispetto al revolver. Mentre nel caso la si fosse portata carica, la sicura sulla tacca di mira era in una posizione poco pratica e difficile da disattivare. Destava inoltre preoccupazione il fatto che, dopo il fuoco, la pistola rimanesse con il cane armato sulla camera carica, mentre con il revolver, nelle stesse condizioni, il cane restava abbassato sulla camera vuota. Nonostante le critiche, alcuni Ufficiali richiesero di ricevere un maggior numero di quelle pistole.

Colt M1900
La sicura sulla tacca di mira fu molto criticata. Fu presto abbandonata.
(Foto: www.coltautos.com)

Il colonnello Frank Phipps l'Ufficiale in comando dell'Arsenale di Springfield inserì tutti questi commenti nel suo rapporto al Capo dell'Ordnance il 16 novembre 1900:

“... Le critiche degli ufficiali che hanno testato la pistola automatica Colt sono state attentamente considerate. Sembra essere un'obiezione molto generale sull'arma che in campo richieda l'uso di entrambe le mani per caricare il primo colpo, e che richieda molto tempo per "esplodere il primo colpo". Questa critica è probabilmente fondata ed è di notevole importanza tattica. Sarebbe minimizzata, però, se la pistola fosse abitualmente portata carica, con la sicurezza attivata. Il caricamento del pezzo potrebbe poi essere fatto con una mano, e potrebbe essere raggiungo anche un aumento della sicurezza, anche se con notevoli disagi. Se il pezzo viene portato carico con la sicurezza inserita, allora è un'arma più sicura (in fondina) rispetto al revolver.

Il bilanciamento è criticato da un certo numero di ufficiali, solo uno lo consiglia. ...

La critica che il caricatore forma una parte essenziale dell'arma, e che nel caso in cui si danneggi, l'arma ne risulterebbe disattivata, è per lo più corretta, anche se l'arma può, con difficoltà è vero, essere utilizzata come un'arma monocolpo.

La denuncia che l'arma è pericolosa dopo il primo colpo quando è nelle mani di un cavaliere poco qualificato, è probabilmente corretta nella maggior parte dei casi, ma è una critica comune a tutte le pistole automatiche.

La critica sull'arma per quanto riguarda la probabile durata, fatta da alcuni degli ufficiali, avrebbe diritto ad un maggiore peso se gli fosse stata offerta l'opportunità di far fuoco con l'arma per un sufficiente numero di colpi in modo da testare questo punto. La pistola utilizzata in questo Arsenale era incolume, tranne in alcune parti minori, e con leggere riparazioni probabilmente avrebbe potuto, per quanto potesse essere giudicato dall'aspetto dell'arma, sparare 6.000 colpi o più.

Il Tenente. Fuller, Ord. Dept., nella sua lettera del 2 ottobre 1900 ... critica il bilanciamento della pistola e dell'impugnatura e afferma che quest'ultima è insufficiente per la mano media e per un lavoro accurato. ... Inoltre pensa che la posizione naturale per afferrare il carrello per l'armamento sia davanti e che debba essere intagliato nella parte anteriore piuttosto che nella parte posteriore.

Questa critica in merito alla posizione degli intagli del carrello per l'armamento è ben ponderata, ed è riconosciuta dalla Colt Company, che includerà tale miglioramento delle future produzioni. Aumentare la lunghezza dell'impugnatura è una questione più grave, perché fare questo richiederebbe tempo e causerebbe costi nell'allestimento di nuovi macchinari. Sembra che ci sia qualche richiesta sulla necessità di questa modifica, a giudicare dalle critiche degli ufficiali di Porto Rico [sic]. Può essere comunque fatta se ritenuta importante. ...”

Per estendere i test sul campo della pistola Model Colt Browning 1900, l’Ordnance Department ordinò un secondo lotto di 200 pistole da Colt il 19 dicembre 1900. Queste pistole, i cui numeri di serie andavano da 1501 a 1700, sono state consegnate a Springfield l’1 Febbraio 1901 ad un costo di 20 dollari ciascuna compresi i pezzi di ricambio. Seguendo le raccomandazioni degli Ufficiali sul campo, le pistole avevano gli intagli di presa sul carrello spostati in avanti, e le guancette ingrandite e zigrinate. Si trattava di piccole modifiche, ma fecero guadagnare alla Colt la fiducia dell’Esercito. L’azienda assicurò che un po’ alla volta tutti i suggerimenti sarebbero stati implementati nell’arma. Di queste 200 pistole, 197 sono furono spedite presso il deposito degli armamenti di Manila, dove il 9 febbraio, 162 di esse furono consegnate agli Ufficiali.

