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1911 IERI E OGGI

COME E PERCHE' E' CAMBIATA LA FISIONOMIA DELLE PISTOLE SYSTEM COLT 1911
Ancora oggi, dopo oltre 100 anni dalla sua nascita, la 1911 gode di una popolarità che non accenna a diminuire. La pistola ha dovuto necessariamente subire degli aggiornamenti tecnologici per rimanere al passo con i tempi, vediamo quali sono, e perché sono stati introdotti.

In questo articolo, che non ha certo la pretesa di essere completamente esaustivo dell'intero universo 1911, vorrei illustrarvi le principali differenze tra le 1911 di ieri, e quelle di oggi. Per comprendere le differenze tra pistole di nuova e vecchia concezione, analizzerò tre modelli differenti di pistole tipo 1911 in calibro .45 ACP, di mia proprietà; una riedizione di produzione recente di Colt Mk IV Series 70, la quale rappresenta l’archetipo di 1911 del passato, una STI Spartan (in realtà prodotta dalla Armscor nelle Filippine con molte parti STI), una pistola moderna ma con catena di scatto tipo Serie 70, e una Colt XSE Combat Elite, appartenente alla Serie 80.

Colt Government
Le tre pistole oggetto del confronto; Colt Series 70, STI Spartan e Colt Combat Elite.

Colt Government
Colt Government

Colt Government

Le tre pistole in smontaggio da campo. In alto la Colt Government Series 70, al centro la Colt Combat Elite, e in basso la STI Spartan.

SERIES 70 vs SERIES 80

Capita molto spesso, leggendo articoli sulla Old Reliable di imbattersi nei termini "Serie 70" e "Serie 80". Nella pratica dei fatti, gli americani dividono le pistole tipo 1911 in due grandi categorie; quelle con catena di scatto originale, prive di sicura automatica al percussore, vengono definite "Serie 70", mentre con "Serie 80" si identificano le 1911 con sicura automatica al percussore. Tutto lì, niente di più e niente di meno.

Tuttavia alcuni pignoli si sentono in dovere di specificare che le differenze tra una Colt Serie '70 e una Serie '80 non si limitano alla presenza della sicura automatica, ma vanno ben oltre. In realtà la divisione è una convenzione del tutto informale, per cui non c'è affatto bisogno di entrare nei dettagli, è semplicemente un modo di dire. “Series 70”, e “Series 80” sono marchi commerciali di Colt, così come “M1911”, “M1911A1” e “Government”, e non andrebbero mai utilizzati per identificare pistole differenti da quelle prodotte da Colt. Ma in qualche modo bisogna spiegarsi, e quindi si semplifica.

La "Colt Mk IV Series 80", prodotta a partire dal 1983, fino al 1992, fu la prima Colt Government a montare la sicura automatica al percussore, mentre il modello precedente, la “Colt Mk IV Series 70”, prodotta a partire dal 1970 fino al 1983 fu l'ultima Colt a non averla. Di conseguenza è del tutto logico pensare che per alcuni anni, coloro che desiderassero acquistare una Colt Government nuova, avrebbero trovato in armeria sia il modello vecchio che quello nuovo, e che quindi avrebbero potuto scegliere tra Serie 70 e Serie 80.

Come se non bastasse, l'introduzione della sicura automatica all'interno delle Colt tipo 1911 non fu mai del tutto metabolizzata dal pubblico statunitense, per cui, anche dopo l'uscita del nuovo modello, le Colt Serie 70 rimasero molto richieste per parecchi anni. Ecco il motivo per cui ancora oggi le 1911 si distinguono in serie 70 e serie 80.

COLT MK IV SERIES 70 E SERIES 80

Fino al 1970, anno in cui fu lanciata sul mercato la Serie 70, le Colt Government, le versioni civili della 1911-A1 con canna da 5 pollici, erano essenzialmente costruite su specifiche militari. Erano da tempo disponibili modelli da tiro, con particolari leggermente differenti, ma per il resto le Government erano delle 1911 e 1911-A1 costruite con materiali migliori, e rifinite con maggiore cura. Con la “Colt Mk IV Series 70 Government model”, Colt introdusse per la prima volta una vera e propria modifica sostanziale al progetto della pistola.

