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SCHEDE
 
 
 

L’EVOLUZIONE DELLA 1911 ATTRAVERSO I BREVETTI - PARTE PRIMA

I prototipi di Browning scartati da Colt.
C'è una storia scritta sulle due righe incise sopra al carrello di qualsiasi pistola modello 1911 e 1911-A1 militare. Una storia fatta di tecnologia, talento e idee rivoluzionarie. Sono i brevetti della 1911, e ci portano in un lungo viaggio attraverso il genio di John Moses Browning.

Osservando una qualunque pistola modello 1911 e 1911-A1 militare, non si possono fare a meno di notare alcune date incise sulle due righe nel fianco sinistro del carrello. “PATENTED APR.20,1897. SEPT.9,1902” sulla prima riga, e “DEC.19,1905. FEB.14,1911. AUG.19, 1913” su quella successiva.

Colt M1911
I marchi incisi sul carrello della pistola Colt modello 1911 militare.

Questi brevetti raccontano di più sullo sviluppo della pistola, e sulle idee del suo geniale inventore, John Moses Browning, di qualunque libro sia stato scritto sull'argomento. Tutto ebbe inizio nel 1895.

Nel 1895 John Moses Browning aveva appena terminato una fruttuosa collaborazione con la Colt, durante la quale fu ideata la famosa mitragliatrice Colt M1895 detta “Potato Digger” ovvero “scava patate” in virtù del suo particolare funzionamento a leva. Browning decise quindi che era il momento di applicare la tecnologia delle armi a funzionamento automatico anche alle pistole. In Europa, infatti, c'era già un grande fermento attorno ai primi esemplari di pistole automatiche.

Colt aveva già incominciato ad esplorare le pistole automatiche con uno dei suoi progettisti di punta, Carl J. Ehbets, che aveva brevettato una pistola già nel 1894 (Brevetto U.S. 570388 del 27 Ottobre 1896). Ehbets in seguito diventò uno dei più stretti collaboratori di Browning alla Colt. Nel 1896 Ehbets sviluppò il suo secondo prototipo di pistola (Brevetto US 580935 del 20 aprile 1896) che aveva un funzionamento molto simile alla prima pistola di Browning. La cosa non deve stupire, dal momento che i due progettisti collaborarono tra di loro durante lo sviluppo dei relativi prototipi. Come riconobbe Ehbets stesso, la pistola costruita da Browning era migliore.

Ehbets primo prototipo
Il primo prototipo di Carl J. Ehbets. E' evidente l'influenza dei revolver Colt.
(Foto: paksoldier.blogspot.it)
Ehbets secondo prototipo
Il secondo prototipo di Ehbets. L'otturatore aperto mostra un sistema di funzionamento simile a quello del prototipo di Browning.
(Foto: paksoldier.blogspot.it)

BREVETTI 20 APRILE 1897

Tra il 1995 e il 1996 Browning produsse un certo numero di prototipi di pistole automatiche, che generarono ben 4 brevetti, i quali vennero rilasciati il 20 Aprile del 1897, la prima data incisa sul carrello della M1911. Uno dei brevetti era relativo ad una pistola a sfruttamento di gas, il cui prototipo fu il primo in assoluto realizzato da Browning, nel 1895. Gli altri tre brevetti erano relativi ad una pistola a chiusura labile, e a due pistole a chiusura stabile a corto rinculo di canna. La Colt si interessò immediatamente ai brevetti relativi alle pistole funzionanti a culatta chiusa, in quanto desiderava costruire un'arma da pugno di grosso calibro, che potesse essere adottata dall'esercito americano come arma da fianco, in sostituzione del revolver.

