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SCHEDE
 
 
 

1911: ALIMENTAZIONE CONTROLLATA
E CARICATORI

Si dice che la pistola M1911, sviluppata da John Moses Browning per conto della Colt, funzioni attraverso il principio dell'alimentazione controllata. Ma in che cosa consiste esattamente?
COME FUNZIONA L’ALIMENTAZIONE
CONTROLLATA DELLA 1911
L’alimentazione controllata si basa sul principio che, nel momento in cui il proiettile abbandona il caricatore, è già sotto il pieno controllo della pistola. Come un oggetto che passa da una mano all'altra, e che non lascia la prima mano, se non dopo che la seconda lo abbia afferrato saldamente. Questa è la maniera in cui ha funzionato la pistola, la M1911 prima e la M1911A1 poi, per parecchi anni, da quando è stata adottata dall'Esercito USA fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Immaginiamo la pistola subito dopo lo sparo, dopo aver espulso il bossolo scarico, con il carrello che rimbalza contro il telaio e sta ritornando verso la batteria. Come la faccia dell’otturatore spinge la cartuccia, questa avanza all’interno delle labbra del caricatore, fino a strisciare sulla rampa di alimentazione del fusto. Le labbra del caricatore hanno un andamento divergente, per cui il proiettile, non solo sale verso l’estrattore mentre avanza, ma è trattenuto con una forza via via sempre minore. In questa maniera il caricatore riesce ad assecondare i movimenti del proiettile, quando sale sulla rampa. A questo punto la cartuccia è trattenuta dal caricatore e in contatto su tre punti, l’otturatore, il proiettile sottostante che spinge verso l’alto, e la rampa del fusto.

Avanzando sulla rampa il proiettile si inclina in alto verso la canna, si appoggia sul bordo superiore dell'invito della canna, mentre la punta tocca la superficie superiore della camera di cartuccia. Si noti che l’invito di ingresso della canna, che molti chiamano rampa, in realtà non è una rampa o una guida. E’ piuttosto una tolleranza, uno spazio libero di manovra per il proiettile. Il proiettile non striscia sulla sua superficie inclinata, al limite potrebbe giusto sfiorarla. Se tutto funziona come dovrebbe l'unica parte che tocca il proiettile è lo spigolo superiore dell'invito, che utilizza come perno di rotazione per entrare in canna.

Quindi la cartuccia inizia a ruotare verso il basso, strisciando con la punta sulla superficie superiore della camera, e utilizzando lo spigolo dell’invito della canna come perno di rotazione. Come la testa del proiettile ruota verso il basso, la sua coda tende a ruotare verso l'alto, ma l'orlo del fondello è ancora trattenuto dalle labbra del caricatore. Le labbra, che in quel punto sono molto aperte, assecondano la rotazione del proiettile verso la canna, e immediatamente lo rilasciano.

La rotazione del proiettile spinge la canna verso il basso per mantenerla a contatto con la culla del fusto. La cartuccia liberata, ruota verso la direzione orizzontale, strisciando contro la faccia dell’otturatore. La distanza tra fondello ed estrattore è minima e tutto si svolge con gradualità. Il caricatore lascia il controllo del proiettile all'estrattore, che lo rallenta e ne ferma gradualmente la salita quando è in posizione orizzontale. Il proiettile sottostante fornisce appoggio e una spinta orizzontale al fondello del bossolo, ma non può interferire oltre, in quanto il carrello lo ha già coperto per oltre la metà, e non gli lascia possibilità di salire ulteriormente. Il proiettile è ormai quasi completamente dentro la camera, è trattenuto dall'estrattore ed è in posizione orizzontale. A questo punto il carrello non può far altro che spingerlo completamente in camera e completare la batteria.

LE MODIFICHE ALLA 1911

Come arma militare le specifiche della 1911 erano ben precise. Durante la seconda guerra mondiale fu fabbricata anche da aziende differenti dalla Colt, e l'Esercito Americano pretese che le specifiche venissero rispettate a tal punto che fosse possibile prendere pezzi a caso provenienti da qualunque pistola, montarli assieme, ed ottenere un'arma completa e perfettamente funzionante. Ovviamente anche il proiettile doveva sottostare alle specifiche militari. Per parecchi anni la pistola funzionò sparando sempre lo stesso identico proiettile. Palla tonda blindata, del peso di 230 grani, lanciata alla velocità di 850 piedi al secondo. Così come era la pistola ha soddisfatto per parecchio tempo anche le esigenze civili, per difesa personale o per servizio di polizia.