Colt Government Series 70
La Colt Mk IV Series 70 Government model ricalca nell’estetica una comune M1911-A1. Differisce solo per la presenza del Collet Bushing.

La nuova pistola montava un particolare tipo di “Barrel Bushing”, la boccola di centraggio della canna in volata. La nuova boccola era dotata di 4 appendici elastiche lungo il suo perimetro interno, le quali avevano il compito fermare la canna con maggior decisione e precisione rispetto alle boccole piene, senza un significativo aumento dei costi. Sebbene funzionasse in maniera egregia, introduceva un elemento di maggiore fragilità, rispetto alla boccola piena, e dopo un po' di anni fu abbandonata. Anche perché lo sviluppo tecnologico delle lavorazioni, ad un certo punto ha permesso di migliorare tolleranze costruttive, per cui non si sentì più il bisogno di continuare ad utilizzare la boccola elastica. Resistette abbastanza da essere montata sui primi esemplari di Colt Series 80, che per questo motivo risultavano essere meccanicamente identici al modello precedente, sicura automatica a parte. Il Collet Bushing funzionava in accoppiamento con una canna che aveva l'ultimo tratto verso la volata di diametro leggermente maggiorato. Caratteristica che rimase anche dopo l'abbandono della boccola elastica, fino ai giorni nostri.

Collet Bushing
La Colt Series 70 originale era caratterizzata dalla presenza del Collet Bushing in sostituzione di quello classico pieno. Le 4 appendici elastiche si stringevano attorno alla canna, migliorandone il centraggio e il riposizionamento colpo dopo colpo.

Per il resto la pistola ricalcava una comune 1911-A1 anche nell'estetica. Montava della guancette in legno con medaglione dorato al centro, e i marchi impressi sul carrello erano molto eleganti. A mio avviso si tratta ancora oggi della più bella Colt Government mai prodotta. La successiva Colt Mk IV Series 80, montava per la prima volta una sicura automatica al percussore azionata dalla catena di scatto. Negli anni '30 Colt tentò di introdurre una sicura al percussore azionata dalla sicura dorsale, (brevetto di Willian Swartz del 1939), ma fu abbandonata molto presto.

Colt Government Series 80
La Colt Mk IV Series 80 è identica alla Series 70, a parte l’aggiunta della sicura automatica al percussore.
Colt Government
Il funzionamento della sicura automatica al percussore.

La modifica della discordia consiste in un piccolo pistone caricato da una molla, inserito nel carrello, e comandato da due levette posizionate all'interno del fusto. A riposo il pistone blocca il percussore, che è impossibilitato a muoversi. Durante la precorsa il grilletto solleva la prima delle leve, la quale trasmette il movimento alla seconda che a sua volta preme sul pistoncino nel carrello. Il pistone, alzandosi, libera il percussore, che spinto dal cane, può colpire l'innesco della cartuccia in camera. La molla che carica il pistoncino ha una forza di pochi grammi, e in generale, non ci si accorge neppure della differenza, soprattutto su una pistola di serie. Tant’è agli Americani non piaceva, e a molti di loro non piace ancora adesso.

Colt Government
Le piccole parti che hanno subito modifiche per lasciare spazio al cilindro della sicura automatica.
L’estrattore e il percussore, rispettivamente quelli della Serie 80 in alto e quelli della Serie 70 in basso, e la piastrina posteriore, per la quale la versione Serie 80 è a destra, e la Serie 70 a sinistra.
Colt Government
I due carrelli a confronto. Si noti il differente taglio inferiore della piastrina blocca percussore nella Serie 80, necessario a lasciare spazio di manovra per la leva che disattiva la sicura.