BREVETTO US 580923

Rilasciato il 20 Aprile 1897, richiesto il 14 Settembre 1985, si riferisce al primo tentativo di Browning di realizzare una pistola semiautomatica a culatta chiusa. Questa funziona attraverso un otturatore movimentato sfruttando i gas di sparo, spillati dalla canna “b” attraverso un piccolo foro “b1” situato a circa 3/5 della canna partendo dalla culatta. La canna è posizionata nella parte inferiore del fusto “a”. Nei disegni che accompagnano il brevetto è incorporata al fusto, ma viene specificato che potrebbe essere fissata ad esso in qualunque altra maniera. La parte superiore della pistola, quella dove oggi si troverebbe il carrello, è formata da due leve collegate rispettivamente, al telaio “a”, all’otturatore scorrevole “e”, e tra di loro attraverso uno snodo formato dai due perni “f3” e “f4”. Dopo lo sparo, i gas compressi passano attraverso il foro ad un pistone “b2” il quale per effetto della pressione solleva un cilindro, solidale alla leva superiore anteriore della pistola “f”. Per effetto della spinta la leva “f” ruota all’’indietro per un angolo di circa 150 gradi, spingendo la leva posteriore “f2” e con essa l’otturatore “e”, comprimendo al contempo una molla di recupero “f6” posta in un cilindro “f8” incernierato al telaio tra le due leve superiori. L’otturatore, durante la sua corsa retrograda procede ad espellere il bossolo vuoto, attraverso una finestra nel fusto, e ad armare il cane. L’estrattore e l’espulsore hanno forma e funzionalità consuete e non sono oggetto del brevetto. Quindi, una volta che il meccanismo è giunto a fine corsa, la molla di recupero compressa imprime alla leva anteriore una rotazione in senso opposto, richiamando l’otturatore, il quale spinge la prima cartuccia del caricatore all’interno della camera, chiudendo la pistola.

Prototipo pistola a gas Browning 1895
Prototipo pistola a gas Browning 1895
Prototipo pistola a gas Browning 1895
Prototipo pistola a gas Browning 1895
I disegni che accompagnano il brevetto. E’ possibile ingrandire le immagini cliccandovi sopra.

Il sistema di ritegno del caricatore al fusto, avviene attraverso una levetta che protrude da sotto al calcio, caricata da una molla a lamina che ha una doppia funzione, in quanto serve anche come molla del grilletto.

Il cane “g” è spinto da una molla a lamina “g1”, la quale agisce su un perno antifrizione “g2”, ed è ancorata alla parte posteriore inferiore del calcio. Il carico della molla è regolabile attraverso la vite ”g3”. Il grilletto “k”, incernierato al telaio, spinge una staffa “i”, la quale forma un anello, che si muove dentro all’impugnatura attorno al caricatore “d”, e trasferisce il movimento al controcane “h”, agganciato al cane attraverso la monta di armamento “g5”. Premendo il grilletto si sgancia il cane, il quale colpisce il percussore che incendia l’innesco della cartuccia determinando lo sparo. Il colpo parte in un tempo talmente breve da rendere impossibile per tiratore di ritrarre il dito dal grilletto, per cui si è reso necessario inserire un dispositivo di sicurezza per disconnettere il grilletto dal meccanismo di scatto. Immediatamente dopo lo sparo, al fine di impedire la raffica automatica di più colpi alla volta, un disconnettore “g6”, ancorato alla parte inferiore del cane, abbassandosi trascina con se la staffa del grilletto “i2”, separandola dal controcane. Il controcane, spinto da un’ulteriore molla a lamina “h1”, torna immediatamente al suo posto, pronto ad intercettare la monta “g5” del cane, che da lì a poco viene armato dal movimento retrogrado dell'otturatore. Il cane è provvisto anche di una mezza monta di sicurezza “g4”. Un meccanismo di sicurezza impedisce l’ulteriore pressione del grilletto fino a quando l’otturatore non sia saldamente chiuso in batteria.

Prototipo pistola a gas Browning 1895
Il meccanismo di scatto. Si vedono, il cane “g”, il disconnettore “g6”, la molla del cane “g1”, il controcane “h”, la molla del controcane “h1”, la staffa del grilletto “i”, il grilletto “k”, e la molla del grilletto “d3”, che funziona anche da molla di ritegno del caricatore “d”.
Prototipo pistola a gas Browning 1895
Un meccanismo di sicurezza assicura il blocco del grilletto fino a quando l’otturatore non si fosse completamente richiuso in batteria. Il funzionamento di questo dispositivo è abbastanza intuitivo.