Ma ad un certo punto, più o meno quando la vita operativa militare della pistola si avvicinava alla fine, venne richiesto che la pistola potesse essere adattata anche per un uso sportivo. Inoltre, mentre in precedenza era disponibile il solo proiettile di tipo militare, vennero introdotti sul mercato proiettili in calibro .45 ACP differenti per profilo e carica. La pistola ha subito col tempo una serie di modifiche, ma in realtà non cambiò più di tanto. A livello meccanico, non venne modificato quasi nulla. Quello che è cambiato veramente nella pistola, sono stati i caricatori, e con quelli, anche l'alimentazione del proiettile. D'altro canto, è stato proprio il proiettile calibro .45 ACP, quello che ha subito le maggiori trasformazioni.

CARICATORI GI, HYBRID E WADCUTTER

I caricatori per 1911 che si trovano oggi in commercio, differiscono in maniera sostanziale da quelli che equipaggiavano le M1911 e M1911A1 militari. Se i caricatori militari erano di un solo tipo, in quanto dovevano soddisfare le specifiche, i caricatori per uso civile non hanno mai raggiunto uno standard unico. Non appena la pistola diventò una delle più richieste al mondo, numerosi attori affiancarono Colt nella produzione di accessori e di pistole complete. Ognuno aveva le sue quote e specifiche e gli standard non vennero più rispettati. In linea di massima si possono distinguere due differenti step evolutivi dei caricatori. Quelli più vecchi, definiti “GI Magazine”, avevano labbra lunghe e divergenti. I caricatori “Hybrid” vennero introdotti a fine anni ’60 quando apparvero i primi proiettili tipo Hollow Point, ed erano caratterizzati per avere labbra più corte. I caricatori odierni, definiti “Wadcutter” hanno anch'essi labbra corte, ma ad andamento parallelo.

Caricatori System Colt 1911
Questi tre caricatori, nonostante sembrino uguali tra loro sono in realtà molto differenti. Il primo in alto è un caricatore simile a quello militare con labbra lunghe e divergenti, quello al centro ha un design intermedio, con labbra più corte ma sempre aperte. Quello in basso è un moderno caricatore Colt con labbra corte e chiuse. Contiene anche un colpo in più, come si può notare dal foro aggiuntivo.
Alimentazione Caricatori System Colt 1911
In questa sequenza di fotografie si vede la presentazione della cartuccia dei tre caricatori. A sinistra il caricatore tipo militare con labbra lunghe e divergenti (GI magazine), al centro il caricatore degli anni ’70, con le labbra più corte, ma sempre aperte (Hybrid magazine), e a destra il caricatore Colt moderno da 8 colpi, con labbra corte e parallele (Wadcutter magazine). E’ interessante notare il punto di rilascio del proiettile, sia visto dall’alto, ma soprattutto visto da dietro. E’ innegabile che i profili più vecchi rilascino il proiettile molto più in alto e vicino all'estrattore, di quanto non faccia il caricatore moderno.
Molle Caricatori System Colt 1911
Anche la molla e l'elevatore dei caricatori ha notevole importanza nella corretta alimentazione di una pistola tipo 1911. Dal basso vediamo la molla e l'elevatore da 7 colpi, quelli di un caricatore Colt da 8 colpi, del caricatore Mec-Gar, e del caricatore Wilson Combat. Si noti come le molle dei caricatori da 8 colpi abbiano un notevole numero in meno di spire. Inoltre l'elevatore Colt da 8 colpi ha la gamba molto corta che non viene supportata da un adeguato numero di spire, mentre i caricatori Mec Gar e Wilson Combat hanno elevatori che si sviluppano anche dalla parte anteriore e sono supportati completamente.