LE ALTRE MODIFICHE ALLA PISTOLA 1911

Fu solo a partire dal 1992 con la Enchanced Model (modello migliorato) che Colt allineò la sua produzione di pistole tipo 1911 alle nuove richieste dei tiratori. Le “nuove” Colt, così come le successive XS e XSE, montavano di serie alcuni accorgimenti che i proprietari delle vecchie pistole facevano realizzare dai vari GunSmith, o li realizzavano loro stessi. Il mercato di pezzi di ricambio per le pistole tipo 1911 iniziava in quegli anni ad essere molto fiorente, e Colt decise di accontentare il pubblico, producendo pistole che già di serie uscivano con queste modifiche. Non andò molto bene, come sappiamo; la nuova pistola non funzionò a livello commerciale, e a Colt ci volle parecchio tempo per recuperare parte del mercato delle 1911 perso. Ma gli ammodernamenti rimasero, anzi, col tempo la pistola venne ulteriormente aggiornata. Ma da dove nascono queste modifiche al progetto originale 1911 e perché con il tempo sono diventate uno standard?

Colt Government
A partire dalla Enchanced Model, il fusto della Government fu modificato sotto al ponticello per renderlo più anatomico.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli uomini statunitensi si ritrovarono due cose in abbondanza; tempo libero e pistole. Pistole 1911 soprattutto, eccedenze da dismettere che l’esercito americano immise anche sul mercato civile. In breve tempo i club di tiro si estesero in buona parte del paese. Nacquero così le competizioni di tiro per pistola denominate BullsEye che si tenevano ogni anno a Camp Perry. I tiratori dell’epoca facevano elaborare le loro pistole sulle specifiche National Match, stringendo le tolleranze per renderle più precise, e modificando alcuni particolari per farle funzionare al meglio sulle linee di tiro.

Più tardi iniziarono a prendere piede le nuove tecniche di tiro operativo insegnate dal Colonnello Jeff Cooper. Le tecniche sviluppate da Cooper modificarono profondamente il ruolo dell'arma corta nelle esigenze di servizio, soprattutto gli impieghi di polizia, e dei reparti speciali. Queste nuove tecniche iniziarono ad interessare ovviamente anche i civili, e da lì a poco ispirarono nuove discipline sportive, che si rifacevano al tiro tattico operativo. Gli aggiornamenti da gara della 1911 furono così adattati anche agli sport dinamici, per ottenere una pistola più vicina alle esigenze dei nuovi utilizzatori di armi. In seguito diventarono una standard anche per le armi da difesa e combattimento. Per effetto di queste modifiche, la 1911 diventò con il tempo la pistola semiautomatica più richiesta sul mercato civile americano, e sopravvisse alla sfida del tempo, per arrivare fino ai giorni nostri. Un rinnovamento che ha reso immortale la pistola, ma che ha avuto qualche effetto collaterale.

Colt Government

La pistola iniziò a perdere quell’aura di totale affidabilità che l’aveva fino ad allora contraddistinta, facendosi la discutibile fama di arma un po’ “rognosa”, incline agli inceppamenti e a rotture di piccole parti. Questo successe per diversi motivi. La crescente richiesta e fama della pistola incoraggiò diverse aziende di tutto il mondo a produrre accessori e pistole complete basate sulla 1911. Non dovendo sottostare alle specifiche militari, ognuna di queste terze parti introdusse le proprie varianti. Inoltre, come è logico pensare, le modifiche alla pistola non arrivarono dall’oggi al domani. Ci fu una certa discussione tra gli addetti del settore. Ognuno procedeva per tentativi, e proponeva le proprie “miracolose” ricette. Le riviste specializzate si riempirono di articoli e rubriche dedicate al gunsmithing, molti iniziarono a scrivere libri sull’argomento, tanto che ancora oggi, in rete pagine e video sulle modifiche alla 1911 si sprecano. Questo ha indotto a credere che una certa dose di modifiche di personalizzazione fosse assolutamente necessaria, per far funzionare al meglio la propria 1911. Ai produttori di pistole e accessori, si aggiunsero quindi gli artisti del Dremel. Un sacco di gente era ansiosa di dimostrare di essere più intelligente di John Moses Browning, e questo ebbe ripercussioni negative sulla fama dell'arma.