Il primo prototipo di pistola automatica progettata da Browning fu presentato ai rappresentanti di Colt il 3 Luglio 1895. Essi furono talmente impressionati che stipularono un accordo per acquisire i diritti di produzione delle pistole progettate dall’inventore Mormone. Nonostante utilizzasse un sistema di chiusura complesso, e a prima vista ingombrante, il prototipo aveva un aspetto aggraziato, e sarebbe stata realmente utilizzabile come pistola, sia per le dimensioni che per il peso. Era lunga 216 mm e pesava 964 grammi. Le realizzazioni coeve, introdotte soprattutto in Europa, avevano dimensioni e peso che le rendevano più simili a piccole carabine, che non ad armi da pugno vere e proprie, come lo erano i revolver. Spesso erano dotate di un calciolo staccabile che ne permetteva un utilizzo più consono.

Prototipo pistola a gas Browning 1895
Il lato sinistro della pistola del 1895.
(Foto: www.germandaggers.com)

La canna del prototipo aveva un diametro interno di .352 pollici. La pistola, come tutti i primi prototipi di Browning, era alimentata da un caricatore contenente 7 cartucce da revolver. Il pistone per la presa del gas, e il complesso di leve che facevano funzionare l’automatismo, erano incernierate nella parte superiore del fusto. L’otturatore scorreva all’interno del fusto nella sua parte posteriore.

Dal punto di vista operativo per caricare la pistola occorreva afferrare con il pollice e l’indice i due pomelli rigati posti ai due lati della leva superiore anteriore del telaio, e ruotarla all’indietro. In quanto l’otturatore scorreva all’interno del fusto, e non era possibile movimentarlo direttamente a mano. Il movimento di questa leva spingeva all’indietro l’otturatore, armava il cane e provvedeva a comprimere la molla di recupero. Al rilascio della leva l’avanzamento dell’otturatore trascinava la prima cartuccia del caricatore in camera inserendo al contempo il bordo del bossolo sotto l’estrattore. Lo stesso movimento avveniva durante lo sparo, come già descritto, sotto la spinta dei gas spillati attraverso la canna.

Prototipo pistola a gas Browning 1895
Il lato destro della pistola con funzionamento a recupero di gas.
(Foto: www.germandaggers.com)

L’azione di sparo continuava, un colpo alla volta, ad ogni successiva pressione del grilletto, fino a quando erano presenti ancora cartucce all’interno del caricatore. Non era previsto alcun tipo di avvisatore di fine colpi; terminate le cartucce nel caricatore, la pistola si richiudeva e il grilletto scattava a vuoto. Questa era una caratteristica comune a tutti i prototipi oggetto di questi primi 4 brevetti, e anche alle prime pistole commerciali.

Prototipo pistola a gas Browning 1895
La pistola impugnata con l’otturatore parzialmente aperto.
(Foto: The American Rifleman)

Solamente un esemplare di questa pistola fu effettivamente costruito, e viene attualmente conservato nel museo dedicato a John Moses Browning ad Ogden, nello Utah. Le polveri da sparo dell’epoca erano altamente corrosive, e provocavano diversi problemi di tenuta delle parti. I meccanismi della pistola erano troppo complicati, e Browning si rese immediatamente conto che era necessario semplificare il disegno dell'arma, cosa che venne effettivamente fatta con i successivi prototipi e brevetti.

Prototipo pistola a gas Browning 1895
L’arma con l’otturatore completamente aperto.
(Foto: The American Rifleman)
Prototipo pistola a gas Browning 1895
La pistola conservata nel museo dedicato a Browning, ad Ogden, nello Utah, la sua città natale.
(Foto: www.thefirearmblog.com)
Prototipo pistola a gas Browning 1895
La vita di John Moses Browning è stata trasposta in un fumetto. In questo disegno si vede l’inventore dopo la prova della sua pistola a sfruttamento di gas. Non sembra pienamente convinto del suo funzionamento.