ANALISI DELL’ALIMENTAZIONE DELLA 1911 CON CARICATORI DIFFERENTI

Per studiare l’alimentazione della pistola ho rimosso dall’arma la molla di recupero, ed utilizzato una piccola mazzetta di plastica per fare avanzare lentamente il carrello durante la fase di alimentazione del proiettile. Nella realtà, tutto avviene velocemente; nel momento in cui il proiettile viene rilasciato dal caricatore, l’inerzia e gli attriti sono molto differenti rispetto a quelli che si hanno quando tutto si muove lentamente. Ritengo comunque che le fasi che vanno dalla spinta del carrello sulla cartuccia, al momento immediatamente precedente al rilascio possano essere, se non proprio veritiere, comunque indicative.

Per questa analisi ho selezionato 4 caricatori differenti tra loro. Due sono vecchi caricatori, recuperati come fondi di magazzino. Uno ha il profilo delle labbra tipo militare, aperte e lunghe, e uno di tipo ibrido, sempre con labbra aperte ma corte. Non si tratta di caricatori originali, ma per scopo didattico vanno più che bene. A questi ho affiancato due moderni caricatori wadcutter, simili ma per certi versi molto differenti tra di loro. Un caricatore Mec Gar e un Wilson Combat 47D, entrambi da 8 colpi.

In particolare, per ogni caricatore utilizzato, ho misurato la larghezza delle labbra alla base (A), la larghezza delle labbra nel punto di rilascio (B), e la lunghezza delle labbra, dalla base al punto di rilascio (C), come specificato nella figura A.

Alimentazione Caricatori System Colt 1911
Come ho misurato le labbra dei caricatori.

Caricatore System Colt 1911

Caricatore tipo GI.
A = 10.1 mm, B = 10.60 mm, C = 15.9 mm

Caricatore System Colt 1911

Caricatore tipo Hybrid.
A = 9.5 mm, B = 10.6 mm, C = 13.5 mm

Caricatori Mec Gar

Caricatore tipo Wadcutter, Mec Gar da 8 colpi.
A = 9.8 mm, B = 9.8 mm, C = 13.5 mm

Caricatore Wilson Combat 47D

Caricatore tipo Wadcutter, Wilson Combat da 8 colpi.
A = 9.7 mm, B = 9.7 mm, C = 12.2 mm

Caricatori System Colt 1911
I quattro caricatori utilizzati per questa analisi

FASE 1: GLI EFFETTI DEL RIEMPIMENTO DEL CARICATORE SULL'ALIMENTAZIONE

Può sembrare una stupidaggine, ma l'alimentazione dei colpi non uguale per tutti i proiettili del caricatore. L'impugnatura della pistola non è verticale, ma inclinata. Le prime pistole semiautomatiche con il caricatore nel calcio, come ad esempio la Borchardt, avevano l'impugnatura verticale, una gran bella semplificazione meccanica, ma pessima a livello di ergonomia. Man mano che si riempie il caricatore, le cartucce più in basso si dispongono come se l'astuccio fosse verticale. Quando il caricatore è pieno, gli orli della prime due cartucce in alto, funzionano da perno, e forzano le punte delle due cartucce in direzione opposta. Si crea una forbice tra le prime due cartucce, che rimangono con i fondelli incastrati l’uno sull’altro e le punte che divergono, una verso l'alto e una verso il basso. Questo effetto forbice tra il primo e il secondo colpo diminuisce man mano che il caricatore si svuota, e sparisce completamente quando nel caricatore rimangono 4 o 5 colpi.

Colt GovernmentAlimentazione Caricatori System Colt 1911

Ecco la disposizione delle due prime cartucce a caricatore pieno, rispettivamente dall'alto a sinistra, GI, Hybrid, Mec Gar e Wilson Combat.

FASE 2: LA PRESENTAZIONE DELLA CARTUCCIA
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911

Il proiettile è a contatto con la faccia dell’otturatore, che inizia a spingerlo in avanti. Di tutte queste serie di fotografie, quella da prendere sempre come riferimento è la prima, quella riferita al “GI magazine”. Come ho già specificato, non si tratta di un vero caricatore militare, ma è abbastanza simile. Di meglio non ho trovato; questi caricatori non li fanno più, e i veri caricatori militari se li fanno pagare uno sproposito.

