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1911: FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Nessun particolare all’interno della pistola Colt 1911 è casuale, tutti i pezzi hanno una funzione ben specifica, e spesso più di una. Una serie di caratteristiche e curiosità sulla pistola progettata da John Moses Browning che forse non tutti conoscono.

La 1911 nasce per soddisfare un contratto militare, e come tale John Moses Browning e lo staff di tecnici Colt che la svilupparono non ebbero mano libera, ma dovevano sottostare alla richieste dell’esercito. La pistola offre molti dispositivi di sicurezza e differenti opzioni di funzionamento, che le hanno permesso ancora oggi di rimanere all’avanguardia. Secondo le moderne teorie e tecniche operative, il miglior modo di portare una system Colt 1911 è in condizione uno, con colpo in canna e sicura inserita. Ma la pistola è stata messa a punto per un esercito dei primi anni del 1900, con particolare attenzione rivolta alla Cavalleria. Il porto con il colpo in canna non era stato neppure preso in considerazione. I regolamenti prevedevano che le armi si portassero scariche, e caricate su ordine di un superiore in grado prima dell'azione, o in caso di assoluta necessità.

Colt 1911

La sicura dorsale fu introdotta per evitare che la pistola potesse esplodere il colpo in caso di caduta con la volata verso l’alto. Se l’arma fosse caduta ad un soldato a cavallo, il grilletto avrebbe avuto abbastanza inerzia da far partire un colpo e mettere in pericolo i cavalli e i soldati attorno a lui. Una caduta con la volata rivolta verso il basso non preoccupava, in quanto l’eventuale colpo avrebbe colpito il terreno.

La sicura al pollice fu voluta espressamente dall’esercito per consentire al soldato a cavallo di mettere in sicurezza la pistola con il solo movimento del pollice, in modo da permettergli di sedare una eventuale bizzarria del cavallo in tutta sicurezza. Questa sicura appare solo alla fine del suo sviluppo, su alcuni esemplari del modello 1910, e sulla versione definitiva che superò la prova di adozione del 1911, ma è assente in tutti i prototipi precedenti.

Browning, che amava progettare parti con più di una funzione, aveva predisposto la mezza monta del cane sia come sistema di sicurezza passivo che attivo, da azionarsi manualmente. Una volta che il cane fosse stato abbassato sulla mezza monta, questa avrebbe bloccato anche la catena di scatto. La presenza della sicura dorsale, costringeva ad eseguire il disarmo in sicurezza utilizzando entrambe le mani, e la cresta del cane larga e zigrinata impediva che il cane potesse scivolare facilmente. Il blocco dello scatto sulla mezza monta fu lasciato anche sulla pistola definitiva. Fu eliminato a partire dalla Series 80, sostituito da un più comune scalino.

Colt 1911

Fu Colt e non Kimber ad introdurre per prima la sicura al percussore tipo Swartz, a partire dall'Ottobre 1937. La sua produzione fu interrotta molto presto, quando Colt fu impegnata nella produzione militare per la seconda guerra mondiale, e non fu più introdotta alla ripresa della produzione civile dopo la fine della guerra.

In origine la curvatura inferiore della piastrina blocca percussore aveva un raggio di curvatura di 5/64 esimi di pollice (.078” = 1,98 mm). Nel 1918 l’esercito americano approvò l’aumento di questo raggio a 7/32 esimi di pollice (.219” = 5,56 mm), in risposta alle lamentele per la difficoltà di arretrare il carrello per armare la pistola quando il cane era abbassato.

Questa piastrina ha più di una funzione: trattiene il percussore in sede, rallenta il rinculo del carrello, ne ritarda l’apertura, e impedisce al cane di raggiungere il percussore quando la pistola non è perfettamente chiusa. Quest’ultima funzione è ridondante con quella del disconnettore, che blocca lo scatto quando il carrello è leggermente aperto.