BREVETTO US 580926

Richiesto il 31 Ottobre 1896 e rilasciato il 20 Aprile 1897, questo brevetto riguarda una semplice pistola di tipo blowback, all’interno della quale non esiste una vero e proprio sistema di bloccaggio della canna sull'otturatore. Anche se come ordine numerico è l’ultimo dei quattro brevetti che furono rilasciati a Browning nel 1896, il prototipo fu cronologicamente il secondo costruito, e rappresentava una netta semplificazione rispetto al progetto precedente.

La pistola ha un telaio con impugnatura aperta adatto a contenere il caricatore delle cartucce, e i meccanismi di scatto. Un cane esterno, un controcane interno che lo blocca in posizione armata, un grilletto collegato al controcane attraverso una staffa ad anello che scorre attorno al caricatore, e un disconnettore che impedisce lo sparo a raffica e lo sparo ad otturatore non perfettamente chiuso. Gli elementi che compongono la catena di scatto sono messi sotto tensione da una molla triplice che agisce anche sulla leva di blocco del caricatore, mentre il cane è spinto da una molla a lamina regolabile tramite vite. Tutti questi meccanismi sono perfettamente identici a quelli che vedremo quando parleremo del brevetto numero 580924, e quindi verranno descritti nel dettaglio in seguito, nel corso del prossimo articolo della serie.

Prototipo pistola blowback Browning 1896
Prototipo pistola blowback Browning 1896
I disegni che accompagnano il brevetto. E’ possibile ingrandire le immagini cliccandovi sopra.

Il cuore del brevetto è il sistema di funzionamento. La pistola è formata da tre parti principali, il fusto “a”, la canna “b” e il carrello-otturatore “c”. La canna è disegnata integrale al fusto, ma può essere fissata ad esso in qualunque altra maniera adatta allo scopo. Il fusto è provvisto di guide laterali sulle quali scorre il carrello-otturatore, anch’esso dotato di guide interne. Il carrello-otturatore è formato, nella sua parte anteriore, da due tubi, quello inferiore, che copre e scorre attorno alla canna fissa, e quello superiore che contiene la molla di recupero “e”. Questa è trattenuta dalle boccole filettate “e1” e “e4” mostrate nelle figure 8 e 9 del brevetto che si serrano sulle prime spire agli estremi della molla. La boccola “e1” è fissata posteriormente all’otturatore tramite il perno passante “e3”. Anteriormente, la vite “a5”, avvitata sulla boccola “e4” mantiene la molla di recupero in tensione e la fissa su un supporto “b1” calettato alla volata della canna. Nella parte posteriore del carrello trova posto l'otturatore vero e proprio, che contiene il percussore, e che è avvitato saldamente al carrello attraverso due viti “c6”. Una rondella di cuoio “b4” che circonda la canna nel punto di contatto con la spalla del fusto, funziona da tampone, assorbendo il contraccolpo del carrello-otturatore quando è spinto all'indietro dal rinculo. Completa il fusto una copertura inferiore del telaio, “a5”, avvitata ad esso attraverso una vite “a6”.

Per preparare la pistola al fuoco occorre, dopo averla rifornita di un caricatore pieno, arretrare il carrello-otturatore afferrandolo per le due manette di presa zigrinate poste tra le due viti esterne. Questo armerà il cane, e al ritorno in batteria del carrello spingerà la prima cartuccia del caricatore in camera di scoppio. Allo sparo non esiste alcun tipo di ritardo meccanico nell'apertura della culatta. Il solo ritardo nell’apertura dell’otturatore è dovuto all’azione combinata dell'inerzia della massa stessa del carrello otturatore, che ha un peso molto maggiore rispetto a quello del proiettile, della resistenza offerta dalla molla di recupero, che estendendosi si oppone al movimento, e dall'azione del cane che nel ritorno alla posizione armata contrasta il movimento dell’otturatore. Il carrello quindi arretra, espelle il bossolo vuoto attraverso l'azione combinata di un estrattore e di un espulsore, entrambi di tipo generico, e arma il cane. Giunto a fine corsa viene richiamato dalla molla di recupero che si è estesa, e nella sua corsa di ritorno provvede a rifornire la camera di scoppio con una nuova cartuccia prelevata dal caricatore.