Nelle circa 50 relazioni di valutazione della nuova arma degli Ufficiali, dalle Filippine e dal 4° Cavalleggeri negli Stati Uniti occidentali, la pistola è stata frequentemente lodata per la sua precisione (citata in 25 rapporti), la semplicità della sua costruzione (citata in 15 relazioni), così come la rapidità di fuoco (menzionata in 6 rapporti). Quattro ufficiali hanno commentato positivamente la sua capacità di sparare otto volte senza richiedere ricarica, due colpi in più che con il revolver. La critica principale riguardo la pistola Colt Browning era quella tipica delle pistole automatiche in generale; richiedeva l'uso di entrambe le mani per essere caricata (22 ufficiali se ne lamentarono nei rapporti), soprattutto cavalcando al galoppo, tenendo le redini con una sola mano, un soldato avrebbe avuto problemi a caricare una pistola automatica. Alcuni ufficiali si lamentarono di come la pistola fosse pericolosa a cavallo, perché il cane doveva essere mantenuto armato, per essere usata con rapidità. Il timore per spari accidentali fu espresso da 13 Ufficiali. Sette rapporti sottolinearono la necessità di disporre di una sicurezza meccanica per portare l’arma carica e con il cane armato.

Altri commenti negativi riguardarono lo scarso bilanciamento e la tendenza ad essere appruata verso la volata (citata in 17 rapporti), problemi ad espellere i bossoli spenti quando era sporca (menzionati in 14 relazioni) e l'inadeguatezza del calibro (citata in 12 rapporti). L’impugnatura fu criticata per essere, troppo corta, troppo arrotondata nella sua parte terminale posteriore, e troppo verticale, il mirino per essere troppo alto e fu segnalata la mancanza di un sistema che permettesse di valutare ad occhio se la camera della pistola fosse carica. Alcuni rapporti giudicarono la pistola non adatta ai normali soldati, ma solo agli Ufficiali. Pochissimi la giudicarono troppo complicata e meno precisa del revolver. Nonostante l'evidente richiesta di miglioramenti del modello 1900, questa pistola ricevette commenti molto migliori rispetto alle 1000 pistole Borchardt-Luger modello 1900, che furono acquistate e sottoposte a prove analoghe nello stesso periodo (1902-1903).

Nell’Aprile del 1901, sulla versione commerciale, venne introdotto il cane con la cresta arrotondata. A metà anno furono sostituite le guancette in legno con guancette zigrinate in ebanite (detta anche vulcanite, una miscela di gomma e zolfo vulcanizzata) recanti il logo “Colt” e il disegno del puledro. Nel Dicembre dello stesso anno Colt decise di rimuovere la sicura, sostituendola con una tacca di mira tradizionale innestata a coda di rondine. La sicura sulla tacca di mira era l’aspetto della pistola più criticato. Sebbene l’idea non fosse del tutto sbagliata, in quanto allineando la pistola al bersaglio ci si rendeva immediatamente conto che la sicura era innestata, la realizzazione pratica era carente. La sicura, posizionata in maniera scomoda non era facile da inserire e neppure da disattivare. La tacca di mira era troppo alta, piccola e la finestra troppo sottile. Inoltre introduceva una complicazione che rendeva il carrello e il percussore strutturalmente più deboli. Parecchi percussori si ruppero durante le prove. Anche il percussore non inerziale era un problema, in quanto poggiando direttamente sull’innesco della cartuccia, provocava lo sparo accidentale in caso di caduta dell’arma. Nei carrelli già costruiti venne inserita una piastrina bloccata da un perno, e macchinata una coda di rondine per alloggiare la nuova tacca di mira. Fu sostituito il vecchio percussore con uno di tipo inerziale più corto, realizzato in ottone.

Colt M1900
La piastrina che chiude lo spazio lasciato vuoto dalla vecchia tacca di mira.
(Foto: www.coltautos.com)
Colt M1900
L’ultima versione della pistola Colt M1900, con tutti gli aggiornamenti di serie. L'unica differenza rispetto ad una M1902 Sporting è la presenza della spina sotto alla tacca di mira, che blocca la piastrina di copertura della vecchia tacca.
(Foto: archives.collectorsfirearms.com)

All’inizio del 1902 fu incorporato nella pistola un dispositivo di smontaggio, che evitava di dover utilizzare uno strumento apposito. Ma questo ci rimanda al brevetto del 9 Settembre 1902, e alla prossima puntata.

Alessandro (2017)

Riferimenti:

- Google Brevetti US580924

- unblinkingeye.com

- www.thefirearmblog.com

- www.coltautos.com

- Wikipedia

- www.cruffler.com

- Handguns of the World di Edward C. Ezell (1991 Marboro books Corporation)

- Colt 1911 di Vittorio Balzi (allegato a Diana Armi n.4 Aprile 1987)

- Colt 1911 e 1911 A1 di Roberto Allara (editoriale Olimpia)

- Pistole Militari di Jan W. Hogg (Fratelli Melita Editori 1992)


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