FASE 3: L’IMPATTO SULLA RAMPA
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911

La prima cartuccia, quando viene trascinata dall'otturatore, fa resistenza, e scatta verso il basso, appoggiandosi sopra al proiettile sottostante e puntando verso la rampa di alimentazione. La punta della cartuccia scivola per un brevissimo tratto sulla rampa e si raddrizza ritornando in posizione sulle labbra. Il movimento è piuttosto fluido il proiettile offre poca resistenza contro la rampa. Questo fenomeno di riduce man mano che il caricatore si scarica. Quando rimangono 4 o 5 colpi nel caricatore, il proiettile si limita a scorrere lungo le labbra senza abbassarsi. Si noti come le labbra del caricatore Mec Gar pur avendo un andamento parallelo, puntino leggermente verso l’alto, mentre quelle del caricatore Wilson Combat sono parallele al bordo del fusto.

Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911

Il bordo della rampa del fusto costringe il proiettile ad inclinarsi per salire verso la camera. Le labbra divergenti assecondano questa rotazione e il proiettile sale gradualmente in canna con un movimento fluido, tanto che neppure ci si accorge che il proiettile ha contattato la rampa.

I caricatori wadcutter, Mec Gar e Wilson Combat fanno impattare il proiettile più in basso, ed in virtù delle labbra più chiuse, contrastano la rotazione della cartuccia verso l’alto. Affinché la punta ruoti verso l’alto, il fondello deve necessariamente ruotare verso il basso, e forzare la cartuccia sottostante ad abbassarsi. Questa si oppone, in quanto spinta verso l’alto dalla molla dell’elevatore. Il perno di rotazione della cartuccia è il punto in cui terminano le labbra del caricatore. In questo punto il contatto del proiettile sulla rampa è molto forte, e per proseguire occorre colpire il carrello da dietro.

Il proiettile non scivola sull'invito della canna. Potrebbe sembrare così, ma la canna è trattenuta verso il basso contro la sua culla nel telaio. Se il proiettile si appoggiasse sulla superficie inclinata dell’invito, la componente orizzontale della sua spinta spingerebbe in avanti la canna, che per effetto della biella, salirebbe anche verso l’alto, appoggiandosi alla superficie superiore del carrello. Ma questo non avviene, lo si capisce osservando l'ombra della finestra di espulsione sulla camera di cartuccia.

FASE 4: IL PUNTO DI RILASCIO
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911

Queste fotografie immortalano il punto di massima escursione del proiettile sulle labbra del caricatore, mentre sta per essere rilasciato. Il caricatore più vecchio, esegue un’alimentazione controllata. La punta tocca la parete interna superiore della camera, mentre sotto, il bossolo è a contatto con la sommità dell'invito di cartuccia della canna. Il proiettile sta invertendo la rotazione per entrare in camera.

Con il caricatore Hybrid, il proiettile è molto meno dentro alla camera, e il carrello è ovviamente più arretrato. Si prenda la scritta sulla camera di cartuccia come riferimento. La punta è a contatto con lo spigolo dell'invito della canna, ma ancora non tocca la superficie superiore interna della camera.

I caricatori wadcutter si comportano in maniera differente rispetto ai vecchi caricatori. In precedenza ho scritto che le labbra strette si oppongono alla salita del proiettile, che è costretto a premere contro il colpo sottostante per salire. Il bordo dell'orlatura funziona come un perno elastico, caricato dalla molla dell'elevatore. Non appena si rompe l'equilibrio, il proiettile scatta con la punta verso l'alto, e colpisce direttamente l'interno della camera all'altezza del Barrel Hood.

Con il caricatore Mec Gar il proiettile è nella stessa identica posizione del caricatore Hybrid, al momento del rilascio; l’angolazione della fotografia è leggermente differente, quindi si prenda come riferimento la scritta sulla camera di cartuccia. In ogni caso si nota che il proiettile è salito con un'inclinazione maggiore e ha colpito la parete interna superiore della camera.

Per quanto riguarda il caricatore Wilson Combat, come il proiettile impatta contro la parte interna del Barrel Hood avviene il rilascio. La sua punta arriva a malapena ad annusare l'aria della camera di cartuccia. Notate la scritta della camera di cartuccia; la “C” di Colt si intravede appena.