Prototipo pistola blowback Browning 1896
Il prototipo di pistola blowback del 1897, conservato nel museo dedicato all'opera di John Moses Browning.
(Foto: www.thefirearmblog.com)

Il 24 Luglio 1896 John Moses Browning concesse a Colt la licenza per produrre le sue pistole, per una royalty di 1,00 dollaro per ogni arma venduta. Il progettista accettò inoltre di cedere tutti i suoi successivi progetti riguardanti pistole semiatumatiche a Colt, a patto che l'azienda si assicurasse di richiedere i brevetti a nome del'linventore. La Colt non si dimostrò interessata al brevetto per questo particolare prototipo di pistola, e John Moses Browning la cedette ad un altro costruttore. Ad acquistarla fu una neonata azienda europea produttrice di armi, la FN, acronimo di Fabrique Nationale of Liege, con sede a Herstal nel Belgio. Non è affatto difficile intravedere nei disegni del brevetto, e nel prototipo della pistola, la FN modello 1899, e il successivo modello 1900, in calibro 7,65 Browning. Il modello Browning 1900 di FN fu la prima pistola semiautomatica di grandissimo successo commerciale a livello mondiale, venne prodotta in oltre un milione di esemplari, e probabilmente copiata tre volte tanto. La pistola belga differisce dal prototipo del 1896, per le dimensioni ridotte, giustificate dall’utilizzo di un proiettile di calibro e potenza inferiori, per l'utilizzo di uno scatto a percussore lanciato, e per la molla di recupero che funzionava per compressione anziché per estensione. Fu perfezionata con il brevetto numero 621747 del 21 Marzo 1899, registrato a nome dello stesso Browning.

FN Browning mod. 1900
La FN Browning 1900. Il successo di questa piccola pistola calibro 7,65x17 mm fu tale che per parecchio tempo, in Europa centrale, la parola Browning diventò sinonimo di pistola automatica.
(Foto: en.wikipedia.org)

I fratelli Browning (John e Matthew) incontrarono Hart O. Berg, un dirigente della FN in trasferta in America, nel 1897, durante una sua visita allo stabilimento Colt. Il 7 luglio 1897, fu firmato il contratto. Fabrique Nationale ottenne l'esclusiva per la pistola a chiusura labile progettata da Browning, versando un anticipo di 2000 dollari, che all'epoca erano una somma di tutto rispetto, e una royalty imprecisata su ogni esemplare di pistola venduta. E la pistola vendette veramente parecchio! L'accordo di Browning con FN probabilmente era soddisfacente anche per la Colt, che non poteva certo da sola tenere testa a tutte le invenzioni del prolifico inventore. Per il resto della sua formidabile carriera, Browning collaborò essenzialmente in esclusiva con Colt e FN. FN e Colt diventarono, per così dire, “alleati”, in modo da poter sfruttare al meglio il lavoro di Browning. Browning concesse a FN il diritto di vendere le pistole ricavate dai suoi brevetti in Belgio, in Francia, Germania, Impero Austro-Ungarico e Spagna, con la clausola che l'azienda richiedesse i brevetti a nome dell'inventore in tutti i paesi in cui commercializzava le sue armi. Colt si assicurò i diritti di vendita per gli Stati Uniti, Gran Bretagna, e Irlanda. Tutti gli altri paesi non coperti dall'accordo erano aperti a libera concorrenza tra le due aziende. In base a questo accordo non è raro vedere pistole marchiate Colt e FN praticamente identiche tra di loro; è ad esempio il caso della Colt Pocket Model 1903, che è una versione in scala ridotta della coeva F.N. Browning 1903. Entrambe le pistole furono dei veri e propri campioni di vendita. I termini dell'accordo tra FN e Colt furono ridiscussi nel 1912 a seguito del tentativo di FN di espandersi sul mercato Americano.