Colt 1911

Si narra che durante le prove di adozione dell'Esercito Americano del 1911, fu lo stesso Browning che si occupò delo smontaggio completo della pistola. Il tecnico della Savage, l'arma concorrente, stava ancora poszionando la sua attrezzatura da armaiolo sul banco di lavoro, quando dall'altra parte John Moses aveva già completamente smontato pezzo per pezzo la sua 1911. E senza utilizzare alcuno strumento se non le sue mani. Man mano che procedeva nello smontaggio, utilizzava gli stessi pezzi che venivano fuori dalla pistola per estrarre quelli che rimanevano e proseguire nella scomposizione dell’arma. Anche gli Ufficiali che avevano qualche perplessità sull’adozione della pistola si convinsero definitivamente, dopo averla vista completamente smontata, in una manciata di secondi, e senza utilizzare nessun attrezzo.

Il taglio delle viti è realizzato in maniera tale da poter accogliere l’orlatura di un bossolo in calibro .45 ACP, e utilizzarlo quindi come cacciavite. Se avete una Colt Government, anche moderna, osservate attentamente le viti, noterete che hanno la parte inferiore del taglio arrotondata, proprio per copiare l’impronta dell’orlo del bossolo. Qualcuno ipotizza che le guancette fossero in legno stagionato, per permettere al soldato di accendere un fuoco di fortuna, utilizzando la polvere di una cartuccia e appunto le guancette. In effetti all'epoca esistevano già materiali più economici con cui produrre le guance delle pistole, e questo spiegherebbe anche perché fu espressamente prevista la possibilità di utilizzare una cartuccia per rimuoverle dal telaio.

Colt 1911

Una volta eseguito lo smontaggio da campo, si estrae la sicura al pollice. La sicura al pollice è la chiave per lo smontaggio dell'intera pistola. A questo punto occorre infatti rimuovere il perno dello mainspring housing, che è l'unico perno trattenuto con forza dall'azione di una molla. In genere, allo scopo, si utilizzano cacciaspine e martello. La superficie laterale della sicura manuale è quasi completamente piatta, mentre soltanto una piccolissima parte è destinata ad accogliere il pollice per azionarla. Sembrerebbe una mancanza di attenzione nella progettazione. Invece ha quella forma per via del fatto che il pezzo ha la doppia funzione, di sicura manuale, e di cacciaspine per rimuovere il dorsalino porta molla del cane. Si appoggia il perno della sicura sul perno del portamolla, e lo si colpisce con il carrello. L'ampia superficie piana assicura di non danneggiare il carrello o la sicura stessa.

Il puntone del cane è il successivo attrezzo che esce dalla pistola e che può essere utilizzato per smontare tutto il resto. Si può usare per premere il percussore e rimuovere la piastrina di fermo, per spingere fuori l’estrattore, e tutti i perni rimanenti della pistola. Uno dei tre rebbi della molla triplice ha una piegatura, che funziona come cacciavite per rimuovere il pulsante di rilascio del caricatore. L'estrattore ha la misura e la forma giuste per rimuovere sporcizia e residui dalle guide di fusto e carrello. E' un attrezzo di pulizia molto efficace per l'intera pistola.

Anche il caricatore si smonta completamente. I fori del caricatore hanno anch'essi una doppia funzione. Consentono sia di verificare la residua disponibilità dei colpi, sia di rimuovere l’elevatore e la molla. Con il puntone del cane si abbassa l'elevatore, mentre con il percussore si blocca la molla utilizzando uno dei fori. A questo punto l'elevatore cade per gravità, e rimuovendo il percussore dal foro esce anche la molla. Anche in questo caso, l'astuccio del caricatore poteva essere utilizzato per altri scopi, e poi rimontato senza perdere di funzionalità.

Colt 1911

Ci sono delle molle compresse all’interno di ogni pistola, e prima o poi ognuno di noi ha potuto sperimentare la frustrazione di vederne schizzare via qualcuna, durante uno smontaggio. Nella 1911 la molla del percussore ha l’ultima spira piegata, in maniera da rimanere bloccata all’interno del percussore. Ovviamente questo non impedirà alla molla di schizzare via durante lo smontaggio, ma almeno si dovrà cercare un pezzo solo, anziché due.