In tutti e 4 i casi, osservando l'ombra tra la finestra d'espulsione e la culatta, si capisce come la canna sia ancora spinta in basso per restare a contatto con la culla del telaio. Ma la dinamica è molto differente. Nei primi due casi la canna rimane bassa perché il proiettile si appoggia in basso contro la camera. Con i caricatori nuovi, il proiettile spinge contro la superficie interna superiore della camera all'altezza del barrel hood. Siccome la canna è incernierata alla biella, posizionata in basso più avanti, questa spinta verso l'alto, per effetto della leva che si viene a crerare, si traduce in una spinta verso il basso per il resto della canna.

Si noti pure come l'angolo della cartuccia sia molto differente rispetto all'angolo dell'invito della canna, visibile nella fotografia iniziale di questa sequenza. Appare ovvio che il proiettile non possa affatto utlizzare questo invito come una rampa per scivolare in canna.

Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911

Ora l'immagine passa dietro. Si noti la distanza tra l'estrattore e il bordo del fondello in tutti e quattro i casi. Con il caricatore militare in questo esatto istante il proiettile sta già ruotando con la punta verso la canna, il rilascio del fondello va ad accompagnare questa rotazione. L'inserimento del fondello sotto l’estrattore è guidato, anche in virtù della loro distanza reciproca, che è minima.

Ancora una volta il caricatore ibrido e il Mec Gar sembrerebbero rilasciare il colpo nel medesimo istante, un po’ prima rispetto al caricatore vecchio tipo, ma non così presto come il Wilson Combat. Si possono prendere come riferimento i segni sulla faccia dell'otturatore e lo spigolo della nervatura d'alimentazione.

Il caricatore Wilson Combat è decisamente quello che rilascia il proiettile più lontano dall’estrattore. Oltre alla distanza tra fondello ed estrattore, un altro punto critico è la posizione del carrello. Il carrello è più indietro, e al momento del rilascio non può tenere sufficientemente a bada la spinta verso l'alto del proiettile sottostante, il quale ha anche un’escursione maggiore rispetto agli altri casi.

FASE 5: L’ENTRATA IN CAMERA
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911
Alimentazione Caricatori System Colt 1911Alimentazione Caricatori System Colt 1911

Durante lo sparo il carrello si muove velocemente, e l'attrito del proiettile sulla faccia dell'otturatore ne rallenta la salita verso l'alto. A questo proposito va detto che la faccia dell’otturatore non è perfettamente verticale, ma è leggermente inclinata in avanti, per cui mantiene il contatto. C’è da supporre che nel momento in cui il proiettile si inserisce sotto l’estrattore, in realtà il carrello sia in posizione più avanzata, e il proiettile stesso sia più all’interno della camera, rispetto alle fotografie che ho fatto. Sono comunque abbastanza significative per valutare lo sforzo a cui è sottoposto l’estrattore per trattenere il proiettile.

La fotografia di riferimento è come al solito la prima; il carrello a questo punto ha già coperto buona parte del caricatore, per cui la cartuccia sottostante viene tenuta sotto controllo e non può disturbare la salita del proiettile alimentato, il quale raggiunge una posizione perfettamente orizzontale.

I caricatori Hybrid e Mac Gar hanno all’incirca il medesimo punto di rilascio, per cui ci si aspetterebbe un comportamento simile. Invece il caricatore Mec Gar sembra applicare una spinta meno traumatica per l’estrattore rispetto a quello ibrido. Si noti come entrambi i proiettili non sembrino perfettamente orizzontali, ma leggermente inclinati con il fondello verso l'alto. L'estrattore è sottoposto ad uno sforzo maggiore. In ogni caso il proiettile sembra meno inclinato nella terza fotografia rispetto alla seconda. La differenza, in questo caso, sta nella molla del caricatore da 8 colpi, che ha molte meno spire rispetto a quella del caricatore da 7 colpi, e quindi spinge con meno forza il proiettile verso l'alto.