Quando si parla genericamente di 1911, ancora oggi molti hanno in mente una singola pistola, mentre in realtà si deve intendere una moltitudine di pistole differenti, tutte molto simili tra di loro, ma mai perfettamente identiche. Le varianti sono praticamene infinite, e può capitare che ogni tanto qualche pistola non funzioni come dovrebbe. Oggi la pistola ha la fama di essere inaffidabile, o comunque di non essere completamente affidabile, ma in realtà non è affatto così. I rari malfunzionamenti non sono dovuti ad inaffidabilità, ma semplicemente a statistica. Successe una cosa analoga anni fa alla Beretta M9, quando l'esercito americano acquistò i caricatori da un produttore esterno, e le pistole si bloccarono con la sabbia del deserto. E a Glock, che si trovò a dover fronteggiare alcuni malfunzionamenti del modello 17 Gen4 per averlo immesso sul mercato troppo in fretta. Cosa pensate che possa succedere a queste moderne pistole, considerate il massimo in fatto di affidabilità, se tutti quanti decidessero di apportare modifiche a questo e quel particolare?

IL CARICATORE, L’INVITO DI CAMERA E L’ESTRATTORE

L'alimentazione della pistola dovette essere modificata per utilizzare senza problemi proiettili dal profilo semi wadcutter, i preferiti dai tiratori Bullseye. Non solo per evitare inceppamenti, ma anche per preservare l'incolumità della palla, che ha la caratteristica di avere la spalla cilindrica e netta allo scopo di bucare meglio la carta. Il proiettile più corto si inseriva all’interno della camera in ritardo, rispetto ad un comune proiettile militare Hardball, quando la faccia dell’otturatore, che lo spingeva, era in posizione più avanzata. Questo faceva salire la cartuccia con un angolo maggiore, e anziché scivolare in canna sulla rampa del fusto, colpiva lo stretto invito della canna. Questo poteva rovinare la palla. In molti casi il proiettile arrivava anche a far inceppare la pistola. Il contatto con il proiettile spingeva la canna in avanti, e se la canna si muove in avanti, si muove anche verso l'alto, e se si muove in alto in anticipo, rispetto al ciclo di alimentazione, può provocare un inceppamento. L'inceppamento rovinava oltre alla palla anche il bossolo.

Fu così modificato l’invito di alimentazione dell’imbocco della canna, rendendolo più profondo e più largo, assumendo una forma simile a quella di un imbuto. Molti chiamano questo invito "rampa della canna", ma in realtà non è una rampa, ma è piuttosto uno spazio di manovra, una tolleranza, per concedere libertà di movimento al proiettile in fase di alimentazione. Se tutto funziona come dovrebbe, il proiettile non scivola sulla superficie dell'invito della canna, ma semplicemente si appoggia sopra al suo spigolo superiore. Il proiettile con la palla più larga e corta aveva più libertà di entrare in canna senza collisioni con un invito più largo. Il prezzo da pagare per questa modifica fu una parziale perdita di tenuta della camera in prossimità del fondello del bossolo, che rimaneva leggermente scoperto. Siccome in quel punto il bossolo è più robusto, non fu un grosso problema.

Colt Government
A sinistra una canna con invito allargato, a destra l’invito originale, più stretto.