La molla dei pistoncini è allo stesso modo bloccata sui due pistoncini, ma è anche piegata al centro, in maniera che non possa uscire dal tubo senza essere tirata. La molla di recupero è bloccata sul suo guidamolla, mentre il tubetto reggispinta ha una piccola parte semicircolare ritagliata e piegata, sulla superficie laterale, in modo da potersi avvitare sulla prima spira della molla di recupero. Se dovesse sfuggire durante lo smontaggio, tutto il complesso rimarrebbe ancorato alla pistola. Questa non è una caratteristica originale della pistola, ma una modifica che fu voluta dall'Esercito dopo la consegna del primo lotto di pistole.

Sono certo che molti non si sono mai neppure accorti che è possibile avvitare il tubetto reggispinta sulla molla, per cui è facile che durante lo smontaggio da campo un certo numero di questi tubi siano volati via e perduti. Probabilmente questo è successo anche in guerra. In questo caso è possibile sostituire il tappo reggispinta anteriore con un bossolo di recupero, e la pistola ritorna a funzionare correttamente. Se avete una pistola tipo 1911 con il guidamolla di tipo corto, potete provare voi stessi. Non proverei a spararci, ma la pistola si monta senza problemi e si può scarrelare, mantenendo inalterate le sue funzionalità.

Colt 1911

Nella conformazione originale con guidamolla corto, la 1911 poteva essere caricata e armata utilizzando una sola mano, premendo il tappo zigrinato della volata contro una adeguata superficie per scarrellare. Il bordo di un muro, uno scalino, il tacco dello stivale, ma anche la stessa sella del cavallo, essendo la pistola sviluppata espressamente per la Cavalleria Americana. Si tratta di un'esigenza della quale oggi si inizia a sentire la mancanza, tanto che molti produttori di pistole semiautomatiche montano tacche di mira rialzate con il bordo anteriore piatto, in maniera da poterle utilizzare, in caso di emergenza, per caricare il primo colpo, utilizzando il bordo della cintura o qualunque oggetto analogo a portata di mano. Senza un adeguato punto di appoggio, infatti, per caricare una pistola semiautomatica occorrono necessariamente entrambe le mani.

L’estrattore ha la giusta dimensione per poter pulire le guide di carrello e fusto da fango e detriti.

Infine, anche se questa non è proprio una caratteristica di sopravvivenza estrema, l’anello portacorreggiolo sotto al mainspring housing veniva utilizzato dai soldati come apri bottiglia.

Alcune fonti affermano che la cartuccia .45 ACP militare "Cal.45 Automatic Pistol Ball Cartridge, model of 1911", con proiettile blindato in lega di rame (cupronickel) del peso di 230 grani, fu portata a 234 grani immediatamente prima, o durante, la seconda guerra mondiale. Più o meno nello stesso periodo fu adottata anche una cartuccia con proiettile blindata in acciaio decarburato placcato in gliding (rame 95% e zinco 5%) dal peso di 231 grani.

Il Santo Graal dei collezionisti, tra le 1911-A1 della seconda guerra mondiale, sono gli esemplari prodotti da Singer. La famosa azienda di macchine da cucire, produsse 500 esemplari dimostrativi di 1911-A1 per l'Esercito Americano, in vista dell'impegno in guerra. Nonostante le pistole avessero superato gli standard qualitativi dell'Esercito, e all'azienda fosse stato offerto un contratto per la produzione di altre 15000 pistole, la Singer preferì utilizzare le proprie competenze nella meccanica di precisione per concentrarsi su altre commesse militari e declinò l'offerta. Le 500 pistole 1911-A1 di prova rimasero le uniche prodotte da Singer, e questo le ha rese tra le più ricercate in assoluto.

Alessandro (2017)


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