Il proiettile maggiormante inclinato sembra essere proprio quello alimentato del caricatore Wilso Combat. Eppure la sua molla è quella che ha meno spire, ed è quella che offre meno spinta. L’escursione tra il proiettile e l’estrattore è maggiore, mentre il carrello è in una posizione meno avanzata e copre di meno la cartuccia sottostante, che è in grado quindi di applicare un vettore di spinta maggiore.

CONCLUSIONI

Con i nuovi caricatori non è più la pistola a decidere il rilascio del proiettile, ma è piuttosto il caricatore stesso a stabiire la tempistica dell'evento. Quando il proiettile non viene accompagnato, ma gettato da un punto a quello successivo, ciò che viene messo in crisi sono l'affidabilità e la durata.

L'alimentazione controllata era stata studiata per alimentare solo il tipo di proiettile militare hardball da 230 grani. Il nuovo tipo di alimentazione permette di utilizzare cartucce di natura differente rispetto ai comuni proiettili militari Hardball. Non tanto sulle pistole con specifiche militari, ma soprattutto su pistole con tolleranze più strette, maggiormente adatte all'utilizzo sportivo. Va detto che le unità speciali del corpo dei Marines attualmente hanno in dotazione nuovi modelli di pistole tipo 1911 in calibro .45 ACP, costruite con specifiche match, ed equipaggiate di caricatori Wilson Cambat. Per cui anche i nuovi modelli sono da considerarsi adatti al servizio in un moderno esercito.

Con i vecchi caricatori la cartuccia alimentata percorreva una traiettoria ad "S" molto fluida e graduale. Il proiettile strisciava sulla rampa, saliva in camera, quindi si raddrizzava ed entrava. Con i nuovi caricatori la traiettoria è piuttosto simile ad una "Z", angolata e brusca. Il proiettile colpisce la rampa, scatta con la punta verso l'alto, quindi il caricatore lo sgancia subito da dietro e lo fa scattare in orizzontale. Tutto questo avviene quando il carrello è ancora molto aperto, e la molla di recupero ha abbastanza spinta per chiudere comunque la batteria, a prescindere che il proiettile abbia assunto la posizione corretta o meno.

I nuovi caricatori rilasciano la cartuccia in anticipo, per evitare che un proiettile più corto salga verso la canna con un angolo troppo ripido impedendo alla pistola di chiudere in batteria. La presentazione bassa, e le labbra parallele, assicurano che il proiettile impatti sempre sulla rampa del fusto, in modo da farlo scattare verso la verticale, bypassando completamente l'invito della canna. Se il proiettile colpisse l'invito della canna in fase di alimentaizone, la solleverebbe verso la chiusura in anticipo provocando un inceppamento. Questa impostazione è particolarmente efficace con tutti i profili di proiettile, ma viene interpretata in maniera differente dai diversi costruttori. Il caricatore Wilson Combat è il più estremo, con le sue labbra molto corte e basse. Secondo molteplici testimonianze, risulta essere molto efficace e garantisce la massima possibilità di funzionamento. Per i pochi che non lo sapessero, il Wilson Magazine 47D è considerato un caricatore leggendario, in grado di risolvere la maggior parte dei problemi di alimentazione. Questo è possibile eliminando del tutto l'alimentazione controllata. L'alimentazione è brusca e la cartuccia non è affatto guidata sotto l'estrattore. Ma funziona molto bene. Il prezzo da pagare è probabilmente una maggiore sofferenza dell'estrattore, ma difficilmente vedrete una pistola tipo 1911 incepparsi quando utilizza questo caricatore. Il caricatore Mec Gar, invece, con le labbra più lunghe e una presentazione più alta, esegue un'alimentazione più giudata, maggiormente rispettosa dell'estrattore. Probabilmente non garantisce lo stesso grado di successo con tutte le pistole, sempre ammesso che ciò che si legge su internet sia vero. La differenza tra i due non è drammatica, meno di 1,5 mm, per quanto riguarda la lunghezza delle labbra, ma sono abbastanza da modificare profondamente il comportamento della pistola in fase di alimentazione.