Mentre Colt continuava a commercializzare le pistole inventate da Browning con il solo marchio Colt, la FN legò indissolubilmente il proprio nome a quello dell'inventore, utilizzando il nome Browning come un vero e proprio marchio di fabbrica. Ancora oggi molte della armi portatili prodotte dall'azienda belga vengono commercializzare con il marchio “Browning”. Questa parentesi “belga” è piuttosto importante nell'economia della nostra storia, perché essa non termina nel 1911 in America, come sarebbe lecito aspettarsi, ma bensì nel 1913 in Belgio.

BREVETTO US 580926

Il brevetto in questione è stato anch'esso rilasciato il 20 Aprile 1897 e richiesto il 31 Ottobre 1896, esattamente come tutti e tre i brevetti che seguirono il primo. Il prototipo di questa pistola fu in realtà il quinto realizzato da Browning. Prima di costruire questo prototipo l’inventore si dedicò alla pistola che tratteremo nella prossima puntata, quella relativa al brevetto numero 580924, per la quale realizzò due prototipi distinti, più un terzo costruito immediatamente dopo questo, per un totale di 6 prototipi, tutti attualmente conservati nel museo a lui dedicato.

Il telaio della pistola “a” ha un'impugnatura che ospita un caricatore di tipo convenzionale “d” che alimenta le cartucce. La parte superiore del telaio ha una forma tubolare e contiene quasi completamente l'otturatore “c”, il quale protrude dal retro della pistola solamente per mezzo di un pomello godronato “c8”, che è necessario tirare all’indietro per rendere l'arma pronta allo sparo. Il sistema di scatto è a percussore lanciato. Il percussore “l”, caricato da una molla “l1”, ha un piede inferiore che viene agganciato da una leva di scatto “m” e tenuto da essa in posizione arretrata con la molla caricata. A riposo la leva di scatto è saldamente bloccata da una sicura dorsale “o”, che la disimpegna solamente quando la pistola viene correttamente impugnata dall'operatore. Un grilletto “n”, incernierato al fusto, agisce su una staffa ad anello “n1”, che scorre all'interno dell’impugnatura attorno al caricatore. Tale staffa è dotata di due appendici laterali “n4” che hanno la funzione di disconnettore, e impediscono sia lo sparo a raffica che lo sparo ad otturatore parzialmente aperto. A pistola chiusa le appendici “n4” si sistemano all'interno di due nicchie ricavate nella parte inferiore dell'otturatore. In tale posizione, la parte posteriore della staffa del grilletto contrasta contro la leva di scatto, e quando viene premuto il grilletto, la fa ruotare, sganciando il percussore. Non appena in rinculo causato dallo sparo movimenta l'otturatore all’indietro, le due appendici della staffa del grilletto sono costrette ad abbassarsi, liberando la leva di scatto, la quale viene fatta immediatamente risalire da una molla “m2”. Quando l'otturatore viene richiamato in batteria dalla molla di recupero, la leva di scatto aggancia il piede del percussore, e questo rimane armato caricando la sua molla. Quando l'operatore rilascia il dito dal grilletto, la staffa collegata ad esso viene fatta risalire da una molla a lamina “n3”, e le due appendici laterali si sistemano nuovamente all’interno delle due nicchie dell’otturatore. Come negli altri brevetti, la molla a lamina “n3” che carica il grilletto, agisce anche sulla levetta di ritegno del caricatore.

Prototipo Browning Striker Fired 1896
Prototipo Browning Striker Fired 1896
Prototipo Browning Striker Fired 1896
I disegni che accompagnano il brevetto. E’ possibile ingrandire le immagini cliccandovi sopra.

La pistola ha un sistema di chiusura a canna rotante, simile a quello che qualche anno dopo verrà utilizzato sulla Roth-Steyr M1907.