Questo non fu sufficiente, per cui si accorciarono le labbra del caricatore per rilasciare in anticipo il proiettile. La cartuccia, nel momento in cui viene rilasciata dal caricatore, si raddrizza in orizzontale, ma con i caricatori militari il rilascio avviene troppo tardi per alimentare con sufficiente affidabilità i proiettili SWC. Inizialmente erano gli armaioli a modificare i caricatori commerciali per sintonizzare l’esatto punto di rilascio. Le cartucce da tiro non si trovavano in commercio, la palle venivano fuse e i bossoli ricaricati dagli agonisti. Quando sul mercato apparvero le prime cartucce JHP da 185 grani, negli anni '60, Colt brevettò e iniziò a produrre caricatori adatti ad alimentarle, prendendo spunto da quelli modificati dagli armaioli. Le nuove cartucce JHP erano più efficienti, per difesa personale, rispetto alle Hardball, ma le pistole non le alimentavano bene. I nuovi caricatori Colt avevano labbra divergenti, come quelli militari, ma più corte, come quelle da gara, per sincronizzare il rilascio delle nuove cartucce. Funzionavano bene anche con le Hardball e le SWC, e Colt li mantenne in produzione per parecchio tempo, come caricatore standard per le sue pistole tipo 1911. In seguito, aziende terze, introdussero caricatori con labbra più strette e parallele, per alimentare altri profili di proiettile che via via venivano rilasciati sul mercato. Questi caricatori sono diventati lo standard attuale, a cui anche Colt si adeguò. Oggi la quasi totalità dei caricatori in commercio ha labbra strette a parallele, anche se il loro profilo differisce leggermente da produttore a produttore. Questa impostazione di fatto supera il concetto di “alimentazione controllata”, in quanto la cartuccia non viene più accompagnata gradualmente in camera e sotto l’estrattore.

Colt Government
Questi tre caricatori, sebbene a prima vista sembrino simili tra loro sono in realtà molto differenti. Il primo in alto è un caricatore tipo militare con labbra lunghe e divergenti, quello al centro ha il design intermedio, con labbra corte e divergenti, mentre quello in basso è un moderno caricatore Colt con labbra corte e parallele. Contiene anche un colpo in più, come si può notare dal foro aggiuntivo.
GI, Hybrid and Wadcutter Magazines
In questa sequenza di fotografie si vede la presentazione della cartuccia dei tre caricatori. A sinistra il caricatore tipo militare con labbra lunghe e divergenti (GI magazine), al centro il caricatore degli anni ’70, con le labbra più corte (Hybrid magazine), e a destra il caricatore Colt moderno da 8 colpi, con labbra corte e parallele (Wadcutter magazine). E’ interessante notare il punto di rilascio del proiettile, sia visto dall’alto, ma soprattutto visto da dietro. E’ innegabile che i profili più vecchi rilascino il proiettile molto più in alto, di quanto non faccia il caricatore moderno.
Colt Government
Quattro caricatori moderni; da sinistra, Colt, Wilson Combat, Novak e Mec-Gar, tutti da 8 colpi e con labbra corte e parallele. Le dimensioni sono leggermente differenti, non esiste un vero e proprio standard.

Con i nuovi caricatori il lavoro dell’estrattore è diventato più gravoso. Si tratta dell’elemento che subisce le maggiori sollecitazioni con questa nuova impostazione di alimentazione. Per facilitare l’inserimento del bordo del bossolo sotto l’estrattore, la parte inferiore interna dell’unghia estrattrice venne smussata leggermente. E’ una piccola modifica, quasi invisibile, ma molto importante, in quanto al momento del rilascio del proiettile, con i moderni caricatori a labbra corte e chiuse, la gola del bossolo è più lontana dall’unghia dell’estrattore, e anche ancora molto fuori dalla camera. Di fatto i nuovi caricatori si limitano a buttare in alto il proiettile, sperando che l'estrattore sia disposto a fare gli straordinari. Di tanto in tanto capita un estrattore che lavora al minimo sindacale, e bisogna incentivarlo un po'. Operazione banale, che tuttavia può mettere in crisi i meno esperti, e far perdere fiducia nella pistola. Si tratta di uno degli elementi delle 1911 moderne, a cui prestare le maggiori attenzioni. Se ben dimensionato e portato alla giusta tensione, l'affidabilità diventa totale.

Estrattore
Le modifiche all’estrattore migliorano l’affidabilità delle nuove pistole.
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