I moderni caricatori di impostazione “wadcutter” sono stati studiati appositamente per utilizzare cartucce semiwadcutter con profilo molto spinto, in piombo, con peso di 200 grani o anche meno, e velocità alla bocca di non oltre 700 piedi al secondo. Minore velocità e minore peso della cartuccia significano anche meno rinculo. E meno rinculo significa minore velocità del carrello. Per questo motivo si è potuto ridurre il numero di spire della molla del caricatore, in maniera che la spinta verso l'alto della cartuccia risultasse meno problematica, per un tipo di alimentazione poco, o per nulla, guidata. Per lo stesso motivo, sulla quasi totalità dei caricatori moderni, è sparita quella piccola fossetta sull'elevatore, che serviva a dare una spinta supplementare verso l'alto all'ultimo proiettile del caricatore. Oggi questo tipo di caricatore è stato adattato per un utilizzo più generalizzato, ma la sua impostazione è stata studiata appositamente per quel tipo di proiettile, e paradossalmente, potrebbe dare qualche problema proprio con cartucce a piena potenza da 230 grani.

Per avere una corretta e affidabile alimentazione, con i caricatori tipo wadcutter, due punti assumono una maggiore importanza, rispetto alle vecchie pistole; si tratta dell’estrattore e della rampa sul fusto.

L'estrattore sembra essere diventato il punto debole della pistola. Browning amava lasciare un certo margine di sicurezza nel funzionamento delle sue armi. Il margine di sicurezza nel funzionamento dell’estrattore è stato molto ridotto. E’ quindi assolutamente necessario che l’estrattore si messo a punto al meglio. Occorre verificare che abbia una giusta tenuta sulla cartuccia e un corretto dimensionamento. Eventualmente potrebbe essere necessario apportare qualche correzione. La cosa subdola è che nonostante la pistola sembri funzionare correttamente, a lungo andae potrebbe comunque danneggiare l'estrattore, fino a quando, improvvisamente, smette di funzionare.

Per quanto riguarda la rampa di alimentazione, le labbra del caricatore divergenti accompagnavano e assecondavano la cartuccia durante la sua salita verso la camera. Questo lasciava un più ampio margine di possibilità di funzionamento per quelle pistole che avevano una rampa di alimentazione leggermente fuori specifica. Si tratta di un altro margine di sicurezza del progetto originario che è stato ridotto al limite.

I nuovi caricatori, alimentano la cartuccia più bassa, verso la rampa di alimentazione, e la trattengono con forza, contrastando la sua attitudine a ruotare verso l'alto. L'angolo della rampa deve essere di 31 gradi, con una tolleranza di più o meno mezzo grado, mentre la distanza con l'invito della canna deve essere almeno di 1/32 di pollice. Sono entrambi diventati fattori critici nel funzionamento della pistola, mentre con i vecchi caricatori c’era una maggiore tolleranza. Un angolo troppo ripido e la cartuccia potrebbe bloccarsi sulla rampa. Un angolo troppo lieve, e la cartuccia potrebbe impattare sull’invito della canna, provocando un inceppamento.

A proposito di angoli corretti. La faccia dell'otturatore non è verticale, ma deve avere un angolo negativo. E' veramente piccolo, ma esiste. D'altro canto quando è in batteria anche la canna non è orizzontale, ma punta verso il basso. La leggera inclinazione della faccia dell'otturatore assicura il contatto e la spinta costante contro il fondello del proiettile in fase di alimentazione.

Modificare queste zone critiche potrebbe portare a malfunzionamenti della pistola. Il più delle volte i malfunzionamenti non sono causati da una cattiva costruzione dell’arma, ma da una lucidatura impropria delle superfici interne da parte del proprietario. Molti consigliano di lucidare questo e quello all’interno della pistola, per farla funzionare meglio. E tanti seguono questi consigli, che arrivano in genere da persone che non hanno la minima idea di come funzioni realmente la pistola. Sono le corrette dimensioni all’interno delle specifiche che fanno funzionare bene l’arma. Le superfici lisce e tirate sono belle da vedere, ma ricoprono solo un aspetto secondario. Se la pistola funziona bene, una lucidatura fatta senza criterio può rovinarla, mentre se non funziona bene, quasi mai risolve il problema, se non per una pura casualità.

Alessandro (2017)


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