Su una boccola “a5” avvitata al telaio all'altezza della volata sono ricavate due piste a camma, posizionate ai due lati opposti. Queste piste a camma presentano un breve tratto rettilineo, seguito da un tratto inclinato. Calettata alla volata della canna, c’è un'altra boccola “b1” che scorre dentro alla prima, e che monta due perni “b3”, i quali essendo alloggiati all'interno delle camme, inducono il movimento rotatorio alla canna non appena essa trasla all’indietro. La molla di recupero “e” si sviluppa attorno alla canna tra fusto e otturatore. In prossimità della culatta, solidali alla canna ci sono tre alette “b5”, che si innestano in corrispondenti recessi semicircolari “c9” ricavati nel prolungamento dell'otturatore. Sempre fissato alla parte inferiore della culatta, esiste un blocco “b7”, il quale alloggia in una apertura laterale del prolungamento sinistro dell'otturatore. Al momento dello sparo, quando i gas prodotti dalla combustione della polvere spingono il proiettile lungo la canna, e per reazione spingono anche l'otturatore all'indietro, questo trascina con se la canna, che è saldamente bloccata contro di esso dalle alette inserite all'interno dei recessi semicircolari. Per effetto dei perni che scorrono all'interno della camme in volata, la canna, mentre indietreggia assieme all'otturatore, è sottoposta anche ad una rotazione. A causa della rotazione della canna, le alette sulla culatta si svincolano dai recessi semicircolari del prolungamento dell'otturatore. Allo stesso modo, il blocco sotto la canna ruotando si svincola dall'apertura nell'otturatore, entra in contatto con il telaio, ferma il moto retrogrado della canna, e lascia l'otturatore libero di scorrere. Questo blocco impedisce la rotazione contraria della canna, fino a quando l'otturatore non fa ritorno in batteria. Inoltre ingloba una piccola rampa di alimentazione che si allinea all'uscita della cartuccia dal caricatore. Il breve tratto in cui canna e otturatore sono rimasti bloccati assieme risulta sufficiente a permettere la completa uscita del proiettile dalla volata, e di conseguenza la culatta si apre solo dopo il completo smaltimento della pressione dei gas in camera di scoppio. L'otturatore proseguendo la sua corsa all'indietro, espelle il bossolo vuoto raggiunge il fine corsa. Richiamato dalla molla di recupero, l’otturatore fa ritorno verso la batteria, sfila una cartuccia dal caricatore e l spinge verso la canna. Il percussore viene agganciato alla leva di scatto, e la canna, spinta dall'otturatore, avanza, ruota in senso opposto rispetto alla rotazione precedente, e ritorna anch’essa in batteria pronta per un nuovo sparo.

La pistola fu costruita solamente a livello di prototipo, ed è oggi conservata nel museo dedicato a John Moses Browning. Non si può fare a meno di notare, però, come alcune delle idee che ispirarono questo brevetto siano poi state utilizzate in altre pistole ideate dall'inventore mormone. Al di là della sicura dorsale, inglobata in molte sue pistole FN e Colt, non è possibile non notare la somiglianza con la FN Browning modello 1910. La 1910 era un'arma a semplice rinculo, ma come questo prototipo, funzionava a percussore lanciato, e aveva un meccanismo di scatto molto simile. Montava inoltre una molla coassiale alla canna, la canna stessa era bloccata al fusto tramite alette semicircolari, e doveva essere ruotata, in quel caso manualmente, per svincolarla dal fusto ed eseguire lo smontaggio da campo.

Prototipo Browning Striker Fired 1896
Prototipo Browning Striker Fired 1896
La pistola conservata nel museo dedicato alle invenzioni di John Moses Browning.
(Foto: www.thefirearmblog.com)

Alessandro (2017)

Riferimenti:

- Google Brevetti US580923

- Google Brevetti US580925

- Google Brevetti US580926

- www.thefirearmblog.com

- www.germandaggers.com

- www.forgottenweapons.com

- warisboring.com

- Browning first pistol di Robert N. Sears (The American Rifleman Giugno 1975)

- Colt 1911 di Vittorio Balzi (allegato a Diana Armi n.4 Aprile 1987)

- Browning HP 35 la pistola di Salvatore Giuliano di Vittorio Balzi

- Colt 1911 e 1911 A1 di Roberto Allara (editoriale Olimpia)

 


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